venerdì 2 aprile 2021

PRENOTAZIONE VACCINI * ARRIVA FIGLIUOLO E SISTEMA LA LOMBARDIA

Il Generale Fracesco Paolo Figliuolo.

Di fatto "commissariati" Letizia Moratti e Guido Bertolaso dopo l'arrivo del plurimedagliato Generale Figliuolo (e in attesa delle dovute dimissioni di Attilio Fontana, l'uomo che fu indagato due volte; per ora), con il sito delle care vecchie Poste che ha di fatto inglobato quello della Regione Lombardia, poco fa sono riuscito a prenotare il vaccino di mia madre per il pomeriggio del 12 aprile al Policlinico San Matteo di Pavia. Al terzo tentativo, con qualche piccolo casino sulla ricezione degli SMS di conferma. Ma se consideriamo che hanno aperto stamattina le prenotazioni per la fascia d'età 75-79 anni e ci sarà il mondo davanti al computer, mi pare un buon risultato.

giovedì 1 aprile 2021

INCONTRI * BRUNO VESPA, L'ETERNO SORRISO DEL POTERE FATTO PERSONA


Qualche anno fa, nella hall di un bell'hotel milanese, fra stucchi e troni dorati che neppure a Uomini e donne, mi capitò di intervistare Bruno Vespa. Fu uno tra i pochi, pochissimi incontri professionali della mia vita (e ne ho viste di tutti i colori, credetemi) in cui percepii dall'altra parte il Potere allo stato puro. Bruneo, come lo chiamano quelli di Striscia la notizia per sdrammatizzarne l'influenza politica devastante, era uno dei Padreterni della categoria, certo. Lo è dalla notte dei tempi. Padrone di casa di quel Porta a porta di Rai1 che spesso è stato definito "la terza Camera" dello Stato. Mi misi a intervistarlo facendo il mio dovere, cioè infilando, nel tempo concesso, domande di tutti i tipi. Non ho mai amato le interviste totalmente sedute, prone, il lecchinaggio tanto in voga. Bisogna trovare un giusto compromesso, che fra l'altro è utile a tutti. Ma solo quelli intelligenti lo capiscono.

Ebbene, a ogni domanda che pretendeva di essere un po' più ardita, che provava a denudare un po' il Re, lui mi fissava e rispondeva con un sorriso tenero, affettuoso, quasi compassionevole. Al quale non potei che dare due interpretazioni : 1) Piccino, non c'è niente che tu possa domandarmi che mi metterà mai in difficoltà. 2) Ricorda che io ci sarò sempre, nei secoli dei secoli. Tutti passano e passeranno, tu compreso, ma io ci sarò per sempre. Il Potere vero mi aveva fatto capire, fra sorrisi e qualche smorfietta: scansati ragazzino, lasciami lavorare. Sono passati anni e Governi, e Bruno è ancora lì, che sorride malizioso.


venerdì 26 marzo 2021

LIBRI * CON "I FAVOLOSI 60" BOJANO SPOSTA I CONFINI DELLA MEZZA ETA'

La cover di "I favolosi 60", Linea Edizioni, 15 euro.

"I favolosi 60"
, promette la copertina. Ma stavolta Gianni Minà non c'entra. Il colpevole è Gabriele Bojano, 60 anni, stimato collega campano del Corriere del Mezzogiorno dalla penna brillante e dal comprovato fiuto giornalistico, che per l'occasione ha radunato 60 sessantenni (perdonate ma qui si va avanti a forza di cabala) più o meno illustri e li ha messi sotto torchio facendoli raccontare. In un libro godibilissimo che rilancia la nuova mezza età, giusto per riecheggiare Marcello Marchesi. Condizione anagrafica che le meraviglie della medicina (Covid permettendo) hanno spostato un po' più in là, verso l'infinito. Prefato da Antonio Polito, il libro ha un sottototitolo che è tutto intriso dell'ironia bojaniana: "Troppo giovani per tirare i remi in barca; troppo vecchi per tirare la barca a remi".

Tra i sessantenni famosi (ma ci sono anche ignoti saggi che fanno parte della vita dell'autore) figurano Carol Alt, Antonio Banderas, Nicoletta Brachi, Francesca Archibugi, Kenneth Branagh, Eleonora Brigliadori, Sergio Cammariere, Rosario Fiorello, Giorgio Gori, Massimo Gramellini, Luciano Ligabue, Diego Armando Maradona, e tanti altri. Il libro ve lo faccio raccontare qui sotto direttamente da quel giargianella di Bojano:

Gabriele Bojano.
"Questo è un libro anomalo. È uno e trino. I favolosi 60 rimanda, tanto per cominciare, al periodo aureo della nostra infanzia, gli anni del secolo scorso dominati da Mina e osannati da Minà, in cui il boom economico fece tutti più ricchi, leggeri e spensierati, ma anche beatamente inconsapevoli di quello che sarebbe venuto dopo. Ma I favolosi 60 può essere letto anche come stagione di una vita, quella appunto crepuscolare, di noi neosessantenni, i cosiddetti baby boomer, troppo giovani per tirare i remi in barca ma troppo vecchi per tirare la barca a remi. E, infine, I favolosi 60 intesi come i sessanta coetanei che hanno festeggiato nel 2020. Un’antologia non esaustiva di persone e personaggi che vantano molteplici meriti, a volte ignoti anche a loro stessi, per essere ricompresi in queste pagine. Insomma, un’antologia o, se preferite, un bestiario, tra noti, meno noti e perfetti sconosciuti, facce, pensieri, parole, opere e omissioni dei migliori anni della mia vita. Che poi sono anche quelli della vostra". 

martedì 23 marzo 2021

PODCAST * MENTANA E LUCARELLI (SI) RACCONTANO PER CHORA MEDIA

Enrico Mentana e Selvaggia Lucarelli con i loro podcast.

Da qualche tempo si sente parlare di podcast come del nuovo Eldorado per chi fa comunicazione. "Tu ne hai di cose da dire, fatti un bel podcast!", è ormai l'invito più ricorrente che serpeggia negli incontri o le chiacchierate fra gli addetti ai lavori. In realtà, se si vanno a guardare i numeri reali, i podcast sono un abito perfetto, ma solo per chi può permettersi il lusso di indossarlo. Ovvero per chi ha una vasta o vastissima notorietà già acquisita. Insomma, ci vuole il fisico. Se sei gracilino (parlo di followers, fan, seguaci, adoratori o haters, chiamali come ti pare) il gioco probabilmente non vale la candela. Dal punto di vista economico. Se si parla di soddisfazione personale, quello naturalmente è un altro discorso.

Due personaggi sicuramente di sana e robusta costituzione mediatica sono Enrico Mentana, direttore del TgLa7, e della giornalista e scrittrice Selvaggia Lucarelli, che hanno appena debuttato su Chora Media (la via italiana al podcast diretta da Mario Calabresi, già al timone de La Stampa e Repubblica) con i rispettivi contenuti già saccheggiati dagli utenti. Mentana, insieme con Stefano Bises, resta nella sua comfort zone, quella delle news, con "L'avevo detto". Lucarelli con "Proprio a me" punta invece all'universo dei sentimenti, degli amori più o meno tossici. E parte raccontando proprio se stessa. Fra gli altri podcast di Chora (che lavora con uno standard qualitativo sicuramente alto) c'è anche lo scrittore Paolo Giordano.

lunedì 22 marzo 2021

MARCO LIGABUE SCRIVE UN LIBRO AUTOBIOGRAFICO (DOVE PARLA DI LUCIANO)

Marco e Luciano Ligabue in un libro autobiografico scritto dal fratello minore.

Marco Ligabue
appoggia la chitarra per un breve periodo e decide, per la prima volta, di raccontarsi a tutto tondo in un libro. È servito un lockdown per ripercorrere tutte le fasi della sua vita e metterle nero su bianco, in uno dei pochi momenti lontano dal palco e dai riflettori. Un racconto intimo e sincero tra vita privata, ricordi illuminanti, aneddoti ironici e tanto rock’n’roll, partendo da Correggio e dintorni.

“Uno spaccato piuttosto vivace - ci dice lo stesso Marco Ligabue - che spero vi faccia viaggiare con la mente: dalla mia infanzia passata al Tropical, la balera in cui siamo cresciuti, alla mia prima band musicale che rispecchiava un’epoca dove in Emilia si mangiavano capelletti in brodo al ritmo degli AC/DC. Vi presenterò la mia combricola, le fidanzate, la formidabile cuoca che è mia madre e torneremo indietro nel tempo per partecipare al primissimo concerto di Luciano, al memorabile live degli U2 a Modena ma anche per rimorchiare belle gnocche in Riviera Romagnola.”.

Trentatrè “cronache” che hanno come filo conduttore la musica. Con una scrittura immediata e fresca, che si avvale di un gusto naturale per il racconto, Marco Ligabue, mette in scena situazioni quotidiane, avventure giovanili e imprese memorabili, arricchite da teneri racconti di famiglia. E tanti, divertentissimi episodi della vita da artista: perché forse nessuno mai, come lui, ha vissuto il palco da ogni lato, da fan, da addetto ai lavori, da musicista, da protagonista e da fratello di una rockstar.

Pagine intrise di calore e autenticità, dall’inconfondibile sapore emiliano, che scorrono via veloci lasciando il sorriso sulle labbra e la voglia, come accade per i bei libri, di conoscere e diventare amici del loro autore. Dopo un’infanzia “normale”, in un tipico paese emiliano, la vita di Marco viene travolta dal successo di Luciano e cambia per sempre. Inevitabile la notorietà di riflesso, eccitante, ma delicata da gestire. Difficile è riuscire a “far traboccare il vaso” della propria vita, senza restare nell’ombra. Ma sorridente e determinato come solo lui sa essere, riesce a trovare la sua strada, dapprima lavorando con e per Luciano e poi affermandosi come artista indipendente.

lunedì 15 marzo 2021

GLI «SCEMI DA MATRIMONIO» CON GLI SCHERZI CI VANNO A NOZZE

La showgirl Raffaella Fico insieme con i due conduttori/curatori del programma.

C'era una volta «Scene da un matrimonio», di e con Davide Mengacci. I tempi cambiano, ma le nozze rappresentano il giorno più bello nella vita di una coppia. Ma come la prenderebbero gli sposi se il loro evento da sogno si trasformasse in una giornata da incubo? Da questa domanda provocatoria prende le mosse Scemi da Matrimonio, il programma di intrattenimento che tratta scherzi televisivi, professionali e reali, durante gli eventi nuziali. Prodotto da Star-M, Scemi da Matrimonio va in onda, in prima visione assoluta, su TV8, dal 17 marzo, in sei puntate, ogni mercoledì, in seconda serata.
A realizzare materialmente gli scherzi ci pensano Mitch Dj, co-conduttore radiofonico, autore e inviato televisivo, e Gibba, un pioniere degli scherzi radiofonici.
In ogni puntata, dal contenuto goliardico, vengono presentati tre scherzi, in un crescendo di ansia e pathos, per mettere sotto pressione le “vittime” inconsapevoli, fino ad arrivare al momento culminante. Il punto di forza del format risiede proprio nella particolarità di andare a colpire un evento che per gli italiani è sacro e intoccabile: il matrimonio.
Durante l’esecuzione degli scherzi, Mitch e Gibba monitorano e supervisionano tutto il matrimonio, dando istruzioni, in remoto, a complici, stunt e attori per gestire tutte le fasi dello scherzo. Per rappresentare usi e costumi dei matrimoni italiani, la produzione copre tutto il territorio italiano.

domenica 7 marzo 2021

SANREMO * TRIONFANO I MÅNESKIN (E ANCH'IO HO DATO IL MIO CONTRIBUTO)

Fedez e Francesca Michielin insieme con i Maneskin, vincitori del Festival di Sanremo 2021.

Ecco come (essendo tra i giurati della sala stampa) ho dato il mio modesto contributo alla vittoria dei Måneskin. Questa sera, in occasione della finale del Festival di Sanremo, noi giornalisti votavamo solo la terna finale già scremata dal precedente televoto. Non so come mai, ma a ‘sto giro funzionava così. Forse hanno voluto creare un meccanismo tecnico di compensazione. I Voti esprimibili erano dal 5 al 10 e dovevano essere tutti diversi tra loro. 
Essendomi trovato in finale tre pezzi che non avrei voluto (nessuno era tra i miei preferiti, visto che ho amato soprattutto Colapesce e Dimartino e Fulminacci) ho deciso di premiare il meno peggio ai miei occhi. 
Trovando Fedez e Francesca Michielin troppo costruiti e improponibili e scontato il pezzo di Ermal Meta, ho dato 5 alla coppia, 6 a Ermal e 10 ai ragazzi, sostenendo decisamente i pischelli rockettari giocando sullo scarto ampio fra 5 e 10. È andata bene. Un voto per svecchiare. Come mandare al Governo i 5 Stelle.
Colapesce e Dimartino con «Musica leggerissima» hanno vinto comunque il premio Lucio Dalla della sala stampa.
È stato un Sanremo decisamente anomalo, anche nel podio finale, che ha visto mister Ferragnez al secondo posto, e bronzo per il favorito della vigilia, Ermal Metal, come lo chiama Orietta Berti. E ne ha fatto le spese, come spesso accade, un'altra che in teoria avrebbe dovuto piazzarsi molto meglio, ovvero Noemi. Sono basito invece da Bugo, che aveva una canzoncina molto carina, a mio avviso, ma stona così tanto che lo usano per accordare i cori da osteria.

lunedì 1 marzo 2021

COSTANZA CARACCIOLO: «HO SOFFERTO PER L'ABORTO E ORA CON VIERI NON VOGLIAMO PIU' FIGLI»

l?ex calciatore Bobo Vieri e Costanza Caracciolo.

La showgirl ed ex Velina Costanza Caracciolo ha raccontato ad Adriana Volpe a Ogni mattina il momento difficile che si è trovata ad affrontare alcuni anni fa assieme al marito Christian Vieri: “Ho avuto un aborto spontaneo, è stato un dolore immenso, mi vengono i brividi solo a pensarci”. L’ex velina, che ora ha due figlie con ‘Bobo’, Stella e Isabel, ha voluto anche mandare un messaggio a tutte le donne che stanno vivendo lo stesso momento: “È un dolore immenso ma non mollate, l’importante è riprovare quando vi sentirete pronte”.

“Io e Christian siamo felicissime con le nostre 2 figlie, e ci basta così!”. La showgirl Costanza Caracciolo racconta ad Ogni mattina vita familiare con il marito, l’ex Calciatore ‘Bobo Vieri’ e le loro due bimbe. Alla domanda di Adriana Volpe se i due stiano per caso pensando a un maschietto l’ex velina sgombera il campo da ogni dubbio: “No grazie! Sia io sia Christian siamo già felicissimi così, con le nostre due principesse”.

mercoledì 24 febbraio 2021

IL GFVIP DI SIGNORINI E' "DISEDUCATIVO"? PIOGGIA DI CRITICHE DA ANTONELLA CLERICI

Antonella Clerici e Alfonso Signorini, conduttore del GFVIP e direttore del settimanale di gossip Mondadori "Chi".

La più candida (ma tosta) della tv ha fatto a pezzi il lavoro di Mr. Alfonso Signorini e il mondo dei reality-show. In un'intervista video concessa al Fatto quotidiano Antonella Clerici, conduttrice di "E' sempre mezzogiorno", su Rai1, e da sempre volto popolarissimo dei programmi familiari (si pensi a quel "La prova del cuoco" che ha presentato per anni seguita da legioni di casalinghe), ha distrutto con la massima sincerità il "Grande Fratello Vip", scritto e condotto dal giornalista di gossip milanese.

Questa edizione del programma di Canale 5, durata lunghi mesi e contraddistinta da un numero incalcolabile di episodi trash e cadute di stile, si concluderà lunedì primo marzo, il giorno prima del debutto del Festival di Sanremo, sull'ammiraglia Mediaset. Ecco l'opinione della Clerici: "Non è la mia televisione, è mortificante. Ci sono delle persone che non so neanche chi sono Perché stanno lì? Non hanno niente da dire. C'è il nulla cosmico. Un tipo di tv che non giudico. Alcune situazioni possono anche essere divertenti, ma quando sono diseducative si va alla deriva, non mi piace".

Il GFVIP (che ha innervato completamente i palinsesti della rete) quest'anno è stato molto attaccato dalla critica proprio per questo suo giocare molto sul border line del cattivo gusto. Si pensi solo all'ultimo caso (ma gli episodi sarebbero infiniti), quello di Alda D'Eusanio e alle sue esternazioni su Laura Pausini e il consorte. Con la vecchia tecnica del reclutare concorrenti e personaggi noti per essere quantomeno sopra le righe - per essere generosi - per poi cacciarli o eliminarli fingendo di scandalizzarsi non appena si comportano come ci si aspettava che si comportassero. Un giochino che ha davvero stancato.


martedì 23 febbraio 2021

L'AGONIA DI BARBARA D'URSO * IL SUO LIVE DOMENICALE RISCHIA LA CHIUSURA ANTICIPATA

Barbara D'Urso sembra contrariata per l'imminente chiusura del suo programma domenicale.

Come annuncia Giuseppe Candela su Dagospia, potremmo essere vicini alla fine dell'ormai agonizzante Live - Non è la D'Urso. Il talk domenicale di prima serata di Canale 5, in forte crisi da tempo, dovrebbe chiudere entro la fine di marzo ed essere sostituito dall'11 aprile da una versione serale di Avanti un altro, il quiz show di Paolo Bonolis e Luca Laurenti. Questi i rumors accreditati a Cologno Monzese, dove il pentolone è in fermento. Il programma a mio avviso è imbarazzante, come buona parte della produzione dursiana. Ma la donna, che ha dalla sua il potente Mauro Crippa, sinora ha tenuto botta grazie soprattutto al suo stakanovismo.

Piombato ormai da settimane su ascolti preoccupanti (attorno al 12%), nonostante i proclami social contrari della conduttrice, Live è il tallone d'Achille di Barbara D'Urso. Carmelita, come la chiamano i suoi fan, è sempre prodiga di rassicuranti hashtag come #colcuore e #caffeuccio, ma l'aria che tira dietro le sue produzioni non è affatto buona. Tra gli addetti ai lavori c'è chi ventila un'imminente promozione con rimozione incorporata (bisognerà studiare il modo: da qualche tempo la nostra parla di un ritorno alla fiction), chi semplicemente prevede l'imminente fine di un'epoca. Staremo a vedere.


GOSSIP * NOZZE PER ARISA, SECONDO FIGLIO PER FLORA CANTO E BRIGNANO

Rosalba Pippa, in arte Arisa, in una foto da Twitter.

Fiori d’arancio in arrivo per Arisa: “Lei e Andrea Di Carlo si sposeranno il 2 settembre”. Il giornalista Santo Pirrotta ne ha parlato a Ogni Mattina, il talk mattutino di Tv8 con Adriana Volpe. “I due sono fidanzati da pochi mesi – racconta Pirrotta – ma sono talmente felici insieme che hanno già deciso di convolare a nozze”. La cantante sarà in gara al prossimo Festival di Sanremo, in programma dal 2 marzo su Rai1.

Flora Canto e Enrico Brignano aspettano il secondo bambino”. Il giornalista Santo Pirrotta rivela in esclusiva ad Ogni mattina la notizia della dolce attesa della showgirl. “Tra l’altro Flora ha sempre detto chiaramente che al secondo bambino avrebbe obbligato Enrico a sposarla – aggiunge Pirrotta - chissà che non sia la volta buona…”.

giovedì 18 febbraio 2021

PERSONAGGI * STEFANO ACCORSI: UN TALENTO CHE DOBBIAMO TENERCI STRETTO

Stefano Accorsi con la moglie Bianca Vitali.

E' uno tra i più apprezzati e stimati attori della scena nazionale e internazionale. Bolognese, 49 anni, Stefano Accorsi ha debuttato nel 1995 come protagonista di "Jack Frusciante è uscito dal gruppo". 

Da allora la sua filmografia, tassello dopo tassello, si è fatta via via più interessante, con la consacrazione definitiva ne "L'ultimo bacio" di Gabriele Muccino. Era il 2000, anno della tripletta con "Le fate ignoranti" e "La stanza del figlio". Diretto, come spesso gli accade, da registi di grande spessore, è un talento che vale la pena tenersi stretto.

Nel suo percorso artistico non è mancata la fiction, con l'apprezzatissima serie tv Sky "1994" (nei panni di Leonardo Notte), e negli ultimi due anni il suggello dei film "La dea fortuna" e "Lasciami andare", mentre l'ultimo (attesissimo), "Marilyn ha gli occhi neri", che lo vede accanto a Miriam Leone, risulta in fase di post produzione. 

Persona molto avveduta, oltre a essere testimonial del brand Peugeot, l'attore (che ha alle spalle un matrimonio con l'attrice francese Laetitia Casta, che gli ha dato due figli) vive anche una vita parallela nel mondo del glamour e dei settimanali patinati dopo le nozze, che risalgono al 2015, con la splendida modella Bianca Vitali. I due hanno avuto dapprima il piccolo Lorenzo, e di recente è arrivato Alberto. Una famiglia bellissima sulla quale spesso si accendono i riflettori.


mercoledì 17 febbraio 2021

IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI AL SENATO LASCIA BEN SPERARE

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi.

Il discorso di Mario Draghi al Senato mi è piaciuto molto, ma su questo non avevo alcun dubbio. Tra le sottolineature che mi hanno colpito (tralascio il dovuto ringraziamento a Giuseppe Conte che, checché ne dicano i fanatici, si è trovato a gestire un’emergenza epocale, e l’ha fatto in modo complessivamente più che degno) ci sono questi: 

1) Pandemia first, ma sostegno alle imprese.
2) Sostegno in futuro alle attività che hanno un futuro, penalizzando (“Accompagnando alla transizione”) quelle che visibilmente non l’hanno. È inutile buttare soldi nei pozzi vuoti.
3) Promessa di una grande, dovuta attenzione all’ecologia.
4) Riforma fiscale globale, e in bocca al lupo perché saranno cavoli amari.
5) Una carezza ruffiana alla politica, proprio quando alla politica viene chiesto l’ennesimo passo indietro per lasciare spazio al tecnico, all’uomo forte. Ma la politica negli ultimi anni e negli ultimi mesi è stata a dir poco imbarazzante e ora deve salvare la faccia grazie a lui.
6) La precisa indicazione che il sostegno a questo governo contempla l’accettazione totale dell’Europa e dell’irreversibilità dell’euro.


INSTAGRAM * IL MERAVIGLIOSO MONDO DELLE ESIBIZIONISTE ANZIANOTTE


Ha 43 anni. Non 25 e manco 30
, che secondo me sarebbe il limite mentale massimo (stando larghi) per passatempi del genere. Ma magari sbaglio. Si presenta anche bene, per carità d'Iddìo. E passa buona parte del tempo postando sul suo profilo Instagram (Facebook non ce l'ha, è troppo intellettuale: ogni tanto magari ti tocca scrivere anche qualcosa di senso compiuto e senza sgrammaticature) foto un po' porcelle, ma soprattutto stories tra il sexy e il nude look (le stories sono quelle alle quali i followers rispondono con messaggio privato, quindi un po' più pruriginose) per prendersi i "Bellissimaaaaa", i "Top" e i "Sei divina" dei soliti cinque di numero. 

Perché non è che sia seguita da legioni di persone, tra l'altro. Anzi. Poi lo facesse di mestiere. Della serie: mi serve questa vetrina perché così piazzo meglio il mio corpo in contesti professionali o di spettacolo. Non mi risulta. Lo fa soltanto per insicurezza, credo, e soprattutto per esibizionismo: per sentirsi confermare quotidianamente che la caducità del tempo non l'ha ancora colpita. Ma il contenitore è vuoto. A me 'ste cose (che non sono così infrequenti) mettono una tristezza sovrana, non so come dire.

lunedì 15 febbraio 2021

SU RAI2 ARRIVA "CLARICE" LA SERIE TV SEQUEL DEL SILENZIO DEGLI INNOCENTI


Arriva su Rai2 l’attesissima serie tv “Clarice”, sequel del celebre film “Il silenzio degli Innocenti”. A trent’anni dall’uscita della pellicola che ha segnato la storia del cinema, la serie tv prodotta dalla MGM Television è stata trasmessa per la prima volta su CBS giovedì 11 febbraio negli Stati Uniti. Il debutto italiano è previsto in prima serata il 9 aprile, in esclusiva su Rai2, ed in prima visione assoluta. A ricoprire il ruolo di Clarice, per cui Jodie Foster conquistò uno dei cinque Premi Oscar del film, è la giovane Rebecca Breeds. Al suo fianco, Michael Cudlitz nel ruolo di Paul Krendler, Lucca de Oliveira di Tomas Esquivel, Kal Penn di Shaan Tripathi, Nick Sandow dell’agente Clarke, Devyn Tyler nei panni dell’amica Ardelia Mapp, Marnee Carpenter di Catherine Martin e Jayne Atkinson di Ruth Martin.

La storia è ambientata nel 1993, un anno dopo gli eventi de "Il silenzio degli innocenti". Brillante e vulnerabile, Clarice ritorna ad occuparsi di serial killer e predatori sessuali. Il suo coraggio le dà una luce interiore in grado di affrontare i più pericolosi mostri e criminali. Ben presto si accorgerà che non tutto è come sembra. In una Washington livida e piovosa, dominata dagli affari della politica, Clarice si muove in un ambiente di lavoro fortemente maschilista. A sostenerla, il bisogno di sfuggire dagli inquietanti segreti di famiglia che l'hanno perseguitata per tutta la vita. Produttori esecutivi della serie sono Alex Kurtzman, Jenny Lumet, Elizabeth Klaviter e Heather Kadin. “Clarice” è prodotta da MGM Television e CBS Studios in associazione con Secret Hideout ed è distribuita a livello internazionale da MGM.

venerdì 12 febbraio 2021

IL METODO INFALLIBILE PER FARE INCAVOLARE UN GIORNALISTA

Una redazione giornalistica al lavoro.

Esiste un modo semplice quanto sottile (di vecchia scuola redazionale) per fare imbufalire un giornalista. Che comunque - è altrettanto provato - per orgoglio non lo darà mai a vedere ma ne soffrirà come un cane.
Bisogna far leva sulla componente ego-narcisistica presente praticamente in chiunque abbia una penna (un computer) in mano esercitando il mestiere più antico del mondo. Che non è sicuramente il primo che vi viene in mente, ma questo.
Bisogna sapere anzitutto che le caratteristiche che di norma, da sempre, fanno la reputazione di un buon giornalista sono tre:

1) Efficacia nel reperire notizie non farlocche (qualche passo lo fa anche chi smercia bufale ma in genere dura pochissimo, ovviamente, a meno che non lavori per testate che ci campano, non farò nomi).
2) Sufficiente, buona o elevata capacità di scrittura.
3) Velocità nella stesura del pezzo. 

Sebbene i primi due aspetti siano più importanti (il secondo oggi lo è quasi più del primo, perché è particolarmente in voga l'opinionismo, per amore o per forza), la velocità è quel piccolo orgoglio del navigato mestierante che non si può trascurare. Più o meno chiunque (o quasi) è in grado di mettersi al desk e scrivere un buon testo, magari impiegando ore per limarlo e impreziosirlo. Pochi sono in grado di mantenere alta l'asticella della qualità, impiegando però il minor tempo possibile nella consegna. Era importantissimo ai tempi dei quotidiani, che pure vanno in stampa di notte e te li trovi in edicola il giorno dopo; lo è ancora di più oggi, con l'immediatezza del web e milioni di poveri cristi ad azzannare le stesse quattro notizie per gli N mila siti presenti sul mercato.

Te la giochi a ore, a volte a minuti. Il lettore ovviamente non se ne accorge, ma sono pallini non trascurabili per chi esercita il longevo mestieraccio.
Seconda premessa. A parte rarissimi casi, tra i giornalisti non corre buon sangue o comunque esiste un alto tasso di competitività. Che ovviamente si fa sentire più nella stessa redazione, che fra colleghi di altre. Fratelli coltelli. Non a caso si dice: "I colleghi della tua stessa redazione non sono colleghi". Inteso: competitors peggiori degli altri.
Considerato tutto ciò, ecco che i saggi della vecchia scuola hanno inventato un metodo perfido e geniale per riconoscere il talento di un collega, se è ovviamente conclamato (altrimenti non ci sarà pietà alcuna), riuscendo al contempo a sminuirlo. Perché se uno è bravo, è bravo. C'è poco da fare. E negarlo sarebbe meschino agli occhi, e alle orecchie, di chi ti ascolta. Non fai bella figura.
Ecco allora nelle conversazioni di corridoio lo standard:
- "Hai letto il pezzo di Tizio? Bellissimo".
- "Sì, l'ho visto, in effetti non è male. Lui lavora bene".
- "Sì sì, è proprio bravo".
- "Ah sì, per bravo è bravo. BRAVO... (pausa tecnica di alcuni secondi e poi faccia perplessa) MA LENTO".

Ovviamente nel giro di 14-20 secondi, tempo europeo, all'interessato verrà riferito il commento. Non potrà incazzarsi perché gli hai fatto un complimento, in fondo. Hai riconosciuto che è bravo. Cosa indiscutibile. Ma soffrirà parecchio per quel lento, che lo allontana dalla professionalità.
Ricordate il segreto del cuoco: se volete dileggiare un giornalista in modo apparentemente blando, ma efficacissimo, questa è musica: "BRAVO, BRAVO... BRAVO... MA LENTO".
Non dimenticate la pausa, la testa vagamente ciondolante destra/sinistra e la bocca che si contorce un po' in una specie di smorfia.


martedì 9 febbraio 2021

L'ASSURDA PIATTAFORMA ROUSSEAU, GENIALE MA INSENSATA TROVATA DI CASALEGGIO

La tenerezza triste, malinconica del Movimento 5 Stelle, che vuole sottoporre al voto sulla piattaforma Rousseau l'entrata o meno nel Governo di Mario Draghi. Come mi è capitato di dire altre volte, riecheggiando il buon Fantozzi, la piattaforma Rousseau è sempre stata "una cagata pazzesca" (cit.). Senz'altro una geniale trovata di marketing politico del primo Casaleggio, ma costituzionalmente sempre "una cagata pazzesca". Una volta che hai votato i tuoi rappresentanti, quelli si insediano nelle Camere, votano e governano. Non può esistere in natura una sub-consultazione con gli iscritti della base per poi decidere o avallare ogni cosa quegli altri debbano o dovrebbero fare. 

E' come se l'Amministratore Delegato di una società, prima di prendere ogni decisione che la riguarda, dovesse convocare un'assemblea on-line con tutti i soci e ottenere il placet. Un'assurdità che solo in Italia può prendere corpo e materializzarsi.
I grillini sono (ormai) un partito come gli altri, se ne facciano una ragione. Anzi, lo sono sempre stati. E siccome all'inizio, con il boom, hanno tirato dentro (come è ovvio che sia) anche parecchi soggetti "not 100%", come direbbe un amico, almeno abbiano la decenza di tacere e tirare dritto.

sabato 6 febbraio 2021

GIOVERNO DRAGHI * SALVINI C'E' (NON VUOLE STARE IN PANCHINA E DEVE RIPULIRSI L'IMMAGINE)

Da sinistra, Mario Dragi e il leader della Lega Matteo Salvini.
Molti lo deridono, ma fa piacere (lo dico senza particolare ironia) vedere come Matteo Salvini, l’antieuropeista per antonomasia, si sia deciso a entrare nel Governissimo di Mario Draghi, l’ultimo vessillo dell’europeismo. Draghi lo spauracchio dei sovranisti. Draghi “il liquidatore”, l’uomo dei poteri forti. Pur di esserci ed entrare al Governo, visto che comunque il centrodestra si era già spaccato con l’ok di Silvio Berlusconi, Mr. Papeete ha deciso che fosse meglio non aspettare sino al 2023 e staccare il biglietto per il viaggio col dottor Draghi. Che farà buone cose (a dispetto della Lega più esaltata) e gli consentirà di ripulirsi un po’ un’immagine distrutta dal dissennato lavoro fatto (tutto da solo) dopo aver lasciato il Governo. La decisione scellerata dalla quale non si è più ripreso.

Avrà tutto il tempo a fine legislatura per tornare a essere il cazzaro di sempre. Quello che tutti amiamo. Quello che fa un’ottima comunicazione politica protestataria nelle piazze, in campagna elettorale, ma che non sa neppure da che parte si cominci a provare ad aggiustare un Paese. Meglio che lo faccia un caro, vecchio buon europeista competente e stimato figlio dei poteri forti che ha già salvato il culo all’Europa e (stando in Europa) più volte all’Italia. Se sei nel mucchio selvaggio puoi sempre prendere una parte dei meriti oppure andartene protestando a cavallo di una ruspa qualora il vento dovesse cambiare. 

martedì 2 febbraio 2021

CORONAVIRUS * OCCHIO, COMINCIA L'ERA DELLA TENTATA RACCOMANDAZIONE VACCINALE

SarsCov2, il vaccino. Pfizer, Moderna o AstraZeneca?

Già mi figuro i prossimi mesi: dal momento che il vaccino di Pfizer copre al 95%, Moderna al 94,1% e l’Astra Zeneca solo al 60% (e sarà somministrato a quei cittadini sotto i 55 anni teoricamente a minor rischio Covid-19, tra l'altro ci sono dentro in pieno) scatterà la gara ad accaparrarsi (immagino con scarso successo) il primo e il secondo invece del terzo. Oltre alla challenge, credo già avviata, per chi riuscirà a vaccinarsi prima degli altri, partiranno telefonate su telefonate agli amici, e agli amici degli amici (persino all'amico Alessandro, che fa Amici solo di cognome e si lamenta perché da anni Maria De Filippi non gli paghi almeno qualche euro di diritti), per la raccomandazione vaccinale. 

Ecco, lo sento: sta per partire l’era della tentata raccomandazione vaccinale. Della serie: voglio a tutti i costi lo Pfizer o il Moderna, e ai poveracci diano l’altro. Oppure: aspetto finché non potrò avere il preparato migliore. Cosa che ritarderà o renderà estremamente difficile il raggiungimento dell’immunità di gregge. Mi auguro di sbagliarmi, ma la vedo complicata. A meno che non arrivi anche il primo registrato, lo Sputnik (per il quale i russi hanno dichiarato il 91%, ma vatti a fidare), e lì poi ci sarà da ridere. Per modo di dire.

venerdì 29 gennaio 2021

SINTESI E TRADUZIONE DEL DISCORSO DI RENZI DOPO L'INCONTRO CON MATTARELLA

Una smorfia ammiccante del fighissimo Matteo Renzi, leader di Italia Viva.

TRADUZIONE E SINTESI IN LINGUAGGIO MENO AULICO DEL DISCORSO PRONUNCIATO IERI SERA DA MATTEO RENZI, DOPO L'INCONTRO CON IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


Sono figo. Ma visto che tutta Italia, da quando ho fatto cadere il Governo, mi sta massacrando di critiche (giustificate, ma non lo posso certo ammettere perché sono strafigo), preciso che: anzitutto il Governo lo fo' cadere quando mi pare e piace perché con i miei quattro gatti io sono l'EGO della bilancia, e se non mi fate sentire costantemente - ho detto costantemente - che nella coalizione conto qualcosa, porto via il pallone. Tiè. Tiè. E ancora tiè. Specchio riflesso, faccia di serpente! Poi va ribadito che sono figo. Così figo che ho capito che qui le nuove elezioni non le vuole nessuno, pertanto mica me le posso intestare io. Di suicidi politici ne ho già fatti a iosa.

Quindi vi tengo ancora tutti per le palline almeno ancora per una settimana buona, tra veti, vetini, vetucci incorciati... Vieni avanti vetino! Poi farò quello che con estrema generosità e bontà d'animo (dopo aver portato a casa quel che si può, perché so' figo da morire) farà la scena di cedere, ma solo, sia chiaro, per il bene del Paese: voglio parlare di politica (e al massimo di fard), non di poltrone. Intanto a voi qui dico che non c'è nessuna riserva sul nome di Conte (ma a Mattarella ho appena detto l'esatto contrario e farò tutto il possibile per farlo cadere), tanto che mi frega. Sono un oratore e un politico di razza, di grande caratura. E guadagno un milione di euro l'anno, soprattutto con le consulenze all'Arabia Saudita. Terra illuminata. I 14 mila mensili da senatore sono solo bruscolini nel mio bilancio familiare.
Ci si vede alla mezza, bischeracci povery!
(Ma per caso ve l'ho già detto che sono figo come il mare? Dovrei mettermi a fare anche lap dance, tanto sono figo)
.

giovedì 28 gennaio 2021

I TEATRINI DELLA POLITICA FATTI ALLE SPALLE DELLA GENTE (IN PANDEMIA)

Da sinistra, Silvio Berlusconi, Matteo Renzi e Matteo Salvini.

Il Senatore Vitali, che aveva annunciato ieri il passaggio al nuovo gruppo dei 10 europeisti raccattati per salvare il salvabile dopo l'inspiegabile crisi di Governo egoriferita voluta da Matteo Renzi, ha informato oggi la stampa di averci ripensato dopo una telefonata di Silvio Berlusconi e Matteo Salvini ed è dunque tornato nei ranghi di Forza Italia.
Ora, è risaputo che la politica è "Sangue e merda", come diceva il vecchio socialista Rino Formica. E se il problema è sacrificare la testa del pur popolare Giuseppe Conte, perché sia il cazzaro verde che quello fucsia ormai la vogliono sul piatto, sia pure sacrificata la testa di Conte. Che problema c'è? Bisogna essere realisti in queste cose, ed è sempre stato uno degli scenari possibili.

Ma quel che trovo insopportabile è che questi odi personali e giochetti di partito fatti non nell'interesse del Paese che dovresti rappresentare, ma esclusivamente per il bene tuo e della casacca che porti, siano fatti tirando per le lunghe in questo momento, drammatico per l'Italia, per l'Europa e per il mondo. Quando avremmo disperatamente bisogno di chiudere velocemente questo teatrino imbarazzante e fingere che non sia mai avvenuto per avere ancora un vago stimolo in futuro per andare ancora alle urne.
Renzi, Berlusconi, Salvini. Ricordiamoci questi nomi.

sabato 23 gennaio 2021

REGIONE LOMBARDIA * E SE SI DIMETTESSE ANCHE ATTILIO FONTANA? FORSE SAREBBE ORA

Il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.

Quindi ricapitoliamo: Attilio Fontana vede che c'è Covid in aumento e invoca misure di contenimento del virus più restrittive per la Regione Lombardia. Giusto. Il Governo, visti i dati, che confermano l'aumento (dati che in buona parte sono forniti dalla stessa Regione), decide di portare la Lombardia di nuovo in Zona Rossa. Appena proclamata la zona rossa, Fontana annuncia un ricorso al Tar perché la scellerata zona rossa da lui appena implicitamente invocata sarebbe illegittima in quanto sbagliati i dati (che in parte la stessa Regione da lui guidata ha fornito, ma di questo ovviamente non parla) sui contagi. 
Oggi si scopre che le cifre sarebbero effettivamente più alte del dovuto, e da domani la Lombardia tornerà in arancione. Fontana, che con il fido Matteo Salvini fa tutto da solo, avanzamenti e retromarce (purché il nocciolo della questione sia attaccare il Governo) e che ha fornito dati sbagliati appellandosi poi contro i medesimi, inizia oggi un rimpallo di responsabilità con lo Stato (il gioco è sempre tutto lì) su chi abbia sbagliato sui dati lombardi. I giornali filo-leghisti (Libero), accortisi del drammatico scivolone infatti oggi titolano con fuoco di copertura: 300 milioni persi dalla Lombardia a causa dell'errata zona rossa. Che è tutta una fantastica proiezione multi-color avanti e indrè di Fountain & Friends. 
In attesa che Fontana si alzi domattina chiedendo un nuovo inasprimento delle misure di contenimento del virus, per poi ottenerle, verificare di aver sbagliato, e appellarsi al Tar contro il proprio cervello, restiamo in attesa di capire se prima o poi lo scudiero di Capitan Cazzaro Green se ne andrà a casa anche lui. Perché avrò anche azzeccato la previsione quando ho scritto che l'unico a lasciarci le penne sarebbe stato Ollio Gallera, ma per la povera Regione in cui vivo mi piacerebbe vedere un po' di giustizia in più. E veder partire per lidi molto, molto lontani, magari con un nuovo hair stylist, anche Mr Stanlio Fontana. Che tante soddisfazioni sta dando all'avanspettacolo, ma meno alla sua/nostra Lombardia.

SANREMO * ACCANTO A ELODIE C'È MATILDA DE ANGELIS, LA SEXY ICONA DI «THE UNDOING»

Matilda De Angelis sul red carpet.

Zitta zitta, nonostante abbia appena 25 anni, di strada ne ha già fatta parecchia, Matilda De Angelis. L'attrice bolognese oggetto del desiderio nella serie tv del momento, «The Undoing», con Nicole Kidman e Hugh Grant, sarà accanto ad Amadeus (e a un'altra bellissima della musica leggera italiana, Elodie) sul palco del prossimo Festival di Sanremo. Che - salvo slittamenti causa Covid di cui al momento si vocifera soltanto - dovrebbe tenersi la prima settimana di marzo.

Nella trama di The Undoing, Matilda (che ha un passato nella musica, avendo debuttato a 16 anni con la band Rumba de Bodas) è Elena Alves, la donna di cui si innamora l'oncologo Grant e che viene trovata morta all'inizio del racconto. Tutta la serie si dipana andando a caccia del colpevole e la sensualità della nostra sbuca indubitabilmente da ogni poro.

Ma l'attrice, che fu anche protagonista del clip dei TheGiornalisti «Felicità puttana» in questo momento ha più che mai l'attenzione dei media puntata addosso perché ha interpretato il tenero film appena uscito on-line «L'incredibile storia dell'isola delle rose», un'utopia italiana degli Anni 60.

Che dire? L'approdo all'Ariston è il suo lancio definitivo nella grossa popolarità. In bocca al lupo.

giovedì 21 gennaio 2021

POLITICA * LA TENTAZIONE DI SILVIO: TUTTA FORZA ITALIA COL GOVERNO IN CAMBIO DI...

Da sinistra, Silvio Berlusconi, l'ex pornostar Ilona Staller in arte Cicciolina e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

L'ultima indiscrezione malandrina che gira a Roma è il progetto per salvare il salvabile dai futuri e già minacciati ricatti di Matteo Renzi e Italia Viva, che rimetterebbero a stretto giro in forte difficoltà numerica il Governo (per esempio il 27 gennaio, con un voto chiave al Senato), è la soluzione che sembra l'uovo di Colombo. Starebbero infatti trattando sottobanco il "responsabile" passaggio di tutta la compagine di Forza Italia dal Centrodestra allo schieramento attualmente in carica. Del resto Silvio Berlusconi è sempre stato un moderato e negli ultimi anni (almeno nell'ultima fase) convintamente europeista. 
Con Matteo Salvini e Giorgia Meloni c'entra poco o nulla e (come Renzi) non ama stare in posti dove non abbia in mano il bastone del comando. Sul piatto ci sarebbe la testa di Giuseppe Conte, da sacrificare in qualche modo platealmente trovando un sostituto che consenta di portare avanti le cose e concludere l'emergenza della pandemia senza andare a elezioni, che comporterebbero un irresponsabile blocco per sei mesi di tutte le attività politiche, e un'altra (più che) promessa a mezza bocca: fare in modo che Berlusconi realizzi il suo vecchio sogno di andare appena possibile ad occupare il posto di Sergio Mattarella.
Questo sarebbe lo scenario. Che ci consente di sgommare anche una riflessione, per così dire, a caldo: pensa quanto varranno tra poco (anche solo per il mercato dei collezionisti) le mutande berlusconiane che ha nel cassetto l'ex pornostar Ilona Staller in arte Cicciolina.

martedì 19 gennaio 2021

CRISI DI GOVERNO * LA RETROMARCIA DI RENZI E IL «COATTO UNICO» DI GIORGIA MELONI

Matteo Renzi, leader di Italia Viva, e Giorgia Meloni, a capo di Fratelli d'Italia.

I miei due cent sulla giornata di ieri. Matteo Renzi si è accorto (tardi) di avere tirato troppo la corda col suo harakiri furbetto ed egoriferito (che gli è sfuggito di mano, perché pensava di riuscire a chiudere il ricattone prima, ma ha trovato un muro), collezionando più critiche in pochi giorni da tutto il Paese che in tutta la sua vita, così è stato costretto a ordinare ai suoi la cauta astensione alla Camera. Li farà astenere anche oggi al Senato, dove si gioca la partita più difficile, altrimenti comprometterebbe del tutto un'immagine che come detto da tempo non esiste più agli occhi della gente. 
E per accontentare chi l'ha aspramente criticato anche per questo, farà parlare una delle due ministre Veline schiave e sottomesse che ha costretto nei giorni scorsi a silenti dimissioni. Comunque vada ne esce male, perché ha ordito tutta la pagliacciata. Credo che Giuseppe Conte si salverà in extremis, anche se con numeri minimi. E nel caso non dovesse salvarsi si troverà un altro fantoccio col rimpastone del Presidente Sergio Mattarella, perché le elezioni in questo momento sono la cosa più assurda e irresponsabile che si possa immaginare.
Il discorso di Giorgia Meloni. Non so se sia davvero convinta di essere una madre della Patria, ma è teatralmente brava. Un mix pesciarolo fra Anna Magnani e la Sòra Lella, senza aver mai raggiunto il successo di nessuna delle due. Del resto ha sempre amato il «Coatto unico», per dirla teatralmene. Ma ha i sondaggi in crescita (mentre la Lega è arrivata ieri a perdere il 12%) ed è galvanizzata. Le opposizioni fanno il loro gioco disfattista, ed è loro diritto: l'opposizione deve buttare giù il Governo per salire al potere. Peccato che il momento drammatico che stiamo vivendo sia del tutto eccezionale e che questo loro sacrosanto diritto si giochi adesso sulla pelle di tutti, compresi i loro elettori.
Renata Polverini ha fatto benissimo a lasciare Forza Italia e passare con la compagine di Governo perché ha scelto il momento più utile, più intelligente (e soprattutto più plateale) per farlo.

lunedì 18 gennaio 2021

GLI SMARTPHONE NUOVI A PREZZI FOLLI E I "POLLI" DA SPENNARE


L'iPhone 12, uscito di recente, costava 1.200 euro. E già mi pareva fantascienza. Nei giorni scorsi è uscito il nuovo Samsung S21, che si attesta sui 1.450 (però ti danno in omaggio un paio di cazzilli, e te li fanno anche pesare). Credevo che il mercato fosse piuttosto saturo e che la crisi generale, con annessa pandemia che colpisce pesantemente ovunque nel mondo, inducesse le case a ridurre le pretese, anziché aumentarle.
Evidentemente sbagliavo, o comunque va fatto un altro ragionamento. Siccome non sono stupidi (anzi), e la politica dei prezzi è una cosa seria, credo che ormai la decisione a monte sia un'altra. 
Della serie: sappiamo di avere un numero (magari neppure così ridotto) di polli fanatici che appena esce il modello nuovo se lo devono accaparrare per forza immediatamente. Questi li spremiamo come limoni imponendo il prezzo che vogliamo. Tutti gli altri aspettino mesi l'uscita di un altro modello (o due) di nuova generazione, per accaparrarsi quello "vecchio" uscito oggi quando il suo prezzo sarà "crollato". Crollato ovviamente per modo di dire. Non trovo altra spiegazione. Per quanto mi riguarda, pur essendo un vero patito di tecnologia, sono fermo all'iPhone 7, che pure pagai 800 euro e che ancora fa benissimo il suo dovere; non sento il bisogno di rincorrere telefoni che costano come uno stipendio medio. Però assisto a tutto questo con uno stupore che è sempre nuovo.

domenica 17 gennaio 2021

INTERNET IMPOSSIBILE * L'INCUBO DELL'ACCESSO AD ALCUNI SITI BANCARI

Il problema della sicurezza on-line e dell'accessibilità.

Cerco di entrare nel sito di una banca (non farò il nome) dove ho depositato due soldi. Tieni conto che non ci vado mai, perché di norma per bonifici, accrediti e le comuni operazioni ne uso un'altra; questi signori hanno una procedura di sicurezza complicatissima (sa Iddìo quanto complicata, mai visto niente di così macchinoso) che ogni sei mesi fa scadere tutte le password, i codici, il riconoscimento digitale sull'app (ti fa scadere anche il bollo dell'auto e l'abbonamento a Netflix, se non stai attento) e prevede che tu le rinnovi. Ma non andandoci mai, ogni volta dimentico tutto. In pratica un casino epocale che ogni sei mesi si chiude con il blocco dell'account e (povero) me che chiamo l'assistenza telefonica, mi lamento della loro assurda procedura di sicurezza (con l'operatrice che ammette: "In effetti sì, riceviamo qualche lamentela") e chiedo la riattivazione dopo aver pregato in una lingua morta e mandato copia a colori dell'albero genealogico tornando indietro di 12 generazioni.
Stavolta stava andando apparentemente meglio: mi bloccano l'account al secondo tentativo (manco al terzo, al secondo, abbondiamo), però compare la domanda di sicurezza che avevo impostato non so quando e non so come e che potrebbe riattivarlo: «Qual è il cognome da nubile di tua nonna materna?». Aaahhh, bello mio: stavolta la so. Stavolta non mi freghi. Il cognome di nonnina, buonanima, era VERCESI. Non ci sono santi. Digito VERCESI e sai che cosa mi compare? Messaggio di errore. Come errore? È l'unica risposta possibile. Se fossimo a un quiz avrei vinto il superpremio.
Leggo meglio il messaggio di errore: «IL CAMPO DA LEI INSERITO DEVE CONTENERE ALMENO 8 CARATTERI». Ma benedetto Iddìo, se nonnina nel cognome aveva 7 caratteri, mica posso darti un altro cognome o aggiungere una lettera ad cazzum! Non si chiamava PIERGIACOMI. Purtroppo si chiamava VERCESI. Riprovo. Niente. Vuole che mia nonna abbia un altro cognome, come una password qualsiasi di «Almeno 8 caratteri». Non vado oltre perché probabilmente mi chiederà poi di inserire anche un numero e un carattere speciale nel cognome della signora.
La risposta sarà anche segreta, ma non è un mistero per nessuno che questi siano scemi.

giovedì 14 gennaio 2021

POLITICA * MATTEO RENZI, L'UNICO CHE FINGE DI NON AVER CAPITO

Il leader di Italia viva Matteo Renzi.

Matteo Renzi
non ha capito (meglio, finge di non aver capito e prova malamente a salvarsi le natiche) una cosa basilare di questo Paese: gli italiani, stressati da decenni di malgoverni di ogni colore e da una tassazione a dir poco sublime, hanno in odio la politica e i politicanti. Poi i giochi e i giochetti di Palazzo e di potere un po' li seguono, un po' no, magari non li digeriscono, ma in ogni caso li dimenticano. Gli italiani dimenticano tutto, con la memoria del pesce rosso. Ma - per il motivo di cui sopra - non dimenticano e si segnano sul diario col cuoricino le frasi lapidarie su chi promette di abbandonare la poltrona. 
Quando Matteo Renzi, tronfio, incautamente disse in tv: «Se perdo il referendum, lascio la politica», tutta l'Italia rimase basita e pensò: grande, questo ha veramente le palle; questo ha a cuore il Paese. Renzi ha perso quel referendum, non se n'è mai andato, ed è ancora lì ad ammorbarci con i giochetti di potere al 2% e rotti per restare disperatamente a galla.
Matteo Renzi agli occhi degli italiani è politicamente finito (totalmente finito) da quando non ha mantenuto quella solenne promessa. Non a caso Giorgio Gori, che pure era il suo spin doctor, l'abbandonò in un nano secondo per passare al Pd. L'unico che finge di non accorgersi di essere finito agli occhi degli italiani è Matteo Renzi. Ma con estrema coerenza fa ancora quel che può per romperci un pochino i cabbasisi.
In ogni caso, sarebbe bello che alla prossima occasione elettorale il Paese si ricordasse di un bulletto toscano che, con un partito morto che per ironia della sorte si chiama «Italia viva», con attività che chiudono giorno dopo giorno e tutti noi che affrontiamo una drammatica pandemia avendo altro a cui pensare, tira la corda fino all'ultimo solo per salvare il proprio orticello personale ed esporre un po' del proprio egocentrismo sui media. La politica è anche cinismo, capacità di sfruttare il peggio a proprio vantaggio; sì sì, per carità. Ma a me Matteo Renzi ora come ora fa proprio senso.

sabato 9 gennaio 2021

FACEBOOK E TWITTER, È UN ERRORE CHIUDERE L'ACCOUNT DI DONALD TRUMP

L'ex Presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump.

Ritengo, da tempi non sospetti, Donald Trump un pericoloso imbecille. E (non solo) in questi giorni l'ha ampiamente dimostrato. Ritengo però sbagliata e fortemente illiberale (anche poco americana, per così dire) la decisione di Facebook e Twitter di sospendergli gli account. Quello di Twitter, la piattaforma dove ha fatto più danni mediatici, è stato addirittura chiuso "definitivamente". È notizia di oggi.
Ho un tale amore e rispetto per l'America e i suoi ideali di libertà, che queste cose mi fanno male. È vero che si tratta di società private, che nel loro orticello possono fare in teoria (e anche in pratica, come vediamo) ciò che vogliono, ma ormai Facebook e Twitter sono parte fondante della moderna comunicazione. Non mi sognerei mai di impedire di parlare (sul suo profilo naturalmente: non venga a rompere le balle in casa d'altri) a un pericoloso imbecille. Sai quanti ne abbiamo anche tra i nostri contatti che diffondono cialtronate e fake news politiche a nastro ogni giorno. È la libertà, bellezza. Ma lo criticherei aspramente in pubblico sperando che la gente pian piano si accorga di avere a che fare con un pericoloso imbecille, lasciandolo al suo destino. 
Anche da noi ci sono pericolosi imbecilli, in politica, che giocano a tirare troppo la corda (non solo) su Twitter. Non farò nomi, lasciando il fitto mistero: il quiz del resto è tremendamente difficile da risolvere.
Ma mai mi sognerei di chiudere loro l'account. Primo, per i motivi di cui sopra. Ai quali credo fortemente. Secondo, per non dare loro l'immediata, istantanea occasione di poter giocare a fare i martiri della democrazia negata e specularci sopra.

venerdì 8 gennaio 2021

PURGATORI E L'ERRORE SU «GLORIA» * DIAMO A LAURA BRANIGAN CIO' CHE LE SPETTA

I due interpreti di Gloria: Umberto Tozzi, che è anche autore del pezzo, e Laura Branigan, che ha interpretato la cover in glese.

Clamorosa toppata del pur bravo Andrea Purgatori: ad Atlantide commenta un video dagli USA di un pre-comizio della Trump family (c'era anche Ivanka tutta di nero vestita) che nel backstage si prepara a uscire sul palco mentre il pubblico viene scaldato da “Gloria” di Umberto Tozzi cantata da Laura Branigan; canzone diffusa a tutto volume per esaltare l'uditorio. Purgatori riconosce il pezzo di Umbertone (che Dio solo sa quanto guadagna ancora di diritti in tutto il mondo) ma puntualizza con un drammatico “Nella versione di Gloria Gaynor”. Ennò. Scusate ma su queste cose fondamentali divento puntiglioso. L’assalto al Congresso mi passa persino in secondo piano.

CARI PROUD BOYS DI DONALD TRUMP: COL FOLKOLORE D'ASSALTO NON AVETE INVENTATO NIENTE

L'assalto al Congresso Usa dei Repubblicani seguaci di Trump, i  Proud Boys, e (a destra) i militanti leghisti anni fa sul suolo di Pontida sotto le bandiere della Lega Nord.

Certo, sono passati tanti anni: era la Lega Nord di Umberto Bossi a Pontida. Altri tempi, ma forse neanche tanto. Questa doppia immagine solo per ricordare ai seguaci di Donald Trump (gli ormai famosi Proud Boys che hanno assaltato il Congresso americano) che non hanno inventato niente. Noi con gli accessori moda e il folklore primavera-estate-autunno-inverno siamo sempre stati avanti anni luce. E alla fine, si sa, chi si somiglia, si piglia. Se consideriamo poi che anche Matteo Salvini, il nuovo padrone del movimento che ha prima salvato dalla rovina eche  ora rischia di affossare con incaute scelte mediatiche, è da sempre un fervente trumpiano...

martedì 5 gennaio 2021

RENZI E GALLERA * GLI STRANI TEATRINI DELLA POLITICA ITALIANA

Matteo Renzi, senatore di Italia Viva e Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia.

Ho la sensazione che sulla scena politica locale e nazionale ci siano in atto un paio di teatrini all'italiana.
Il primo in Lombardia, dove la Lega ha appena scaricato l'imbarazzante forzista Gallera per una frase infelice ("Non richiamo i medici dalle ferie per fare i vaccini") che viene dopo un tale cumulo di figuracce di tutta l'amministrazione lombarda da fare impressione.

Credo che i leghisti scarichino Gallera soltanto per trovare il soggetto giusto, ormai abbastanza "maturo" agli occhi dell'opinione pubblica, da far fuori a guerra finita (o forse anche prima) salvando il posto all'altrettanto imbarazzante Attilio Fontana, che è però molto vicino e sodale di Matteo Salvini, dunque per il momento ancora intoccabile. Un Salvini da qualche tempo insolitamente calmo. Che abbia capito che dopo aver fatto perdere circa 10 punti nei sondaggi al suo partito (non parliamo poi dei consensi personali), si stava completamente bruciando a furia di scemate mediatiche?

Sul fronte nazionale, intanto, c'è l'agitarsi infinito di Matteo Renzi, che minaccia costantemente una crisi di Governo o comunque il classico rimpastone. Nel momento peggiore per farlo. Renzi punta i piedi perché con i consensi ai minimi termini stavolta si gioca davvero la sopravvivenza politica (lui che la politica aveva promesso di lasciarla una volta perso il referendum, ma questo è) e gioca a fare l'ago della bilancia per mostrare di essere ancora influente, decisivo e riguadagnare punti. Sono pronto a scommettere che tutto finirà in niente, con le adeguate concessioni di Giuseppe Conte al toscano narciso. 

Anche perché (e qui penso stia la gabola) ho la sensazione che ci sia un accordo sottobanco fra Renzi e lo stesso Conte per costringere il M5S a digerire il MES, che il Presidente del Consiglio vuole ma non può esporsi così tanto per averlo per via della coalizione che rappresenta. Un po' di teatrino (col Pd sempre defilato) e via che si riparte.
In tutto questo, la Lombardia, partita così lenta nella somministrazione dei vaccini (una Regione in teoria così influente e così bisognosa dei medesimi) è veramente uno scandalo. E non c'è più tempo da perdere.

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