mercoledì 29 novembre 2023

QUANDO I MATRIMONI VANNO IN CRISI, POCO PRIMA O SUBITO DOPO LE NOZZE

I matrimoni che scoppiano in dirittura d'arrivo, subito dopo o durante la cerimonia sono sempre più frequenti. Con esiti a volte involontariamente esilaranti.

Mai dire nozze. I matrimoni che vanno in frantumi sul rush finale (l'ultimo sforzo prima del traguardo, come si direbbe nello sport) o - peggio - subito dopo la cerimonia, non sono una prerogativa degli ambienti chic e snob dell'alta finanza. Il Paese reale è da sempre attraversato da fatti e inquietudini che spesso portano alla fine di un amore. Basta fare quattro chiacchiere con alcuni addetti ai lavori garantendo l'anonimato, per avere uno spaccato interessante. Che sta a metà fra le storie dei fumetti pruriginosi del leggendario Corna vissute, e il "Cattivi pensieri" di Ugo Tognazzi, con un'Edwige Fenech al massimo del suo splendore.
Un filone interessante è quello dei ripensamenti tardivi. Come quello che colse il futuro marito di una coppia toscana che si doveva sposare il giorno successivo in Costiera amalfitana. Durante la notte il nostro chiamò la futura sposa e le comunicò di avere cambiato idea. Così, senza fare un plissè. In chiesa, la mattina dopo, dove tutto il cerimoniale era pronto, il sacrestano avvisava mesto tutti dell'improvviso annullamento. Mentre lei, fra lacrime e imbarazzo, si inventò la caduta di papà dalle scale con relativa frattura del femore per giustificare il forfeit e mascherare la verità agli occhi degli invitati. Nel primo pomeriggio il futuro sposo richiamò la fidanzata e le disse di avere parlato con mammà, la quale l'aveva convinto a pronunciare il sì. Inutile dire che lei lo liquidò per sempre con parole irriferibili.

Cambiare idea non è così infrequente: ci sono spose con abiti da favola mollate dal futuro marito (letteralmente sparito sul modello Chi l'ha visto?) a una settimana dal pronunciamento. Ma anche altre che si sono accorte dell'"incompatibilità di carattere" con il fresco consorte durante il viaggio di nozze. Separandosi una volta scese dalla nave da crociera. Ambiente peraltro foriero di tradimenti (a volte scoperti) e relativi abbandoni.
In Campania è leggenda una storia che ha molti parallelismi con quella di Torino: un futuro marito che, sapendo da sei mesi di essere tradito dalla moglie con l'amico, il testimone dello sposo, non disse nulla e organizzò comunque il matrimonio. Sull'altare interruppe la cerimonia dicendo: "Sapete qual è la notizia? Questi due stanno assieme! Quindi non se ne fa niente. Però amici, ora andiamo tutti a pranzo, e poi ognuno a casa propria". Gelo tra le navate. Finì che anche il testimone-amante (sposato) dovette divorziare.

Proprio al ristorante, nel Cilento, andò peggio a una freschissima sposa particolarmente in fregola, che fu sorpresa a copulare in bagno con un cameriere durante il banchetto nuziale. Seguirono botte fra tutti; una rissa che neanche nei bar di Caracas. Un'altra ragazza, in viaggio di nozze in Indonesia, tornata da una passeggiata in spiaggia, trovò il marito a letto con una cameriera. Finì che prese l'aereo da sola per rientrare in Italia, dove chiese subito il divorzio.
Non mancano anche le vicende a lieto fine, per così dire: lei che si sposa incinta, ma subito dopo le nozze il marito, insospettitosi, chiede il test del Dna; alla fine si scopre che il padre del nascituro era il solito testimone. Categoria da attenzionare, direbbero i Carabinieri. Tra i due amanti clandestini però era vero amore, che dura ancora oggi.

Anche alcuni vip hanno fatto la loro parte. In un'intervista Fiorello raccontò dei suoi esordi come animatore nei villaggi. Dove fra colleghi erano soliti coprirsi le spalle in caso di fugaci tradimenti con la doLce metà di coppie di ogni tipo, anche di fresco conio. Se alla consegna delle valigie in camera si stabiliva già una potenziale intesa fra l'animatore e la moglie/fidanzata di turno, il malcapitato marito/fidanzato veniva invitato nei giorni successivi da un altro animatore a una sfida a tennis; durante quel lasso di tempo garantito e sorvegliato, nella stessa stanza della coppia pagante poteva consumarsi il tradimento a(ni)matoriale.
Storia che ci porta alla poesia goliardica dei "Cornetti caldi" fatti al fornaio dal Perozzi (Philippe Noiret) in Amici miei:
- "Che cell'ha i cornetti oggi, sor Antonio?".
- "Eh come nun cell'ho, caldi caldi!".
- "Eh, caldi caldi... Proprio fatti ora. Già che c'è, me ne dia un paio anche per la mi' moglie".

(DAL SETTIMANALE GENTE - AGOSTO 2023)

martedì 28 novembre 2023

«UNICA» (NETFLIX) * ILARY BLASI SI AUTO-ASSOLVE IN MODO CONVINCENTE

Ilary Blasi racconta della separazione da Francesco Totti nel documentario di Netflix «Unica».

«Unica», il monologo auto-assolutorio di Ilary Blasi in onda su Netflix, è un po' come certe riviste di gossip dal barbiere: pochi ammetteranno di averlo visto, ma in realtà (ben) più di una sfogliatina la daranno tutti. Che tradotto significa: l'universo mondo italico (e non solo) se lo gusterà saporitamente con tanto di fermo immagine dal primo all'ultimo degli 80 minuti di intervista.

La versione di Ilary è ben realizzata, sia sul piano tecnico-formale (dietro c'è la mano di quella lenza di Peppi Nocera, autore tra i più quotati) che contenutistico, molto strategica allo scopo di esaltare il personaggio della «cornuta e mazziata», ma servita con quella semplicità vera e ruspante che in fondo è sempre stata propria della stessa Ilary, seduta a raccontarsi fra un pianto e l'altro. Le lacrime abbondano, l'empatia aumenta. E ci si immedesima, fra le pieghe dell'infausta fine della storia d'amore tra l'ex Letterina del glorioso Passaparola di Gerry Scotti e Francesco Totti, l'ultimo Re della Roma calcistica.

La storia (non entrerò nel merito) si snoda con rigide scansioni temporali tra Whatsapp malandrini, un caffè che avrebbe fatto ingelosire il Pupone, Rolex distratti e borse e scarpe ben custodite che prendono il volo. Ma anche circostanze negate e detective. Sullo sfondo pian piano emerge sulla scena l'amante Noemi Bocchi. Mai da lei citata con nome e cognome ma mostrata in grafica nei ritagli dei giornali e dei siti web.

Per corroborare questo suo convincente ritratto (per forza, non c'è contraddittorio, preciseranno i fan di Totti, al quale comunque nessuno vieta di confezionare analogo documento con Prime Video) Ilary coinvolge amiche e famiglia. Il santino è servito. E Netflix fa l'affare della sua vita. 

lunedì 27 novembre 2023

DIMITRI KUNZ, UNA VITA PER FARSI UN NOME (ANZI, QUATTORDICI)

Il Ministro del Turismo Daniela Santanché insieme con il compagno Dimitri Kunz.

Nella vita farsi un nome è giusto; persino lodevole. Ma 14, tendenti al 15, cognomi e titoli nobiliari compresi, sembra un filino esagerato anche per chi ha ambizioni personali sovradimensionate. D'altra parte il Principe Dimitri Miesko Leopold Kunz d'Asburgo-Lorena Piast Bielitz Bielice Rellino Spalia Rasponi Spinelli Romano (pensa la povera maestra all'appello), compagno di Daniela Santanché, attuale Ministro del Turismo della Repubblica Italiana, mica se li è dati da solo: ci pensò papà, depositando quel sobrio appellativo all'anagrafe di San Marino. Il babbo di Dimitri - perdonate la sintesi, ma del resto lui stesso con signorilità la concede - era un agricoltore non privo di fantasia e forse di ironia, e negli Anni 60 se ti presentavi agli uffici del Titano (il Titano ti dà una mano) con quel pizzico di verve in più, potevi far chiamare tuo figlio un po' come ti pareva. Anche Giuseppe Attila Re degli unni Vercingetorige Thor Zeus Brambilla. Tanto mica controllavano. Al massimo un'alzata di sopracciglio.

La storia l'ha raccontata Report di Sigfrido Ranucci, in una puntata dove si andava a scavare tra i pochi splendori e le tante miserie delle società appartenute o riconducibili all'elegante signora Santanchè. Alcune delle quali quotate in Borsa. Ma anche un po' in borsetta, perché lo stile in fondo vuole la sua parte. Da Ki Group (settore bio), rilevata con l'ex compagno - se si può dire compagno a casa di una senatrice di Fratelli d'Italia - Canio Mazzaro, a Visibilia (editoria), che in ultima analisi ha visto come Amministratore Delegato proprio il fiorentino Dimitri Kunz eccetera. Perché la signora Daniela Garnero Santanchè, che iniziò la sua carriera politica come allieva di Ignazio La Russa (un signore che i figli li ha chiamati Geronimo, Lorenzo Cochis e Leonardo Apache, quindi in onomastica non può prendere lezioni da nessuno), è una che non si fa mancare niente. Iniziò fondando un'agenzia di PR a Torino, e ora vive nel bel mondo, tra alta moda, stabilimenti balneari assai chic e vernissage esclusivi. 

Un ambiente dove se la natura non ti ha concesso di essere (al) Twiga, devi almeno attrezzarti per piacere assai. E in quella dimensione additiva, rimodellante, linfodrenante e ristrutturante della vita, vale tutto. Sentimenti a parte, sui quali non si discute, un bel Principe con 14 nomi (tendenti al 15) molto wertmulleriani può sempre fare comodo. E Dimitri, 1.83 di figliolo, con quell'appeal che sta tra Ridge di Beautiful e il navigato conduttore di televendite tricologicamente più attrezzato di Giorgio Mastrota, è di certo una benedizione. Molto soap opera è anche il percorso sentimentale della coppia, dal momento che Dimitri prima era legato alla giornalista Patrizia Groppelli, poi fidanzatasi con Alessandro Sallusti, a sua volta fidanzato con Daniela Santanchè, passata quindi a sorpresa al Kunz. 

Dove lo trovi uno che quando è in buona ti fa lo sconto e non si fa chiamare neanche "Altezza reale"? E, onestamente, spiace vedere gli Asburgo-Lorena (più Asburgo che Lorena) rimarcare con fermezza: "Dimitri Kunz non appartiene al nostro casato e non è nemmeno principe". Si fa torto alla fantasia di un papà brillante, all'anagrafe di San Marino, ma anche alla genialità di Paolo Villaggio, che in Fantozzi s'era inventato personaggi come la Contessa Serbelloni-Mazzanti Viendalmare, il Duca Conte Semenzara e il Visconte Cobram.

Guardiamo avanti. Qualora Daniela e Dimitri dovessero optare per le nozze (in bianco, officiate da Flavio Briatore al Billionaire di Porto Cervo, in diretta su Retequattro), sarebbe una gioia per gli occhi. "Vuoi tu Daniela Garnero sposare il qui presente...". Tre ore solo per leggere per intero il nome dello sposo. Sai quanti spot ci puoi infilare? Uno in gamba come minimo ci risana l'azienda.


(DAL SETTIMANALE GENTE - GIUGNO 2023)


venerdì 24 novembre 2023

«IO CANTO GENERATION»: È COSI' CHE SI FA BUONA TELEVISIONE


"Sono contenta, come sempre, di fare da apripista a questo genere di trasmissioni, e mi capita ogni volta. Inizio coi bambini e qualcuno mi viene dietro immediatamente. Mi tallona, mi attenziona molto, direi". Presentando una nuova stagione del suo «The Voice Kids», Antonella Clerici rivendica una primogenitura e sembra lanciare frecciatine al programma della concorrenza, «Io canto generation», appena partito su Canale 5. L'ammiccamento ci sta, ma perché Mediaset dovrebbe rinunciare a uno show dove i bambini cantano, soltanto perché ne andava in onda già uno? Seguendo questo ragionamento buono soprattutto per strappare qualche titolo in una conferenza stampa, esistendo già da una vita lo Zecchino d'oro e i Piccoli fans di Sandra Milo, nessuno dovrebbe più maneggiare bimbi canterini. Invece si può, eccome. Basta farlo bene.

E Canale 5 l'ha fatto con mestiere, in uno show che mi ha sorpreso per ritmo e leggerezza. Pezzi veloci (versioni più brevi, per non annoiare), un'orchestra che si è dannata per preparare una mole non indifferente di materiale, duetti con un cast di coach e giurati di primo livello, e un dispiego di mezzi da tempi della grandeur televisiva. Il tutto cucinato da Gerry Scotti, che con l'abilità da veterano che lo contraddistingue e la sua grande capacità di intercettare gli umori popolari, si gioca un mordi e fuggi di facce strane e interventi pop senza mai far scendere la tensione, che porterebbe a fugaci tocchi sul telecomando. Il pubblico ha giustamente premiato il programma, che gli addetti ai lavori immaginavano debole a causa dei tre rinvii di messa in onda.

Insomma, «Io canto generation» è stata una sorsata d'acqua fresca. Un bel progetto che s'inserisce nella filosofia della nuova Mediaset voluta da Pier Silvio Berlusconi, che prevede programmi più consoni a un grande broadcaster (si pensi al lavoro di ripulitura fatto sul Grande Fratello, che io stesso ho sempre caldeggiato, nonché al ridimensionamento del mondo di Barbara D'Urso, ora non più in azienda) e una narrazione diversa. Anche grazie ad acquisti felici dalla galassia Rai, come Bianca Berlinguer. Il tutto in uno scenario televisivo sempre più complesso, con l'emorragia del pubblico giovane, e ascolti frammentati, che rendono difficili le scelte degli editori.

giovedì 23 novembre 2023

MARCO DELLA NOCE: «DOPO ZELIG E IL BARATRO, LA MIA NUOVA VITA È TRA I GONFIABILI»

Il comico Marco Della Noce oggi al lavoro tra i gonfiabili.

Chi ha detto che ai comici di successo la vita non possa regalare le musate contro i pali che si presentano sul cammino di noi comuni mortali? Marco Della Noce, 65 anni, milanese, nel cuore del pubblico per personaggi come Larsen e Oriano Ferrari di Zelig, un frontale col destino l'aveva fatto davvero: dopo una pesante separazione, aveva accumulato debiti per 700 mila euro; tanto che le notti passate a dormire e rimuginare in auto, sulla sua vecchia Zafira, erano diventate più depressive che illusoriamente poetiche.
Dopo il crash, la rinascita. Che ci racconta col candore dell'eterno bravo ragazzo vicino al laghetto del Funnyland di Lissone, in Brianza. "E' un grande parco giochi per bambini - spiega - dove il mio socio e io ci occupiamo dei gonfiabili: scivoli, castelli... Ci sono tanti gazebo riservati, che le famigliole prenotano, per festeggiare e dare modo ai piccoli di giocare e interagire in sicurezza".

Quasi felliniano. Marco, quindi ha deciso di ripartire dalla fantasia.

"Sì, arrivano felici con tanti palloncini e fanno un gran casino. Quanti compleanni! Si lavora da maggio a settembre, meteo permettendo".
Ma il cabaret?
"Non l'ho mollato. Se ne occupa il mio agente, Peppe Putignani, che ho conosciuto durante il lockdown. Proprio da qui, il 22 giugno, partirò con una mia rassegna facendo esibire anche tanti colleghi".

Com'è uscito dal tunnel?
"Ho potuto accedere alla sovraesposizione del debito, detta anche legge anti suicidi, perché molti imprenditori in fallimento decidevano di farla finita; è stata introdotta di recente. Ci ha lavorato duramente due anni lo Studio Pagano di Brescia e alla fine ce l'abbiamo fatta: è la prima volta che viene applicata a un lavoratore dello spettacolo".
In pratica il Giudice...
"...Ha la facoltà di cancellare una parte del debito. Nel mio caso 500 mila euro. Ti restano la casa e l'auto, e per tre anni devi accantonare una parte dei tuoi guadagni per estinguere ciò che resta. C'è anche una sorta di tutore che ti segue. Alla fine sei pulito per la legge: zero. Non risulti né fallito né cattivo pagatore".

Dev'essere stata dura.

"Sì, ma se tieni come principi verità e sincerità, per quanto altri possano tentare di nascondere o negare, quando emerge, la verità vince sempre. Sempre. Magari ci vuole solo più di tempo".

Ma come si fa ad arrivare a 700 mila euro di debiti? E' una cifra enorme.
"Il problema più grosso erano gli interessi passivi con l'erario. La bolla è scoppiata nel 2017, ma dal 2013 al 2015 sono stati anni pesantissimi. Faccio un esempio: arrivavo a dicembre di un anno con 100 mila euro di debito con quella che allora si chiamava Equitalia. A gennaio-febbraio la cifra diventava 150 mila o più per via di interessi praticamente da usura. Le cose ora sono un po' migliorate con Agenzia delle entrate. E poi c'erano gli assegni di mantenimento dei figli, che si accumulavano, e gli affitti che non pagavo".
Ci vuole una forza enorme per resistere.
"Da 35 anni pratico il buddismo, e mi ha aiutato. Faccio parte dell'associazione laica Soka Gakkai. L'energia per il cambiamento l'abbiamo dentro. Immagini di essere il proiettore di un cinema che mostra la sua vita: se la pellicola è rovinata, bisogna andare ad aggiustare il fotogramma. L'esterno c'entra relativamente. Altrimenti ripetiamo gli errori".

Guzzanti diceva: "La risposta è dentro di te, ma è sbagliata".
"Eppure è vera. La nostra mente si chiama mente perché a volte... mente. Tende a farci ridurre sempre tutto alla schematicità quasi computerizzata del raziocinio. Eppure nelle filosofie orientali c'è anche il cervello di pancia, l'istinto. E a volte è giusto obbedirgli. Il nostro più grosso ostacolo spesso siamo noi stessi".

Ha rivendicato il "diritto al fallimento".
"Sì, nella nostra società il fallito è considerato una specie di reietto. In America se non hai almeno un paio di fallimenti alle spalle non sei nessuno. Perché? Perché sei riuscito a rialzarti, a ricostruire".
Ora dove vive?
"A Vedamo al Lambro. Sono solo perché quel che ho passato si è portato via tutti i legami sentimentali. Come le amicizie: quando ti va bene, sono tutti lì. Quando crolli spariscono, svapano come le sigarette elettroniche. Ho tre figli: Marta di 22, Jacopo di 20 e Matilde di 13. Avuti da due signore diverse. Con le mie ex vado d'accordo e loro tre si sentono autenticamente fratelli. Matilde studia anche kickboxing e tecniche di sopravvivenza con me nel gruppo Survival di Luca Bartezzaghi".

Eppure molti dei suoi problemi sono nati dalla separazione.
"Ma non ho mai parlato male della mia ex moglie. Mi riferivo a una legislatura troppo sbilanciata verso le donne. Ora le cose stanno un po' cambiando e anche i padri hanno più tutele. Mi ha aiutato l'Associazione papà separati, che accoglie anche donne non sposate".

Quel che le è capitato è stato più una slavina o uno stillicidio, una lenta rovina?
"All'inizio una cosa lenta, poi il piano si è inclinato molto velocemente".
La maschera del clown, di quello che sorride e che fa ridere. E' più difficile uscire da una batosta se sei un tipo così?
"No, l'ironia e l'autoironia ti salvano, sono una grossa medicina. Poi impari a volerti più bene, a valutarti per quel che sei e non per quanto possiedi. Dell'avere e dell'essere ha parlato anche Erich Fromm".

Si vola alto. Mi dica l'essenza della vita, allora.
"L'armonia delle differenze. Il loro rispetto. In un campo di fiori ognuno vuole essere più colorato e bello degli altri, non imitarli".

La battuta più bella del suo Oriano.

"Erano gli anni delle rivalità Barrichello-Schumaker. Dicevo che in scuderia non c'era nessuna disparità: Schumi entrava nei box col telecomando, mentre Barrichello doveva scendere e citofonare. Ora non posso neanche più fare battute sulla Ferrari, perché fa più ridere di me".

(DAL SETTIMANALE GENTE - GIUGNO 2023)

mercoledì 22 novembre 2023

POSTEGGIA NAPOLETANA * DIANA E CLAUDIO: LI CERCHI SUL WEB E TE LA PORTANO A CASA (OVUNQUE)

I salernitani Diana Ronca e Claudio De Bartolomeis. Sono sposati e portano in giro per l'Italia, su commissione, i loro spettacoli di posteggia napoletana.

Se volete dissetarvi con una spremuta d'amore in questi tempi aridi (soprattutto alle luci della cronaca), le prossime righe fanno per voi. Portabandiera del più nobile tra i sentimenti sono due musicisti salernitani: Diana Ronca, 57 anni, e il marito Claudio De Bartolomeis, 58. "Siamo insieme da 40 anni e sposati da 32 - dice Diana, che è diplomata in pianoforte ma fa prevalentemente la cantante -, e lui è stato non solo l'unico uomo che abbia avuto, ma anche l'unico che abbia baciato". Già così basterebbe per far piovere nuvole di zucchero filato. Ma a Diana e Claudio (batterista che attualmente si dedica alla chitarra) tutto questo non basta: vanno in giro per l'Italia e il mondo, se occorre, a cantare serenate su commissione. E le prenotazoni fioccano, attraverso i canali più disparati: dalle amicizie al passaparola, ma anche tramite Whatsapp; per non parlare del web, che presidiano con una pagina Facebook che porta il loro nome, e due siti: claudioediana.it e posteggianapoletana.it.

Già, la posteggia. I nostri, che esordirono nei piano bar campani e sul palco grazie alle 40 date di un tour di Pupo del 1987, sono in realtà posteggiatori. Niente a che vedere con i parcheggi: la posteggia a Napoli è non solo l'atto di approcciarsi a una ragazza, ma anche una performance musicale di due-tre musicisi che intrattengono i clienti ai tavoli di un ristorante cambiando ogni volta posto, appunto. E dal momento che un gruppo di musicanti partenopei senza un mandolino è come Gigi Marzullo senza il parrucchiere (qualcosa non torna), a volte Claudio e Diana lo reclutano, nella persona di Massimiliano Essolito.
Ci si campa? "La risposta è sì - spiega Diana -: facciamo molte esibizioni, e ogni classica serenata la notte prima del matrimonio sotto il balcone dell'amata o dell'amato, circa 20-30 minuti, costa al cliente quanto un bellissimo mazzo di fiori, salvo eventuali spese di trasferta. Eppure tutti, quando raccontiamo il nostro mestiere, ci chiedono: "Sì, ma... Il lavoro vero?". Che è poi anche il titolo del nostro libro autoprodotto. Lo spediamo su richiesta".
Tanti sono stati gli incontri con personaggi noti. "Ci invitarono per una festa di compleanno davanti a 20 persone, e il festeggiato era Roberto Murolo, che ne compiva 87. Lui cantò con un filo di voce. Cercammo di zittire la platea ma disse: "No, sì mme vonno sentì, stann' zitte", e poi si complimentò con noi definendoci "Ambasciatori della posteggia napoletana nel mondo". In realtà facciamo anche qualcosa di Pino Daniele e Tu sì na cosa grande di Modugno, tra i pezzi moderni. Una volta ci chiesero Il cielo in una stanza, che eseguimmo anche perché fra gli ospiti c'era Gino Paoli". Amici di Catena Fiorello, già nel radar di Maurizio Costanzo, Claudio e Diana non si negano neppure per serate di gala e presentazioni di libri (Franco Di Mare e il regista Duccio Forzano). Ma il piatto forte, si diceva, sono le serenate. Lo scorso anno si sono esibiti per Vincenzo Abbagnale e la sua futura sposa sulla scalinata del Duomo di Amalfi, che rifletteva pallide luci sotto una pioggia leggera. E in un'altra occasione erano sul Corso, a Gaeta, mentre il futuro sposo si presentò su un cavallo bianco, accompagnato da altri due perfettamente addestrati che danzavano ritmicamente al suono delle loro canzoni. "In pieno luglio - continua Diana - una coppia di irlandesi ci fece esibire sulla scalinata di Piazza di Spagna piena zeppa di gente. Finì con mille richieste di turisti che non ci lasciarono più andare via, credendo forse ci avesse messo lì il Comune. Altri due fidanzatini a Positano ci incontrarono 'per caso' sulla sabbia mentre camminavano romanticamente mano nella mano sul bagnasciuga. E fu lei a fare la sorpresa a lui. Durante la triste pandemia un signore di Milano ci ingaggiò per fare la serenata alla moglie su Skype. Ma adesso va molto anche un'altra occasione: farci esibire quando si chiede la mano della sposa. A Castellabate, in agosto, si trovò in vacanza la ragazza di lui, che ufficialmente doveva restare per lavoro in Germania, dove vivevano. Girando con un'amica in piazzetta si accorse che su un maxi-schermo venivano proiettate immagini della loro storia d'amore. A un certo punto spuntò a sorpresa lui con l'anello e si mise in ginocchio davanti a lei, mentre noi suonavamo".
Il fatto che si pascoli in pieno Stranamore (lo storico programma) è suffragato infine dalle immagini di questo servizio, scattate a Verona, sotto il balcone di Giulietta. Claudio e Diana sono stati ingaggiati per l'addio al nubilato di Miriana Palomba, insegnante di 30 anni di Angri che il 24 luglio a Caserta si sposerà con il fidanzato Andrea Montella. "Siamo insieme da ben 15 anni. Questa sorpresa incredibile me l'hanno organizzata mia sorella Dalila e altre tre amiche: era prevista una caccia al tesoro a Verona - ho indossato il velo da sposa tutto il giorno - e il premio finale avrebbe dovuto essere salire sul balcone di Giulietta. Mi trovavo in fila con altra gente; improvvisamente mi hanno dato la precedenza e mi sono affacciata, mentre sotto urlavano: "La sposa, la sposa!" e Cladio e Diana hanno iniziato a cantare Anema e core. Difficile spiegare l'emozione immensa che ho provato, mentre una folla guardava e scattava foto con gli smartphone. Il paradosso è che il mio fidanzato è anche violinista e avrebbe potuto suonarla lui, la serenata!".

(DAL SETTIMANALE GENTE - GIUGNO 2023)


martedì 21 novembre 2023

MORGAN CACCIATO DA X-FACTOR (CHE AL MERCATO MIO PADRE COMPRO')

Il cantante milanese Marco Castoldi, in arte Morgan, appena cacciato da «X-Factor» dopo le sue non inedite intemperanze. Che questa volta hanno toccato anche la produzione e la conduttrice Francesca Michielin. Comportamenti dichiarati «incompatibili e inappropriati.

Non ne usciremo mai. Solo gli ingenui possono pensare che accada. In questa tv e con questa comunicazione. E con il disperato bisogno di ascolti di programmi da più stagioni alla frutta, che alcune reti non si decidono ad abbandonare perché non sanno come sostituirli.
Insomma, peggio di SkyItalia che chiama Morgan a X-Factor per fare Morgan e poi lo caccia perché ha fatto Morgan, c'è solo Morgan, che fa Morgan Premium (col singolo in uscita) sapendo di essere cacciato da SkyItalia. Ma i peggiori di tutti siamo noi, che continuiamo a parlare di Morgan, consentendogli di essere un domani richiamato da SkyItalia per fare Morgan, e che poi lo ricaccerà perché ha fatto Morgan, in un loop infinito e inestricabile.

venerdì 17 novembre 2023

HO DENUNCIATO ALLA POLIZIA POSTALE VARI TENTATIVI DI VIOLAZIONE DEI MIEI ACCOUNT

I tentativi di accedere al mio account Google, avvenuti stanotte e bloccati dal sistema, che ho denunciato alla Polizia postale. Vengono dopo mesi di tentate violazioni perpetrate via e-mail, sms e Whatsapp. Questo reato è punibile dall''artcolo 615 del codice penale.

Ho presentato alla Polizia postale una denuncia contro ignoti per un tentativo di violazione del mio account di posta elettronica avvenuto stanotte alle 5, e documentato direttamente da Gmail, che l’ha bloccato, come da screenshot che vi allego. Questa violazione o tentativo di violazione di sistemi informatici protetti e interconnessi, un reato, è punibile dall’art. 615 del codice penale, segue una serie anomala di tentativi di phishing avvenuti negli ultimi mesi tramite e-mail, sms e whatsapp. L’ultimo su sms risale al 3 novembre. Tutto conservato e documentato. Non mi faccio intimidire, e non ho idea di chi stia operando in questo modo, ma intanto è giusto e necessario mettere un punto fermo. Con una denuncia alle autorità competenti e una pubblica segnalazione. Grazie e scusate se vi ho annoiato.

mercoledì 15 novembre 2023

GERRY SCOTTI SPARA SU «TERRA AMARA» E «IO CANTO» SLITTA PER LA TERZA VOLTA

Il conduttore Gerry Scotti, all'anagrafe Virginio,

Che cosa sta succedendo a Mediaset e (soprattutto) a Gerry Scotti? Mentre la messa in onda del suo «Io canto Generation», che doveva debuttare domani su Canale 5 dopo già ben due rinvii, viene differita per la terza volta (Confusione in palinsesto? Sfiducia nel prodotto? Ufficialmente la fuga è dovuta al confronto con la scalata acchiappa-ascolti del tennista Jannick Sinner, quindi una decisione per preservare il prodotto), il conduttore pavese è stato pizzicato a lanciare in trasmissione una bordata pesante a una fiction a basso costo in onda sulla principale rete dell'azienda che lo manda in onda. Ovvero la serie tv turca «Terra amara», che potrà non piacere (e a Scotti evidentemente non piace) ma che macina provvidenziali ascolti in momenti di magra puntando molto sul pubblico femminile. Mentre la concorrente del suo quiz cercava di indovinare il titolo in questione, Scotti ha sibilato: «Tutti i giorni su Canale 5 ci dobbiamo beccare 'sta roba». Una stroncatura senza appello. Non è proprio come il salumiere che sconsiglia i propri affettati, ma poco ci manca.

Il nervosisimo di Gerry è motivato probabilmente anche dai recenti, poco gloriosi ascolti del suo «Caduta libera», ma il nostro è sempre stato un aziendalista senza mezze misure. Strano che si sia lasciato andare a un commento così tranchant, che probabilmente non è stato gradito dai vertici del Biscione. In un'intervista a Renato Franco del Corriere oggi l'uomo che da una vita colleziona ogni anno una messe di contratti pubblicitari ha definito il quiz un programma «abusato», fiaccato da troppe messe in onda. E per ciò che riguarda Sanremo accanto ad Amadeus ha precisato «una sera ci sarò». Su questo nodo non è dato sapere se ci sia o meno una sintonia con Pier Silvio Berlusconi. Ma evidentemente sì, se Scotti lo annuncia con certezza. Pensandoci però, perché uno tra i volti di punta di un'azienda dovrebbe essere "prestato" dalla medesima al maggior programma dell'azienda concorrente, facendole guadagnare ascolti?

Di certo dietro le quinte e nei corridoi del Biscione sembra esserci maretta. È un caso più unico che raro il terzo rinvio di messa in onda di un programma annunciatissimo. E se è vero che di talent-show è già piena la televisione (dunque di «Io canto Generation» forse si può fare a meno), è anche vero che per questa produzione non si è badato a spese. È così alto il timore di un flop?

martedì 14 novembre 2023

MAURIZIO FERRINI E SARA GUGLIELMI: «IL NOSTRO È UN GRANDE AMORE, MA SENZA SESSO»

Maurizio Ferrini, interprete della ben nota e arboriana Signora Coriandoli a Che tempo che fa, sul Nove, insieme con la compagna, la romana Sara Guglielmi. Il programma di Fabio Fazio, ricco di ospiti, ha raggiunto risultati d'ascolto insperati dopo il trasloco dalla Rai.

Due cuori e una partita Iva. Con tanto di famiglia allargata. Maurizio Ferrini, 70 anni, tornato splendidamente in auge in video nei panni della Signora Coriandoli, fa coppia fissa da tempo con la romana Sara Guglielmi, 50. Una storia che – assicurano – è amore senza profani benefit: «Ci vogliamo un bene dell’anima - dice lui - e stiamo spesso insieme, ma viviamo in case separate e non facciamo sesso perché non siamo attratti reciprocamente. Ma qualcosa di speciale tra noi c’è, eccome». E mentre Sara, che gli fa contemporaneamente da agente e ufficio stampa, parla di «fratellanza», tu ti fermi a scavare tra gli occhioni sbarrati di una tra le meglio riuscite creature arboriane.

Ferrini, qual è il segreto della signora Coriandoli?
«L’apologia della parrucchiera. Le parrucchiere sono il primo social della storia: una notizia affidata a una parrucchiera di Bruxelles, nel giro di 24 ore arriva alla collega di Bagnacavallo, e da lì si sparge ovunque. Se l’informazione viene immessa in una parrucchiera di Rabat ci metterà 48 ore per arrivare a Bagnacavallo, ma sempre lì arriva. Sa com’è, il traffico…».
In effetti…
«Ci pensi: è una rete mondiale eterna. Perfetta, efficientissima e non hackerabile».

Io stavolta ci vedo anche dell’autorevolezza in più nel personaggio, o sbaglio?
«Non a caso Fazio al tavolo di Che tempo che fa mi incaricava spesso di chiosare. Attingo alla saggezza popolare e aggiungo del mio. A quelle frasi che alla gente arrivano subito, mentre l’intellettuale, anche se avvertito, o non ce la fa, o ci mette un po’ di più. Non ho autori: mi faccio dare qualche dritta da amici affidabili».

La stessa tecnica di Nino Frassica, per quanto ne so.
«Infatti siamo i migliori amici l’uno dell’altro».

Com’è riuscito a far splendere ancora la Coriandoli?
«Prima ho chiesto all’agenzia che aveva curato l’immagine di Alessandro Cattelan e ad altre per un lancio anche su web. Chiedevano 80-100 mila euro l’anno e volevano una gestione totale, senza ingerenze. Ipotizzavano di mettere incinta la signora, di farla abortire… Per carità!».
Quindi?
«Prima, un’amica truccatrice ha ribaltato l’idea del make-up di Emma, che inizialmente era troppo trans, troppo drag queen, trasformandola nella vera casalinga di Voghera. Ora se ne occupa Dana, sorella di Sara. Invece sua cugina Giovanna, che è una grande stilista, me la veste da capo a piedi con gusto sublime. Ogni volta che esco ho un abito diverso, come le conduttrici di Sanremo. Ne ho già messi 35».

Prima di questo ritorno, però, ci sono stati anni di silenzio, il telefono che non squillava più… Come si è sentito?
«Negli Anni 90, dopo il successo a Striscia e un noto spot, ho detto un paio di no che non avrei dovuto dire: apriti cielo. Al Nord, se rifiuti un progetto, borbottano un po’ in mezzo milanese ma poi si passa ad altro: “Business is business”. Negli ambienti di spettacolo romani non puoi, sei spacciato».
In che senso?
«Massì, viene considerata lesa maestà: è come un affronto all’Imperatore Diocleziano: ti mandano contro tre legioni da 6.000 uomini. Non lavori più. E offendono. Dicono: “Aò, ma chi tte credi da èsse”. E se vai via, perdi il posto all’osteria. Per sempre. Io non lo sapevo: ero solo un ex ragazzo di Cesena refrattario a tutti i vizi con un diploma da grafico, anzi da visual designer».

Ha ricordato Cesena. Parliamo della sua Romagna, ferita in modo così brutale.

«Mi si stringe il cuore: è la prima volta che la Romagna – davvero - non può farcela da sola. Aiutiamola in ogni modo! Cesena è tra le più colpite, allagata ovunque; anche la sede della Polizia stradale. A Faenza distrutto il laboratorio creativo di Roberta Graziani, che a mano su un unico, interminabile filo di cotone infila Swarowski e altri brillanti per abiti da 40 mila euro che poi vanno a Versace e che indossa Jennifer Lopez. La forza dell’acqua ha infilato il manico di una scopa contro il soffitto: sono andati distrutti i vecchi modelli d’archivio, di capi portate da Charlize Theron e dalle grandi star internazionali e i nuovi progetti ai quali lavorava. Per non parlare delle ceramiche Gatti, sempre a Faenza, del cui forno approfittavano artisti di tutto il mondo per realizzare pezzi unici venduti a 200-300 mila euro. Devastato dal fango».
Veniamo al suo amore per la qui presente Sara Guglielmi.
«Lo è, a tutti gli effetti. Anche se agevoliamo entrambi i rispettivi appuntamenti con altre persone e le auguro di trovare qualcuno che la ami almeno quanto me. Ora per esempio faremo tre settimane di vacanza insieme dormendo nello stesso letto. Ma non ci sfioreremo neppure».

Sara, come vi siete conosciuti?
«Grazie a un’amica addetta stampa, che mi passò il “cliente”, per così dire. Io in realtà lavoravo (e ogni tanto lo faccio ancora) alla Farmacia della Scrofa, a Roma, occupandomi di cosmetica. Uscivo da una storia tormentata con il mio ex compagno; una cosa che mi ha portata alcune volte a rivolgermi a “Doppia difesa”. Con Maurizio si creò subito una tale complicità, che sulle prime credette l’avessi lasciato per lui».
Invece…
«Invece tra noi c’era solo un feeling, ma unico. Che si è allargato poi anche ai miei due figli: Edoardo, che ha quasi 18 anni, e Jacopo, di 11, che soffre di autismo. Non è semplice mandare avanti due ragazzi da sola, soprattutto in una città che può rivelarsi complicata e ostile come Roma. Certe serate per lo sconforto totale e la stanchezza ho rischiato quasi di svenire. Maurizio c’era sempre, con i suoi messaggi, i vocali, con un supporto che non è mai venuto meno. Ci siamo aiutati entrambi, anche economicamente, quando c’era la necessità».

Stato e Regione si sono defilati?

«Per Jacopo mi viene garantita un’assistenza di due ore e mezza al giorno. Sono poche, e spesso ho dovuto farmi aiutare anche da Edoardo, sottraendogli del tempo. Sia alla sua vita, sia come madre. E questa cosa mi ha fa molto soffrire. Maurizio mi è sempre stato accanto. Un giorno, candidamente, mi disse: “Dai, presto lo portiamo in quel posto meraviglioso, fra la natura, magari improvvisamente si riprende!”. Oggettivamente, dove lo trovi un uomo così?».

(DAL SETTIMANALE GENTE - MAGGIO 2023)

giovedì 9 novembre 2023

JENNIFER CREPUSCOLO: «IL DIAVOLO È DONNA» (ED È UNA PERSONA PERBENE)

Jennifer Crepuscolo, fondatrice dell'USI,
l'Unione Satanisti Italiani.

Sorpresa: il Diavolo è una donna, e si tratterebbe anche di una personcina perbene. Parola di Jennifer Crepuscolo, 34 anni, fondatrice dell’USI, l’Unione Satanisti Italiani. Cultori di un Belzebù della porta accanto (dimenticate sette e messe nere), quelli dell’USI hanno i loro costumi: basta enfatizzare il 666; l’Anticristo chiama da altri e ben più tranquillizzanti prefissi.

Jennifer, secondo lei Satana non è il Male. Dopo millenni di educazione cattolica, fa strano sentirlo.
«Noi siamo al satanismo originale, e la nostra cultura non ha niente a che fare con quel che dice la Chiesa, che demonizza l’avversario e scredita gli antichi dei, che preesistevano. Satana diventa quindi il nemico dell’umanità, ma è un fatto politico: anticamente erano politeisti, ovvero avevano tanti dei. Nel momento in cui si affermò la deriva giudeo-cristiana che volle il monoteismo, cioè un unico Dio, la concorrenza andava in qualche modo fatta fuori».
Demonizzare i demoni, quindi. Non male. Ma tutto questo, per uno che ha fatto l’asilo dalle suore, è una botta.
«Lo so, è pesante. Ti indottrinano fin da piccolo. Anch’io nei primi tempi, quando ho capito certe cose, ci sono rimasta molto male. Ti senti ingannata. La collocazione del bene e del male non è poi così scontata».

Jennifer Crepuscolo: un marchio, un cognome. Ora non mi dica che si chiama davvero così.
«No. Il mio nome è Jennifer Mezzetta. Ho scelto questo nome perché mi piaceva e per prendere le distanze dalla mia famiglia, che non ho mai amato. Da bambina ho vissuto per tanto tempo in un istituto, una casa famiglia gestita da frati e suore, in Toscana. Ero la cocca di un frate che faceva l’esorcista».

E la sua famiglia vera?
«Aveva tante problematiche legate a droga, dipendenze, violenze. Mio padre mi abbandonò, non era una bella persona, era cattivo con gli altri».
Lei dove vive e che lavoro fa?
«Originaria della Liguria, da quattro anni sto in Sicilia, anche se penso che resterò ancora per poco. Trovare lavoro per me è difficile, anche perché, essendo satanista, siamo sommersi dai pregiudizi: basta una ricerca su internet e quando lo scoprono non ti danno né il lavoro né la casa in affitto. Pensando chissà che. Faccio piccole cose, anche in nero, giusto per campare. Io sono anche più esposta di altri».

Ha contestato aspramente il recente raduno satanista di Boston, definendolo una pagliacciata politico-commerciale, fra croci rovesciate e bibbie strappate, ribadendo: «Il satanismo è tutt’altra cosa». Ovvero?
«È un culto sacro, che vede persone legate a entità spirituali. È amore a tutti gli effetti. Cosa che non esisteva a Boston. Loro si definiscono atei e sfruttano il nome di Satana per andare contro la Chiesa. Noi no. Magari andiamo contro la società, ma non contro la Chiesa ».
Il vostro slogan è: «Lottare per il Giusto, gridare il Vero, proteggere il Sacro». Ricordo male o diceva qualcosa di simile anche Mastella?
«Non lo so. A livello politico non sono abbastanza informata. È lo slogan che usiamo per i volantini divulgativi di Militanza satanica».

L’USI ha 13 mila follower su Facebook, lei stessa ne ha 11 mila su Instagram…
«Ne abbiamo anche 10 mila su YouTube e 136 mila su Tik Tok. Immagino non tutti satanisti. Forse molti simpatizzanti».

Come vi finanziate? Vedo che su Facebook aprite alle sponsorizzazioni di oggettistica: ci sono anche i rosari di Satana.
«Io non ho mai chiesto un centesimo per le adesioni. Nell’unica circostanza in cui ho preso soldi, ho dato servizi di cartomanzia o astrologia. Tutto il ricavato è andato in beneficenza a un canile e a una colonia felina».
Nel cristianesimo c’è chi vede la Madonna o parla con Dio. Voi avete queste manifestazioni o incontri col Demonio?
«Sì, abbiamo il contatto diretto con l’Entità. Queste veggenti che parlano di statuette che trasudano o piangono sangue mi fanno sorridere. È una spettacolarizzazione volgare della divinità. Io ho avuto diversi incontri con l’Entità, altrimenti ora sarei atea o agnostica».

Ce li racconti.
«Cose molto terrene. La prima entità che mi si presentò fu Asmodeus. Ho avuto visioni per strada: magari un vicino di casa o un passante, che invece era la Divinità. Le Entità sono sempre molto più alte della media, con gli occhi abbaglianti, e già lì capisci che c’è qualcosa che non va. In un locale fui avvicinata da una persona mi parlò di un paese che non conoscevo, che aveva legami demoniaci poi da me verificati sul web: entrò un amico che non vedeva questa persona, sembrava che parlassi da sola. Satana è la Dea della materia e del possesso».
Perché Dea? Satana sarebbe una donna?
«Per le conoscenze che avevo, ho sempre ragionato sul maschile, sull’Angelo biondo, ma quando Satana, invece di aspettarlo, l’ho in qualche modo cercato con alcuni rituali, mi sono ritrovato un’Entità femminile. Nel corridoio di casa mia apparve qualcuno dal nulla. Una donna con gli occhi verdi, capelli e vestito rosso, ed era una fugura totalmente positiva, non negativa. Fu uno choc tale che poi decisi di dedicare la mia vita a questo. Lo so, lei sta pensando: questa è pazza, una mezza scema. Curati! E l’ho pensato anch’io all’inizio, sono stata anche da uno psichiatra, ma la scienza non ha ancora spiegato tutto questo».

Non mi permetterei mai: ho un amico piacentino che ha visto gli UFO e che ogni tanto dialoga con uno spiritello maligno del posto, il Bargnif. Non mi spaventa più nulla.
«Un folletto».

Massì. Senta, lei è anche carina. Fossi Satana (uomo o donna) mi manifesterei spesso.
«Grazie, ma neanche tanto sa? Spesso mi dicono che mi danno ascolto solo perché carina. Se lo fossi davvero non sarei single e sola».
L’hanno mai invitata in tv a raccontare il suo mondo?
«Di recente me l’hanno chiesto Le iene, ma non so se accettare o meno. Sono dubbiosa. Lei che cosa farebbe?».

Sono diavoletti, ma credo che lei abbia gli argomenti giusti per uscirne bene.
«Non credo si possa mai uscirne bene: solo perché dici che hai delle visioni e che Satana non è il Male, in un Paese cattolico, sei colpita dallo stigma. Spero che la gente colga la mia buona fede, ma non ci giurerei».

Avrebbe sicuramente visibilità.
«Ma se cerchi la visibilità col satanismo secondo me sei fuori: lo criticano tutti! Meglio fare l’influencer. Mi scrive in privato anche gente di spettacolo o della politica che magari ha avuto esperienze simili, ma manco mi seguono: guai se si sapesse che hanno legami con me. Hanno il terrore che si sappia di questo culto».

Il Diavolo veste Prada, e lei?
«Io sto nuda. Come Išhtar, la dea dell’iniziazione quando scese agli inferi. Nuda davanti alla vita».

(DAL SETTIMANALE GENTE - MAGGIO 2023)

sabato 4 novembre 2023

FEDEZ NUOVO "MILIONARIO" SU LA7 SI CANDIDA A EREDE DI GERRY SCOTTI

Il rapper Fedez, marito di Chiara Ferragni, si dà anche al quiz. Mira a diventare il Gerry Scotti del nuovo millenio?

E così Federico Lucia in arte Fedez dal prossimo gennaio condurrà su La7 "Chi vuol essere Milionario?", lo storico quiz di Canale 5 portato al successo da Gerry Scotti. Lo scoop viene da Francesco Specchia (Libero) e non viene smentito (anzi, troverebbe conferme) negli ambienti della rete di Urbano Cairo. Che vorrebbe utilizzare il format nella fascia preserale, anche per rimpolpare gli ascolti del TgLa7 di Enrico Mentana, sinora penalizzati dal Lingo e da serie stantie in replica.

Interessante. Ma la vera domanda a questo punto è: che cosa ci fa Fedez, che nasce come rapper, nelle vesti di conduttore di un quiz? Sinora si è dedicato a LOL, esperimento comico del tutto particolare di Prime Video, e alla giuria di "X-Factor". Quello che si prepara ad affrontare è un mondo lontano anni luce dal suo e dal suo stesso pubblico, giovane, che ha notoriamente ben poca simpatia per la tv. 

Si tratta soltanto di bulimia a caccia di nuovi contratti e guadagni (ma Cairo solitamente non spende cifre astronomiche per i suoi contratti), di una scommessa, oppure il signor Ferragni è davvero intenzionato a seguire le orme di Gerry Scotti? Ce lo ritroveremo fra non molto tra i divani di Poltronesofà a corteggiare televisivamente le casalinghe di Voghera? In fondo il ragazzo, frequenti sfondoni a parte, una certa comunicativa ce l'ha, e gli ascolti del conduttore pavese (vedi il recente "Caduta libera"), molto sovraesposto, iniziano a segnare un po' il passo. C'è aria di ricambio in tv? Solo il tempo potrà dirlo.


venerdì 3 novembre 2023

AFFITTI BREVI * FORZA ITALIA SMORZA LE PRETESE DI GIORGIA MELONI

La Premier Giorgia Meloni e il leader di Forza Italia Antonio Tajani. In questo periodo l'esponente di Fratelli d'Italia viene spesso sbeffeggiata in video.

Alla fine Forza Italia ce l'ha fatta. Con un pressing notevole sull'alleata di Governo Giorgia Meloni, il partito guidato da Antonio Tajani è riuscito d'imperio a far rientrare (parzialmente) la follia della bozza della nuova Manovra, che prevedeva il passaggio della cedolare secca sugli affitti brevi dal 21 al 26%. Il provvedimento in definitiva riguarderà soltanto chi affitta dalla seconda seconda casa posseduta in poi, non chi ne ha appena una oppure affitta la propria o parte di essa. Il ridimensionamento di un'ingiustizia grave, dal momento che già il 21% è una truffa di Stato legalizzata, visto che l'importo si calcola sul lordo, non sul netto percepito.

Non è un buon momento per Giorgia Meloni, vittima di pubblici sberleffi. Dopo lo scoop di Striscia la notizia sull'ormai ex compagno Andrea Giambruno, con quei fuori onda che hanno fatto il giro del mondo raccontando dei suoi atteggiamenti in studio e delle velleità di "threesome" con le colleghe, la Premier, leader di Fratelli d'Italia, è finita anche nel mirino di due comici russi che l'hanno contattata (bucando la sicurezza di Palazzo Chigi) qualificandosi come un leader africano. Le frasi estorte a Meloni hanno creato non poco imbarazzo.


mercoledì 1 novembre 2023

I GUAI DI MELONI * ANTONIO RICCI: "SE PARLA GIAMBRUNO, E' UN CASINO"

Antonio Ricci e la premier Giorgia Meloni, fiaccata dopo i fuori onda di Striscia, che l'hanno portata alla separazione dal compagno Andrea Giambruno.

"Se parla Giambruno, è un casino"
. Intervistato da Un giorno da pecora sul tele-affaire che ha tolto il sonno a Giorgia Meloni, Antonio Ricci, il temibile papà di Striscia la notizia, non ha dubbi. Nel caso il prode e incontenibile Andrea dovesse vuotare il sacco, sarebbero guai per tutti. Con lo scandalo del doppio fuori onda del compagno della premier trasmesso a ottobre nel suo tg satirico, Ricci ha messo a segno un colpaccio giornalistico per niente gradito dall'esponente di Fratelli d'Italia, che ha subito lasciato Giambruno, messo in salamoia anche da Retequattro. La quale gli ha tolto la presenza in video a Diario del giorno. Punizione non da poco per un personaggio all'apparenza piuttosto narciso. Fatto sta che Meloni, pur giocando sui media la carta del vittimismo per l'attacco subito dalla rete Mediaset (che è di proprietà dei Berlusconi, di fatto alleati con Forza Italia) e sorridendo in modo tirato a uso di telecamera, non l'ha presa per niente bene. Come riferiscono dal suo entourage. "Un giorno si accorgerà che le ho fatto un favore", ha detto Ricci nei giorni scorsi. Aggiungendo: "Se hai una perdita in casa non puoi prendertela con l'idraulico che te la segnala". Negando al contempo l'esistenza di altri audio compromettenti. Ieri invece il riferimento a un Giambruno "Sansone" che potrebbe spiazzare tutti facendo il botto qualora dovesse decidersi a parlare. Una storia che potrebbe regalare ancora tante soddisfazioni, insomma.

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