martedì 3 aprile 2012

FABIO VOLO * «SONO VERO ALL'80% (O AL 20%, DIPENDE)»

Coniugare Battiato e autoironie sulla calvizie; poesie della Merini e accenni all’Articolo 18. Per tre giorni a settimana, in seconda serata su Raitre con il suo «Volo in diretta», Fabio Volo non prova tanto a far convivere l’alto e il basso, ma a sposare il trasversale. In uno show trendy contro il logorio della tv moderna. Gioco non facile. Tanto che il debutto è stato scoppiettante, ma la seconda puntata ha segnato il passo. «Non mi preccupa» spiega. «Sto facendo il programma che ho in testa e so che ha bisogno di tempo. È una cosa complessa, un linguaggio diverso. Spero che cresca. Fra l’altro alla seconda puntata avevamo contro di tutto, con l’“Isola” che non andava in pubblicità e la rete che ci ha consegnato uno share dell’1,2%. Da lì è difficile risalire. In ogni caso, dovesse andare male, sarà solo colpa mia».
 
Fabio, ha letto le prime critiche?
«Lavoro con un gruppo di autori molto bravi: l’autoanalisi ce la facciamo tra noi. A mezzanotte chiudo, ci riuniamo e ragioniamo. Chi scrive articoli, può non sottolineare alcuni handicap dai quali partiamo. Però ci sono, chi è del mestiere li conosce».
Lei è tra i nove autori. Tra questi c’è Federico Taddia, del team di Fiorello.
«Taddia è uno che in teoria come budget non mi potevo permettere, però entrambi ci piaciamo molto, e ci siamo venuti incontro. Ma non voglio assolutamente fare il Fiorello».
Sia sincero: lei, in percentuale, quanto è personaggio e quanto persona?
«Quando non mi ricordano che sono un personaggio, sono me stesso. Se si accendono i riflettori, le cose cambiano. Diciamo che sono l’80% personaggio e il 20% persona. E viceversa». 
Un giudizio sui palinsesti italiani.
«Non dovrei dirlo, ma la tv non la guardo mai. Vedo soprattutto programmi dove o si balla, o si cucina. Diciamo che non mi fa impazzire».
Dal Fabio Volo nudo a «Le iene» a quello di oggi, scrittore da milioni di copie, come è cambiato?
«All’epoca lavoravo in un nutrito gruppo di colleghi e avevo necessità di emergere in modo clamoroso. Oggi ho la fortuna di essere nella fascia alta, e per fortuna non devo più sgomitare».
Linus ha detto: «Fabio in radio serve il nulla, ma lo cucina benissimo»...
«Non sono d’accordo. Deejay è una tra le prime emittenti italiane e credo di avere contribuito non poco. Quanto ai contenuti, ho letto anche cose di grandi autori. Non le senti ovunque. Non mi pare siano il nulla».
I suoi contributi su Twitter a volte sembrano spenti. Si sono sfogati i maligni, che hanno commentato: lì è lui a scrivere, ma i libri glieli fanno i ghost writer.
«Ho uno strano rapporto con Twitter. Quando mi va, posto qualcosa, un pensiero o una frase. Ma non sono ossessionato dal mezzo. In condizioni normali preferisco fare altro. E dei libri rispondo interamente».
Molti la invidiano...
«È giusto, mi stupirei del contrario. Faccio tante cose e mi vanno tutte bene. E siccome mi presento come un tipo un po’ improvvisato, ciò genera una reazione umana in chi si si sbatte da anni senza troppi riscontri».
Sportivo, da parte sua. Nei suoi confronti vedo parecchio accanimento.
«Mettiamola così: tra fare libri che nessuno legge, film che nessuno vede e programmi che nessuno guarda essendo trattato bene, e fare libri, film e programmi di successo ed essere insultato, mi va bene così».


(TV SORRISI E CANZONI - MARZO 2012)

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