martedì 21 settembre 2010

ADDIO A SANDRA MONDAINI, CHE MI DOMANDAVA SEMPRE DI PAPA'

M'aveva preso in simpatia, Sandrocchia. Quando la incontravo, rideva sempre per qualche battuta del cavolo che facevo, illuminando la vetrata inconfondibile dei suoi occhialoni giganti, che aveva quasi brevettato. Uno scudo per le rughe, più che due lenti e una montatura. E poi mi domandava immancabilmente di papà Gigi. Da quando, al primo incontro, le raccontai per caso che babbo aveva sofferto di depressione, come lei del resto, s'interessava, s'inteneriva. Condivideva con interesse sincero. Sandra di malanni se ne intendeva come nessuno, essendo passata anche in zona cancro e dintorni.
Se ne è andata cinque mesi dopo Raimondo, una perdita per lei (per tutti noi) difficile, quasi impossibile da sopportare. Mondaini e Vianello sono stati l'essenza più pura, cinica ma sincera dello spettacolo italiano. Come dice l'amico autore Alberto Consarino, che con i Vianello ha lavorato a lungo, Sandra se ne va senza rispondere alla domanda delle cento pistole. A un certo punto della sua carriera, aveva scelto di fare ditta col marito. Un grande decisionista. Ma se la sua storia professionale fosse proseguita senza di lui, avrebbe avuto più o meno successo?

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