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giovedì 17 febbraio 2011

SANREMO 2011 * LUCA E PAOLO AL FESTIVAL: VERA SATIRA O PARA-BAGAGLINO?

Visto che non è bello parlare di canzoni (il livello qualitativo è piuttosto basso, tranne poche, lodevoli eccezioni, come «Yanez» di Davide Van De Sfroos e il testo - purtroppo solo il testo - di Roberto Vecchioni), concentriamoci sul resto.
In questo Festival la crisi si sente fino a un certo punto, visto che l'apporto di Roberto Benigni questa sera all'Ariston nella puntata televisivamente più a rischio per l'audience (già scesa di parecchi punti), quella dedicata all'Unità d'Italia, verrà compensato con 250 mila euro lordi per mezz'ora di monologo. Fors'anche perché il toscanaccio non aveva preso un penny per la performance in casa Fazio-Saviano a «Vieni via con me», e in qualche modo il suo manager Lucio Presta ha trovato il modo di battere cassa.

Si discute poi sull'apporto autorale: ieri sera i testi di Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez, che dovrebbero essere firmati da Federico Moccia, erano oltre l'imbarazzante. Come i suoi libri, del resto. E anche Luca e Paolo, col loro intervento politicamente corretto di satira light sulla sinistra su cui non conviene fare satira, non sono stati particolarmente brillanti. Tanto che qualche addetto ai lavori li ha definiti in stile «Colorado cafè». Come dire, la massima offesa per chi si avvicina al mestiere di far ridere. Bello, invece, il pezzo «Ti sputtanerò» del debutto, dedicato alla macchina di fango Berlusconi-Fini. Scritta da Martino Clericetti (un autore che pare sia in quota CL), la cover non era certo un maglio perforante ma piuttosto delicatamente cerchiobottista. E anche in questo caso qualcuno ha malignato: «Siamo a livello Bagaglino». Fu vera gloria? Stiamo a vedere. Nel gruppo autorale, oltre a Gianni Morandi (?!), figura anche Simona Ercolani. Quella de «La pupa e il secchione», collocata a sinistra. Di pupe ne abbiamo viste. Di secchioni in questo Sanremo, per ora, neanche l'ombra.

mercoledì 16 febbraio 2011

SANREMO 2011 * UN FESTIVAL PIENO DI BRUTTE CANZONI SALVATO DA LUCA E PAOLO

Morandi era vestito come mio nonno quando voleva mettersi elegante.
Per il resto il Festival (conduzione spenta e confusa del Gianni e soci, ma ascolti confortanti al debutto su Raiuno) parte con la solita sferzata di buonismo italiota garantita da Antonella Clerici, che coccola la figlia Maelle. Ci pensano Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis a mandare qualche ormone in circolo, anche se, per classe e statuaria bellezza, va detto che l'argentina sta una spanna sopra la sarda. Corona batte Clooney, insomma. Ed è tutto dire.

Anna Tatangelo ha il drammatico look della Oxa di 25 anni fa, ma la sua canzone, «Bastardo», meritava una chance in più. Per una Giusy Ferreri che sfoggia un buon pezzo non ottimamente interpretato, vien voglia di gridare al miracolo grazie al legaiolo Davide Van De Sfroos, che convince su tutti i fronti: brano e interpretazione. Roberto Vecchioni - il professore è solito alternare un pezzo furbo a uno ispirato fatto con lo stampino - ha scelto stavolta la seconda opzione. Buon testo, ma routine ed echi vecchioniani a manetta. Per un'Anna Oxa che sembra uscita dalla saga di «Predator» (per favore, abbattetela senza farla soffrire), Tricarico si conferma il solito alieno sanremese, con un pezzo da ascoltare Prozac alla mano. Nathalie Giannitrapani è bravissima e ha una voce splendida. Doti da artista di razza messe purtroppo al servizio di una brutta canzone. Merita forse più ascolti, invece, quella dei favoriti Emma Marrone con i Modà, della fortunata serie Negramaro dei poveri.
Si sforzano ma senza apparente risultato Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario (che a questo punto è tutto da sgranare per scaramanzia), ovvero la signora Alonso. Non fa gridare al miracolo neppure Franco “due palle” Battiato. Tra lui e Luca Madonia, portate a letto i bambini. Bravi i La Crus, e ancora da classificare il secondo tempo della vita artistica di Max Pezzali. Vestito con una giacca da caccia alla volpe scelta per lui da Stevie Wonder. Chiamate l'esorcista, invece, per Patty Pravo. Che tra una stecca e un calo di voce potrebbe tranquillamente ritornare al Cairo, tra i reperti del museo egizio. A completare l'opera, Al Bano con «Amanda è libera». Mister Carrisi è anche un amico, ma il suo pezzo è da carcere duro a Guantanamo.

A salvare Sanremo pensano Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, che con il loro «Ti sputtanerò» dedicato a Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini firmano una splendida pagina di satira che manda in burla il clima d'odio che si respira nel Paese. Una cover non così coraggiosa, come ha scritto qualcuno, perché colpisce entrambi i contendenti in egual misura, ma senza dubbio ben scritta. Onore quindi a Luca e Paolo.

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