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venerdì 27 agosto 2010

PIETRO TARICONE * ECCO LA POESIA CHE AVEVA TATUATA SUL POLPACCIO


Ecco la poesia che Pietro Taricone aveva tatuata sul polpaccio. È tratta dalla raccolta «La voce a te dovuta», dello spagnolo Pedro Salinas:

Il tuo modo d'amare è lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni è il silenzio. [...]
Mai parole o abbracci mi diranno che esistevi
e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi, mappe, telefoni, presagi; tu, no.
E sto abbracciato a te senza chiederti nulla,
per timore che non sia vero che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire, con domande, con carezze,
quella solitudine immensa, d'amarti solo io.

martedì 29 giugno 2010

PIETRO TARICONE * E' MORTO IL SIMBOLO DEL "GRANDE FRATELLO"

Pietro Taricone è morto a 35 anni nell'ospedale di Terni dopo 9 ore d'intervento chirurgico.
«’O Guerriero» aveva tutto: era bello e sveglio; un po’ dannato e intrigante; cialtrone quanto basta ma credibile, convincente. E con la splendida polacca Kasia Smutniak formava una di quelle coppie difficili da non invidiare. Splendidi, innamorati, e poco inclini alla routine familiare del casa-supermercato-vacanze con la station wagon. Nel 2008 lei aveva avuto una sbandata fatale per Raz Degan, altra faccia da schiaffi, ma dopo il fuoco della passione tutto era rientrato. Segno che il legame Pietro-Kasia funzionava ancora. A volte certe ferite si rimarginano. Insieme avevano una figlia di quasi sei anni, Sophie, cresciuta fra il cinema di mammà (ottima attrice in continua ascesa) e i ruoli un po’ defilati di papà, di recente prestato più volte alla fiction.
Lo sveglio Pietro era il personaggio-simbolo del «Grande Fratello», era uno tra i pochi (insieme con Eleonora Daniele e Luca Argentero) sopravvissuto alla grande macchina mediatica del padre dei reality, dal quale aveva saputo smarcarsi per creare quella che lui definiva "un abbozzo di carriera personale, costruita lentamente, in modo più orientale che occidentale". Ora resta l'amarezza non soltanto nel pensare alla sua giovane vita stroncata, ma a quell'abbozzo di carriera che forse avrebbe potuto ancora costruire. Dando al successo del lei, come amava ripetere. "Perché a volte il lei è meglio del tu, risulta meno invasivo".

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