giovedì 12 dicembre 2013

«X-FACTOR», LA FINALE * LE PAGELLE DEI GIUDICI: MORGAN, VENTURA, MIKA ED ELIO

MORGAN
L’istrionico Marco Castoldi è sempre in bilico tra il (difficile) contenimento della propria follia, spesso strategicamente incanalata, e l’esibizionismo sfrenato, corroborato da una certa megalomania mista ad ambizione. Se ti fai quattro Long Island a stomaco vuoto, rischi meno. È più diplomatico di un tempo, anche perché quest’anno rischia grosso, ma fondamentalmente di lui non se ne può più.
In questa edizione, tra un’uscita dai binari e l’altra, si presentava (con effetti più comici di quelli di Elio in passato) agghindato alla maniera dei grandi del rock, per sopperire ai riflettori tutti puntati sul nuovo acquisto: l’invidiatissimo Mika. Deve essere una grande sofferenza ritenere di essere un genio della musica, e non averne i dovuti riscontri sul mercato e nel mondo reale. Se non altro ha limitato gli effetti nefasti della sua storica specialità: assegnare canzoni sbagliate ai propri artisti solo per dimostrare di avere una vasta cultura musicale personale. VOTO: 5/6

SIMONA VENTURA
Penalizzata dall’assegnazione dei gruppi (ovvero il segmento debole nella gara di «X-Factor») Lady Vaga quest’anno è stata – per gran parte dell’edizione – piuttosto nervosa. Con inattese reazioni piccate anche nei confronti del pubblico. L’elemento tradizionalmente intoccabile dello showbiz. Una Ventura che perde l’Abc del mestiere e si comporta come un Morgan qualsiasi? Strano a dirsi e a vedersi. Si è riscattata in parte con il lavoro fatto sugli Ape Escape, un piccolo gioiello di eccentricità musicale che potrebbe fare tendenza. Ma anche per lei – che pure è il testimone storico del brand - sarebbe giusto arrivare a un turn-over. VOTO: 6-

MIKA
Qualche milione di copie vendute, fresco, mai troppo partigiano, dichiaratamente gay eppure capace di conquistare, per simpatia e comunicativa innate, indifferentemente uomini e donne, Mika è stato la sorpresa di questa edizione. Si è messo a giudicare con la dovuta competenza senza il paraocchi e ragioni di scuderia. È l’unico che meriterebbe di tornare, eppure probabilmente non sarà così. Di impegni ne ha mille (ora «The Voice» in Francia, poi un nuovo album), e il ruolo di giurato in servizio permanente effettivo nei talent è una tipicità tutta italiana. In attesa dell’arrivo della pensione. VOTO: 8

ELIO 
Da almeno due anni non ne può più di occupare quella poltrona: è evidente. La svogliatezza impera, al punto che il nostro si risveglia dal coma solo durante l’Extrafactor, quando si ricongiunge alle folgoranti trovate dell’amico Rocca Tanica. Inoltre, quest’anno gli scontri con l’ego espanso di Morgan (i due non si sopportano, da sempre) si sono fatti al calor bianco. Elio è di gran lunga il migliore fra i giudici del talent di Sky, ma non ci sarebbe niente di male a dire: ragazzi basta, grazie. È stato bello, ma ormai già ho dato. VOTO: 6/7

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