Visualizzazione post con etichetta vauro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vauro. Mostra tutti i post

venerdì 23 dicembre 2011

MICHELE SANTORO ARRIVA ALL'ACCORATO APPELLO: NON ABBANDONATECI

Ma quali Merkel, Sarkozy, spread, mercati fibrillanti, ed Eurozona!
E se Silvio Berlusconi si fosse dimesso soprattutto per il gusto di veder crollare gli ascolti di Michele Santoro? Trattasi di paradosso, ovviamente, ma suggestivo.
Dopo il botto iniziale (12-14% di share), com'era prevedibile, «Servizio pubblico» ha perso via via mordente e pubblico, arrivando alle ultime puntate con un parterre più che dimezzato. Non bastano il tosto monologo di Marco Travaglio, le vignette di Vauro, Padre Indignato, neppure la «gnocca intelligente» (copyright Checco Zalone) Giulia Innocenzi a parlare al mondo Twitter/Facebook.
Tolto di mezzo il nemico numero uno da colpire, senza l'arena dei litigiosi e l'effetto forte apache in terra nemica, con la concorrenza di Corrado Tu quoque Formigli e del suo buon «Piazzapulita», su La7, il profeta Michele arranca, stenta, boccheggia. Sino all'arrivederci al 12 gennaio - la gente, si sa, perde le abitudini - pronunciato ieri sera a fine puntata, con tanto di auguri natalizi e appello al suo pubblico. Una sorta di «non abbandonateci, altrimenti...» molto accorato, sino a ieri impensabile, e - diciamolo - un po' tristanzuolo per un personaggio come Michelone, abituato a trascinare le folle. Con negli occhi la paura di finire nel dimenticatoio, accennando un «non lasciamo che Napolitano e Monti facciano da soli, teniamoli d'occhio». Detto (funarianamente) più per salvare le proprie natiche che per amore di giornalismo.
Perché un conto è chiedere 10 euro per la causa (sono arrivati copiosi), un altro è elemosinare ascolto senza avere più grosse argomentazioni per farlo. Pare brutto, direbbero a Roma.

venerdì 4 novembre 2011

«SERVIZIO PUBBLICO» * UN «ANNOZERO» DEPOTENZIATO, MA MICHELE, LASCIA IN PACE MONTANELLI

Il Michele Santoro multimediale e multipiattaforma di «Servizio pubblico» (prevedibile anche se difficilmente calcolabile record d'audience per il debutto di ieri sera) è un «Annozero» depotenziato, con uno studio suggestivo ma male illuminato e inadatto alla tradizionale, pugnace tv santoriana. In questo i mezzi Rai erano insuperabili.
Dopo aver rastrellato vagonate di euro da 100 mila fedelissimi, Michelone ha messo in scena una puntata anti-casta, che faceva perno su un magistrale pezzo centrale di Marco Travaglio. Da applausi a scena aperta. Per il resto, liberatosi dell'orpello delle risse e del contraddittorio obbligato in ossequio alla par condicio, il programma - con alcune parti giornalisticamente molto efficaci - ha perso inevitabilmente anche un po' di mordente. Quell'effetto fort apache che invece era buona parte del coté di «Annozero». In compenso in collegamento c'era un Lavitola ormai pronto per «Zelig». Il solito Vauro Senesi parla e gigioneggia, e il popolo di Facebook fa la parte del leone con sondaggi dall'esito - va detto - scontato: Governo a casa. Un po' come chiedere a una platea di leghisti se vogliano o no federalismo e Secessione. Il risultato esalta, ma il campione è statisticamente inattendibile.
L'esperimento di tv crossmediale di Santoro comunque funziona (l'odiato Berlusconi è una manna, si sa, sia per chi lo ossequia, sia per chi vive opponendosi a lui), e resta da capire quali aggiustamenti l'anchor man apporterà a partire dalla seconda puntata.
Ho trovato gratuito l'ammiccamento iniziale del nostro a Enzo Biagi e Indro Montanelli: è vero, probabilmente avrebbero visto e sposato la linea e le idee del programma, ma accaparrarsi i morti e parlare con loro in diretta per sottolineare indirettamente di far parte della parrocchia dei grandi del giornalismo, non è tribunizio: è quantomeno inelegante. Ma tant'è.

lunedì 31 ottobre 2011

MICHELE SANTORO * «BOICOTTATA UNA CONCESSIONARIA DI PUBBLICITA' LA7-SKY: IL VERO TERZO POLO»

«E' una notizia di pulcinella, perché la sanno tutti ma nessuno l'ha scritta: ancor prima del nostro passaggio a La7,  abortito per ragioni di controllo dei contenuti e di mercato, è stata boicottata la nascita di una concessionaria di pubblicità comune La7-Sky. Quella avrebbe fatto davvero paura, perché rappresentava concretamente la nascita un terzo polo. E andava stoppata in tutti i modi».
Michele Santoro a Roma nella sede della Federazione della stampa, butta lì la notizia in coda alla conferenza stampa di presentazione del suo nuovo programma, «Servizio pubblico», che debutta in prima serata giovedì 3 ottobre su una sorta di multi-piattaforma creata per l'occasione. 100 mila persone hanno versato contributi (i famosi «10 euro di tivvù» richesti dal conduttore per finanziare il progetto) dando vita a un'associazione che ora potrebbe anche produrre altri contenuti.
Il "Servizio pubblico" di Santoro (che acquista oltre ai volti dei consueti Vauro e Marco Travaglio anche Sandro Ruotolo, fresco di abbandono della Rai) sarà a quanto sempre meno carbonaro: oltre che su un circuito di reti private sul digitale terrestre, su Sky eventi, e il sito del Fatto quotidiano, il programma andrà in onda in streaming anche su Corriere Tv. Si tratta indubbiamente di una grossa scommessa televisiva. Vedremo se gli ascolti - si immagina molto alti al debutto - reggeranno per tutte le 8 puntate inizialmente previste.

martedì 7 giugno 2011

DOPO «ANNOZERO» MICHELE SANTORO A LA7 (MA MANCHERA' L'EFFETTO FORT APACHE)

Alla fine è andata come doveva andare: lo strappo fra Michele Santoro, il tele-guru della sinistra giornalistica, e la Rai, si è consumato, e michelone approderà la prossima stagione in una La7 sempre più gioiosa di poter recuperare ascolti su ascolti a discapito del servizio pubblico e di Mediaset. Probabilmente ad essere fatale è stata l'ultima puntata di «Annozero», durante la quale il conduttore ha sparato a palle incatenate contro Silvio Berlusconi. Difficile immaginare che non avrebbe avuto conseguenze. Ecco allora il divorzio ufficialmente «consensuale», che consensuale non è. Se La7 festeggia - diventando un boccone sempre più appetibile per i pubblicitari e per il probabile acquisto da parte di Carlo De Benedetti -, il gruppo di lavoro di Santoro (da Marco Travaglio a Vauro, giù giù sino ai cronisti più fidati) deve preoccuparsi di una sola cosa: l'evaporazione del magico effetto Fort Apache, cioè lavorare su Raidue per sentenza di reintegro del pretore del lavoro, essendo circondati dal nemico. Cosa che galvanizzava il pubblico del tribuno politico e sicuramente incideva anche sugli ascolti.
In ogni caso, dopo i trionfi di Enrico Mentana, per La7 l'arrivo di parte dell'audience santoriana significherà la definitiva consacrazione come Terzo Polo. E per il Biscione potrebbe rappresentare un problema.

Post più popolari

Lettori