mercoledì 24 aprile 2019

«THE VOICE» OF FLOP * SIMONA VENTURA PROVA A RIANIMARE IL TELE-CADAVERE

«Polvere di stelle» - Simona Ventura e il debutto-flop di «The Voice».
«The Voice» (of Italy) in tutta la sua storia è riuscito a lanciare solo suor Cristina Scuccia. Una che è emersa grazie all'abito, non alla voce, e che attualmente pascola a «Ballando con le stelle». Solo questo dovrebbe bastare a far riflettere sulla profonda inutilità del ritorno, ieri sera su Raidue, di un talent-show che riempie il carrello dei bolliti misti televisivi. Come lievemente bolliti, lo predico da tempo, sono un po' tutti i programmi del genere, «X-Factor» compreso. Che pure è tutt'altra cosa.
Ma Carlo Freccero, un tempo maestro e gran fiutatore di tv e dei nostri tempi, invece di cassarlo, l'ha rimesso in onda con Simona Ventura alla guida e un lancio pubblicitario che manco per l'ultima stagione del Trono di spade.

Il risultato? Come ci si aspettava, il Grande Inverno ha partorito il topolino: 2.435.000 spettatori e l'11,15% di share. Debutto meno visto di sempre. Con un «Grande Fratello» che su Canale 5 ha portato a casa il 17,7% e 2.959.000 teste. Il che è tutto dire. 
E c'era persino la curiosità di vedere per la prima volta insieme la variegata giuria, composta da Guè Pequeno ed Elettra Lamborghini (i più amati dai pischelli, per differenti ragioni, nel primo caso musicali, nel secondo anteriori) e dai soliti Morgan e Gigi D'Alessio

La Ventura, che avrà anche una percezione di sé un po' dilatata, talvolta, ma conosce il mestiere, aveva la freschezza, i toni, e persino l'abbigliamento giusto. Becchina glam di un format da lasciare nel cassetto dei ricordi. Una passerella sterile di intrattenimento che non riesce più a trattenere il pubblico. Perché anche il montaggio serrato non può fare miracoli, se la pietanza non ha più sapore. Ma tant'è. Ognuno fa le scelte che ritiene più opportune. La strada è tutta in salita.

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