martedì 31 gennaio 2012

CELENTANO MOLLA GLI INGAGGI: DI TUTTO (DI PIU') IN BENEFICENZA PER SALVARE LA FACCIA

Adriano Celentano ne sa una più di Anthony Hopkins ne «Il silenzio degli innocenti». Accortosi di avere tutti contro e la popolarità in drammatico calo dopo l'ingaggio faraonico al prossimo Festival di Sanremo mentre la nave Italia va a picco, ha mollato gli ormeggi. Anzi, gli ingaggi. Che di questi tempi debbono per forza essere super trasparenti.
Per salire su quel palco, quindi, non solo darà tutto (350, 700 o 750 mila euro) in beneficenza come San Francesco, ma ci rimetterà di tasca propria per pagare le tasse sulla beneficenza ai bisognosi aiutati: da Emergency ai poveri di 7 grandi comuni italiani. In pratica, un triplo carpiato, folgorato non sulla via Damasco ma su quella di Arma di Taggia.
Così l'uomo di Similaun dello spettacolo italiano (colui che di solito cattura audience leggendarie per non dire - mai - nulla di epocale) cerca di salvare la molleggiatissima faccia. E fare in modo che per lui e il buon Gianni Morandi Sanremo sia solo un Festival e non il classico boomerang che ti ritorna dritto dritto sulla dentiera. Dorata e splendida splendente, come cantava Rettore.
In ogni caso, rassegniamoci: anche se «Il re degli ignoranti» è totalmente inutile nell'economia della kermesse, con quella demagogia finto eventistica che è orpello di un passato ancora ammorbante, Celentano serve a Sanremo e Sanremo serve a Celentano, che intanto promuove il nuovo cd. A noi non resta che sopportare ancora una volta indefessi. Forse più fessi che inde.

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