mercoledì 22 gennaio 2014

VENDO UN IPAD 64 GB WI-FI E SCOPRO CHE LA VITA E' FATTA DI PUNTI DI VISTA

La vita è fatta di punti di vista.
Metto un'inserzione on-line per vendere a 200 euro (più o meno la quotazione dell'usato presa dal sito degli scambisti-feticisti Apple) il mio amato, vecchio iPad 64 giga, wi-fi più rete cellulare. Un po' datato ma indistruttibile. E ancora un onesto prodottino, se si rinuncia alla lusinga di qualche modernità. Mi chiama subito un po' di gente, ma il più tosto è un egiziano che dice di abitare a Cremona. Trattativa. Vuole scalare 30 euro perché "devo venire prendere a Milano di Cremona". Gli faccio presente che il viaggio non è un problema mio, ma non trova l'argomento convincente. Insiste parecchio per concludere, è sbrigativo, mi genera istintiva diffidenza. Poi, inutile nasconderselo, c'è un po' la psicosi dello "straniero che ti frega" con la quale, come retro-pensiero, devi sempre fare i conti. Lo lascio in sospeso dicendogli che - tranquillo - ho il suo numero, e che se non riuscirò a vendere al mio prezzo, lo chiamerò. Ma dubito, in realtà, di farlo. Ieri, mi contatta via mail un ragazzotto milanese sbrigativo che scrive, testualmente: "150, non di più, e passando da Cernusco me lo porti". Gli rispondo solo "Ciaoooo" perché lì per lì avevo finito i vaffanculo. Passa qualche ora, in mattinata, e richiama lo stalker egiziano: "Sono Milano, io compra tuo iPad, se viene in centro io prende e porta via". Gli spiego che non posso muovermi da Segrate fino alle 18.30, che il prezzo è non meno di 180 e lui prima tentenna, poi non fa una piega: "Va bene, tu viene io compra". Ma la mia diffidenza aumenta. Anche perché questo mi chiama a mezzogiorno e aspetta fino a sera per prendersi proprio il mio iPad, quando immagino là fuori sia pieno di venditori.
L'appuntamento è alle 19.15 in Piazzale di Porta Lodovica. Io mi vedevo già accoltellato sotto i portici di Cariparma (la mia filiale) mentre l'attrezzo di piacere tecnologico prendeva il volo. Per questo stavo pensando di dirottarlo verso un luogo pubblico: un bar lì vicino. C'è gente, ci si siede, si prende un caffè. Così almeno non può fregarmelo al volo e scappare. E poi magari mi risparmio la coltellata. Alle 19.10 sono sul posto. Lo chiamo, ci sono. L'amico risponde: "Ah sì... Tu Franco. Scusa ritardo, io andato mercato, ora mette via tua su satellitare e arriva". L'affare s'ingrossa. Neanche puntuale. Torno a casa, che è lì vicino. Poco prima delle 20 lo squillo dall'inconfondibile numero. "Sono lì", dice lui. Arrivo "lì", mi metto al centro del piazzale e cerco di individuarlo. Lo chiamo. Lui mi nota dall'altro lato della strada (proprio di fronte a Cariparma) e lo raggiungo. E' uno sui 35, basso, quasi calvo, piumino. Non fa numeri da circo, per fortuna. "Vieni che qui, c'è machina con familia". Poco più avanti, al buio, ha parcheggiato una station wagon scura con al posto di guida moglie/compagna sorridente alla quale manca solo il burqa per entrare nei manuali dell'islamismo. Sul sedile posteriore, una piccina di 3-4 anni ben legata a un seggiolino di sicurezza. Mi tranquillizzo: la coltellata di certo non mi arriva. L'amico mi spacchetta tutta la confezione e inizia a spargere pezzi di cavi, caricabatteria, istruzioni, case di protezione e parti della scatola sul sedile posteriore. Poi, rigirandosi l'iPad in mano (che è scarico, perché inutilizzato da almeno una settimana), chiama qualcuno (un amico? il figlio?) e inizia a farmi domande: "Tu hai garanzia?". "Ma quale garanzia? Ha già qualche anno, è di prima generazione, ma è perfetto". Poi passa a domande tecniche (nella sua lingua) delle quali - giuro - non ho capito un'acca. E, ne sono certo, neanche lui. Alla fine l'unica cosa che intercetto è "3C", intuisco sia "3G" e dico sì, incondizionatamente sì. L'accendiamo. Anche solo per finirla. Lui fa un bel sorriso, pur non avendo capito niente, estrae dalla tasca i 180 euro e me li dà. Ci salutiamo con stretta di mano. Prima che me ne vada, si fa serio, mi guarda, e fa: "Non è che io poi problema co' questo? Non è che è rubato?".
Sì, la vita è fatta di punti di vista.

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