sabato 23 gennaio 2021

REGIONE LOMBARDIA * E SE SI DIMETTESSE ANCHE ATTILIO FONTANA? FORSE SAREBBE ORA

Il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

Quindi ricapitoliamo: Attilio Fontana vede che c'è Covid in aumento e invoca misure di contenimento del virus più restrittive per la Regione Lombardia. Giusto. Il Governo, visti i dati, che confermano l'aumento (dati che in buona parte sono forniti dalla stessa Regione), decide di portare la Lombardia di nuovo in Zona Rossa. Appena proclamata la zona rossa, Fontana annuncia un ricorso al Tar perché la scellerata zona rossa da lui appena implicitamente invocata sarebbe illegittima in quanto sbagliati i dati (che in parte la stessa Regione da lui guidata ha fornito, ma di questo ovviamente non parla) sui contagi. 
Oggi si scopre che le cifre sarebbero effettivamente più alte del dovuto, e da domani la Lombardia tornerà in arancione. Fontana, che con il fido Matteo Salvini fa tutto da solo, avanzamenti e retromarce (purché il nocciolo della questione sia attaccare il Governo) e che ha fornito dati sbagliati appellandosi poi contro i medesimi, inizia oggi un rimpallo di responsabilità con lo Stato (il gioco è sempre tutto lì) su chi abbia sbagliato sui dati lombardi. I giornali filo-leghisti (Libero), accortisi del drammatico scivolone infatti oggi titolano con fuoco di copertura: 300 milioni persi dalla Lombardia a causa dell'errata zona rossa. Che è tutta una fantastica proiezione multi-color avanti e indrè di Fountain & Friends. 
In attesa che Fontana si alzi domattina chiedendo un nuovo inasprimento delle misure di contenimento del virus, per poi ottenerle, verificare di aver sbagliato, e appellarsi al Tar contro il proprio cervello, restiamo in attesa di capire se prima o poi lo scudiero di Capitan Cazzaro Green se ne andrà a casa anche lui. Perché avrò anche azzeccato la previsione quando ho scritto che l'unico a lasciarci le penne sarebbe stato Ollio Gallera, ma per la povera Regione in cui vivo mi piacerebbe vedere un po' di giustizia in più. E veder partire per lidi molto, molto lontani, magari con un nuovo hair stylist, anche Mr Stanlio Fontana. Che tante soddisfazioni sta dando all'avanspettacolo, ma meno alla sua/nostra Lombardia.

SANREMO * ACCANTO A ELODIE C'È MATILDA DE ANGELIS, LA SEXY ICONA DI «THE UNDOING»

Matilda De Angelis sul red carpet.

Zitta zitta, nonostante abbia appena 25 anni, di strada ne ha già fatta parecchia, Matilda De Angelis. L'attrice bolognese oggetto del desiderio nella serie tv del momento, «The Undoing», con Nicole Kidman e Hugh Grant, sarà accanto ad Amadeus (e a un'altra bellissima della musica leggera italiana, Elodie) sul palco del prossimo Festival di Sanremo. Che - salvo slittamenti causa Covid di cui al momento si vocifera soltanto - dovrebbe tenersi la prima settimana di marzo.

Nella trama di The Undoing, Matilda (che ha un passato nella musica, avendo debuttato a 16 anni con la band Rumba de Bodas) è Elena Alves, la donna di cui si innamora l'oncologo Grant e che viene trovata morta all'inizio del racconto. Tutta la serie si dipana andando a caccia del colpevole e la sensualità della nostra sbuca indubitabilmente da ogni poro.

Ma l'attrice, che fu anche protagonista del clip dei TheGiornalisti «Felicità puttana» in questo momento ha più che mai l'attenzione dei media puntata addosso perché ha interpretato il tenero film appena uscito on-line «L'incredibile storia dell'isola delle rose», un'utopia italiana degli Anni 60.

Che dire? L'approdo all'Ariston è il suo lancio definitivo nella grossa popolarità. In bocca al lupo.

giovedì 21 gennaio 2021

POLITICA * LA TENTAZIONE DI SILVIO: TUTTA FORZA ITALIA COL GOVERNO IN CAMBIO DI...

Da sinistra, Silvio Berlusconi, l'ex pornostar Ilona Staller in arte Cicciolina e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

L'ultima indiscrezione malandrina che gira a Roma è il progetto per salvare il salvabile dai futuri e già minacciati ricatti di Matteo Renzi e Italia Viva, che rimetterebbero a stretto giro in forte difficoltà numerica il Governo (per esempio il 27 gennaio, con un voto chiave al Senato), è la soluzione che sembra l'uovo di Colombo. Starebbero infatti trattando sottobanco il "responsabile" passaggio di tutta la compagine di Forza Italia dal Centrodestra allo schieramento attualmente in carica. Del resto Silvio Berlusconi è sempre stato un moderato e negli ultimi anni (almeno nell'ultima fase) convintamente europeista. 
Con Matteo Salvini e Giorgia Meloni c'entra poco o nulla e (come Renzi) non ama stare in posti dove non abbia in mano il bastone del comando. Sul piatto ci sarebbe la testa di Giuseppe Conte, da sacrificare in qualche modo platealmente trovando un sostituto che consenta di portare avanti le cose e concludere l'emergenza della pandemia senza andare a elezioni, che comporterebbero un irresponsabile blocco per sei mesi di tutte le attività politiche, e un'altra (più che) promessa a mezza bocca: fare in modo che Berlusconi realizzi il suo vecchio sogno di andare appena possibile ad occupare il posto di Sergio Mattarella.
Questo sarebbe lo scenario. Che ci consente di sgommare anche una riflessione, per così dire, a caldo: pensa quanto varranno tra poco (anche solo per il mercato dei collezionisti) le mutande berlusconiane che ha nel cassetto l'ex pornostar Ilona Staller in arte Cicciolina.

martedì 19 gennaio 2021

CRISI DI GOVERNO * LA RETROMARCIA DI RENZI E IL «COATTO UNICO» DI GIORGIA MELONI

Matteo Renzi, leader di Italia Viva, e Giorgia Meloni, a capo di Fratelli d'Italia.

I miei due cent sulla giornata di ieri. Matteo Renzi si è accorto (tardi) di avere tirato troppo la corda col suo harakiri furbetto ed egoriferito (che gli è sfuggito di mano, perché pensava di riuscire a chiudere il ricattone prima, ma ha trovato un muro), collezionando più critiche in pochi giorni da tutto il Paese che in tutta la sua vita, così è stato costretto a ordinare ai suoi la cauta astensione alla Camera. Li farà astenere anche oggi al Senato, dove si gioca la partita più difficile, altrimenti comprometterebbe del tutto un'immagine che come detto da tempo non esiste più agli occhi della gente. 
E per accontentare chi l'ha aspramente criticato anche per questo, farà parlare una delle due ministre Veline schiave e sottomesse che ha costretto nei giorni scorsi a silenti dimissioni. Comunque vada ne esce male, perché ha ordito tutta la pagliacciata. Credo che Giuseppe Conte si salverà in extremis, anche se con numeri minimi. E nel caso non dovesse salvarsi si troverà un altro fantoccio col rimpastone del Presidente Sergio Mattarella, perché le elezioni in questo momento sono la cosa più assurda e irresponsabile che si possa immaginare.
Il discorso di Giorgia Meloni. Non so se sia davvero convinta di essere una madre della Patria, ma è teatralmente brava. Un mix pesciarolo fra Anna Magnani e la Sòra Lella, senza aver mai raggiunto il successo di nessuna delle due. Del resto ha sempre amato il «Coatto unico», per dirla teatralmene. Ma ha i sondaggi in crescita (mentre la Lega è arrivata ieri a perdere il 12%) ed è galvanizzata. Le opposizioni fanno il loro gioco disfattista, ed è loro diritto: l'opposizione deve buttare giù il Governo per salire al potere. Peccato che il momento drammatico che stiamo vivendo sia del tutto eccezionale e che questo loro sacrosanto diritto si giochi adesso sulla pelle di tutti, compresi i loro elettori.
Renata Polverini ha fatto benissimo a lasciare Forza Italia e passare con la compagine di Governo perché ha scelto il momento più utile, più intelligente (e soprattutto più plateale) per farlo.

lunedì 18 gennaio 2021

GLI SMARTPHONE NUOVI A PREZZI FOLLI E I "POLLI" DA SPENNARE


L'iPhone 12, uscito di recente, costava 1.200 euro. E già mi pareva fantascienza. Nei giorni scorsi è uscito il nuovo Samsung S21, che si attesta sui 1.450 (però ti danno in omaggio un paio di cazzilli, e te li fanno anche pesare). Credevo che il mercato fosse piuttosto saturo e che la crisi generale, con annessa pandemia che colpisce pesantemente ovunque nel mondo, inducesse le case a ridurre le pretese, anziché aumentarle.
Evidentemente sbagliavo, o comunque va fatto un altro ragionamento. Siccome non sono stupidi (anzi), e la politica dei prezzi è una cosa seria, credo che ormai la decisione a monte sia un'altra. 
Della serie: sappiamo di avere un numero (magari neppure così ridotto) di polli fanatici che appena esce il modello nuovo se lo devono accaparrare per forza immediatamente. Questi li spremiamo come limoni imponendo il prezzo che vogliamo. Tutti gli altri aspettino mesi l'uscita di un altro modello (o due) di nuova generazione, per accaparrarsi quello "vecchio" uscito oggi quando il suo prezzo sarà "crollato". Crollato ovviamente per modo di dire. Non trovo altra spiegazione. Per quanto mi riguarda, pur essendo un vero patito di tecnologia, sono fermo all'iPhone 7, che pure pagai 800 euro e che ancora fa benissimo il suo dovere; non sento il bisogno di rincorrere telefoni che costano come uno stipendio medio. Però assisto a tutto questo con uno stupore che è sempre nuovo.

domenica 17 gennaio 2021

INTERNET IMPOSSIBILE * L'INCUBO DELL'ACCESSO AD ALCUNI SITI BANCARI

Il problema della sicurezza on-line e dell'accessibilità.

Cerco di entrare nel sito di una banca (non farò il nome) dove ho depositato due soldi. Tieni conto che non ci vado mai, perché di norma per bonifici, accrediti e le comuni operazioni ne uso un'altra; questi signori hanno una procedura di sicurezza complicatissima (sa Iddìo quanto complicata, mai visto niente di così macchinoso) che ogni sei mesi fa scadere tutte le password, i codici, il riconoscimento digitale sull'app (ti fa scadere anche il bollo dell'auto e l'abbonamento a Netflix, se non stai attento) e prevede che tu le rinnovi. Ma non andandoci mai, ogni volta dimentico tutto. In pratica un casino epocale che ogni sei mesi si chiude con il blocco dell'account e (povero) me che chiamo l'assistenza telefonica, mi lamento della loro assurda procedura di sicurezza (con l'operatrice che ammette: "In effetti sì, riceviamo qualche lamentela") e chiedo la riattivazione dopo aver pregato in una lingua morta e mandato copia a colori dell'albero genealogico tornando indietro di 12 generazioni.
Stavolta stava andando apparentemente meglio: mi bloccano l'account al secondo tentativo (manco al terzo, al secondo, abbondiamo), però compare la domanda di sicurezza che avevo impostato non so quando e non so come e che potrebbe riattivarlo: «Qual è il cognome da nubile di tua nonna materna?». Aaahhh, bello mio: stavolta la so. Stavolta non mi freghi. Il cognome di nonnina, buonanima, era VERCESI. Non ci sono santi. Digito VERCESI e sai che cosa mi compare? Messaggio di errore. Come errore? È l'unica risposta possibile. Se fossimo a un quiz avrei vinto il superpremio.
Leggo meglio il messaggio di errore: «IL CAMPO DA LEI INSERITO DEVE CONTENERE ALMENO 8 CARATTERI». Ma benedetto Iddìo, se nonnina nel cognome aveva 7 caratteri, mica posso darti un altro cognome o aggiungere una lettera ad cazzum! Non si chiamava PIERGIACOMI. Purtroppo si chiamava VERCESI. Riprovo. Niente. Vuole che mia nonna abbia un altro cognome, come una password qualsiasi di «Almeno 8 caratteri». Non vado oltre perché probabilmente mi chiederà poi di inserire anche un numero e un carattere speciale nel cognome della signora.
La risposta sarà anche segreta, ma non è un mistero per nessuno che questi siano scemi.

giovedì 14 gennaio 2021

POLITICA * MATTEO RENZI, L'UNICO CHE FINGE DI NON AVER CAPITO

Il leader di Italia viva Matteo Renzi.

Matteo Renzi
non ha capito (meglio, finge di non aver capito e prova malamente a salvarsi le natiche) una cosa basilare di questo Paese: gli italiani, stressati da decenni di malgoverni di ogni colore e da una tassazione a dir poco sublime, hanno in odio la politica e i politicanti. Poi i giochi e i giochetti di Palazzo e di potere un po' li seguono, un po' no, magari non li digeriscono, ma in ogni caso li dimenticano. Gli italiani dimenticano tutto, con la memoria del pesce rosso. Ma - per il motivo di cui sopra - non dimenticano e si segnano sul diario col cuoricino le frasi lapidarie su chi promette di abbandonare la poltrona. 
Quando Matteo Renzi, tronfio, incautamente disse in tv: «Se perdo il referendum, lascio la politica», tutta l'Italia rimase basita e pensò: grande, questo ha veramente le palle; questo ha a cuore il Paese. Renzi ha perso quel referendum, non se n'è mai andato, ed è ancora lì ad ammorbarci con i giochetti di potere al 2% e rotti per restare disperatamente a galla.
Matteo Renzi agli occhi degli italiani è politicamente finito (totalmente finito) da quando non ha mantenuto quella solenne promessa. Non a caso Giorgio Gori, che pure era il suo spin doctor, l'abbandonò in un nano secondo per passare al Pd. L'unico che finge di non accorgersi di essere finito agli occhi degli italiani è Matteo Renzi. Ma con estrema coerenza fa ancora quel che può per romperci un pochino i cabbasisi.
In ogni caso, sarebbe bello che alla prossima occasione elettorale il Paese si ricordasse di un bulletto toscano che, con un partito morto che per ironia della sorte si chiama «Italia viva», con attività che chiudono giorno dopo giorno e tutti noi che affrontiamo una drammatica pandemia avendo altro a cui pensare, tira la corda fino all'ultimo solo per salvare il proprio orticello personale ed esporre un po' del proprio egocentrismo sui media. La politica è anche cinismo, capacità di sfruttare il peggio a proprio vantaggio; sì sì, per carità. Ma a me Matteo Renzi ora come ora fa proprio senso.

sabato 9 gennaio 2021

FACEBOOK E TWITTER, È UN ERRORE CHIUDERE L'ACCOUNT DI DONALD TRUMP

L'ex Presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump.

Ritengo, da tempi non sospetti, Donald Trump un pericoloso imbecille. E (non solo) in questi giorni l'ha ampiamente dimostrato. Ritengo però sbagliata e fortemente illiberale (anche poco americana, per così dire) la decisione di Facebook e Twitter di sospendergli gli account. Quello di Twitter, la piattaforma dove ha fatto più danni mediatici, è stato addirittura chiuso "definitivamente". È notizia di oggi.
Ho un tale amore e rispetto per l'America e i suoi ideali di libertà, che queste cose mi fanno male. È vero che si tratta di società private, che nel loro orticello possono fare in teoria (e anche in pratica, come vediamo) ciò che vogliono, ma ormai Facebook e Twitter sono parte fondante della moderna comunicazione. Non mi sognerei mai di impedire di parlare (sul suo profilo naturalmente: non venga a rompere le balle in casa d'altri) a un pericoloso imbecille. Sai quanti ne abbiamo anche tra i nostri contatti che diffondono cialtronate e fake news politiche a nastro ogni giorno. È la libertà, bellezza. Ma lo criticherei aspramente in pubblico sperando che la gente pian piano si accorga di avere a che fare con un pericoloso imbecille, lasciandolo al suo destino. 
Anche da noi ci sono pericolosi imbecilli, in politica, che giocano a tirare troppo la corda (non solo) su Twitter. Non farò nomi, lasciando il fitto mistero: il quiz del resto è tremendamente difficile da risolvere.
Ma mai mi sognerei di chiudere loro l'account. Primo, per i motivi di cui sopra. Ai quali credo fortemente. Secondo, per non dare loro l'immediata, istantanea occasione di poter giocare a fare i martiri della democrazia negata e specularci sopra.

venerdì 8 gennaio 2021

PURGATORI E L'ERRORE SU «GLORIA» * DIAMO A LAURA BRANIGAN CIO' CHE LE SPETTA

I due interpreti di Gloria: Umberto Tozzi, che è anche autore del pezzo, e Laura Branigan, che ha interpretato la cover in glese.

Clamorosa toppata del pur bravo Andrea Purgatori: ad Atlantide commenta un video dagli USA di un pre-comizio della Trump family (c'era anche Ivanka tutta di nero vestita) che nel backstage si prepara a uscire sul palco mentre il pubblico viene scaldato da “Gloria” di Umberto Tozzi cantata da Laura Branigan; canzone diffusa a tutto volume per esaltare l'uditorio. Purgatori riconosce il pezzo di Umbertone (che Dio solo sa quanto guadagna ancora di diritti in tutto il mondo) ma puntualizza con un drammatico “Nella versione di Gloria Gaynor”. Ennò. Scusate ma su queste cose fondamentali divento puntiglioso. L’assalto al Congresso mi passa persino in secondo piano.

CARI PROUD BOYS DI DONALD TRUMP: COL FOLKOLORE D'ASSALTO NON AVETE INVENTATO NIENTE

L'assalto al Congresso Usa dei Repubblicani seguaci di Trump, i  Proud Boys, e (a destra) i militanti leghisti anni fa sul suolo di Pontida sotto le bandiere della Lega Nord.

Certo, sono passati tanti anni: era la Lega Nord di Umberto Bossi a Pontida. Altri tempi, ma forse neanche tanto. Questa doppia immagine solo per ricordare ai seguaci di Donald Trump (gli ormai famosi Proud Boys che hanno assaltato il Congresso americano) che non hanno inventato niente. Noi con gli accessori moda e il folklore primavera-estate-autunno-inverno siamo sempre stati avanti anni luce. E alla fine, si sa, chi si somiglia, si piglia. Se consideriamo poi che anche Matteo Salvini, il nuovo padrone del movimento che ha prima salvato dalla rovina eche  ora rischia di affossare con incaute scelte mediatiche, è da sempre un fervente trumpiano...

martedì 5 gennaio 2021

RENZI E GALLERA * GLI STRANI TEATRINI DELLA POLITICA ITALIANA

Matteo Renzi, senatore di Italia Viva e Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia.

Ho la sensazione che sulla scena politica locale e nazionale ci siano in atto un paio di teatrini all'italiana.
Il primo in Lombardia, dove la Lega ha appena scaricato l'imbarazzante forzista Gallera per una frase infelice ("Non richiamo i medici dalle ferie per fare i vaccini") che viene dopo un tale cumulo di figuracce di tutta l'amministrazione lombarda da fare impressione.

Credo che i leghisti scarichino Gallera soltanto per trovare il soggetto giusto, ormai abbastanza "maturo" agli occhi dell'opinione pubblica, da far fuori a guerra finita (o forse anche prima) salvando il posto all'altrettanto imbarazzante Attilio Fontana, che è però molto vicino e sodale di Matteo Salvini, dunque per il momento ancora intoccabile. Un Salvini da qualche tempo insolitamente calmo. Che abbia capito che dopo aver fatto perdere circa 10 punti nei sondaggi al suo partito (non parliamo poi dei consensi personali), si stava completamente bruciando a furia di scemate mediatiche?

Sul fronte nazionale, intanto, c'è l'agitarsi infinito di Matteo Renzi, che minaccia costantemente una crisi di Governo o comunque il classico rimpastone. Nel momento peggiore per farlo. Renzi punta i piedi perché con i consensi ai minimi termini stavolta si gioca davvero la sopravvivenza politica (lui che la politica aveva promesso di lasciarla una volta perso il referendum, ma questo è) e gioca a fare l'ago della bilancia per mostrare di essere ancora influente, decisivo e riguadagnare punti. Sono pronto a scommettere che tutto finirà in niente, con le adeguate concessioni di Giuseppe Conte al toscano narciso. 

Anche perché (e qui penso stia la gabola) ho la sensazione che ci sia un accordo sottobanco fra Renzi e lo stesso Conte per costringere il M5S a digerire il MES, che il Presidente del Consiglio vuole ma non può esporsi così tanto per averlo per via della coalizione che rappresenta. Un po' di teatrino (col Pd sempre defilato) e via che si riparte.
In tutto questo, la Lombardia, partita così lenta nella somministrazione dei vaccini (una Regione in teoria così influente e così bisognosa dei medesimi) è veramente uno scandalo. E non c'è più tempo da perdere.

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