domenica 8 luglio 2018

ADDIO A CARLO VANZINA * HA RACCONTATO PER IMMAGINI 40 ANNI DI ITALIA TRASH

Carlo Vanzina.
Insieme con il fratello Enrico, sceneggiava. Lui, Carlo, più schivo e concreto, dirigeva soltanto. Sullo sfondo i geni di papà Steno, pseudonimo di Stefano Vanzina, uno dei grandi del cinema italiano.
Noto per i cinepanettoni (diresse il capostipite, «Vacanze di Natale», nel 1983) ma poche volte cedette alla vena sempre più insopportabilmente trash che il filone stava prendendo, per mano di altri. 
Carlo Vanzina ha saputo raccontare, vestendola di cinema di scarso spessore, l'Italia più leggera e disimpegnata degli ultimi 40 anni. Non era certo un Mario Monicelli e manco un Dino Risi, ma va detto che anche il copione fornito dal Paese reale era quello che era.

Ora che se n'è andato, non ricordiamolo soltanto per le pagine minori. Nel 1980, piccola chicca per cinefili, fece debuttare al cinema il talento dei veronesi Gatti di Vicolo Miracoli, nel cameratesco «Arrivano i gatti». Mise le mani sulle prime pellicole cult del terrunciello Diego Abatantuono («Eccezzziunale veramente» e «Viuuuletemente mia»), e soprattutto si fece lieve nel 1983 raccontando con autentica grazia gli Anni 60 vacanzieri di «Sapore di mare»Gli amori, i tradimenti, i fremiti adolescenziali in una Versilia, ingenua, quasi da cartolina. Qui Carlo Vanzina fu autenticamente grande.

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