martedì 20 gennaio 2026

RAI * IN ATTESA DI FARE SERVIZIO PUBBLICO NON CONSENTA VENDETTE PRIVATE

Da sinistra, Fabio Fazio e Luca Barbareschi.

Fabio Fazio fa una bella serata in omaggio alla Vanoni (non per sminuire, ma ci mancherebbe altro: lì era di casa, ci campava con le simpatiche mattane di Ornella e il volgarismo stantìo di Littizzetto) e una quota rilevante di colleghi giù a pelarsi le mani dagli applausi dicendo che - mioddìo, scandalo - quell'evento era da servizio pubblico e l'avrebbe dovuto fare la Rai. A parte il fatto che mi pare che Viale Mazzini
il servizio pubblico abbia rinunciato a farlo da un po', non ho ancora visto un degno ricordo di Pippo Baudo, che pure la Rai l'ha fatta, nella forma che conosciamo. E neppure di Carrà, che ne è stata un'altra colonna. Ma non erano cantanti, e gli omaggi musicali sono più semplici da strutturare autoralmente.
Inoltre ricordiamoci che la tv è fatta di persone e di contatti che portano persone. Fazio, che una buona parola non la nega mai a nessuno, ha saputo crearsi un suo orticello che paga in termini di presenze, di amicizie, di cambi merce sotto il segno della gratitudine. Buon per lui. Anche se Grazia di Michele s'è offesa per essere stata tagliata fuori a favore di nomi più mainstream, e se è vero ciò che racconta tutti i torti non li ha.
Rai pensi piuttosto a non consentire a un soggetto come Luca Barbareschi in pieno delirio onnipotenziale di attaccare in diretta Sigfrido Ranucci perché gli cede la linea senza menzionarlo. Servizio pubblico è anche non permettere a chi ci lavora di trattare Rai come casa propria.
Ranucci questa settimana ha effettivamente menzionato Barbareschi ricordando che gli è stata richiesta la restituzione di 8 milioni di euro di finanziamento pubblico per il Teatro Eliseo, ma che il sommo conduttore (per mancanza di prove) nicchia e ha messo di mezzo gli avvocati.

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