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martedì 12 luglio 2016

URBANO CAIRO: «CROZZA CI COSTAVA TROPPO» * «RAY DONOVAN», LA SERIE SOTTOVALUTATA

PER CROZZA C'È POCO DA RIDERE

Con due paroline buttate lì con nonchalance, Urbano Cairo, grande capo di La7, ha spiegato oggi il misterioso passaggio di Maurizio Crozza (che non rilascia un'intervista dai tempi dell'unità d'Italia) a Discovery Channel, dalla prossima stagione.
La rete ha rinunciato alla sua star leggera di punta perché «Costa 10 milioni l'anno per 24 ore prodotte, con un ascolto del 7% e un contributo risibile dello 0,07%». In sostanza ci costa troppo per quel che rende.
Il comico ligure e i suoi autori (con tanto di band e corpo di ballo) dovranno ridimensionare il cachet, ma peccato che La7 perda «Crozza nel Pese delle meraviglie». Un marchio satirico che identificava molto una rete che rischia di diventare solo news, Enrico Mentana (pur sempre il migliore) e relativi commenti.
In compenso dall'era craxiana viene ripescato Giovanni Minoli con i suoi faccia a faccia (del resto la Rai ripropone Pippo Baudo ed Heather Parisi, il vintage funziona) e da Mediaset ritorna Luca Telese.
Confermato in palinsesto «Eccezionale veramente», varietà comico a basso costo, e il vero colpo gobbo è Sabina Guzzanti, nei panni di scheggia impazzita a «Piazza pulita».


AXN A TUTTO SPOT

Su AXN in prima serata a volte ci sono prime visioni di film d'azione talmente infarcite di spot, che tra una pubblicità e l'altra rischi di non ricordarti manco più che cosa stavi vedendo. Conviene appuntarselo da qualche parte.


«RAY DONOVAN», DA NON PERDERE

C'è una serie americana purtroppo assai sottovalutata. Si intitola «Ray Donovan» e su Netflix è arrivata al terzo episodio della quarta stagione. L'impassibile, fin troppo impassibile Ray (Liev Schrieber) è come wolf di «Pulp Fiction»: risolve problemi. E lo fa per vip e potenti di Hollywood. Dal campione di baseball con la sorella tossica, al cantante che si risveglia con un cadavere nel letto, oppure viene ricattato per qualche video hard, droga o foto che ne rivelino l'identità sessuale. Ray arriva, imbronciato e disgustato, e con la sua squadra di pronti a tutto, ripulisce. Ma con una sua morale e sempre con l'aria stupenda di chi se ti uccide lo fa proprio perché deve farlo. Quasi se ne scusa. E se può, lo evita.
La famiglia di Donovan è tutta un programma: moglie piangente e spesso tradita, due figli complicati, e due fratelli assai problematici molestati in gioventù da alcuni preti. Gestiscono una palestra di boxe che in realtà serve a ripulire soldi sporchi. Sopra tutti, uno strepitoso John Voight nei panni del padre Michey, un vecchio truffatore cialtronissimo che Ray odia nel profondo e che tenta persino di far uccidere prima che causi altri problemi alla famiglia. Ma l'ironico Mickey se la cava sempre, infilandosi a nastro in giri squallidi di squillo e rapine. Se non l'hai già fatto, corri a vedere «Ray Donovan».

mercoledì 21 marzo 2012

«TGLA7» IN CALO D'ASCOLTO? ENRICO MENTANA DICE NO

Il quotidiana La Repubblica di ieri enfatizzava il calo di spettatori di La7, segnatamente per i programmi comici, come il flop di «The show Must go off» di Serena Dandini, e le difficoltà che vivono altri prodotti della rete, come il nuovo «Un due tre stella» di Sabina Guzzanti e «Le invasioni barbariche» di Daria Bignardi, al suo minimo storico. L'accento veniva insolitamente posto anche sul notiziario di Enrico Mentana, che vivrebbe un forte calo d'ascolto in virtù del mutato clima politico e della caduta del Governo Berlusconi.
Pronta è arrivata la replica di Chicco, per bocca dell'ufficio stampa Goigest, che ha diffuso questo comunicato:

TGLA7, 100MILA SPETTATORI IN PIU' RISPETTO ALLO SCORSO ANNO 
L'edizione del TGLA7 delle 20 aumenta il numero di telespettatori rispetto allo scorso anno. Mettendo a confronto i dati degli ultimi tre mesi (21/12/2010-20/3/2011 e 21/12/2011-20/3/2012) l'edizione delle 20 del telegiornale diretto da Enrico Mentana, infatti, ha registrato in questo inverno una crescita di quasi 100mila spettatori medi (96.674, +4,7%: ora sono in media 2.168.016) con un incremento di 130.145 nell'edizione feriale (raggiungono ora i 2.410.321: +5,7%) e di 11.404 (1.556.560: +0,7%) in quella del weekend. La share totale nella settimana rimane sostanzialmente invariata (8,18% l'anno scorso, 8,16% quest'anno) mentre quella relativa all'edizione feriale (lunedì-venerdì) è perfettamente uguale (8,89%) e ha un lievissimo calo nel weekend (6,31% contro 6,18%).

domenica 9 ottobre 2011

MICHELE SANTORO CHIEDE 10 EURO, ED E' GIA' POLEMICA

Michele Santoro batte cassa. Dopo essere stato defenestrato da Raidue, e dopo l'accordo saltato con La7, ora il guru di "Annozero" chiede 10 euro al pubblico per mandare in onda "Comizi d'amore", il suo nuovo programma. L'appello è contenuto in questo video, nel quale il giornalista attacca apertamente Silvio Berlusconi per averlo in qualche modo boicottato e chiede alla sua gente un piccolo aiuto concreto alla neonata associazione Servizio pubblico (quello che la Rai non fa più) per continuare la battaglia. "Sino a che in questo Paese - dice - non saranno eliminati tutti i conflitti d'interesse". La trasmissione santoriana andrà in onda a quanto pare sul web, con finestre su Sky e in circuito di emittenti locali. Il Fatto quotidiano (Marco Travaglio è la firma di punta della testata) non dovrebbe essere estraneo alla realizzazione del progetto.
Sui social network intanto la questua di Michele già divide gli animi. Per una Sabina Guzzanti che su Twitter rilancia l'inziativa, altri si dicono perplessi. Simone C. si rivolge al conduttore: "Devo pagare il mutuo, me li dai anche tu 10 euro?". Rilancia Felice Micheli: "VaFFanbicchiere: 2.5 milioni di euro de liquidazione non te basta?". E se Donato Carbone ribatte entusiasta con un "Fatto!", mangiucugna aggiunge: "Io ho donato: bastano 10 euro per la libertà". Insomma, animi divisi, come sempre. Interviene anche Caterina D'Ambrosio, che forse ha le idee un po' confuse: "Penso che Santoro possa usare parte della sua liquidazione Rai per fare il suo programma come già fanno tanti giovani reporter free lance". Ma da quando i free lance hanno una liquidazione?

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