martedì 3 agosto 2010

PAOLA SALUZZI * «NON SONO MAI STATA COSI' BELLA»

Dal giornalismo alla conduzione, e ritorno. La rossa Paola Saluzzi, un tetto di stelle sotto il cielo televisivo, alla fine lo ritrova sempre. Dall’approfondimento estivo quotidiano di «Sky Tg24 pomeriggio», alla prima serata di Raiuno in «Una notte per Caruso», accanto a Luca Ward, il 30 luglio dalla Marina Grande di Sorrento.

Paola, Caruso fu il primo in Italia a incidere un disco su vinile. Lei ha una primogenitura, nello spettacolo?
«Il sorriso, marchio di fabbrica e grimaldello che apre il cuore delle persone. Spesso sfocia nella risata, che non faccio nulla per trattenere».
Lei lavora un po’ ovunque, trasversalmente. Una specie di jolly, o un tappabuchi in caso di problemi?
«Tappabuchi spero di no, anche se grandi carriere sono nate da ottimi buchi tappati. Sono curiosa e ho fatto di tutto: da “Unomattina” agli stivali sporchi di fango, che mi pulivo da sola, prima donna in un programma di agricoltura, “Linea verde”».
Eccola, la primogenitura.
«Ebbene sì, eccola. Però guardi che odio i tuttologi del video».
Per quali cose è una garanzia?
«Gli appuntamenti di carattere istituzionale. Lì mi metto la divisa come mio padre, generale del Genio pontieri, e lavoro a testa bassa».
La sua carriera ha avuto alti e bassi. Questo che periodo è?
«Bello ed esaltante. Coincide con la mia maturità fisica. Una calda estate secca e piena di luce, quando si lavora fino a tardi».
Se una è brava e non trova lavoro, che cosa fa?
«Cerca altrove, scava per vedere se sa fare altro. Si mette alla prova».
Magari fa la classica telefonata…
«Può capitare, è un tentativo che fai se sei disperata e non arrivi alla fine del mese. Ma la scorciatoia a tutti i costi, non paga».
Ora che lavora a Sky, anche lei parla male della tv generalista?
«Giammai. Detesto chi rinnega da dove viene. Il satellite è il presente, ma le generaliste fanno ancora grossi numeri e hanno tantissimo da dare».
Scelga fra tre ipotetiche prime serate da condurre: «L’isola dei famosi», «X-Factor» o il «Grande Fratello».
«Mi piacerebbe il GF, anche se l’unica vera fu la prima edizione».
Ha fama di donna all’apparenza dolce, ma grintosa. Che cosa le manca: un po’ di sensualità?
«No, neppure quella. Le dirò di più: immodestamente oggi, a 46 anni, mi sento più bella di dieci anni fa. Dovrei imparare invece a farmi guardare di più dalla telecamera, stando ferma. Invece mi muovo troppo».
Perché le telegiornaliste non vedono l’ora di sconfinare nell’intrattenimento, e le showgirl quando hanno meno successo bramano per riciclarsi come giornaliste?
«Perché sono poli opposti che si attraggono fatalmente. In entrambi i casi, si cerca di dimostrare di avere un’altra pelle».
Ha mai parlato male di qualcuno, in un’intervista?
«A che pro? Ci si avvelena il sangue, sono nevrastenie. Mi parli di pedofilia, di diritti negati, di razzismo, e vedrà come mi scaldo».
Debuttò nel 1987 con un programma intitolato «Viaggio intorno all’uomo». Ha finito il giro?
«Figurarsi! Voi uomini siete così belli, a volte un’isola, a volte una montagna da scalare, a volte così piatti che c’è poco di interessante. Ma continuo a girare, e ora sono tranquilla, senza grandi fuochi accesi, ma serena».

(TV SORRISI E CANZONI - LUGLIO 2010)

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