giovedì 14 settembre 2017

IL SORRISO DI LUCIO: UCCIDERE NOEMI COME SE FOSSE UNA COSA NORMALE

Lucio, il fidanzato omicida reo confesso di Noemi Durini nel Tg di TeleNorba
Di solito non parlo mai di casi di cronaca nera. Preferisco restarne alla larga. Un po' perché siamo già sommersi di inquietudini, un po' perché mi sento più a mio agio nella comfort zone della battuta.
Di fronte a questa faccia, però, non riesco a non tacere. È la faccia incredibilmente sorridente e più che mai inquietante di Lucio, 17 anni, omicida reo confesso della sua ragazza, Noemi Durini, 16 anni. La picchiava regolarmente e un bel giorno ha deciso di ucciderla. Perché così, perché gli andava, perché mi sono rotto della Playstation e sai che faccio? La butto. Perché questa cosa che si uccide magari l'ha vista in un bel thriller cinico e carico d'adrenalina e forse voleva vedere che cosa succede a replicarla. 


E come un terrificante Edward Norton in una pellicola hollywoodiana esce dalla caserma di Specchia, il suo paese, con stampato in faccia un ghigno che - temo - non è neppure quello dello psicopatico. Perché se fosse davvero così, sarei/saremmo un po' più tranquilli. È quello di un ragazzo che forse definiremmo «normale», che non si rende neppure conto di ciò che ha fatto. Che sorride beato perché prima chi se lo calcolava e ora di certo va in tv e forse tra 15 anni girerà voce che è stato contattato per participare all'Isola dei famosi.
È questa la cosa più inquietante e preoccupante. La normalità del male assoluto. Che lascia esterrefatti e spenti perché è la sconfitta di un'intera società.
Spero che non esistano tanti Lucio oggi in Italia, ma temo che non sia così. È una cosa troppo grave per non puntare il dito, tutti, con una forza senza precedenti. È una cosa troppo grave per non restare completamente disorientati e persi.


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