mercoledì 22 giugno 2016

STASI CONDANNATO * LA GIOIA DEI GENITORI DI CHIARA, IN CERCA DI GIUSTIZIA

Alberto Stasi è stato finalmente condannato a 16 anni, «Colpevole oltre ogni ragionevole dubbio», come ha confermato la Cassazione.
E io mi commuovo parecchio vedendo la foto dei genitori di Chiara Poggi subito dopo la sentenza. Un misto di serenità e gioia per la Giustizia ritrovata, per la Vendetta (perché parliamoci chiaro, questo è a volte la Giustizia, e la ritengo una cosa nobile) ottenuta. L'immagine della figlia morta è lontana, le lacrime si scorgono appena, per un attimo, sul volto del padre. Quel che prevale è la gioia per averle dato Giustizia. Perché senza quella Giustizia la storia non sarebbe mai finita. Da semplice pavese dell'Oltrepò, mi sento molto vicino a questi semplici pavesi della Lomellina. Vicino al loro lutto così grande. E rispetto questo desiderio di Giustizia misto a Vendetta che sfocia in gioia per una condanna definitiva.
Che è arrivata, mi permetto di ribadirlo, con un ritardo assurdo. Un amico molto attendibile mi riferì anni fa di aver parlato con una persona della Croce rossa che era intervenuta con l'ambulanza a Garlasco subito dopo l'omicidio, sulla scena del crimine, e rilevava chiaramente come fosse «impossibile che con tutto quel sangue sparso in giro Stasi non si fosse sporcato almeno un po' le scarpe spingendosi sin dove aveva detto di essere arrivato per vedere il corpo». Non credo che questa persona non sia stata sentita dagli investigatori. Mi parrebbe molto strano, se così fosse. 
Perché la Verità arriva sempre troppo tardi?

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