L'attore e comico ligure Maurizio Crozza, sposato con Carla Signoris.
Che sia un gigante della comicità, con grandi capacità imitative supportate da ottimi testi, già si sapeva. Ma Maurizio Crozza (62) riesce sempre a superarsi stando incollato all'attualità. L'eclettico genovese, marito di Carla Signoris, con il suo «Fratelli di Crozza» è il pilastro di Nove, la rete che lo manda in onda ogni venerdì con ascolti che spesso fanno invidia a reti televisivamente più nobili, almeno sulla carta. Alcuni dei suoi botta e risposta con la spalla ideale, l'autore Andrea Zalone, sono ormai entrati nella leggenda. Mentre il nostro si cala nei panni di un ondivago Silvio Berlusconi che sente il peso dell'età, o di un Flavio Briatore concreto e terra terra, per citare giusto i più noti. Il suo ultimo must è la caratterizzazione del discusso professor Alessandro Orsini, esperto di geopolitca e opinionista balzato agli onori delle cronache grazie al conflitto in Ucraina. Crozza gli fa dire di tutto. Un po' come l'originale.
VOTO: 9
(TRATTO DAL PAGELLONE DELLO SPETTACOLO DI FRANCO BAGNASCO PER I SETTIMANALI VERO E VERO TV)
La cantante e conduttrice tv Anna Tatangelo, ex di Gigi D'Alessio.
Anna Tatangelo (35 anni) è una bella donna e una cantante preparata. Era proprio necessario utilizzarla anche come conduttrice? Il suo «Scene da un matrimonio», la domenica pomeriggio su Canale 5 (ben diverso dalla perfida ironia dell'originale, firmato da Davide Mengacci), è stato accolto tiepidamente dal pubblico, che nelle ultime puntate si è attestato sul 10% circa di share con 1,4-1,6 milioni di spettatori. Troppo poco per far fronte alla concorrenza di Rai1. Il programma, in elegante confezione, è stato realizzato dalla società Pesci combattenti, e la separata Tatangelo come testimonial dell'amore eterno non sembra particolarmente a fuoco. Fa il suo compitino nei brevi spezzoni fra un'intervista e l'altra, ma alla melassa non sembra credere neppure lei. Resta il canovaccio seriale e zuccheroso di storie che paiono un po' tutte uguali, com'era prevedibile. Con contorno di parentado e varia umanità.
VOTO: 4
(TRATTO DAL PAGELLONE DELLO SPETTACOLO DI FRANCO BAGNASCO PER I SETTIMANALI VERO E VERO TV)
È uno tra i volti più rampanti di Rai1, conduttrice di «Da noi... A ruota libera», uno tra i titoli più infelici nella storia della televisione. Eppure Francesca Fialdini (42) funziona, ha l'entusiasmo giusto e una certa maliziosa verve che vanno bene in tv. Peccato che la prima serata eco-friendly «Ci vuole un fiore», che ha condotto con Francesco Gabbani, sia stata accolta tiepidamente. Lo spettacolo ha vinto la serata racimolando però soltanto 2,7 milioni di spettatori con il 15,2%. Troppo poco per il battage che lo show aveva avuto e la curiosità che avrebbe dovuto catalizzare il debutto alla conduzione del cantautore.
VOTO: 6
(TRATTO DAL PAGELLONE DELLO SPETTACOLO DI FRANCO BAGNASCO PER I SETTIMANALI VERO E VERO TV)
Il contuttore tv Nicola Savino. Lavora anche da anni con Linus a Radio Deejay, emittente che compie 40 anni.
Uno tra i pochissimi, buoni motivi per guardare l’attuale edizione de L'Isola dei famosi, in onda su Canale 5 per la conduzione di Ilary Blasi (che impiatta il tutto con preparazione e ritmo) sono i commenti di Nicola Savino (54). Tra la noia e un cast con un buon numero di scappati di casa che si muovono all'interno di un format ormai obsoleto, l'opinionista di origine lucchese si fa notare per l'arguzia dei commenti, la prontezza degli interventi e le battute folgoranti. Anche Vladimir Luxuria tiene bordone. Savino, che passa da anni con disinvoltura dalla radio alla tv, è anche autore, sa che che programmi come questo, che giocano con un trash che è la quintessenza del già visto, si risollevano puntando molto sull'ironia.
VOTO: 8
(TRATTO DAL PAGELLONE DELLO SPETTACOLO DI FRANCO BAGNASCO PER I SETTIMANALI VERO E VERO TV)
Laura Pausini in versione sexy. Per lei si avvicina l'appuntamento torinese con l'ESC, insieme con Mika e Cattelan. Achille Lauro sarà in gara per San Marino.
Laura Pausini (47) manifesta sempre tanta voglia di celebrarsi ed essere celebrata. D'altra parte vive di glamour e riflettori. Stavolta, come i Ferragnez di recente, punta decisamente sull'assai stucchevole autocelebrazione. In un docu-film in onda su Prime Video intitolato proprio «Laura Pausini - Piacere di conoscerti», che ha scritto insieme con Ivan Cotroneo e Monica Rametta. Tutto parte dalla domanda: che cosa sarebbe successo alla nostra se non avesse vinto Sanremo nel 1993? Nel cast figurano anche il padre Fabrizio, la madre Gianna Ballardini e il compagno Paolo Carta. Intanto i rumors televisivi rimandano le voci di una Pausini che avrebbe richiesto ben 12 cambi d'abito per condurre a maggio a Torino con Cattelan e Mika l'Eurovision Song Contest. Un tantinello eccessivo?
VOTO: 5
(TRATTO DAL PAGELLONE DELLO SPETTACOLO DI FRANCO BAGNASCO PER I SETTIMANALI VERO E VERO TV)
Ha stupito il mondo il gesto di Will Smith, che ha colpito con uno schiaffo il comico Chris Rock sul palco della Notte degli Oscar hollywoodiani dopo un'infelice battuta sulla capigliatura della moglie, che soffre di alopecia. Maria Chiara Fraschetta, in arte Nina Zilli (42) è andata controcorrente, scrivendo sui social: «Ma il buon vecchio 'Quando ci vuole, ci vuole?'... È bello che per una volta qualcuno si alzi e metta pari merito i due pesi. Comunque era un sonoro schiaffazzo, non un pugno. E credo siano due gesti molto diversi». Cara Nina, la violenza è sempre violenza, e non si può che condannare. Perché se iniziamo ad alzarci, come dici tu, e a farci giustizia da soli, poi il limite chi lo decide? È una china pericolosa.
VOTO: 3
(TRATTO DAL PAGELLONE DELLO SPETTACOLO DI FRANCO BAGNASCO PER I SETTIMANALI VERO E VERO TV)
Neanche il tempo di mettere piede in Honduras, che ha subito dovuto fare le valigie e tornare in Italia, eliminato da un impietoso Televoto. Triste è la parabola di Antonio Zequila (58) da Atrani, Salerno, stucchevole playboy per mancanza di prove ingaggiato dal reality di Canale 5 condotto da Ilary Blasi. Zequilone è arrivato in spiaggia con il suo consueto, trito repertorio da conquistatore diversamente simpatico passato di cottura. Esemplare e raro caso in cui nel programma ti precede la fama e non la fame. Tra cocchi, riso e mosquitos, il nostro non ha convinto il pubblico, che gli ha regalato immediatamente il biglietto di ritorno. Quando il problema di giocare sempre con lo stesso personaggio inizia a farsi sentire, conviene forse cambiare strada. Consiglio spassionato.
VOTO: 4
(TRATTO DAL PAGELLONE DELLO SPETTACOLO DI FRANCO BAGNASCO PER I SETTIMANALI VERO E VERO TV)
Terence Hill. Anche la puntata d'esordio di Don Matteo con Raoul Bova (che ha preso il suo posto) è stata apprezzatissima dal pubblico, con più di sei milioni di spettatori.
A Mario Girotti, in arte Terence Hill (83), bisognerebbe fare un monumento. L'ex sodale di Bud Spencer ha vestito per 13 stagioni i panni di «Don Matteo» nella fortunatissima fiction omonima di Rai1. Quest'anno avviene il passaggio di testimone fra lui e Don Massimo, ovvero Raoul Bova. Terence ha sempre fatto un lavoro impeccabile per Lux Vide, tenendo compagnia a milioni di spettatori a partire dal 2000. Era arrivato il momento giusto per appendere la tonaca al chiodo, così come a suo tempo smise con i cazzotti cinematografici tirati a fin di bene. Ma i suoi occhi azzurri resteranno per sempre vividi nel nostro immaginario.
VOTO: 9
(TRATTO DAL PAGELLONE DELLO SPETTACOLO DI FRANCO BAGNASCO PER I SETTIMANALI VERO E VERO TV)
«Per me il risparmio andrebbe fatto sulla spesa militare, e con quei soldi costruite scuole, ospedali, case. Mi taccio, tanto lo sapete che c’ho ragione io». Questa frase, per tanti versi ovviamente condivisibile, ha procurato una buona dose di polemiche a Flavio Insinna (56). Il conduttore de L'Eredità ha detto una cosa di buon senso in un momento drammatico per l'Europa e per il mondo. Il riarmo è un tema delicatissimo, una questione politica. E non pochi hanno fatto notare che un presentatore televisivo, nel proprio programma, dovrebbe evitare di prendere posizioni utilizzando per motivi personali uno spazio che serve ad altro. Altrimenti diventa un improprio pulpito. Come è accaduto anche ad Alfonso Signorini, quando al GFVIP si è dichiarato antiabortista. Posizioni personali condivisibili o meno, ma che dovrebbero essere lasciate fuori da quiz e varietà. Intanto Dagospia fa sapere che Insinna guadagnerebbe 4.000 euro lordi a puntata.
VOTO: 5
(TRATTO DAL PAGELLONE DELLO SPETTACOLO DI FRANCO BAGNASCO PER I SETTIMANALI VERO E VERO TV)
Volodymyr Zelensky sul set della serie tv «Servant of The Paople - Servitore del popolo», trasmessa da La7 con risultati Auditel molto bassi.
La7 ha fatto un buon colpo d'immagine accaparrandosi «Servant of the People», la serie tv del 2015 che portò al successo l'uomo del momento, il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky (44 anni). Per doppiare il fiero antagonista dell'invasore Putin è stato chiamato Luca Bizzarri, della coppia Luca e Paolo. Purtroppo il pubblico non ha premiato il prodotto, che al debutto - nonostante un battage pubblicitario quantomeno epico - ha portato a casa appena 821.000 spettatori con il 3,4% di share. È andata ancora peggio nelle settimane a seguire. Colpa di un canovaccio che è poca cosa, dalla trama prevedibile, girato in economia. Ironico ma senza particolari guizzi. È la storia di un insegnante di scuola di Kiev che, grazie a un video populista diffuso a sua insaputa da un suo alunno su YouTube, diventa capo di Stato con elezione diretta, a furor di popolo. Il cortocircuito fra realtà e fiction, su un binario che corre straordinariamente in parallelo, non ha pagato.
VOTO: 6
(TRATTO DAL PAGELLONE DELLO SPETTACOLO DI FRANCO BAGNASCO PER I SETTIMANALI VERO E VERO TV)
Se c'è uno che ha capito tutto, è Gianni Ippoliti (72), curatore della rassegna stampa gossipara di «Unomattina in famiglia». Sfottendo bellamente, con aria seriosissima, il circo mediatico di Vip e settimanali del settore leggero, il nostro campa bene da anni mettendo in atto la simbiosi mutualistica del paguro bernardo e dell'attinia. Uno scambio molto proficuo che gli consente di prosperare allegramente con uno sforzo che, se ci si pensa, è ridotto al minimo: leggere facezie e portarle all'attenzione del pubblico come se si stesse parlando di ponderosi temi politico-economici. Tanta invidia. Dio salvi Ippoliti e i suoi contratti.
VOTO: 8
(TRATTO DAL PAGELLONE DELLO SPETTACOLO DI FRANCO BAGNASCO PER I SETTIMANALI VERO E VERO TV)
Uno tra i tweet satirici sui nuovi Telegatti comparso sul web. Su Twitter si trovano le opinioni più varie degli spettatori cercando con gli hashtag #Telegatti e #Telegatto. Sotto, solo alcuni altri esempi, omettendo post e reazioni offensive e privilegiando soprattutto l'ironia.
Sarà per via dei miei trascorsi felini, sarà perché in trent'anni e rotti di giornalismo due cose in materia di spettacolo, marketing e comunicazione forse le ho imparate, molti mi chiedono il motivo del flop dei nuovi Telegatti. Dell'accoglienza tangibilmente e massicciamente stroncante che ha avuto da parte degli aficionados sui social (da Twitter a Instagram, passando per lo stesso profilo Facebook di TV Sorrisi e canzoni; basta andare a leggere per rendersene conto) la versione riveduta, corretta e plastificata del premio che fu simbolo della nostra Tv.
Mondadori ha sbagliato anzitutto perché i Telegatti vanno (andavano) maneggiati con cura. Con estrema cura perché, lo si voglia o meno, si stava modificando qualcosa di più grande di un semplice oggetto: si andava a toccare la storia del video di casa nostra; un brand leggendario per gli spettatori, e soprattutto per la memoria del pubblico. Niente è più sacro e sovrano. Il Telegatto (così come Sorrisi, del resto) è come la Coca-Cola. A voi verrebbe in mente di cambiare formula e grafica del logo, pur se vecchiotto? Naturalmente no. Se entraste in un'agenzia di marketing e pubblicità con quest'idea, probabilmente vi guarderebbero come si guarda un alieno in ciabatte che sorseggia il tè delle cinque. Lo stesso vale per le fattezze dell'adorato micione massiccio e dorato, se mi si passa il bisticcio di parole.
Se Mediaset (per suoi insondabili motivi, forse legati al rapporto costo-resa del prodotto, forse per guardare avanti rispetto a precedenti gestioni aziendali: questo spazio è a disposizione per chiarirlo, eventualmente) non ha intenzione di riportare in vita il mitico «Gran Premio Internazionale della Tv», galà noto come La notte dei Telegatti, la relativa statuetta sorrisiana avrebbe fatto meglio a restare ben chiusa nel cassetto sicuro e privilegiato della memoria. Invece si è scelto incautamente di resuscitarla trasformandola in una sorta di gadget di plastica riciclata che verrà assegnato di tanto in tanto agli artisti a discrezione della redazione e non più del pubblico. Altro errore non da poco che svuota di senso qualcosa di fortemente simbolico. Poco importa che la statuetta sia stata realizzata dalla rispettabile Cracking Art. I simboli sono simboli, e non si toccano. Quelli fortissimi e legati a filo doppio con la memoria della gente, non andrebbero manco sfiorati. Scherza coi fanti, ma lascia stare i Telegatti.
All'incolpevole Vasco Rossi è andata la prima, nuova statuetta. Ricevendola, il Blasco ha commentato: «Tra l'altro ricordo con molto affetto i Telegatti quando si vincevano, una volta». Parole sante, Vasco. Parole sante.
Cicciolina in Honduras per l'Isola dei famosi di Mediaset.
Ilona Staller, in arte Cicciolina (70) è nel cast della nuova edizione de «L'isola dei famosi», su Canale 5, per la conduzione di Ilary Blasi. La stagionata ex pornostar di origine ungherese ma naturalizzata italiana sembra ormai da anni la caricatura di se stessa. Di quel personaggio (ai tempi) fuori dagli schemi che galvanizzò i maschi italiani portando una ventata di trasgressione e finendo cooptata dai radicali di Marco Pannella per approdare persino sugli scranni di Montecitorio. Oggi fa tenerezza vederla sulle spiagge dell'Honduras ancora alle prese con triti doppi sensi e una certa imbarazzata staticità. Per averla l'avranno anche pagata non poco, ma l'impressione è che il gioco non valga la candela. Non si separa mai dal suo orsacchiotto rosa. Ma non era un pitone?
VOTO: 3
(TRATTO DAL PAGELLONE DELLO SPETTACOLO DI FRANCO BAGNASCO PER I SETTIMANALI VERO E VERO TV)
Fedez in ospedale. Da solo e con la moglie, l'influencer Chiara Ferragni. Il cantante è fresco di polemica con il redivivo Fabrizio Corona, che non perde occasione per tentare di accendere su di sé i riflettori.
Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez (32) è un ragazzo coraggioso e coerente. Insieme con la moglie influencer, Chiara Ferragni, passa la vita a raccontarsi sui social e in video, come nella serie “The Ferragnez”, su Prime Video. Ha così deciso di non nascondere al pubblico e ai suoi fan la malattia che l'ha colpito. Tre anni fa raccontò che gli fu diagnosticata una "demielinizzazione", possibile campanello d'allarme per la sclerosi multipla. È recentissimo invece un altro video nel quale, commosso, annuncia: "Mi è stato trovato un problema di salute che comporta un percorso importante". A seguire, sei ore di intervento all'addome all'ospedale San Raffaele di Milano per rimuovere - ha precisato - "Un raro tumore neuroendocrino del pancreas. Uno di quelli che se non li prendi per tempo non è un simpatico convivente da avere all’interno del proprio corpo". A quanto sembra tutto è andato per il meglio. In bocca al lupo anche da parte nostra.
VOTO 10
(TRATTO DAL PAGELLONE DELLO SPETTACOLO DI FRANCO BAGNASCO PER I SETTIMANALI VERO E VERO TV)
L'attore Luca Zingaretti, fratello dell'ex segretario del Pd Nicola, e marito di Luisa Ranieri.
Mentre sua moglie, Luisa Ranieri, soffre perché il film che ha interpretato mostrando la totalità di sé («È stata la mano di Dio» di Paolo Sorrentino) è rimasto a bocca asciutta alla Notte degli Oscar hollywoodiani, Luca Zingaretti (60) se la spassa su Sky. Il compianto Commissario Montalbano - fiction pigliatutto di Rai1 - è infatti protagonista de "Il Re", una nuova mini-serie tv in 8 episodi girata appositamente per la rete di Murdoch. Veste i panni del direttore di un vecchio carcere che lavora con metodi che definire discutibili è dir poco. Dopo l'omicidio del Comandante della struttura, suo collaboratore e amico fedele, inizia un'inchiesta esterna che porta a una girandola di eventi che tengono spesso col fiato sospeso.
VOTO: 7
(TRATTO DAL PAGELLONE DELLO SPETTACOLO DI FRANCO BAGNASCO PER I SETTIMANALI VERO E VERO TV)