venerdì 27 agosto 2010

FABRIZIO FRIZZI * «DOPO LA CRISI SONO RINATO GRAZIE A CARLOTTA MANTOVAN»

Questa intervista a Fabrizio Frizzi, non è firmata. Non perché l’autore se ne vergogni più del solito, ma perché stavolta, proprio come nei «Soliti ignoti - Identità nascoste», il quiz di Raiuno rivelazione dell’estate, i detective dovreste essere voi lettori. Indovinando (e purtroppo non è detto che alla fine sia un piacere) la faccia di chi l’ha scritta. Insieme a quelle di altri nove amici del conduttore, tornato alla grande in video dopo un periodo buio dal quale ha faticato non poco a uscire. Oltreché entusiasta del proprio lavoro, Fabrizio è ancora inguaribilmente innamorato, e si scioglie come un gelato al sole quando racconta, con inedita ricchezza di particolari, della sua Carlotta Mantovan. Una storia-scommessa che gli ha cambiato la vita.

Fabrizio, se le do della classica «brava persona», se la prende?
«No, me la prendo se mi dà del buonista, etichetta che non mi appartiene. Cerco solo di vivere bene il rapporto con gli altri, e detesto in particolar modo la furbizia».
Mai provato il desiderio di trasformarsi per un’ora in Terminator?
«A 18 anni, nel mio quartiere, Montemario, a Roma, quando mi trovavo alle prese con gruppetti di picchiatori di estrema destra. Non che mi fossi mai schierato politicamente, ma questi erano violenti con chiunque. Lì avrei voluto davvero far del male».
E in tv, negli ultimi anni, con tutti i torti che ha subìto?
«No, oggi ho imparato a farmi scivolare le cose addosso. Ho imparato che mugugno, rabbia e rancore covato sono cose che fanno solo male».
Può capitare a tutti di non imbroccare un direttore...
«Ma guardi però che con Fabrizio Del Noce, a Raiuno, ora c’è un rapporto di rinnovata e ritrovata armonia...».
Che cosa è cambiato? Proprio una sua clamorosa intervista a «Sorrisi» sancì la rottura...
«Me la ricordo bene. Ci siamo chiariti, fu un malinteso. Ora non la darei più, quell’intervista. D’altra parte fu fatta col cuore sanguinante dopo le critiche per “Miss Italia”. Non sono mai riuscito a essere insincero. E poi, posso dirle una cosa?».
Dica.
«Ammetto, a posteriori, che forse un mio ciclo si stava esaurendo: i miei programmi del sabato sera, “Scommettiamo che?”, un certo Frizzi col copione sempre in mano doveva cercare forse nuove strade. Bisogna avere il coraggio di cambiare in tempo. Ma è difficile, quando hai programmi che funzionano. Se lo fai, dicono che sei pazzo. Se non lo fai, avresti dovuto farlo. Certo, è meglio che a decidere di smettere sia tu e non qualcun’altro per te».
Che cosa ha provato dopo essere stato messo da parte?
«Mi sono chiuso ulteriormente in me stesso per molto tempo, la mia cronica timidezza è tornata un po’ troppo a galla, insieme con l’ipersensibilità. Un brutto periodo».
Poi, la rinascita. Grazie a che cosa e a chi?
«A Carlotta, senz’altro, e in parte anche e a un modo diverso di affrontare le cose: mi sono dimenticato di aver condotto show per 15 anni in prima serata su Raiuno, e armato di coraggio e umiltà ho accettato consciamente cose che molti miei colleghi forse non avrebbero fatto, come andare tra i concorrenti di “Ballando con le stelle”. E poi le serate benefiche in giro per l’Italia: pagate poco, ma un’esperienza viva e unica».
Il lavoro in seconda fila usato come terapia, insomma.
«In realtà non ho mai smesso di lavorare: ho fatto “Come sorelle” per Mediaset, che andò così così. Poi “Piazza Grande” di Michele Guardì, con i molti chiari e qualche scuro del nostro rapporto. E infine “Cominciamo bene” per Raitre, programma che dà grandi soddisfazioni e che in autunno arriverà alla terza edizione».
E le abitudini nel quotidiano?
«Mi sono dato una regolata: dormo almeno sei ore ogni notte, sennò mi parte la “brocca”, vado a fare la spesa, seguo i miei interessi con due collaboratori. Ma in un regime di vita regolare».
Beh, non bari: Frizzi è sempre stato un «regolare»...
«Caratterialmente, sì. Ma prima vivevo in modo più scostante e di certo non sarò mai un saggio. Ora credo di essere tornato alla mia forma migliore, quella del Fabrizio dei tempi di “Tandem”, quando dovetti affrontare la botta terribile della morte di mio padre. L’ho sognato proprio stanotte...».
Lei ha successo perché è un conduttore non invasivo, che si sottrae. Mentre Bonolis diventa ingrediente saporito del piatto, e si aggiunge.
«In “Soliti ignoti” ho scelto questo registro, ma se mi fosse rischiesto, potrei cambiare. Sono al servizio di uno show, in caso di necessità posso avvicinarmi a corde più brillanti, attoriali, o da spalla, come Paolo o Fiorello».
A quasi 50 anni, che cosa vuole?
«Un figlio, la famiglia... Quella veramente l’ho già, con Carlotta, ma vorremmo sposarci entro un anno e mezzo. Prima dobbiamo avere una casa nostra. L’abbiamo trovata, finalmente, insieme vedendo in tempi diversi la stessa inserzione, ma va sistemata. Viviamo insieme da me, in un appartamento in zona Camilluccia, troppo piccolo. Avessimo un figlio, potrebbe stare solo nella vasca da bagno. Sarebbe pulitissimo, ma non mi parrebbe carino piazzarlo lì».
Con Rita Dalla Chiesa, perché finì?
«Non andavamo più molto d’accordo. Però, intendiamoci: è stato un rapporto importantissimo durato 15 anni».
Invece con Carlotta la differenza d’età è ribaltata, rispetto a Rita...
«Sì, Carlotta è più giovane di me di 24 anni, e siamo insieme da cinque, da quando ne aveva 19».
Qualcuno nelle vostre famiglie ha remato contro?
«All’inizio tutti ci avranno presi per pazzi, avranno pensato che non durasse. Ma nessuna aperta ostilità. Oggi c’è chi si stupisce del fatto che siamo ancora insieme».
Se Carlotta la sera vuole andare in discoteca, e Fabrizio è schiantato sul divano?
«Lavora anche lei moltissimo. In genere non succede, sarà capitato cinque volte. Se posso, l’accompagno volentieri. Altrimenti, va con i suoi amici o i colleghi di Sky. Il mio augurio è solo che si diverta».
Perché non fate servizi fotografici insieme?
«Per scaramanzia. Mai fatti sinora - e non so neppure se ne faremo, chissà -, ed è andata bene. Non vorremmo che portasse sfortuna».
La sua compagna è gelosa della splendida Belen Rodriguez, che conduce con lei «Circo Massimo», su Raitre?
«Belen è molto riservata, sulle sue, e non si è creata fra noi un’amicizia dietro le quinte. Cosa successa invece con Natasha Stefanenko, per esempio. E poi perché Carlotta dovrebbe essere gelosa? Siamo insieme e innamorati, non ne ha motivo».
Che cosa le ha dato questo amore giovane?
«Grande forza, concretezza, più saggezza; e l’appoggio per rimettermi in gioco. Carlotta è grande: una voce piccolina e una grinta notevole. Dolcissima e premurosa, attenta a ogni dettaglio».
La compagna ideale...
«Mi è andata bene, e ogni giorno faccio gli scongiuri sperando che duri. Fortunatamente continuo a vedere quella luce nei suoi occhi. Dovesse spegnersi, mi preoccuperei, mi fermerei. Ma se si innamorasse di un altro, non avrebbe che da dirmelo».
Certo, sarebbe dura...
«Non mi ci faccia pensare...».

(TV SORRISI E CANZONI - AGOSTO 2007)

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