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sabato 30 aprile 2016

ROCCO TANICA LASCIA ELIO PERCHÈ (GIUSTAMENTE) VUOLE ESSERE PROTAGONISTA

Evito i giri di parole: Rocco Tanica lascia l'attività dal vivo con Elio e le Storie Tese perché due galli ormai famosi non possono più stare nello stesso pollaio. 
Mr. Sergio Conforti (così all'anagrafe), vera anima musicale della leggendaria band milanese, negli ultimi anni è cresciuto parecchio come personaggio televisivo. Una passione che non nasconde e che ha ormai preso forse il sopravvento sulla sua anima musicale. Più che una passione, una giusta esigenza di visibilità personale dopo anni passati nell'ombra a fare in qualche modo il gregario di Elio, pur avendo un talento almeno pari se non tecnicamente superiore a quello dell'amico. Ed essendosi rivelato un maschio alfa dello spettacolo, Rocco su un palco a fare solo il tastierista, non ci sta più. Per questo abbandona definitivamente i live. Che già da tempo peraltro generosamente disertava.

Lui la racconta con ironia, certo, dice che è l'età che glielo impone, che le ore piccole dei tour non fanno per lui, che è colpa dei bioritmi, ecc. ecc. La verità è che da anni le due primedonne si sono parecchio allontanate e fanno esperimenti qua e là. E Sergio sente il bisogno di spazio, visibilità e riflettori puntati su di sé. Dalla rassegna stampa al Festival di Sanremo a esperienze meno premiate, come «Razzo laser», passando per altre vetrine tv. Non c'è nulla di male. Il lavoro in studio con gli Elii continuerà (anche perché senza le trovate e la maestria di Rocco Tanica, diciamocelo, per gli altri sarebbe dura), ma se il tempo cambia le persone, è giusto concedere anche a lui la vanità di un bell'occhio di bue puntato addosso sulla scena.

AGGIORNAMENTO
In un'intervista Sergio Conforti ha voluto spiegare meglio le ragioni, in realtà di salute, che stanno dietro la sua scelta di lasciare l'attività dal vivo con Elio e le Storie Tese. Una sofferta chiacchierata uscita il giorno 25 aprile e sfuggita un po' a tutti. Ecco l'intervista pubblicata su Facebook, che voglio accompagnare con un grande abbraccio a Rocco:

https://www.facebook.com/elioelestorietesefanpage/videos/1184371721615424/?pnref=story

sabato 9 aprile 2016

VIVA «LAURA E PAOLA», OVVERO QUANDO LE CRITICHE SERVONO A QUALCOSA

Anche se come Auditel sono sotto di qualche punto rispetto al ridondante trash di «Ciao Darwin» by Paolo Bonolis (uno show impeccabilmente ripetitivo, che nel suo stile cinico/furbetto dileggia il pecoreccio facendone abbondante uso), viva «Laura & Paola» su Raiuno.
Anzi, doppiamente viva, perché rispetto alla prima puntata Cortellesi & Pausini, con grande umiltà, hanno messo mano alla scaletta piazzando una serie di correttivi allo spettacolo e seguendo molte delle tante (buone) dritte che sono venute dai social, dal pubblico, dalle critiche costruttive piovute addosso al programma.
Hanno asciugato il tutto, pur nella necessità di coprire una durata minima richiesta di palinsesto; hanno piazzato in sigla il trascinante medley supercondensato di Rocco Tanica (il momento più bello della prima puntata); hanno regalato qualche chicca, come il dialogo contro la violenza domestica di Paola e la canzone «La fila al bagno delle donne è lunghissima», sempre by Rocco. Insomma, meno parole e più esibizioni, anche separate, visto che il modulo della conduzione comune ha funzionato poco. Troppo parlarsi addosso in modo compiaciuto non aiuta.

Certo, non sono mancati riempitivi e momenti di down (il noioso quiz con Frizzi, che serviva solo a promuovere il film di Margherita Buy e Claudia Gerini, e l'inutile intervista a un imbolsito Kevin Costner, a un passo dalle ospitate con Paolo Limiti), ma averne di spettacoli così. Come una volta. Quando la tv era davvero intrattenimento di valore e non uso smodato di gente comune senza talento con la velleità di apparire in tv. La Pausini, che pure ha rivelato, imitando una strepitosa Ornella Vanoni (il Gino Paoli di Luca Zingaretti invece era un caso per «Il commissario Montalbano), un grande talento anche come intrattenitrice, si è concessa una piccola caduta di stile. Alla presenza di Costner, quando per un attimo non è partito un filmato, si è lasciata andare a uno sgradevole (e soprattutto provinciale) «This is Italy», scusandosi implicitamente con il monoespressivo attore. Laura, tieni presente che Costner ha fatto la pubblicità di Valleverde e Tonno Rio mare qui da noi provinciali, quindi non ti devi scusare di niente.
Stai manza che così ci piaci, bevi sangiovese, e balla coi lupi.

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