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mercoledì 1 giugno 2022

RADIO DEEJAY * LINUS IL SEMPREGIOVANE DA' UN MEGA-PARTY IN PARCO SEMPIONE


Bisognerebbe domandare a Linus (64, all'anagrafe Pasquale Di Molfetta) quale sia il segreto dell'eterna giovinezza. Lunghe maratone a parte. Il deus-ex-machina di Radio Deejay continua ad andare in onda con la verve di un ragazzino nonostante gli anni passino per tutti. E ora lancia anche, al Parco Sempione di Milano, un appuntamento live post Covid: "Party Like a Deejay", in programma nel weekend del 25-26 giugno. Due giorni di concerti con i big della musica italiana, appuntamenti sportivi, bancarelle e intrattenimenti vari (c'è persino uno speaker's corner che promette divertimento) con le voci che sono la colonna dell'emittente di Via Massena. Dal Trio Medusa a Nicola Savino, passando per La Pina e Alessandro Cattelan. 

VOTO: 8

(TRATTO DAL PAGELLONE DELLO SPETTACOLO DI FRANCO BAGNASCO PER I SETTIMANALI VERO E VERO TV)

mercoledì 16 settembre 2020

RADIO CAPITAL * RIVOLUZIONE AL MATTINO CON LUCARELLI, BIGNARDI E BENEDETTA PARODI

Da sinistra, Selvaggia Lucarelli, Linus, Daria Bignardi e Bendetta Parodi.

Già direttore editoriale delle radio del gruppo Gedi (Deejay, Capital e m2o), Linus ha assunto la carica anche di direttore artistico di Radio Capital, mettendo mano a un "restyling" complessivo e alla squadra con una piccola rivoluzione che parte lunedì. Allo scopo di rendere l'emittente (che si rivolge a un pubblico di 30-40-50enni piuttosto colti e a giovani curiosi e avvertiti) un po' più pop e musicale, pur mantenendola con un taglio giornalistico. Per fare anche che le anime radiofoniche del gruppo dialoghino e si coordinino di più.
Linus cerca «personalità», e le ha trovate in voci come quelle di Selvaggia Lucarelli, Daria Bignardi, Benedetta Parodi e Pif, alias Pierfrancesco Diliberto.
Il trio femminile occupa tre diverse ore in palinsesto dal lunedì al venerdì dalle 9 a mezzogiorno, e tutte le lady si avvalgono della presenza di Chicco Giuliani, che fa da spalla/trait d'union ideale.
La prima è Selvaggia Lucarelli: «Sono felice di tornare in radio» commenta. «Un mezzo che per qualche tempo mi aveva un po' stancata, ma mi sono accorta proprio durante il lockdown di quanto fosse importante, di quanto ne avessi bisogno. Non solo apprezzavo l'appuntamento quotidiano, ma avrei avuto mille storie da raccontare, mille voci che chiedevano aiuto alle quali dare spazio o un megafono. La radio è un po' chi la fa, quindi farò qualcosa che mi somiglia, anche se non so ancora esattamente che cosa. 

Nel mezzo c'è Daria Bignardi: «Mi trovo fra Selvaggia e Benedetta, ovvero fra il diavolo e l'acqua santa. Ho fatto per 15 anni "La mezz'ora Daria” su Deejay calata fra Linus e Nucola Savino, e ancora i tassisti me ne parlano. Ora è un po' come tornare, in una dimensione diversa, un po' da intrusa. Parlerò anche di libri, magari uno a spettimana, leggendone qualche spezzone al giorno, e di tanti altri argomenti, facendomi influenzare dall'attualità, da quel che è accaduto».
Chiosa Benedetta Parodi, sorella di Cristina (e attualmente persino più in auge della sorella: quando si dice il destino) idolo delle casalinghe e accreditatasi come esperta di cucina: «Per me invece» commenta «si tratta di un debutto, anche se conosco molto bene la radio e ho accettato subito con grande entusiasmo l'invito di Linus. Arrivo alle 11, e dal momento che l'assenza del video non ci consente di mostrare piatti o ricette, avremo tanto altro di cui parlare. Tante curiosità su life style e dintorni».

Pif, che è fresco di paternità (ha portato anche il pargolo in culla in conferenza stampa) andrà in onda il sabato fra le 10 e le 12 con I sopravvissuti. «L'Italia ne è piena, ovunque, e io li farò parlare» dice. «Ma ho in mente anche di mandare messaggi vocali su WhatsApp a potenti, come il Presidente del Consiglio Conte, e persone comuni. Confidando in una risposta, che non è assolutamente garantita, ma che avrà comunque una cifra più intimista. Come sono solitamente i messaggi vocali».

giovedì 17 novembre 2016

NICOLA SAVINO NE «IL PEGGIO DELLA DIRETTA»: «SCHERZAI TROPPO CON IL FIGLIO DI TOTO' RIINA»

C'è anche Nicola Savino, conduttore di «Quelli che il calcio», su Raidue, e (insieme con Linus) voce storica di «Deejay chiama Italia», in quel di Radio Deejay, tra i personaggi che si raccontano nel mio libro «Il peggio della diretta», appena uscito per Mondadori Electa.

Nicola racconta dello spavento che prese a metà degli Anni 90 a Corleone, in Sicilia, per essersi preso troppe confidenze (durante una serata con Amadeus) con il figlio di Totò Riina, il boss dei boss, balzato di recente agli onori delle cronache per la contestata intervista nel «Porta a porta» di Bruno Vespa.

Altro aneddoto che Savino affida alle pagine del mio libro è una folle nottata di capodanno a Riccione, in Romagna, insieme con gli 883, ovvero Max Pezzali e Mauro Repetto. Con un Repetto scatenatissimo e a caccia di fauna locale.
Fra i più di 100 aneddoti di momenti di imbarazzo di gente di spettacolo contenuti ne «Il peggio della diretta» ce n'è un altro legato proprio a Linus, il "socio" di Savino, raccolto durante un incontro tenuto da Marta Cagnola di Radio 24.


martedì 20 novembre 2012

NICOLA SAVINO * «L'ISOLA DEI FAMOSI? LA METTO NEL LIMBO DEGLI SHOW NON MORTI»

Parlagli di quel che ti pare, compreso il suo nuovo game-show, «Un minuto per vincere», in onda dal 22 novembre in prima serata su Raidue, ma il volto di Nicola Savino si illumina solo con tre consonanti e due vocali: Inter. «È un periodo strepitoso, e con l’età mi rendo conto che peggioro. I miei familiari mi guadano come uno da curare: ho visto dai preliminari di Champions, sino alla magia di Juventus-Inter. Come spiegarlo? È vivere con 60 mila persone ogni settimana un’eterna adolescenza. Immutabile. Le donne possono capirlo forse solo parlando di borsette, o di scarpe. Meno male che ora c’è questo programma, a Roma, altrimenti diventava preoccupante».

Nicola, torni in sé per un attimo e mi dica come mai l’hanno richiamata in video: non si poteva tenere in panchina un vincente?
«Sono orgoglioso che la Rai l’abbia fatto, intanto: a me questi giochi piacciono, e mi piace parlare con la gente. Come molti sanno, avrei dovuto occuparmi della nuova edizione dell’“Isola dei famosi», invece...».
Invece è dispiaciuto che l’abbiano cassata.
«Se le dicessi di no, mentirei. Con Vladimir Luxuria ci siamo divertiti molto a farla, e sarebbe stata un’edizione ancora più cucita sulla nostra pelle. Ma l’azienda, rispondendo a una domanda di sobrietà che viene dal Paese in un momento difficile, ha deciso di  toglierla dal palinsesto, anche per abbattere alcuni costi, e io rispetto questa scelta».
C’è forse anche il problema del cast. Il parterre dei soggetti interessanti da reclutare sembrava ormai oggettivamente sguarnito...
«Mi creda, non è così. E non è neppure la formuletta: è finito il tempo dei reality, ora tocca ai talent. Avevamo già studiato alcune soluzioni che giocando su ripescaggi e altre malizie, ci avrebbero consentito di portare a casa una buona edizione. Pazienza».
Che cosa facciamo? La archiviamo nel limbo dei programmi non morti, allora?
«Mi piace pensare che sia così».
Sta provando a cambiare faccia alla Tv italiana?
«Temo sia un’ambizione troppo grande. Cerco di essere informale, amichevole. Mi rifaccio a Insinna, Bonolis, Scotti, Conti. Vorrei poter dire che sono il 2.0, ma ho ancora molta strada da fare. Forse sono lo 0.1». 
Le pesa ereditare questo show, che è un format non suo, già testato da Max Giusti lo scorso anno su Raiuno?
«Mannò, anche l’Isola era un format non mio, partito con qualche aggiustamento da fare e recuperato - mi sembra onestamente - in corsa. Non ho più certe insicurezze».
È rimasto lontano dalla tv per un po’, ma in fondo la fa tutti i giorni, con Linus, su Deejay...
«Beh, quella telecamera è solo un buco della serratura sul programma».
Quest’anno la vostra squadra in radio ha subito alcuni rimaneggiamenti...
«Allude all’uscita di scena di Platinette e Fabio Volo?».
Alludo.
«Credo che Fabio volesse dedicarsi in modo più serio alla tv, e per Plati non conosco i motivi. Certo, mi spiace che se ne siano andati, da sempre amo fare squadra. Ma sa come si dice, no? Tutti siamo utili, nessuno è insostituibile. Me compreso. E lo dice uno che è stato più a Radio Deejay che con i suoi genitori».
Come, scusi?
«Certo, sono lì da 23 anni, e me ne andai da casa quando ne avevo 22. Quindi è ufficiale: ho passato più tempo a Deejay che con mamma e papà».
Un piccolo record.
 «Il vero genio fu Cecchetto, che nell’82 - credo faccia fede l’opportuna copertina di “Sorrisi” - creò un’idea blindata che resiste al passaggio di chiunque. È un flusso continuo di musica, c’è e ci sarà sempre».

(TV SORRISI E CANZONI - NOVEMBRE 2012)

martedì 3 aprile 2012

FABIO VOLO * «SONO VERO ALL'80% (O AL 20%, DIPENDE)»

Coniugare Battiato e autoironie sulla calvizie; poesie della Merini e accenni all’Articolo 18. Per tre giorni a settimana, in seconda serata su Raitre con il suo «Volo in diretta», Fabio Volo non prova tanto a far convivere l’alto e il basso, ma a sposare il trasversale. In uno show trendy contro il logorio della tv moderna. Gioco non facile. Tanto che il debutto è stato scoppiettante, ma la seconda puntata ha segnato il passo. «Non mi preccupa» spiega. «Sto facendo il programma che ho in testa e so che ha bisogno di tempo. È una cosa complessa, un linguaggio diverso. Spero che cresca. Fra l’altro alla seconda puntata avevamo contro di tutto, con l’“Isola” che non andava in pubblicità e la rete che ci ha consegnato uno share dell’1,2%. Da lì è difficile risalire. In ogni caso, dovesse andare male, sarà solo colpa mia».
 
Fabio, ha letto le prime critiche?
«Lavoro con un gruppo di autori molto bravi: l’autoanalisi ce la facciamo tra noi. A mezzanotte chiudo, ci riuniamo e ragioniamo. Chi scrive articoli, può non sottolineare alcuni handicap dai quali partiamo. Però ci sono, chi è del mestiere li conosce».
Lei è tra i nove autori. Tra questi c’è Federico Taddia, del team di Fiorello.
«Taddia è uno che in teoria come budget non mi potevo permettere, però entrambi ci piaciamo molto, e ci siamo venuti incontro. Ma non voglio assolutamente fare il Fiorello».
Sia sincero: lei, in percentuale, quanto è personaggio e quanto persona?
«Quando non mi ricordano che sono un personaggio, sono me stesso. Se si accendono i riflettori, le cose cambiano. Diciamo che sono l’80% personaggio e il 20% persona. E viceversa». 
Un giudizio sui palinsesti italiani.
«Non dovrei dirlo, ma la tv non la guardo mai. Vedo soprattutto programmi dove o si balla, o si cucina. Diciamo che non mi fa impazzire».
Dal Fabio Volo nudo a «Le iene» a quello di oggi, scrittore da milioni di copie, come è cambiato?
«All’epoca lavoravo in un nutrito gruppo di colleghi e avevo necessità di emergere in modo clamoroso. Oggi ho la fortuna di essere nella fascia alta, e per fortuna non devo più sgomitare».
Linus ha detto: «Fabio in radio serve il nulla, ma lo cucina benissimo»...
«Non sono d’accordo. Deejay è una tra le prime emittenti italiane e credo di avere contribuito non poco. Quanto ai contenuti, ho letto anche cose di grandi autori. Non le senti ovunque. Non mi pare siano il nulla».
I suoi contributi su Twitter a volte sembrano spenti. Si sono sfogati i maligni, che hanno commentato: lì è lui a scrivere, ma i libri glieli fanno i ghost writer.
«Ho uno strano rapporto con Twitter. Quando mi va, posto qualcosa, un pensiero o una frase. Ma non sono ossessionato dal mezzo. In condizioni normali preferisco fare altro. E dei libri rispondo interamente».
Molti la invidiano...
«È giusto, mi stupirei del contrario. Faccio tante cose e mi vanno tutte bene. E siccome mi presento come un tipo un po’ improvvisato, ciò genera una reazione umana in chi si si sbatte da anni senza troppi riscontri».
Sportivo, da parte sua. Nei suoi confronti vedo parecchio accanimento.
«Mettiamola così: tra fare libri che nessuno legge, film che nessuno vede e programmi che nessuno guarda essendo trattato bene, e fare libri, film e programmi di successo ed essere insultato, mi va bene così».


(TV SORRISI E CANZONI - MARZO 2012)

mercoledì 8 febbraio 2012

RADIO DEEJAY * 30 ANNI E NON SENTIRLI

Onda su onda, Radio Deejay ha tagliato il traguardo dei 30 anni di vita. Quale occasione migliore per festeggiare, al Forum di Assago (Milano), insieme con 12 mila persone e le storiche voci dell’emittente? Sul palco oltre al fondatore, Claudio Cecchetto, che la «accese» il primo febbraio 1982, c’erano l’attuale direttore, Linus, e - tra gli altri - Fiorello, Gerry Scotti, Jovanotti, Checco Zalone, Albertino, La Pina, Elio, Platinette, Max Pezzali, Aldo, Giovanni e Giacomo, il Trio Medusa. Fiorello e Marco Baldini hanno riproposto «Morgano e Ariso», la loro parodia di «X-Factor» vista a «Il più grande spettacolo dopo il weekend», e Cecchetto si è detto «felice non solo di aver creato una radio di successo, ma di aver lanciato persone di successo».

(TV SORRISI E CANZONI - FEBBRAIO 2012)

mercoledì 6 ottobre 2010

CARO LINUS, SU FABIO VOLO HO RIPORTATO ESATTAMENTE IL TUO PENSIERO

Caro Linus,
dal momento che sul tuo blog la mia civile risposta al post che mi hai dedicato è da ieri "in fase di moderazione" (in pratica non viene pubblicata), mentre altre successive sono passate regolarmente, la pubblico sul mio, dove la libertà d'espressione non manca, e non si attuano censure. La trovi qui sotto.
Un saluto.
Franco Bagnasco

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Caro Linus,
ti ringrazio per quell’“anche una brava persona” con cui mi gratifichi.


Sì, ritengo proprio di essere una brava persona, e ti dirò di più: è un punto d’orgoglio per me essere anche riconosciuto nell’ambiente giornalistico per riportare fedelmente le frasi di chi intervisto.


Per questo motivo, sommerso dai gratuiti insulti dei tuoi fans (non è un problema, ma tant’è), ribadisco che il senso delle tue parole su Fabio Volo era esattamente quello riportato. Così come il resto dell’intervista, peraltro registrata. Fra l’altro non smentisci nulla perché nulla c’è da smentire. Nessun tranello, né trucco né inganni. Condivido la tua riflessione sulla deriva dell’editoria, ma questo è un altro discorso. Mi vanto di aver sempre giocato in modo pulito.


Mi piace pensare che tu non avessi altro modo per riempire un post del tuo blog.


Con affetto.


Franco Bagnasco

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