sabato 1 luglio 2017

MODENA PARK * VASCO ROSSI, NON IL PIU' GRANDE, MA IL PIU' TRASVERSALE

Vasco, 1 luglio 2017: il grande incantatore del Modena Park.
Vasco Rossi non è il più grande cantautore italiano, ma è riuscito a essere senza dubbio il più trasversale. Il più spendibile agli occhi (ops, alle orecchie) di tutti.
Lo dimostrano non soltanto le 220 mila persone che lo attendono al Modena Park per un live storico per la musica non solo nostrana (130 metri di palco, come un palazzo di otto piani, 26 telecamere, 1.500 metri quadrati di schermi in movimento); lo dimostra soprattutto la così ampia tipologia di pubblico che il «rocker» - più per definizione e convenzione che nella realtà, decisamente più sfaccettata - è riuscita a catturare.


La locandina dello show al Parco Enzo Ferrari
Vasco è sfottente, se occorre alza il dito medio in una trasgressione minimale che è più un complice ammiccamento al suo popolo, ma è anche inguaribilmente romantico. Di quel romanticismo struggente, inquieto, adolescenziale. Vasco è flippato ma anche filosofo, come quando con poche semplici frasi pennella le domande della vita sullo spartito in «Un senso». Vasco è «Albachiara» e i capolavori di ieri, i pezzi immortali, mescolati ai tormenti di oggi e di ieri. La malattia e il ritorno. Vasco da Zocca fa il divo perché c'è scritto sul copione, ma arriva con semplicità al cuore di ognuno di noi. È questo il suo segreto. Riuscire a essere introiettato da più generazioni. È diventato pian piano la pelle di ciascuno. È forte e debole. Come tutti. Che ci ritroviamo sotto il palco a cantare noi stessi utilizzando lui come pretesto. «Perché liberi liberi siamo noi. Però liberi da che cosa, chissà cos'è?». Già, chissà cos'è?



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