martedì 30 ottobre 2018

AL BANO: «IL GOSSIP MI FA SCHIFO MA ROMINA E IO SIAMO SEMPRE IN COPERTINA»

Al Bano e Romina Power.
«Il gossip mi fa schifo. Ed è ciò che ha un po’ deviato l’attenzione del pubblico dalle potenzialità del cantante. Cosa che grazie a Dio all’estero non succede».
Al Bano è un fiume in piena. Se gli parli di cronache rosa, l’uomo da sempre più strattonato per la giacchetta dai rotocalchi nazionali, tra epiche storie d’amore e abbandoni, inizia a vedere rosso e carica come un toro nell’arena.
«Sia io che Romina» dice Carrisi «abbiamo ancora un incredibile riscontro a livello di giornali più o meno scandalistici. Ti sfruttano, ti piazzano, ti appioppano 70 amanti, 25 amanti, un addio, 25 addii, un ritorno, un matrimonio…».

La sua carriera dura da 55 anni senza una battuta d’arresto. Un po’ di bene gliel’avrà fatto anche il gossip, no?
«No, non lo accetto: mi viene il voltastomaco. Se dovessi pensare che esisto artisticamente grazie al gossip, cambierei mestiere da domani. Ripeto: mi fa schifo. Schifo. È come pescare nella melma; un carico di bugie dilaganti».

Forse anche il fatto di avere interrotto il legame con Romina Power
«Io non ho interrotto il legame con Romina. È Romina che ha deciso di andare via e io a malincuore ho dovuto accettarlo».

Lei ha detto di recente: «Sono stata ripescata».
«E “ripescata”, che cosa vorrebbe dire?».

Non ne ho idea, l’ha detto lei. Immagino alluda a un suo ritorno.
«Romina ha un senso dell’umorismo americano che, se glielo traduce, forse lo capisce, altrimenti la vedo dura. Il ripescaggio non esiste: chi ha voluto con caparbietà, glielo assicuro, il nostro reincontro è stato l’impresario russo Andrey Agapov. Io consideravo la mia storia con Romina ormai chiusa definitivamente. Poi il destino a volte fa strani scherzi».

Resta del parere che sia finita?
«Sa che c’è? Lavorando ancora insieme abbiamo recuperato se non altro la gioia di stare sul palcoscenico, ed è divertentissimo ancora oggi. Poi è sempre la madre di quattro dei miei figli. Però io non so ancora darmi una spiegazione per ciò che è successo. Quando il destino si mette contro di te, devi solo aspettare che cambino le cose».

Ha sofferto molto per questa storia, vero?
«Vede, toccare un’autentica istituzione com’è per me il matrimonio, la famiglia… Non è stato piacevole».

Qualcuno dice che lei e Romina siete l’equivalente italiano, per il popolo, dei Reali d’Inghilterra.
«È soltanto un’esagerazione, alla grande».

Parliamo di talent-show televisivi. Servono davvero, quando poi spesso i talenti sfornati scompaiono dopo una settimana?
«Servono, sono importanti. Se i ragazzi scompaiono dipende anche dal soggetto o dalle occasioni. I talent forniscono una base scolastica valida. Penso per esempio ad “Amici”, che chiude questi giovani per sei mesi in una sorta di campus, li fa studiare, affiancare da un coach, insegna loro i segreti di una telecamera. Cose che poi ti serviranno quando e se diventerai una star».

Com’è cambiato il suo modo di fare musica tra ieri e oggi?
«Tutto è in evoluzione. Sono passato dal suonare la chitarra, alla classica, al pop. Ora compaio anche nell’ultimo brano e nel video ironico di Fabio Rovazzi, “Faccio quello che voglio”. Non mi sono mai fatto mancare niente. Nel mio repertorio c’è persino una piccola chicca cantata in pavese per i Beagles, per la quale ho appena ricevuto la cittadinanza onoraria di Golferenzo, in Oltrepò Pavese».

Qualche tempo fa ha detto che alla fine del 2018 chiuderà la sua carriera. Se lo lasci dire, conoscendola: non ci crede nessuno.
«Correggo il tiro: la musica è così totalizzante nella mia vita che non posso onestamente dire: lascio e me ne vado. Ho avuto alcuni problemi di salute che mi hanno fatto capire che devo rivedere tutto il mio andamento interno e ristabilizzarlo come dico io per sentirmi Al Bano al 100%. Ora viaggio all’80%. Devo recuperare altri ritmi, ma non abbandonerò mai la musica. Mi rifaccio al mio diritto alla salute: penso sia doveroso, per me e per chi mi ascolta».

Lei mi confidò un giorno che coltivava un grande progetto: un tour con Gianni Morandi e Massimo Ranieri. Quello dei «Tre tenori» della musica italiana. Si Farà?
«No, perché Morandi con molta onestà, dal momento che è una persona sincera, mi ha detto: “Al Bano, tu e Ranieri mi schiaccereste con quelle vostre voci così potenti! Che cosa ci farei io su quel palco?” (detto imitando il collega di Monghidoro, Nda)».

Peccato, da appassionato di spettacolo sono certo che ci stiamo perdendo qualcosa.
«A Morandi è sfuggito il fatto che non si sarebbe trattato di una gara tra corde vocali: dovevamo mettere in scena la rappresentazione dei figli del proletariato del Nord, del Centro e del Sud Italia. Persone che hanno lottato per restare a galla in questi decenni, passando infinite mode e momenti, avvenimenti. E siamo ancora lì, al nostro posto, perché caparbi, perché crediamo in ciò facciamo e abbiamo un pubblico che ci segue con grande interesse».

Un gran bel progetto.
«Ma Gianni ha detto chiaramente no, e non si farà. Peccato».

Il Festival di Sanremo, lo considera un capitolo chiuso?
«Con Sanremo ho chiuso due anni fa, nel 2017. Certo i capitoli andrebbero chiusi in bellezza, e non è stato così. Portavo “Di rose e di spine” (che oggi mi chiedono fra i bis), una canzone del genere, fantastica, bella, italiana al 100%, spero anche cantata bene, con un bel testo, eliminata alla prima serata, mi ha lasciato perplesso. C’è qualcosa che d’istinto mi fa sentire puzza di bruciato, un brutto odore. Ma va bene così».

Nell’ambiente si dice che Roby Facchinetti (già Pooh), quando è in tournée, negli alberghi prenoti oltre alla sua stanza anche quella a sinistra e a destra, perché la mattina si sveglia presto per fare i vocalizzi. E lei?
«Non ho mai fatto vocalizzi in vita mia. E a questo punto mi domando se abbia fatto bene o male».

(DAL SETTIMANALE «OGGI» - LUGLIO 2018)

lunedì 29 ottobre 2018

MAX PEZZALI CAMPANARO * LA FIGURACCIA DEI FERRAGNEZ * BASTA CON CORONA, IL PAPAROZZO

«Polvere di Stelle» - Max pezzali e i suoi esordi come campanaro.
Dimenticate Mauro Repetto e gli 883. Il primo approccio alla musica di Max Pezzali («A parte l'organetto Bontempi», dice) sono state le campane della chiesa di San Michele Maggiore, a Pavia
«Anni 70. Facevo il chierichetto aggiunto» spiega il nostro in un video dell'Assessorato alla cultura del comune «e il sacrestano Pietro ci mostrò un pannello elettronico per azionare le campane. Una scatola di metallo con pulsanti e spie. Si poteva usare il programma automatico, oppure suonarle manualmente: cosa difficilissima, perché tutto variava in base alle dimensioni delle campane, alle corsa del cavo... Insomma, bisognava avere un orecchio pazzesco».

Claudia Mori e Adriano Celentano.
Pare che Adriano Celentano e l'inseparabile moglie Claudia Mori vengano avvistati spesso ai Videoproject studios di Cologno Monzese, a due passi da Mediaset. Che cos'abbiano in ballo non si sa esattamente, ma si dice che lei lo controlli (come sempre) con l'amorevole, forse eccessiva, guardinga cura della manager. 

Salvate il soldato Adrian.

Fedez e Chiara Ferragni: i Ferragnez.
Milano, la nuova trovata dei Ferragnez: Chiara Ferragni organizza una festa a sorpresa per Fedez tra i banconi e gli scaffali di un supermercato Carrefour. Molti li criticano per tamarrate a iosa e scempio di cibo volante, lui scazza e si cancella (per ben un'ora, più del Sassaroli in Amici miei») da Instagram; decidono di fare un video per scusarsi invocando la beneficenza, ma c'è chi legge il loro labiale pre-video e ripartono le polemiche. Insomma, una topica senza precedenti, che denota quantomeno leggerezza e un grande difetto di comunicazione. Un po' #Riccanza, un po' trash minimalista, molto boomerangPiù che alla frutta, siamo all'ortofrutta.
Sul finire della settimana Fedez però si consola: la sua etichetta, Soundreef vince contro la SIAE, condannata dall'antitrust per «abuso di posizione dominante».


Piero Chiambretti.
Perché il nuovo programma di Piero Chiambretti, «La Repubblica delle donne», sulla «nuova Retequattro» (come rivendica il claim promozionale, ma di nuovo onestamente non ci vedo granché) andrà in onda da Roma anziché dalla rodata Milano, che ha sempre ospitato tutti gli show del torinese al peperoncino tanto amato da Piersilvio Berlusconi? Pierino voleva solo cambiare aria, oppure la Capitale è quel gineceo che gli consente un alto ricambio di ospiti?
Il magazine di Pomeriggio 5.

Barbara D'Urso sarà al settimo cielo: è uscito in edicola «Pomeriggio Cinque». Ovvero «Il settimanale con i personaggi, le storie e la cronaca del programma di Canale 5». Se ne sentiva prepotentemente, drammaticamente la mancanza. 

Keeley Hawes e Richard Madden in «Body Guard».

Si intitola «Body Guard», è una serie tv inglese action-crime appena arrivata su Netflix, e un'occhiata la merita. Lei è Ministro dell'Interno, lui la sua guardia del corpo, sposato con prole, sofferente di stress post-traumatico. Si innamorano, ma vengono risucchiati anche da un grande complotto politico che sta sullo sfondo. I sei episodi volano via senza noia.
Fabio Fazio.

Intervistata dal quotidiano La Verità, Loretta Goggi lamenta di avere scoperto e lanciato anni addietro Fabio Fazio come imitatore e showman in un paio di suoi programmi preserali, e di essere stata poi da lui snobbata. La gratitudine pare non sia di questo mondo.


Non solo Linus, che poveretto si è appena rotto il naso cadendo a piedi. Pochi sanno che che anche Giovanni Storti (del boccheggiante trio Aldo, Giovanni e Giacomo), 62 anni, corre come un leprotto. Dalle sfide in montagna a quelle nei deserti. Per Mondadori insieme con Franz Rossi ha appena pubblicato il libro maratoneggiante «Niente panico, si continua a correre».

Beppe Grillo.
Paolo Rossi, ariete mignon del cabaret vecchia scuola, dalle colonne de La Verità, spara su Beppe Grillo: «Io penso non si possa essere contemporaneamente saltimbanco e leader. Grillo ha cercato di annullare la distinzione. In realtà è passato dall'altra parte, quella del potere. Ha scavalcato lo steccato diventando prima un predicatore». Il fondatore del Movimento 5 Stelle prende mazzate sul Fatto quotidiano anche da Elio delle Storie Tese, che ha un figlio autistico e che non ha gradito le recenti esternazioni del comico genovese sui politici/autistici. «L'autismo suscita rabbia, non riso. Le leggi in tema di autismo in Italia esistono e sono buone» dice Elio. «Soltanto non vengono applicate. Ci aiuti lei».


Alessandra Mastronardi.
«I Medici 2» sono arrivati su Raiuno. Ma oltre a non riuscire a curare l'orchite, probabilmente la peggiorano. Volendo specializzarsi, in Italia, potrebbero scegliere il ramo psichiatrico. Però Alessandra Mastronardi, va detto, è parecchio carina.


Lodo Guenzi.
Più che Guenzi, Lodo e basta. È un continuo lodare chiunque e comunque per il frontman de Lo Stato sociale, appena approdato alla scrivania di «X-Factor». Al confronto Mara Maionchi (che è incazzosa più come personaggio, che nella realtà) sembra Giovanna D'Arco. A proposito, la sciura ha lasciato intendere che in futuro potrebbe anche perdere lo scettro, e non se ne rammaricherebbe troppo.

Fabrizio Corona va al morente «Grande Fratello Vip» (il pretesto
Fabrizio Corona.
è un teatrino con Silvia Provvedi) e litiga furiosamente con Ilary Blasi per una gossipata di 13 anni fa che coinvolse il marito Francesco Totti e Flavia Vento. Dai rumors pare che il paparozzo abbia intascato 40 mila euro.
Selvaggia Lucarelli commenta: «Quindi c’è un pluripregiudicato che sta ancora scontando una pena che viene pagato decine di migliaia di euro da Mediaset perché urli a una delle sue conduttrici di punta e appena uscito la minacci. Con l’opinionista moralista muto sulla sedia. La colpa è vostra, mica sua».
Perché continuare a dare spazio in tv a Corona? Perché questo Paese non riesce a superare la fase Fabrizio Corona?

Marco Carta.
Il sardo Marco Carta ha fatto coming out. E il pugliese Al Bano Carrisi debutta (senza Romina) come testimonial nello spot di una marca di trattori. C'è sempre una prima volta per tutti.

domenica 28 ottobre 2018

«PORTOBELLO» IERI E OGGI: NON È CAMBIATO IL PROGRAMMA, SIAMO CAMBIATI NOI

Enzo Tortora e Antonella Clerici in «Portobello».
«Portobello» (l'originale) era un programma del millennio scorso condotto con garbo infinito da Enzo Tortora e scritto insieme con la sorella Anna. Durava poco, profumava di lavanda, e soprattutto andava in onda quando la tv aveva ancora un peso: era leggenda, credibilità, a suo modo Cassazione. 

«Portobello» (l'attuale) è un rispettoso clone adeguato tecnologicamente ai tempi dalla regia di Duccio Forzano e presentato con grazia ruspante da Antonella Clerici. Per esigenze pubblicitarie dura troppo, come tutte le trasmissioni alle quali siamo abituati, e va in onda in un tempo in cui la tv (tutta) profuma - quando va bene - di PVC, è diventata ordinaria amministrazione, sciatteria diffusa, materia di consumo. Lo specchio dei tempi, né più né meno. In questo senso è una boccata d'ossigeno.

Paragonarli però ha senso fino a un certo punto. Non solo perché schegge di «Portobello» sono diventate miriadi di trasmissioni che dalla sua chiusura in poi hanno invaso i palinsesti (l'elenco sarebbe troppo lungo: da «Stranamore» al «C'è posta per te» di Maria De Filippi, per citarne soltanto un paio eclatanti), ma perché è sopraggiunta un'altra e più vistosa variante. Siamo cambiati noi. Quindi meglio stare zitti.

Mi limito al presente: la carne al fuoco è tanta (mi vien da dire troppa, ma il brodo va allungato), c'è poca interazione curiosa, da privacy violata, fra la Clerici e alcune cabine che meriterebbero più attenzione, e la farcitura di spot e telepromozioni non aiuta, se non la concessionaria di pubblicità. È comunque un sabato sera rassicurante, morbido, nel pieno mood di Raiuno. Perfetto per quest'Italia che balla sul Titanic. La prima puntata è stata vista da 4.150.000 spettatori con il 20,17% di share. Schiacciata dal 28,85% di «Tu sì que vales» di Canale 5.
E comunque, più che far parlare un pappagallo in tv, secondo me oggi Tortora proverebbe a far tacere alcuni opinionisti a gettone.

giovedì 25 ottobre 2018

TORNA LA SCOMMESSA «PORTOBELLO», CON LA CLERICI AL POSTO DI ENZO TORTORA

Riesumare «Portobello» è un rischio che Raiuno ha deciso di correre. Pur essendo il programma più copiato nella storia della televisione (frammenti delle sue rubriche si trovano in una moltitudine di programmi in onda dal suo debutto su tutte le reti), il suo successo oggi non è per niente scontato. 

All'epoca c'era il marchio di fabbrica della classe pop di Enzo Tortora, oggi c'è quello della freschezza sbarazzina di Antonella Clerici. Che si racconta nel video qui sopra e a questo link, dove si può ascoltare la conferenza stampa integrale tenutasi a Milano, negli studi di via Mecenate. 
Carlotta Mantovan, la vedova di Fabrizio Frizzi prende il posto di Renée Longarini come capa del centralone telefonico, il pappagallo è femmina e non si chiama «Portobello» (l'originale è mancato non molto tempo fa), e le svisate sul classico copione sono a cura della regia implacabile di Duccio Forzano.

mercoledì 24 ottobre 2018

ADESSO BOBO VIERI SI METTE A FARE ANCHE IL DJ

Bobo Vieri, da Formentera a Padova (come Dee Jay).
Dal calcio alle spiagge di Formentera e Ibiza. Per arrivare alle console nei panni di Dee Jay. 
Sabato 27 ottobre 2018 Christian Vieri detto Bobo fa il suo esordio da dj allo Storya di Padova. 
Bobo dj suonerà insieme al dj e produttore Luca Cassani, la vocalist Lara Caprotti e il trombettista Stefano Serafini. Vieri si sta allenando da diverse settimane per questa sua nuova avventura, e la sua decisione definitiva di salire in console è nata questa estate ad Ibiza, dopo aver partecipato al party Ants all’Ushuaïa, dove stava suonando il suo amico Andrea Oliva.

VIDEO * STEFANIA CARINI: IL MIO LIBRO POP SULLE CANZONI D'AMORE CHE CI ARREDANO LA VITA

Il presente e il futuro della televisione, in sospeso tra reti generaliste (in crisi) e crescita esponenziale dei palinsesti personalizzati. Ma anche la critica tv, faziosa, partigiana, che necessita di un ritorno a una complessità di pensiero. 
Le «Tre domande a» del video di oggi (qui sopra e cliccando su questo link) le ho dedicate a Stefania Carini, giornalista, esperta di mass media, e autrice di «Ogni canzone mi parla di te», per Sperling & Kupfer. 
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lunedì 22 ottobre 2018

LODO GUENZI STRONCATO * ROCCO SIFFREDI IN TOUR * DAGOSPIA FORZA LA MANO

«Polvere di Stelle» - Lodo Guenzi stroncato da Paolo Isotta.
Accusato di essere incoerente rispetto sia ai suoi trascorsi che a precedenti dichiarazioni anti-talent (frettolosamente aggiustate in corsa), l'indie-rock Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale prende il posto di Asia Argento alla scrivania dei live di «X-Factor». Ma parte male, con una stroncatura di Paolo Isotta, uno tra i massimi critici musicali del Paese, pubblicata sul Fatto quotidiano: «Questi signorini fanno parte dell’ambiente dei ripugnanti 99 Posse, di Piero Pelù e dello stonato Pino Daniele ... Cantano graziose canzoni su melodie insignificanti e concetti banali ammantati di filosofia da Baci Perugina»
Robin Wright.
Una coltellata faceva meno male.

Il 2 novembre, giorno dei morti (niente è casuale) arriva su Sky Atlantic la nuova e ultima stagione di «The House of Cards». Ipocritamente fatto fuori Kevin Spacey per lo scandalo molestie, resta al comando, da sola, la gelida e spietata Claire Underwood, alias Robin Wright. Che in un trailer ha già le mani insanguinate.


Fabio Rovazzi e Pippo Baudo.
La strana coppia Fabio Rovazzi-Pippo Baudo è stata reclutata da Claudio Baglioni per la conduzione di «Sanremo giovani». L'idea non mi dispiace: si reinventa il giovane-vecchio (verrebbe da dire Nongiovane) di «Andiamo a comandare» e si ridà una prima serata al canuto Pippo, da sempre grande amico di Claudione.


Ornella Vanoni.
Ornella Vanoni: le manca Lucio Dalla (del quale è appena uscita la raccolta «Duvuduba'», il suo sogno è quello di cantare con Sting, e ha il rammarico di non essere cittadina svizzera. Da piccola infatti i suoi avrebbero voluto trasferirsi nel Canton Ticino ma sua madre alla fine «preferì restare a Milano per giocare a carte».


L'attore porno Rocco Siffredi.
Dalla primavera del 2019 il mitologico Rocco Siffredi sarà in tour nei teatri (non solo) italiani con uno spettacolo molto autobiografico intitolato «L'ultimo Samurai». 
Pare che il nostro stia già lucidando la katana.
Gloria Guida.

Gloria Guida, che dal 28 ottobre sarà su Raitre alla conduzione de «Le ragazze», intervistata da La Repubblica smentisce che il suo ritiro dalle scene fosse dovuto (vecchio gossip) alla gelosia del marito Johnny Dorelli
Lei da piccola in realtà voleva fare la commessa alla Standa ma suo padre, barman e appassionato di spettacolo, sognava di avere una figlia attrice. Papà nel 1978 fece anche un cocktail campione del mondo chiamato «Gloria», e gli ingredienti gli furono suggeriti anni prima da Benito Mussolini.
Roberto D'Agostino.

Anche Roberto D'Agostino spinge sull'acceleratore. Il suo sito Dagospia, noto per i titoli lunghi, descrittivi e spesso folgoranti, ultimamente abbonda in puntini di sospensione finali che invogliano il lettore al click. Si gioca sull'effetto curiosità (molto più che in passato) per fare che chi legge non si fermi solo alla lettura superficiale e aumenti le pagine viste. E se consideriamo che anche i pezzi, sempre più pruriginosi e con riferimenti sessuali, sono orientati verso il clickbait...
Andrea Bocelli.

Andrea Bocelli pubblica «Sì», un album di duetti (ci sono anche Ed Sheeran e Dua Lipa, e testi di Tiziano Ferro e Federico Zampaglione) nel quale ne spicca uno con il figlio Matteo, «Fall on Me», che sarà nella colonna sonora di «Lo schiaccianoci e i quattro regni», di Walt Disney. Intanto rivela il suo sogno proibito: «Possedere una tigre».
Serena Grandi.

Serena Grandi, storica icona sexy oggi piuttosto in carne (nel senso più trasversale del termine) ha rivelato al Fatto quotidiano: di avere subito stalking; di ritenere assurdo il #MeToo; di avere rubato piadine con Paolo Villaggio; di avere fatto sesso una notte, anni fa, con due pugili, e di avere commesso almeno un paio di cazzate: lamentarsi pubblicamente per alcune scene tagliate da Paolo Sorrentino ne «La grande bellezza» (mentre altri attori più cauti sono stati zitti) e avere aperto anni fa un ristorante a Rimini.

Come rileva Giuseppe Candela, nel confronto con le prime quattro puntate dello scorso anno il «Grande Fratello Vip» condotto da Ilary Blasi ha perso 1.215.000 spettatori e il 4,07% di share. 
Che il pubblico si stia pian piano disabituando ai programmi orrendi?


Edoardo Pesce.
Edoardo Pesce («Dogman», «Romanzo criminale»), dopo tanti ruoli coatti, interpreterà Alberto Sordi in un film tv diretto da Luca Manfredi. Ma sarà anche Franco Califano nella fiction su Mia Martini «Io sono Mia», interpretata da Serena Rossi.
Roberto Da Crema.

Il mitico televenditore Roberto Da Crema, detto «Il Baffo», è stato inchiodato in Svizzera perché nel gennaio 2016 viaggiava dalle parti di Mendrisio a 157 km. orari dove il limite era 80. 
Dopo aver presentato di tutto nella vita, in aula non si è presentato.

«L'ISOLA DI PIETRO 2» * MORANDI CORRE, FA FACCE STRANE E RECITA COL RITARDO DEL SATELLITE

Gianni Morandi in «L'Isola di Pietro 2»
Gianni Morandi corre. Morandi del resto, lo sanno tutti, corre sempre. Morandi fa la faccia da Morandi affaticato. Morandi parla col cane Mirto. Morandi con gli anni ha sempre più l'accento di Mike Bongiorno. Morandi si compiace perché la figlia poliziotta ha un fidanzato poliziotto come si deve.

Il fidanzato della figlia di Morandi va a trovare la Canalis. La Canalis è morta sul tappeto del salotto. Arriva la scientifica e la Canalis è morta così male che nel ciak precedente ha la mano sinistra a pugno, in quello successivo il palmo è disteso e poi ancora a pugno.

Morandi è medico. Morandi in pronto soccorso scopre che la nipote ha avuto un incidente in auto col fidanzato della figlia, e di lei (della nipote) padre. Morandi fa la faccia tristissima che mai così tristissima da quando andava a cento all'ora per trovare la bimba sua (e lo multavano).

Morandi non la racconta giusta perché conosceva il tizio scappato dalla scena dell'omicidio della Canalis. La figlia di Morandi intuisce di essere cornuta. Ma è figlia di Morandi, non può reagire male. Al massimo non fa un selfie con Giancarlo Magalli, ma serve understatement.

Morandi si imbarca in una conversazione col giardiniere, persona semplice ma acuta, e fa brevissima citazione letteraria colta. Ma resta umile. Morandi ha per le mani il balordo trovato nella villa della Canalis morta con mano aperta/chiusa/aperta e lo porta a casa sua.

Morandi fece nascere il balordo scappato da casa della Canalis morta. Morandi s'era affezionato perché va bene il distacco, ma lui è fatto così. Lui chiede chi erano i Beatles. Al commissariato del paese c’è una che è più gnocca della Canalis sia viva che morta.

Morandi studia la faccia da fare. Morandi nei dialoghi dice le battute con il ritardo di due secondi tipo collegamento via satellite. La nipotina di Morandi si sveglia dal coma ma è cieca. Morandi è agitato e gli si ingrippa il labiale ma la scena la tengono comunque.

La nipotina di Morandi piange perché l’incidente l’ha resa cieca. Se fosse diventa sorda non avrebbe più potuto sentire le canzoni di Morandi. Morandi a casa non si capacita che il bullo balordo sia bullo balordo. Per fortuna almeno il giardiniere non è democristiano.

Il fidanzato della figlia di Morandi non riesce a dimenticare la Canalis. Soprattutto quando stava con George Clooney. La Canalis recita poco e solo nei flashback. La figlia di Morandi s'incazza perché le corna diventano conclamate. Morandi fa da paciere con tutti e tutte, come Frate Francesco.
Lorella Cuccarini, in tutta la prima puntata, non s'è vista.

domenica 21 ottobre 2018

VIDEO * «COME UNA DANZA»: RAF E UMBERTO TOZZI INSIEME PER TOUR E GREATEST HITS

Superando il tradizionale atteggiamento un po' paternalistico di Umberto Tozzi nei confronti di Raf (che con Tozzi e grazie a Tozzi debuttò 35 anni fa), i due - in tempi di sinergie (si pensi al terzetto anti-austerity Pezzali-Nek-Renga) hanno deciso di fare squadra per lanciare un tour e un progetto musicale comuni.

Si tratta di «Come una danza», brano ruffianissimo che uscirà domani, sotto il segno della più totale orecchiabilità. Un brano scritto a tavolino con ammiccamenti generazionali ma che non mancherà di scalare le classifiche.
Seguirà una raccolta di brani in condivisione, a volte rivisitati (Come «Gente di mare»), e un tour che il 30 aprile 2019 debutterà a Rimini. Nel mezzo, ma apertamente non si può dire, potrebbe esserci un passaggio a Sanremo come superospiti.

«Per fortuna e senza nulla togliere ad altri artisti del nostro Paese e alle pagine che sono state scritte» dice Tozzi «ma Raffaele e io abbiamo un repertorio forte, e soprattutto due brani, due chicche, penso a "Gloria" per me e "Self Control" per lui, che hanno fatto ballare non solo l'Italia intera, ma anche il Nord America, che Dio solo sa quanta fatica facciano a muoversi con le canzoni italiane».

Attorno a un'amicizia («Siamo stati anche vicini di casa dalle parti di Roma, e abbiamo visto crescere i rispettivi figli», dice Raf, seguito con occhio attento dalla moglie, la bella Gabriella Labate), a queste due pietre miliari e a un discorso musicale sempre affine, i nostri hanno posto le basi per questa tournée. 
Il greatest hits «Raf-Tozzi» uscirà invece il 30 novembre per la Sugar di caterina Caselli.

Ecco le date del tour:


30 aprile: RIMINI – RDS STADIUM

3 maggio: REGGIO CALABRIA – PALASPORT

4 maggio: ACIREALE – PAL’ART HOTEL

6 maggio: BARI – PALA FLORIO

7 maggio: EBOLI – PALA SELE

9 maggio: ANCONA – PALA PROMETEO

13 maggio: MILANO – MEDIOLANUM FORUM

16 maggio: FIRENZE – NELSON MANDELA FORUM

18 maggio: ROMA – PALA LOTTOMATICA

21 maggio: BOLOGNA – UNIPOL ARENA

23 maggio: TREVISO – PALA VERDE

24 maggio: BRESCIA – BRIXIA FORUM

25 maggio: TORINO – PALA ALPITOUR




«SOLDADO» * OK, MA SMETTETELA DI FARE FILM CHE SEMBRANO SERIE TV

Benicio Del Toro in «Soldado».
La CIA ha un diavolo per capello in quanto nella lotta al narcotraffico si è aggiunto un nuovo ramo d'impresa. In Texas, fra il Messico e gli Stati Uniti, i cartelli della droga fanno passare il confine nascostamente a molti poveracci in cerca di una vita migliore ai quali si mescolano talvolta pericolosi terroristi. Così non va, dice il Presidente: questi si fanno saltare in aria nei supermercati. Idea: rapiamo la figlia di un boss, facciamo credere che sia stato il cartello concorrente, e li mettiamo in guerra fra loro. Per mettere in atto il segretissimo piano l'agente federale Matt Graver (Josh Brolin) recluta una squadra con licenza di uccidere capitanata dall'amico Alejandro (Benicio Del Toro), al quale i narcos anni prima sterminarono la famiglia. Sequestrata la ragazzina tutto pepe, non sono rose e fiori perché qualcuno ha fatto il doppio gioco. E le carte sul tavolo, così come le regole d'ingaggio, rischiano di cambiare strada facendo.

Un cast di primordine

Con gente come Brolin e Del Toro da dirigere (senza trascurare la piccola Isabela Moner, che cresce fra l'altro molto bene) verrebbe con tutti i crismi anche un B movie con Bombolo, buonanima. Figurarsi un prodotto ben rifinito e costoso come questo, seguito ideale di «Sicario». Azione e costruzione della trama si bilanciano con cura, e Del Toro in alcune scene è davvero un mostro di bravura. Il regista, l'italiano Stefano Sollima, in trasferta a Hollywood, è uomo d'esperienza, e porta il nobile marchio di fabbrica di «Romanzo criminale» (la serie) e «Suburra». Ovvero prodotti di qualità per un pubblico vasto. Cose rare in Italia. Esportarlo è motivo d'orgoglio.

Il difetto: l'eccessiva serializzazione

Resta però l'amaro in bocca sotto finale. Un finale più che mai aperto, sospeso, che riporta con decisione al mood della serializzazione televisiva. D'accordo che le idee scarseggiano. D'accordo che questo è già (di fatto) un secondo capitolo di una sorta di saga, ma perché creare nello spettatore l'obbligo morale della visione di tutto il blocco? I film che nascono già per avere per forza un seguito (come questo) puzzano di bruciato più delle bombe che fanno saltare in aria set e figuranti. Altrimenti si fa una serie, la si piazza su Netflix, Sky o Amazon Prime Video, e siamo tutti felici e contenti. Primo fra tutti l'incolpevole spettatore, che non si sente troppo preso in giro.
Voto: 7 e 1/2

venerdì 19 ottobre 2018

LEVANTE: «X-FACTOR? BELLO, MA NON LO RIFAREI»

Levante e i Selton alla presentazione di Tuborg Open.
Per Levante «X-Factor» è come Venezia: bello, ma non ci vivrei.
Interpellata sull'argomento del momento, ovvero la frenesia di turn-over alla scrivania dei giudici del talent di Sky, che torna la prossima settimana live con Lodo Guenzi al posto di Asia Argento, la cantautrice di Caltagirone, all'anagrafe Claudia Lagona, svicola un po' ma poi abbozza una risposta molto diplomatica.

«Sono felice» dice «che X-factor faccia il suo percorso e sono stata felice di esserci. Sono contenta che loro siano contenti. A me ha regalato cose belle. Speriamo che abbiano trovato i loro equilibri, semplicemente». E alla successiva, inevitabile questione: lo rifaresti? «È una domanda molto difficile... Credo che non lo rifarei, ma solo perché mi è piaciuto chiudere quel cerchio in quel modo lì. Sono stata felice di averlo iniziato e finito in questo modo».

Levante nel 2019 pubblicherà un nuovo album che annuncia come musicalmente molto innovativo rispetto ai suoi lavori precedenti.

La conferenza stampa (qui sotto il video integrale), alla quale hanno preso parte anche i brasiliani Seldon e Lemandorle, era a margine del concerto finale dell'evento «Tuborg Open - The Final Celebration», tenutosi ieri sera al Fabrique di Milano. La filosofia del progetto era «Open to More»: mantenere cioè un atteggiamento creativo e aperto alle inclinazioni personali.

giovedì 18 ottobre 2018

EDITORIA * ANCHE A «TOPOLINO», NEL LORO PICCOLO, S'INCAZZANO

Il mondo editoriale di Topolino.
Musi lunghi nella redazione del settimanale a fumetti per antonomasia. Dopo l'improvviso siluramento della direttrice di lungo corso (11 anni), molto amata dal pueblo, Valentina De Poli
Alex Bertani.
(che pare non l'abbia presa benissimo), ci si interroga sul futuro della testata di Walt Disney, in licenza a Panini Comics per altri cinque anni.

Il nuovo direttore, Alex Bertani, è un manager che avrebbe più competenze e motivazioni sui tagli che sul prodotto, e ciò non rassicurerebbe alcuni interni, già in ambasce. D'altra parte le vendite pare si attestino ormai sulle 75.000-100.000 copie, abbonati compresi. Quindi l'obiettivo sarebbe galleggiare segando rami per pagare le royalties alla casa madre in attesa di un possibile ma non certo rinnovo di contratto. 
Valentina De Poli.
La colpa di De Poli sarebbe stata quella di cercare di salvaguardare i compensi di scriventi e collaboratori. Che, stando alle mie fonti, non sarebbero comunque già particolarmente alti.
Intanto il topo cartoon compie 90 anni, e verrà celebrato con una mostra dal 19 novembre a Desenzano del Garda. Ma gli acciacchi si fanno sentire.

domenica 14 ottobre 2018

PREZIOSI INFLAZIONATO MA NON PREZIOSO * SIGNORINI ERETTO * PROCURATEVI LA «FARIÑA»

«Polvere di stelle» - Preziosi inflazionato ma almeno non fa il prezioso.
Alessandro Preziosi non fa il prezioso e la scorsa settimana s'è fatto intervistare praticamente da chiunque. Paginate e parole in tutti i luoghi e in tutti i laghi in rigorosa promozione. Buon per lui. Il figo è sempre richiesto, anche se un po' stagionato. E inflazionato.


Emilia Clarke.
Emilia Clarke, la mini-regina dei draghi de «Il trono di Spade», dopo lo spot dove canta «Quando quando quando» Italian Style per Dolce & Gabbana, ora pensa a un disco. Caldo, ovviamente.


Alessandra Amoroso.
Alessandra Amoroso con il suo «10» (io) è già in testa alla classifica. Eterno secondo, sì, manco a dirlo, Valerio Scanu, l'altro di «Amici», uscito lo stesso giorno con «Dieci». Scritto in lettere. Trovatevi qualcuno con un po' di fantasia per i titoli, please.

Alfonso Signorini.
C'è preoccupazione per la tenuta della posizione posturale perennemente eretta (no doppi sensi) di Alfonso Signorini, costretto a stare sempre in piedi al «Grande Fratello Vip» allo scopo di segnare il territorio. 
Gente, non sono solo un opinionista, sembra rimarcare Alfie, ma il co-conduttore insieme con Ilary Blasi in Totti. La poltrona è dietro di me, ma resta vuota. Fatevene una ragione. Peccato che il programma vada maluccio, come rileva oggi anche Aldo Grasso.


Fabio Fazio.
Carlo Cottarelli va da Fabio Fazio. I quotidiani di destra titolano: «Prende 6.500 euro per ogni ospitata». Lui ribatte, in sostanza: non li paga la Rai direttamente ma il produttore: i soldi vanno all'Università dove lavoro e vengono detratti dal forfeit che la Tv di Stato già paga e comunque pagherebbe alla casa di produzione. Quindi denaro in meno a chi produce. Capito il giro del fumo?


Javier Rey, protagonista della serie tv spagnola.
Dopo «La casa de papel» («La casa di carta»), autentica sorpresa tra le serie tv spagnole, e di cui vi avevo parlato in anteprima, vi segnalo un'altra iberica boccata d'ossigeno: si intitola «Fariña», e la trovate su Amazon Prime Video. L'ascesa e il declino del traffico della cocaina in Galizia negli Anni 80, in dieci episodi. Non è un capolavoro, ma si difende bene, in bilico fra «Romanzo criminale» e «Narcos».


Selvaggia Lucarelli.
Non mi risulta ci sia qualcosa di vero nelle voci che vorrebbero Maria De Filippi e la sua Fascino in procinto di scippare (naturalmente a suon di dobloni) Selvaggia Lucarelli al «Ballando con le stelle» di Raiuno by Milly Carlucci. Almeno per il momento la tele-accademia di «Amici» resterà senza l'arrembante opinionista de Il fatto quotidiano. 

venerdì 12 ottobre 2018

A ROZZANO ANDRA' IN SCENA IL MUSICAL DI «HAPPY DAYS»

La locandina del musical di «Happy Days» che andrà in scena a Rozzano.
Dal teatro dialettale al telefilm per antonomasia. 
La Compagnia Teatrale I Saltafoss di Rozzano (Milano) torna con «Happy Days il musical», opera scritta da Garry Marshall con musiche del libretto a cura di Paul Williams; un lavoro ovviamente ispirato al telefilm cult degli anni '70.
La traduzione dei testi è affidata Michele Renzullo e le liriche italiane a Franco Travaglio.
La compagnia I Saltafoss porterà in scena «Happy Days il musical» cantando dal vivo canzoni in italiano l'1 e 2 Dicembre 2018 al Teatro Fellini di Rozzano, con la regia di Adriano Tallarini, le coreografie di Martina Massa e la direzione musicale di Laura Amodeo.

VIRGINIO: «OGGI ABBIAMO BISOGNO DI SEMPLICITA', NON DI SUPERFICIALITA'»

Si ispira a Italo Calvino e ha già scritto brani per molti. Prima fra tutte Laura Pausini.
Virginio si racconta nel video qui sopra, della serie «Tre domande a» parlando della musica e del rapporto con la cantante che (al momento) più ha segnato il suo percorso professionale, essendo autore di «E.STA.A.TE» ma soprattutto di «Limpido». Attualmente Virginio sta lanciando il suo singolo, «Semplifica».

giovedì 11 ottobre 2018

EDITORIA * BASTA GADGET FIGHETTI: ORA CON LIBERO C'È LA PISTOLA AL PEPERONCINO

La pistola al peperoncino in vendita con Libero.
Basta con le borse termiche, i racchettoni da spiaggia, e persino con i contenitori per alimenti buoni per il pic-nic o il microonde. Roba da fighetti. Passato remoto di improbabili, liete gite fuori porta.
Sono tempi sempre più duri per i malintenzionati, ma soprattutto per i venditori di gadget da allegare alle riviste. Le cosiddette (famigerate) «vendite congiunte», da anni croce e delizia degli edicolanti.
L'arma GA 3 va prenotata in edicola.
Dal 20 ottobre Libero butta il cuore oltre l'ostacolo e, andando incontro indubbiamente a un'esigenza (diciamo così) politica ma anche sociale, di mercato, abbina nientemeno che «La pistola al peperoncino».

Sotto lo slogan «Difendersi è facile - Il miglior strumento di autodifesa», l'arma di libera vendita, la GA 3 (al prezzo scontato di 43,50 euro invece di 59, oltre al quotidiano) mette bene in chiaro le sue potenzialità. Non è letale, e questo un po' rincuora, ma entro tre metri colpisce il soggetto a una velocità di 180 Kmh. «Non contamina l'ambiente», ma in compenso procura: «Tosse, spasmi, nausea, irritazione, disorientamento e lacrimazione» per 45-60 minuti. Più di una puntata de «La prova del cuoco» con Elisa Isoardi.

«Per la prima volta in edicola», precisa lo strillone del quotidiano diretto da Vittorio Feltri. Molte donne e uomini ora si sentiranno più sicuri. Personalmente, avrei preferito una fionda o - nei casi più ostici - una balestra. Ma accontentiamoci. Le nuove frontiere dell'editoria sono ancora tutte da perlustrare. Armati sino ai denti.

SE CHIARA FERRAGNI PUNTA SULL'ACQUA, MICHELLE HUNZIKER SI BUTTA SULLE GRIGLIATE

Michelle Hunziker testimonial Roadhouse Restaurant.
L'Evian by Chiara Ferragni che ha scatenato le polemiche.
Mentre «Temptation Island Vip», su Canale 5, chiude con buoni ascolti risollevando un poco le sorti sia di Simona Ventura che di una Mediaset partita molto in affanno come ascolti in questo inizio di stagione televisiva, Vittorio Feltri spara a zero sul Biscione e sul suo capo, Piersilvio Berlusconi. «Mediaset mi fa schifo» e «Sua maestà del piffero» sono i nuovi mantra del direttore di Libero. Insomma, c'è baruffa nell'aria.
Intanto, sui social, non si fa altro che parlare di Chiara Ferragni e della sua bottiglietta d'acqua Evian limited edition al costo di 8 euro. L'influencer, di fatto, non fa nient'altro che guadagnarci lecitamente: i gonzi sembrano piuttosto i compratori e chi si scandalizza facendole ulteriore pubblicità. Tra l'altro l'acqua di Lourdes è venduta a 16 euro su Amazon. E la madonna era sposata con un falegname, non con Fedez.


Tomaso Trussardi e Michelle Hunziker.
In tutto questo bailamme si trascura la nuova performance di un'altra star non propriamente indigente: Michelle Hunziker, moglie di Tomaso Trussardi e attuale conduttrice di «Striscia la notizia». La bionda svizzera è la nuova testimonial dei Roadhouse Restaurant (un tempo «Grill»), che le hanno affidato alcuni spot e una campagna tabellare. La catena Roadhouse, che eccelle in carni e grigliate, fa capo al gruppo Cremonini.
Gli spot della Hunziker sono stati girati da Blake Farber, che in passato ha già realizzato video per Beyoncé, e spot per marchi come Nike e Ray-Ban.

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