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martedì 30 agosto 2022

SILVIA GRILLI E L'EDITORIALE CERCHIOBOTTISTA SU GIORGIA MELONI

Il direttore del settimanale mondadoriano Grazia, Silvia Grilli.

Sul web è già leggenda un ponderoso editoriale della direttrice di Grazia, Silvia Grilli. Andando al cuore del ruolo della donna inquadrata nel Paese e nelle sue magnifiche e progressive sorti politiche, la più alta in grado nello storico settimanale di Mondadori ha tessuto per bene le lodi di Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d'Italia e indicata dai maggiori sondaggisti come probabile trionfatrice alle elezioni del 25 settembre prossimo.

La chiosa dell'editoriale di Silvia Grilli.

Se si pensa che Grilli abbia voluto saltare anticipatamente sul carro della vincitrice (pratica molto comune, in Italia) si sbaglia. Non si tiene conto della frase finale del pezzo, che è un capolavoro di cerchiobottismo incastonato nel capolavoro: "In questo senso, ma anche per l'autostima formidabile che ha fatto sì che in un'intervista internazionale lei si sia già immaginata premier, io starò sempre con Giorgia Meloni anche se non la voterò". Un triplo carpiato con ritorno di fiamma che ha del leggendario. Dopo aver riversato tanto amore, perché tirare indietro la mano dalla feritoia dell'urna? Oddio, se vogliamo andare proprio a fare un'analisi semantica, la giornalista non ha proprio detto che non la voterà (in quel caso avrebbe scritto "...ma non la voterò"): ha infilato un se salvifico ("Anche SE non la voterò"), che lascia per fortuna aperto almeno uno spiraglio. Eravamo in pensiero. "E sottolineo se", avrebbe detto Mina.

Ci rincuora se non altro vedere come, con un notevole sprezzo del pericolo, Grilli abbia espresso alla vigilia della tornata elettorale tanta e motivata ammirazione per un soggetto politico che è pur sempre leader in pectore del Centrodestra. Certo, si sarebbero potute accontentare più lettrici (ma le altre, quelle di sinistra, a proposito, che cosa ne pensano?) citando anche Matteo Salvini. Certo, si poteva fare ancora meglio tirando in ballo Silvio Berlusconi e spiazzando tutti con un "Ma io voterò Forza Italia" finale. Però la nostra, saggiamente, non ha voluto strafare. Era già tutto così stupendo.

martedì 12 luglio 2022

TOTTI-BLASY * UN ALIENO IN ITALIA MESI FA HA INTERCETTATO UNA LORO CONVERSAZIONE

L'ex calciatore e Capitano della Roma Francesco Totti e la conduttrice e showgirl Ilary Blasi. Hanno annunciato la loro separazione con un comunicato all'ANSA.

- Francè, li mortacci tua, ma c'hai combinato?

- Amò, che tte devo da dì, è annàta così.

- Aaahhh, mecojòni! E mo, che ddevo fa io: passà pe' cornuta su li 
mejo e li peggio mèdia de tutta Italia e der monno? Io che pur' io so' npersonaggio pubbligo, so' n'ex Velina e condugo l'Isola dei famosi sur cingue? Eh no, nun ce sto pe' gnènte!

- Eh amò, che te devo da di': è annàta così.

- Mo tto digo io come fàmo: mo vado in tv daa Toffanin co' 'nesclusiva planetaria pe' ddì che è tutto farzo, farzissimo, e che chi ll'ha scritto so' tutti de' gran fiji de na mignotta.

- Ce sta.

- Poi torno a casa, mettemo l'avvocati tua e li mia a lavorà H24-7 su 7 per quarche mese pe' divìdese tutto, e 'st estate, quanno che la gènte è distratta da 'e fèrie, famo l'annuncio a reti unifigate che se separamo. Te va bbène, Francè?

- Me piasce... Ma amò, che tte devo da dì, è annata così.

domenica 6 febbraio 2022

DI MAHMOOD & BLANCO SI SAPEVA (PECCATO PER ELISA) E MORANDI "DOPATO" DA JOVANOTTI

Da sinistra, Blanco e Mahmood subito dopo la vittoria a Sanremo 2022. Seconda Elisa, terzo Gianni Morandi. Un podio molto scontato ma in gran parte meritato.

Il podio prevedibilissimo di Sanremo 2020, AKA 72 firmato da Amadeus:

1) Il bel lagnone di Mahmood & Blanco. Pezzo raffinato, ottima la vocalità dei due, grande sorpresa Blanco. Ma sempre di lagnone mortale si tratta.

2) Colei che avrebbe dovuto vincere, ovvero Elisa. Finita al secondo posto ma portando a casa il premio dell'orchestra. Cioè di quelli che più ne capiscono.

3) Gianni Morandi, che indicavo tra i brani gradevoli (anche se preferivo La rappresentante di lista o Rettore-Ditonellapiaga), ma che è arrivata terza solo grazie al traino dopante della serata delle cover con Jovanotti.

Per quanto riguarda il Gianni, forza della natura, se non siamo dalle parti di «Fatti (racco)mandare dalla mamma», poco ci manca. Quando andava a cento all’ora per trovar la bimba sua, il morandone nazionale aveva quel candore che levati. Con l’età sembra preferisca il ruolo del privilegiato d’ufficio. Prima di Sanremo 72 posta incautamente sui social una parte del suo brano in gara, non più inedito e dunque da squalificare, come da regolamento, ma Rai e Amadeus, pur di non perderlo (perdere lui avrebbe significato giocarsi anche Jovanotti, superospite all’epoca non ancora annunciato) si inventano la qualunque. Viale Mazzini addiritura lancia un comunicato stampa nel quale della svista sembra quasi doversi incolpare il tutore che Gianni porta al manone dopo il “focoso” incidente in giardino. I famosi tutori di nuova generazione, quelli che hanno vita propria e si rigenerano, come il cyborg di «Terminator». Il tutore, si sa, fa un po’ quel che vuole nella vita. È fatto così.
Ci si scherza su, ma tecnicamente la toppa è peggiore del buco: già lo scorso anno salvarono Fedez e Francesca Michielin, protagonisti di un episodio analogo. Dopo il caso Morandi, il regolamento del Festival alla voce «squalifica» per pezzo non inedito, dovrà essere cancellata e gettata alle ortiche. Si è creato un precedente definitivo. Chiunque potrebbe appellarsi e vincere. Tanto vale abdicare. Altro capolavoro per la serata delle cover, peraltro soggetta a voto, gara a parte e media con la classifica complessiva. Il che è un’aggravante. Le cover si chiamano cover in quanto l’artista canta un pezzo di altri. Se cantasse canzoni del proprio repertorio le avrebbero chiamate «Singyoursongsandgoodnighttotheplayers» (Cantaletuecanzoniebuonanotteaisuonatori), probabilmente. È così da sempre, anche nella grammatica sanremese (e perché dovrebbe essere altrimenti?), anche perché se il cantante porta i best of del proprio repertorio risulta chiaramente avvantaggiato.
Ecco che invece arriva Morandi, bel bello, e non solo toglie dal cilindro a sorpresa Jovanotti (super ospite ghiottissimo che per palesarsi ha aspettato di vedere anche l’accoglienza tributata dalla critica al pezzo che ha scritto per Morandi in gara), e in due si mettono a cantare un medley dei loro classici. Ottimo ed energico spettacolo e record d’ascolto siderale, niente da dire, ma perché Gianni da Monghidoro deve avere sempre più chances degli altri? Perché per lui si devono sempre trovare comode scorciatoie? E mentre Achille Lauro, probilmente il più grande bluff della musica italiana dell’ultimo ventennio, fa i suoi giochi di prestigio con Loredana Bertè in «Sei bellissima» e Highsnob canta la cover di Tenco indossando i guanti (in effetti dopo quell’interpretazione è meglio non lasciare impronte digitali), la Papessa Dalia Gaberscik, figlia di Giorgio Gaber e addetta stampa di Morandi e Jovanotti, il trait d’union, guarda idealmente i suoi pargoli con comprensibile e amorevole affetto mentre ostentano il trofeo per la notte delle cover. Che poi cover per qualcuno non sono. «Occhi di ragazza, quanto male vi farete perdonare…» (cit.).

Il tutto in attesa di sapere chi abbia mandato a quel paese Sabrina Ferilli ieri notte dietro le quinte a microfono aperto, naturalmente. Prima le cose fondamentali.

lunedì 21 giugno 2021

POLITICA * MATTEO SALVINI RIVENDICA TUTTO (CON LEGGERO ANTICIPO)

Il leader della Lega Matteo Salvini, succeduto a Umberto Bossi.
Ingiustamente dileggiato per il suo giocare all'opposizione pur essendo nella compagine di Governo, nonché per la demagogia con la quale sta cercando da q
ualche tempo di mettere il cappello su riaperture, zone bianche e decisioni in tema di mascherine (purtroppo tutto già stabilito da Mario Draghi e dal CTS), Matteo Salvini pesta ancora i pugni sul tavolo. L'ottimo leader della Lega ha così ottenuto per il prossimo futuro degli italiani di dettare il calendario di alcune priorità:

- L'appuntamento col Natale fissato inderogabilmente per il 25 dicembre.
- Un grande evento musical-televisivo, battezzato "Festival di Sanremo", in onda su Rai1 tra febbraio e marzo, probabilmente con Carlo Conti alla conduzione. Finalmente un'idea nuova.
- La riconferma delle accise sui carburanti, che da tempo aveva promesso di togliere, ma che trova ormai psicologicamente così rassicuranti...
- Carni da cuocere su una piastra esposta al fuoco, altrimenti dette Grigliata di Ferragosto, probabilmente in data 15 agosto.
- Possibilità per gli italiani vaccinati con la seconda dose di viaggiare all'estero senza tamponi né quarantene utilizzando quello che lui stesso ha voluto definire "Green Pass", in omaggio ai colori della sua formazione politica.

venerdì 29 gennaio 2021

SINTESI E TRADUZIONE DEL DISCORSO DI RENZI DOPO L'INCONTRO CON MATTARELLA

Una smorfia ammiccante del fighissimo Matteo Renzi, leader di Italia Viva.

TRADUZIONE E SINTESI IN LINGUAGGIO MENO AULICO DEL DISCORSO PRONUNCIATO IERI SERA DA MATTEO RENZI, DOPO L'INCONTRO CON IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


Sono figo. Ma visto che tutta Italia, da quando ho fatto cadere il Governo, mi sta massacrando di critiche (giustificate, ma non lo posso certo ammettere perché sono strafigo), preciso che: anzitutto il Governo lo fo' cadere quando mi pare e piace perché con i miei quattro gatti io sono l'EGO della bilancia, e se non mi fate sentire costantemente - ho detto costantemente - che nella coalizione conto qualcosa, porto via il pallone. Tiè. Tiè. E ancora tiè. Specchio riflesso, faccia di serpente! Poi va ribadito che sono figo. Così figo che ho capito che qui le nuove elezioni non le vuole nessuno, pertanto mica me le posso intestare io. Di suicidi politici ne ho già fatti a iosa.

Quindi vi tengo ancora tutti per le palline almeno ancora per una settimana buona, tra veti, vetini, vetucci incorciati... Vieni avanti vetino! Poi farò quello che con estrema generosità e bontà d'animo (dopo aver portato a casa quel che si può, perché so' figo da morire) farà la scena di cedere, ma solo, sia chiaro, per il bene del Paese: voglio parlare di politica (e al massimo di fard), non di poltrone. Intanto a voi qui dico che non c'è nessuna riserva sul nome di Conte (ma a Mattarella ho appena detto l'esatto contrario e farò tutto il possibile per farlo cadere), tanto che mi frega. Sono un oratore e un politico di razza, di grande caratura. E guadagno un milione di euro l'anno, soprattutto con le consulenze all'Arabia Saudita. Terra illuminata. I 14 mila mensili da senatore sono solo bruscolini nel mio bilancio familiare.
Ci si vede alla mezza, bischeracci povery!
(Ma per caso ve l'ho già detto che sono figo come il mare? Dovrei mettermi a fare anche lap dance, tanto sono figo)
.

sabato 19 dicembre 2020

IL DPCM NATALE, CAPODANNO, BEFANA SPIEGATO BENE

Allora, ve lo riassumo per bene sennò fate casino: fra Natale, Capodanno e la Befana si potrà uscire dal proprio comune nei giorni pari (con targhe dispari) solo se avete una famiglia che non supera i 5000 abitanti. Nei giorni dispari potrete portare due sconosciuti a cena da voi (anche per arrotondare, visti i tempi) solo se pagano col cashback. Dovete avere però il pos abilitato in soggiorno. Sono consentiti pandoro e/o panettone, ma solo se ve li lanciano nel baule dell'auto dall'ingresso del supermercato. Attenzione al torrone, che anche solo a 30-40 all'ora se arriva sui denti per sbaglio, fa male. Cotechino e lenticchie ve li danno solo se avete installato Immuni. In tutti gli altri casi, si resta a casa a pregare avendo cura di mettere nel microonde il sangue di San Gennaro.

venerdì 27 novembre 2020

VIROLOGI ED EPIDEMIOLOGI? ANDREBBERO CHIUSI TUTTI IN UN CAPANNONE


Avrei un'idea forse un po' medioevale, ma probabilmente efficace, per risolvere il problema di virologi, infettivologi, epidemiologi, scientology, che ormai da quasi un anno popolano i media dicendo l'uno il contrario dell'altro. Fra l'altro la domanda informativa (o para-informativa, a volte) è così grande che ne nascono un paio nuovi a settimana. Qualcuno magari poco prima faceva l'idraulico o il tappezziere e ha annusato l'affare, il famoso Piano B. Catapultare in tv perfetti sconosciuti, anche titolati, facendoli diventare protagonisti (e quindi primedonne un po' in competizione) è da sempre nocivo per la comunità. Specie in casi delicati come questo, che riguardano la Sanità pubblica.

Espongo in breve il progetto. Li mettiamo tutti, ma proprio tutti, dentro un enorme capannone blindato (un appartamento grande non basta più), e li chiudiamo a doppia mandata con pochi viveri e poca acqua. Gli esperti all'interno si pestano come unni per una settimana con clave, ruote dentate, fanno il volo dell'angelo dagli armadietti, usano il tirapugni e i più performanti la spada di Hattori Hanzo. E ogni lunedì a mezzogiorno ne esce uno e uno soltanto (quello che sopravvive) e davanti a tutta (tutta) la stampa riunita dà la sua versione sulla pandemia, i contagi, i vaccini, le misure da adottare, e tutto il corollario.
Avremo così una comunicazione univoca e in breve tempo una drastica riduzione dei virologi. Mettendo in atto artatamente ma virtuosamente una ormai inevitabile selezione darwiniana.




giovedì 5 novembre 2020

DPCM A RAFFICA * ZONA ROSSA, GIALLA, ARANCIONE (E GLI ANZIANI DA TUTELARE)

Zone rosse, gialle, arancioni e relative polemiche sul presunto uso politico delle medesime. Fatto sta che il diluvio di DPCM a cui ci ha sottoposto il Governo Conte negli ultimi mesi mi ha ispirato un (modestissimo) contributo satirico. Un po' fattuale, un po' surreale, ma fatto e scritto col cuore.

Lo trovate cliccando sul video qui sopra, dove mi sono calato per qualche minuto nei panni del Premier Giuseppe detto Giuseppi (per dirla con Donald Trump, che non si decide a mollare la Casa Bianca), ispirato dall'esimio Professor C. Baglioni nella stesura di un testo che vi riporterà forse al passato. Ma che andava declamato a dovere. 

Si pensa agli anziani, penalizzati da un tweet di Giovanni Toti, Presidente della Regione Liguria (ah no, era stato il Social Media manager), e riportati in sicurezza dall'ultimo decreto emanato da Conte. Che con tanto di mascherina eora ntra nelle case degli italiani per fare finalmente chiarezza. In attesa del prossimo DPCM, naturalmente.

domenica 24 maggio 2020

CARO SALVINI, ASPETTIAMO ANCORA IL TUO "GRANDE PIANO" PER RICOSTRUIRE L'ITALIA

Lo "statista" Matteo Salvini.
Allo scoccare del quarantacinquesimo giorno di lockdown lo statista Matteo Salvini annunciava alla primaria agenzia di stampa nazionale Adnkronos che il 1 maggio avrebbe presentato al Paese un (cito testualmente) “Grande piano di ricostruzione nazionale”. Non pizza e fichi. Ha detto proprio così. Grande. Piano. Di. Ricostruzione. Nazionale. Una cosa mirabolante, un'ideona, anzi una serie di ideone tutte inanellate per mettere in sicurezza questo benedetto Stivale.
Domani sarà il 25 maggio, e qui non s’è ancora visto niente. Onestamente sono un po’ preoccupato: non vorrei che si trattasse di una sparata ad cazzum. Un po' come quella delle accise sulla benzina. Anche perché sarebbe la prima che gli sento fare in tutti questi anni, e mi dispiacerebbe che si rovinasse la reputazione. Dico sul serio.

lunedì 20 aprile 2020

MATTEO SALVINI * SE NON SI TOGLIE IL TAPPO, L'ITALIA NON SI SBLOCCA

Matteo Salvini.
Finalmente leggo sui social, ultimamente provati da parecchie stranezze (eufemismo) e uscite politiche più o meno distorsive del reale (perché i fatti sono lì da vedere, e hai voglia a cercare di accomodarli perché torna utile alla tua parte, o incolpare i giornali che li raccontano) contrabbandate per somma equanimità, qualche analisi un po' più pacata, trasparente e razionale. Utopistica, forse, ma fa piacere se non altro (lo dico sinceramente, non ironicamente) notare l'impegno. Credo inoltre che sarebbe molto d'aiuto, per favorire processi virtuosi futuri nel Paese, togliere di mezzo figure impresentabili per come operano costantemente, a danno del Paese stesso e per mero e sciacallesco tornaconto di bottega. Con questi personaggi sulla scena (anche se si sono già dati un aratro sui piedi da soli nell'agosto scorso e ora giocano carte disperate), purtroppo, non si va da nessuna parte. Hanno puntato tutto (e l'hanno fatto loro, non altri, solo i ciechi non se ne rendono conto) sull'estrema polarizzazione e sull'odio, e ora ne raccolgono tutti i frutti. Lo valutino bene coloro che si svegliano soltanto adesso (meglio tardi che mai, alleluja!) ma che sin qui hanno dato loro con grande entusiasmo corda, spago e tutta la matassa.

P.S.
Dalla parola "Credo" in avanti la costruzione è un po' involuta ma significa #salvinimerda.

sabato 18 aprile 2020

HO DECISO DI DIRE BASTA ALLE ANALISI POLITICHE SUI SOCIAL

Ogni giorno me lo riprometto: basta con la politica sui social. Basta commenti o piccole analisi situazionali. Basta con quelle riflessioni più o meno condivisibili, più o meno azzeccate. Anche se a volte viene spontaneo farle. Invece no, bisogna smettere. Sono tutte cose che avvelenano l'anima. E a volte fanno litigare anche tra vecchi amici, non dico fra marito e moglie. Quelli litigavano di gusto già prima.
Sì, diciamolo una volta per tutte: basta. Perché su Facebook è esattamente come essere al bar. Perché scrivi una cosa e magari ti tocca leggere sotto il commento (di cui in genere non ti può fregar di meno, ammettiamolo) di quello che magari è sobrio, magari è al quarto bicchiere e che per dimostrare di averlo più lungo di te parte con un pippone (più o meno intelligente, più o meno delirante) di tre cartelle. E magari ti tocca anche rispondergli. E non hai tempo. O non hai voglia. O entrambe le cose.
Ragazzi, vi rivelo un segreto: l'abbiamo tutti cortissimo. Rispetto a qualsiasi immigrato africano, per esempio. E lo so, dà noia, ma è così. I commentatori dei post dovrebbero sapere che possiamo competere al limite con cinesi e giapponesi. Con il mondo asiatico siamo messi abbastanza bene. Ma guarda se vanno mai a postare il loro arguto pensiero là sotto. Mai. No, vengono a rompere le palle a te, distillando scienza. Hai la tua bella bacheca: usala.
Dunque basta. Basta con questa politica che mi e ci esce dalle orecchie. Insistita, piazzata ovunque. In modo a volte pretestuosissimo. Usando un messaggio, un media o uno stratagemma (basico, in genere, perché saremo anche scemi ma ce ne accorgiamo) per veicolare altri messaggi di parte. Faziosi. Ma fingendo equidistanza. Sì, ho scoperto che c'è anche chi scrive commenti qui sopra credendosi equidistante, dispensatore di equilibrio; osservatore super partes delle cose. Non qualcuno con una visione un po' partigiana, come tutti noi. Che a volte la rende sfacciatamente palese perché è divertente così, e a volte cerca invece di fare analisi meno schierate. Ma è comunque un'illusione. Perché mi tocca svelarvi un'altra cosa: non esiste testo (soprattutto politico) che riesca a essere scevro da una lettura che in fondo è di parte. Io, col mestiere che faccio, ogni tanto ci provo, a volte fatti alla mano. Ma vorrei scriverlo sopra, bello grosso: «È comunque soltanto il mio cazzo di parere». Poi la modalità assertiva fa parte dello stile giornalistico. Ma questo è un discorso che ci porterebbe lontano.
Qundi da oggi davvero - lo giuro - basta. Basta con la politica.
Salvini merda l'ho già detto?

martedì 25 febbraio 2020

CORONAVIRUS * A LODI E CREMA LA MALEDIZIONE DEI TRE BACETTI

Lodi e Crema: l'abitudine dei tre baci sulla guancia ci sta costando cara.
Che potesse partire tutto dal Lodigiano, era chiaro da tempo. Circolavano già alcuni studi fra gli scienziati più avvertiti, ma sono stati accuramente nascosti all'opinione pubblica. Questi disinvolti signori (anche a Crema, non facciamo finta di niente, amici cremaschi) hanno la dannata abitudine di fare tre bacetti sulla guancia quando incontrano e salutano qualcuno che conoscono. Non uno. Non due. Ben tre bacetti. Sinistra, destra, ancora sinistra. Siamo allo sprezzo del pericolo mascherato da affettuosità. Hanno lanciato da anni nel Nord Italia questa maledetta moda che ora ci sta costando cara. È chiaro che più aumenta il numero dei bacetti, come dice in modo chiaro anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità, più aumentano l'esposizione e il rischio di contagio (oltreché la rottura di zebedei quando incontri la gente). Ma questi nuovi untori, no. Loro se ne fregano degli altri, e ora eccoci in questa situazione. Per colpa loro. Grazie lodigiani. Grazie cremaschi. Grazie tre bacetti! Col cazzo che ve li do, quando vi incontro.

giovedì 31 ottobre 2019

MA MARIA DE FILIPPI HA GIRATO IL NUOVO «TERMINATOR - DESTINO OSCURO»?

La vedi lì, sulla locandina del film, che imbraccia un fucile a canna corta, e ti domandi: ma sant'Iddìo, ha già così tanti impegni... Come può Maria De Filippi aver trovato il tempo per girare il nuovo «Terminator - Destino oscuro»? Fra l'altro nei panni della leggendaria Sarah Connor, ruvida icona della cinematografia mondiale.
Certo, potrebbe trattarsi dell'attrice Linda Hamilton, c'è anche scritto in alto a sinistra, ma pensandoci bene, all'inesauribile curriculum di Maria («Uomini e donne», «Amici Celebrities», «C'è posta per te», «Tu sì que vales») manca il tassello del cinema, quindi è probabile che si sia lasciata tentare anche da questa nuova esperienza. Oppure no. La somiglianza è impressionante, e l'occhiale scuro confonde le idee. Non resta che vedere il nuovo lavoro di James Cameron con l'immancabile Arnold Schwarzenegger per rendersi conto se si tratti davvero dell'attrice americana o di «Maria la Sanguinaria» (come l'ha ribattezzata Dagospia). Il che farebbe propendere per un refuso in fase di stampa. Fatemi sapere come la pensate.

lunedì 21 ottobre 2019

ROCCO SIFFREDI DA BARBARA D'URSO HA PARLATO DI POMPE FUNEBRI

Rocco Siffredi e Barbara D'Urso.
L'eleganza non sempre è di questo mondo. Men che meno della tv attuale, che sul trash marcia a più non posso. Ogni maliziosa allusione diventa quindi legittima, quando accade (com'è accaduto ieri sera su Canale 5 a «Live - Non è la D'urso») che l'inesausto Rocco Siffredi se ne esca con questa precisa frase riferita a un episodio che sarebbe accaduto durante il funerale della sua genitrice: 

«Lei, una vecchietta amica di mia madre, mi continuava a stringere, mi continuava a stringere, io mi sono alzato, non so cosa mi sia successo, l’ho tirato fuori, gliel’ho messo in bocca e sono venuto subito».
Le faccine stupite della conduttrice, a seguire, per una volta sono state assolutamente motivate.
Non ci si crede, sembra irreale, non riesco a trattenere le battute, 
eppure in prima serata sulla rete ammiraglia del gruppo Mediaset è stato sdoganato il porno racconto. Che sia vero oppure no, poco importa: siamo di fronte a un'indubitabile, tragica caduta di stile. Già il fatto che si debba ricorrere a Rocco e ai suoi fardelli per fare audience (mica tanta: lo show è in crisi, si è fermato al 12,9% di share, schiacciato da Imma Tataranni su Raiuno e dalla prossima settimana cambia giorno di programmazione) la dice lunga sullo stato delle cose. 
Quando poi l'argomento diventano le supposte (anche qui, attenzione: forse il nostro ne avrebbe da raccontare) pompe funebri dell'insaziabile Rocco si è oltre la frutta. Siamo all'ammazzacaffè e al limoncello.
La scorsa settimana, come sottolinea una giustamente indignatissima Selvaggia Lucarelli sulla sua pagina Facebook attaccando la D'Urso («Mi raccomando, poi la signora continui a parlare di femminismo. Uno spettacolo osceno»), ci sono state altre volgarità sessiste a «Pomeriggio 5». 
D'altra parte gli ospiti mica ti cascano dal cielo: una produzione se li sceglie. E se inviti Rocco Siffredi è improbabile che venga a parlare di fusione fredda ma piuttosto di effusioni calde.

giovedì 18 luglio 2019

FACEAPP FA BOOM ED ESPLODE ANCHE LA SATIRA SUL WEB

Barbara D'Urso nel 2057 sarà ancora in attività?
Il boom di FaceApp, l'applicazione che invecchia (ma non solo) i volti delle persone, ha fatto esplodere anche la satira on-line, alla quale do, come sempre, il mio modesto contributo facendomi aiutare a pennellare una Barbara D'Urso da sempre (e per sempre?) sulla breccia.
La conduttrice di «Pomeriggio 5», «Domenica Live», «Grande Fratello» e «Live - Non è la D'Urso», colonna di Mediaset, è uno tra i personaggi più popolari della televisione. E in una tv dai programmi che restano immutabili per lustri e decenni, è lecito immaginarsi una D'Urso nel 2057 ancora sotto le luci ben addomesticate degli studi di Cologno Monzese. 
Tra le celebrities finite oggetto di ironia grazie all'app che modifica i tratti somatici ci sono ovviamente Matteo Salvini e Luigi Di Maio, ma anche Papa Francesco, Cristiano Ronaldo, Belen Rodriguez, Ariana Grande, Donald Trump, Sfera Ebbasta, Rocco Siffredi, Mauro Icardi, Gigi Buffon, Thanos, Silvio Berlusconi ed Harry Potter. Una compagnia di giro, come si può notare, a dir poco variopinta e straordinaria. Ma il gioco è appena iniziato, e dovremo vederne ancora delle belle. Magari con qualche ruga in più.

lunedì 15 aprile 2019

FERMATE CARLO FRECCERO PRIMA CHE DISTRUGGA IL SUO MITO

«Polvere di stelle» - Perché Freccero vuole distruggere il suo mito?
Qualcuno a Raidue si è impossessato del corpo di Carlo Freccero e combina tele-cazzate al posto suo. Non c'è altra spiegazione. A Viale Mazzini, nella truppa degli esodandi, si aggira lo spettro di un direttore che ha assunto le sembianze dell'accreditato genio della tv e si diverte a distruggere la sua reputazione. Costruita con puntiglio in anni di lavoro.
Da quando Carlito, in quota Movimento 5 Stelle, si è reimpossessato della poltrona (che terrà per un anno e a titolo gratuito, almeno così pare), non ne ha ancora combinata una giusta. L'ultima boutade, che viene da un'intervista al settimanale Oggi, è l'idea di sostituire Costantino Della Gherardesca con Simona Ventura alla guida di «Pechino Express». Sommerso dalle immediate critiche (e voglio essere buono) dei televisionari.

Ora, si sa che Freccy per fare titolo in un'intervista direbbe qualsiasi cosa, però c'è un limite a tutto. A me l'ultra-snob Costantino non sta neanche particolarmente simpatico, ma il programma va bene, è un cult nel suo genere, e lo conduce l'intellettuale chic & trash che fa tendenza (il vero Freccero una volta aveva a cuore i programmi di tendenza). Tienitelo stretto. No, lo spiritello pasticcione che abita il corpo del direttore lo vuole sostituire con la sua pupilla Simona Ventura. Operazione perfettamente inutile e un potenziale danno d'immagine.

Freccero una volta era un Angelo Guglielmi sovraeccitato, senza il talento sovrumano di Guglielmi ma con il fiuto giusto per spiazzare, per fare una tv con una visione laterale, sbarazzina e a volte un po' rischiosa, ma con un occhio sempre puntato ai numeri. 
Oggi, saltati tutti gli schemi, l'alien che sta nel corpo del boss commette errori che manco l'ultimo della classe ai corsi di comunicazione. Fa una tv che è contro tutte le logiche che hanno reso grande Freccero. E nei prossimi giorni partirà «The Voice», le uova di lompo del caviale «X-Factor». Un format usurato e stantio che la stramba giuria (col solito Morgan) e la già citata Simona Ventura, che il mestiere lo conosce e che sembra aver superato il periodo onnipotenziale, cercheranno di rianimare. Ci riusciranno o no? Di certo se lo chiede anche l'organismo ospitato dal corpo di Freccero. Quello vero, che forse sarà all'estero a fare bella tv, «The Voice» l'avrebbe cassato ancora prima di entrare in ufficio. 

giovedì 28 marzo 2019

«SE CITOFONANDO» DEI BEGLES: IL NOSTRO IRONICO OMAGGIO ALLA GRANDE MINA

I Beagles. Da sinistra: Franco «French» Bagnasco, Pierangelo «Ando» Masarati e Luigi «Man» Brega. In una foto di Gloria Bressan e Manuel Venturella.
Nel Paese dove quasi tutto accade all’insaputa di qualcun altro (vero o meno che sia), poteva mancare all’appello la più grande interprete della nostra canzone?
Certo che no. Ecco allora che da oggi la voce al citofono, al 100% originale, della leggendaria Tigre di Cremona, è finita a impreziosire «Se citofonando», il primo singolo di «Vitinho», sesto disco dei Beagles, ironica band dell’Oltrepò Pavese della quale mi onoro di far parte.
La formazione, attiva dal 1992, è composta anche dagli altri due miei amici di sempre: Luigi «Man» Brega e Pierangelo «Ando» Masarati. 
Tutti tardo Peter Pan di 50 anni o giù di lì, un po’ Squallor, un po’ «Amici miei». Ma anche un po' Elio e Leone Di Lernia. 
Almeno nelle nostre velleità. E, naturalmente, da sempre fan di MINA.

Per capire la genesi di «Se citofonando», il cui titolo si rifà alla celebre «Se telefonando» di Maurizio Costanzo, cantata nel 1966 proprio dalla Divina bisogna fare un passo indietro.
Cinque anni fa, sotto Natale decisi di farmi un regalo e partii alla volta di Lugano con in testa una scommessa con me stesso: trovare, senza alcun aiuto se non quello dei passanti, la casa dell’idolo pagano della canzone italiana, provare a suonare il campanello e vedere che cosa succedeva. Parcheggiai in un auto-silos in centro, e iniziai a chiedere in giro: dopo ben tre ore di sfibranti ricerche mi ritrovai incredulo davanti al citofono di Mina e suonai. Registrando tutto, perché faccio pur sempre un mestiere che porta a documentare le cose. Con mia grande sorpresa, fu la stessa Mina a rispondere. Mi qualificai e lei, forse per eludere la visita di un potenziale scocciatore, cambiando leggermente il tono di voce per non essere riconosciuta, finse di essere la sua governante: “La signora non c’è, è a Forte dei Marmi”, disse.

Quell’audio imperdibile finì subito su YouTube (dov’è tuttora) e la singolare storia fu raccontata su un settimanale. Oggi le voci di quel blitz a Lugano sono diventate gli ingredienti di «Se citofonando», il singolo dance-pop che lancia «Vitinho», sesto album del nostro gruppo, realizzato con la supervisione del maestro Alberto Centofanti.

Negandosi al mondo Mina, che proprio tre giorni fa ha festeggiato i suoi 79 anni, ha costruito il proprio mito e le proprie fortune. Di più: con genialità e mestiere, ha fatto dell’assenza, presenza. È paradossalmente il più pubblico dei personaggi, pur non mostrandosi. Ed essendo una donna notoriamente provvista di grande sense of humor, siamo certi che vorrà perdonarci questa piccola bravata musicale. Che è un omaggio alla più grande interprete che l’Italia abbia espresso. Anzi, con un pizzico di presunzione pensiamo persino che questo pezzo le piacerà.
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«Se citofonando» è accompagnato anche da un simpatico video trash-evocativo interpretato dalla ballerina 21enne Elisa Sciascia e realizzato da Roberto Pisani, Danilo Zapponi, Leonardo Torregiani e Adrian Toderas.

giovedì 17 gennaio 2019

LELE MORA DERUBATO, I ROM, 40.000 EURO E LO CHAMPAGNE: SUL WEB PARTE LA SATIRA

L'ex agente dei Vip Lele Mora.
La vicenda dell'agente Lele Mora, che nel maggio scorso è stato derubato e minacciato in un campo Rom, a Milano, dove era con alcuni pregiudicati e stava trafficando, per quanto è dato sapere, in una partita di Champagne da 40 mila euro, viene raccontata nel dettaglio in quest'articolo del Corriere della sera on-line.
La notizia, venuta alla luce soltanto oggi, ha scatenato immediatamente gli appassionati di satira. Nel mio piccolo, io ho semplicemente rilevato che a questo punto bisognerebbe telefonare a Raf per fargli sapere (visto che lui se lo domandava in una sua celebre canzone) che cosa sia rimasto degli Anni 80.
Ma c'è anche chi, come Massimliano Uggeri, ha prodotto lo stupendo fotoritocco qui sotto. «Per brindare a un incontro», naturalmente (cit.).
Lo splendido fotoritocco satirico di Massimiliano Uggeri.



domenica 2 dicembre 2018

«SCHERZI A PARTE» A BASSO SHARE * SCOTTI COME ROCCO * BAUDO, IL LIBRO DEGLI ERRORI

«Polvere di Stelle» - Per «Scherzi a parte» c'è poco da ridere.
Mentre tocca rilevare il debutto lungo e sfilacciato di «Mai dire Talk» della Gialappa's, su Italia 1, dalle parti di Canale 5 resta sullo sfondo la rilevante crisi d'ascolti di «Scherzi a parte». Agli albori, quando lo confezionava Fatma Ruffini, «Scherzi» era un must della rete. L'audience scoppiettava, e anche se i dubbi su accordi e taroccature spuntavano come funghi sui giornali e venivano in parte ammessi: («A volte rifacciamo il finale se i Vip si arrabbiano troppo», concedeva monna Fatma), il pubblico dimostrava di gradire. Oggi quell'amore pare finito. Paolo Bonolis e i suoi autori sanno il fatto loro, eppure il programma non si schioda dal 15% circa. Siamo al tramonto di un genere?


Leonardo Pieraccioni.
Puntuale come una cartella esattoriale, sotto Natale arriva il nuovo film di/con Leonardo Pieraccioni. Si intitola «Se son rose...» e nel cast come d'abitudine, c'è un esercito di donne. Non s'è ancora capito se il nostro giri le sue pregevoli opere per portare a casa la pagnotta, o per rimorchiare. Motivi entrambi nobilissimi. E comunque una cosa non esclude l'altra.

Gerry Scotti.
Per «questioni di budget», quattro puntate speciali di «Chi vuol essere milionario?», con Gerry Scotti (che sogna una fiction nei panni di una sorta di Maigret, ma secondo me è più probabile che nel frattempo giri un altro paio di spot pubblicitari), saranno registrate in uno studio già montato a Varsavia, in Polonia. Un po' come tante produzioni di Rocco Siffredi. Speriamo con la stessa soddisfazione di cast e maestranze. L'Est come nuova frontiera televisiva italiana.


Alba Rohrvacher.
È entrato in commercio l'orologio che ci ricorda che dobbiamo morire. E io che pensavo bastassero i film con Alba Rohrvacher.

Gratis o meno che sia, plaudo al ritorno di Carlo Freccero alla direzione di Raidue. È uno tra i pochi in Italia a parlare di televisione (e di comunicazione) e a farla
Carlo Freccero.
con coscienza di causa. Dicono che rivoglia Beppe Grillo in video, e non è detto che non ci riesca. In fondo è stato il nostro più grande comedian, prima di fare l'inversione a U sulla strada della politica.



Il palazzo Mondadori a Segrate.
Pare sia costato 250 euro l'affitto dell'adiacente Sporting Club dove i giornalisti Mondadori, in agitazione per la vicenda della cessione di Panorama (lo raccontavo qui), sono stati costretti a tenere la loro assemblea sindacale dopo il rifiuto dell'editore di mettere a disposizione una sala riunioni a Segrate, come era sempre accaduto in precedenza.


Pippo Baudo.
Leggendo il sempre lucido Francesco Specchia, su Libero, scopro che anche lui, come il sottoscritto, aveva chiesto più volte a Pippo Baudo di raccogliere in un libro (io avevo contattato il Supertelepippone più che altro per fare un favore a qualcuno che se lo voleva accaparrare editorialmente) le memorie di Sua Pippità. Alla fine non l'abbiamo spuntata né Specchia né io ma il collega Paolo Conti del Corriere. E il volumetto («Ecco a voi (una storia italiana») è appena uscito. Peccato che ora un altro scrupoloso collega, Franco Zanetti di Rockol, sia andato a leggerselo tutto scovando un mare di errori per poi raccontarli in quest'articolo documentatissimo. Vuoi vedere che anche Zanetti...


Stefano Accorsi.
Un hacker si intrufola nel profilo Facebook di Stefano Accorsi e chiede soldi abusando del suo nome. 
Fatto grave, ma stando agli inquirenti esisterebbe comunque un'attenuante generica: non li chiedeva per produrre un film con Stefano Accorsi.


domenica 2 settembre 2018

JEAN-CLAUDE JUNCKER & FRIENDS: ECCO COM'È NATA L'IDEA DI ABOLIRE L'ORA LEGALE

Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione Europea.
- «Ciao Jean-Claude, siamo già rientrati tutti e non c'è una mazza da fare. Ci vorrebbe un'idea, qualcosa che faccia un po' parlare, ma senza fare troppo danno. Una cosetta».

- «Bella lì. Oh, raga, a me è venuta in mente una cazzata cosmica!».

- «Cioè?»

- «L'ora legale. Aboliamo l'ora legale. C'era già in giro un sondaggetto al quale hanno partecipato quattro gatti in croce, in tutta Europa. L'ora legale non piace a un po' di gente, la togliamo».

- «Ah, ok Junky. Buono. Ma non è una cazzata così grossa, in definitiva».

- «'Petta, fammi finire, sennò ti blasto sui social! Noi non è che la togliamo: semplicemente rendiamo ogni stato libero di applicare l'ora solare o l'ora legale. Così, a cappella».

- «Cioè, come? Ognuno fa il cazzo che vuole?».

- «Esatto! Vien fuori un bordellone che non s'è mai visto al mondo».

- «Ma così facendo, per esempio, uno che viaggia avanti e indietro fra Roma, Parigi, Amsterdam, Madrid, e tante altre città che sono sullo stesso fuso orario, potrebbe trovarsi a cambiare l'ora di Paese in Paese più e più volte. Figo da paura! Ma è una minchiata colossale, come t'è venuta, bro?»

- «Niente, l'altra notte non ho dormito e la mattina presto, portando fuori il cane, di colpo ecco l'illuminazione».

- «Sei un drago! Ci piglierà per il culo tutto il mondo, ma è una supercazzora troppo bella, non si può non fare! Vado subito a preparare il comunicato stampa. Junky, se non ci fossi tu ci avrebbero già chiuso!».

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