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martedì 28 giugno 2016

CIAO BUD SPENCER, E GRAZIE ANCORA PER QUELLA FOTO AI PIEDI DELLA LEGGENDA

Seduto in spiaggia ai piedi di uno dei miti della mia infanzia, della leggenda vivente, per una foto-ricordo che non dimenticherò mai. Mi veniva quasi di cantare «Come with me for fun in my Buggie...». Ma sono stato zitto. In religioso silenzio.
Era l'estate del 2009, a Ischia, e questo è il mio unico e ultimo ricordo di quel geniaccio di Bud Spencer, all'anagrafe Carlo Pedersoli, morto oggi a 86 anni. Un ex nuotatore prestato al cinema che con l'amico Mario Girotti (Terence Hill), ha dato vita alla più entusiasmante coppia di scazzottatori, anzi sarebbe meglio dire scazzott-attori della storia del cinema italiano. Retequattro sulle repliche dei loro film campa di rendita dalla notte dei tempi, più o meno sempre con i medesimi (onestissimi) ascolti.

Ero lì per un servizio per il mio giornale, e Bud girava una fiction Mediaset, «I delitti del cuoco». Una cosetta all'acqua di rose, e ne era perfettamente consapevole. Ma credo che il vecchio toro non amasse molto restare inattivo, nonostante il caldo, la fatica e i quasi 80 anni. Nel cast in quell'episodio c'era anche una Sara Tommasi che non aveva ancora smarrito la via, per così dire.
Il mio Mito parlò tanto, con la saggezza scafata di chi in vita sua ne aveva viste di tutti i colori. Accennò anche a un nuovo progetto, ma non disse altro, un po' ossessionato dall'idea che glielo potessero scippare. Alla fine dell'intervista chiesi a Bud la cortesia di una foto per la mia galleria dei ricordi. Fu subito disponibile, anche se gli spostamenti del guerriero inevitabilmente fiaccato dall'età risultarono lentissimi e un po' complicati. Alla fine si sedette su una sedia da regista e io mi piazzai ai suoi piedi, col culone sulla sabbia, massiccio quasi quanto lui. Cioè, lui massiccio. Io sovrappeso, ma questa è un'altra storia.

Se mi avesse assestato il suo leggendario pugno dall'alto, quello che fa incassare irreversibilmente fra le spalle la testa dell'avversario, non avrei fatto una piega. Anzi, l'avrei persino ringraziato.

martedì 1 marzo 2011

GRANDE FRATELLO 11 * «MIO FIGLIO DAVIDE BARONCINI NON È COME SEMBRA»

Mamma Carmela è come Bud Spencer quando perde la pazienza. E parla, lenta e implacabile, come solo una madre sicula sa essere. L’immagine del suo amato Davide (Baroncini) sta uscendo a pezzi da questo «Grande Fratello 11». L’Italia lo vede, elegantino, pieno di sé, mentre sfarfaleggia marpionescamente volando di fiore in fiore: prima Rosa, poi la scappatella con Olivia; il goffo tentativo di recuperare Rosa, e sul più bello ecco Erinela. Che ha spazzato via tutte le altre. Ma sarà vero amore? Bastava molto meno per finire davanti al plotone d’esecuzione della prima serata di Canale 5. «Finiamola» sbotta Carmela Zurria, 65 anni, casalinga. «Mio figlio è un ragazzo semplice, un sognatore, e si trova a fare un gioco che non premia i buoni, gli intelligenti, i più educati. Quando sembra sgradevole, la colpa è del gioco, che tira fuori il peggio da lui. Davide è uno sincero e spontaneo che qui in Sicilia vede solo cinque amici veri. Non come quelli che si ritrova attorno là dentro… Lui il “G.F.” prima non sapeva neanche che cosa fosse. Come noi, del resto. Ora abbiamo comprato persino la tessera del digitale terrestre, per poterlo vedere giorno e notte. E non immagina che paura, quella sera…».
Il ricordo di mamma Carmela va a quando Angelica mise al corrente («A modo suo») Ferdinando di uno screzio con Davide, e Ferdinando si presentò minaccioso al cospetto del figlio. «Arrivò da lui» continua «sferrando un pugno. In quel preciso istante, il “Grande Fratello” spense due telecamere, rendendo impossibile vedere che cosa stesse succedendo là dentro, chi o cosa quel pugno avesse colpito. Non le dico qui in casa in quale stato di agitazione siamo piombati. Quest’odio di Ferdinando nei confronti di mio figlio, proprio non lo capisco. Si proclama uomo e tratta così un ragazzino di 22 anni? Se sapesse che Davide l’ultima volta non l’ha neppure nominato, sprofonderebbe nella vergogna. Invece temo che vincerà».
La maniacale fissazione di Davidino per l’eleganza, viene da lontano. «Pensi» dice mamma «che già alle elementari dalle Orsoline, a sei anni, cucciolo della classe, si presentava in giacca, cravatta e con la brillantina in testa. Lui non concepisce di uscire di casa sciatto. Una volta una maestra gli diede una nota sostenendo che si vestiva come per andare in discoteca. Le proposi provocatoriamente di tenerlo qualche giorno a casa vietandogli di lavarsi, per poi rimandarlo a scuola. Forse non conveniva».
Nel passato del piccolo di casa, il sacro fuoco per il calcio («Fino a 18 anni nelle squadrette catanesi, non che fosse un ragazzo prodigio, ma il Sud dà poche opportunità»), e «dopo il diploma come perito industriale, due lavori: centralinista per Sky e rappresentante di luci e lampadari».
Ma tutta questa disinvoltura da aspirante playboy, che recita più o meno lo stesso copione (la tv non dà scampo) con le sue prede? «Figuriamoci» conclude mamma Carmela. «A parte che a quell’età sarebbe anche normale un po’ di movimento, tengo a dire che mio figlio ha avuto la prima ragazza a 18 anni, si è innamorato ma non ne ha mai portata a casa nessuna. Rosa non l’ha mai presa in giro: non le ha mai detto: “Ti amo”. Le ha sempre detto: “Per ora non ti amo come mi ami tu, ma dammi il tempo, ci proverò”. E poi lei è sguaiata, gli diceva ogni cinque minuti vaff... Se vuoi bene a qualcuno, non cerchi sempre di allontanarlo da te. Ora mi sembra che sia più sereno. Fra lei, Olivia ed Erinela, per me non c’è nessuna differenza. Sono una madre siciliana, e quindi gelosa di qualsiasi possibile fidanzata di mio figlio».

(TV SORRISI E CANZONI - FEBBRAIO 2011)

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