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giovedì 23 novembre 2017

QUELLA BIRRA IN PIU' CHE TI DA' UNA CHIARA PERCEZIONE DEL GIUSTO E DEL REALE

Quella birretta in più che ti rende leggermente brillo ma saggio.
Di norma bevo pochissimo. Quasi mai, tranne la birretta di rito. Ma le cose più eticamente giuste le ho sempre fatte (pensate) quando avevo in corpo quel bicchiere in più. Non ubriachezza, assolutamente. Non sono mai stato ubriaco in vita mia. Ma quel bicchiere in più che ti lascia in uno stato di sospensione tra la realtà e l'invincibilità. Dura niente, chiaro, è uno stato dell'anima transitorio e vacuo che ti dà però nel frangente una chiara, chiarissima, limpida percezione del reale. Di quel che è giusto fare. Giusto per te, giusto per tutti. Perché giustizia e rispetto devono essere la norma, non l'eccezione. È la percezione che ho in questo preciso momento e che vorrei non mi lasciasse mai. E (lo dico dal profondo del cuore) non vorrei essere nei panni di chi si imbatterà nel mio prossimo bicchiere in più. Un'idea ce l'ho.

mercoledì 22 gennaio 2014

VENDO UN IPAD 64 GB WI-FI E SCOPRO CHE LA VITA E' FATTA DI PUNTI DI VISTA

La vita è fatta di punti di vista.
Metto un'inserzione on-line per vendere a 200 euro (più o meno la quotazione dell'usato presa dal sito degli scambisti-feticisti Apple) il mio amato, vecchio iPad 64 giga, wi-fi più rete cellulare. Un po' datato ma indistruttibile. E ancora un onesto prodottino, se si rinuncia alla lusinga di qualche modernità. Mi chiama subito un po' di gente, ma il più tosto è un egiziano che dice di abitare a Cremona. Trattativa. Vuole scalare 30 euro perché "devo venire prendere a Milano di Cremona". Gli faccio presente che il viaggio non è un problema mio, ma non trova l'argomento convincente. Insiste parecchio per concludere, è sbrigativo, mi genera istintiva diffidenza. Poi, inutile nasconderselo, c'è un po' la psicosi dello "straniero che ti frega" con la quale, come retro-pensiero, devi sempre fare i conti. Lo lascio in sospeso dicendogli che - tranquillo - ho il suo numero, e che se non riuscirò a vendere al mio prezzo, lo chiamerò. Ma dubito, in realtà, di farlo. Ieri, mi contatta via mail un ragazzotto milanese sbrigativo che scrive, testualmente: "150, non di più, e passando da Cernusco me lo porti". Gli rispondo solo "Ciaoooo" perché lì per lì avevo finito i vaffanculo. Passa qualche ora, in mattinata, e richiama lo stalker egiziano: "Sono Milano, io compra tuo iPad, se viene in centro io prende e porta via". Gli spiego che non posso muovermi da Segrate fino alle 18.30, che il prezzo è non meno di 180 e lui prima tentenna, poi non fa una piega: "Va bene, tu viene io compra". Ma la mia diffidenza aumenta. Anche perché questo mi chiama a mezzogiorno e aspetta fino a sera per prendersi proprio il mio iPad, quando immagino là fuori sia pieno di venditori.
L'appuntamento è alle 19.15 in Piazzale di Porta Lodovica. Io mi vedevo già accoltellato sotto i portici di Cariparma (la mia filiale) mentre l'attrezzo di piacere tecnologico prendeva il volo. Per questo stavo pensando di dirottarlo verso un luogo pubblico: un bar lì vicino. C'è gente, ci si siede, si prende un caffè. Così almeno non può fregarmelo al volo e scappare. E poi magari mi risparmio la coltellata. Alle 19.10 sono sul posto. Lo chiamo, ci sono. L'amico risponde: "Ah sì... Tu Franco. Scusa ritardo, io andato mercato, ora mette via tua su satellitare e arriva". L'affare s'ingrossa. Neanche puntuale. Torno a casa, che è lì vicino. Poco prima delle 20 lo squillo dall'inconfondibile numero. "Sono lì", dice lui. Arrivo "lì", mi metto al centro del piazzale e cerco di individuarlo. Lo chiamo. Lui mi nota dall'altro lato della strada (proprio di fronte a Cariparma) e lo raggiungo. E' uno sui 35, basso, quasi calvo, piumino. Non fa numeri da circo, per fortuna. "Vieni che qui, c'è machina con familia". Poco più avanti, al buio, ha parcheggiato una station wagon scura con al posto di guida moglie/compagna sorridente alla quale manca solo il burqa per entrare nei manuali dell'islamismo. Sul sedile posteriore, una piccina di 3-4 anni ben legata a un seggiolino di sicurezza. Mi tranquillizzo: la coltellata di certo non mi arriva. L'amico mi spacchetta tutta la confezione e inizia a spargere pezzi di cavi, caricabatteria, istruzioni, case di protezione e parti della scatola sul sedile posteriore. Poi, rigirandosi l'iPad in mano (che è scarico, perché inutilizzato da almeno una settimana), chiama qualcuno (un amico? il figlio?) e inizia a farmi domande: "Tu hai garanzia?". "Ma quale garanzia? Ha già qualche anno, è di prima generazione, ma è perfetto". Poi passa a domande tecniche (nella sua lingua) delle quali - giuro - non ho capito un'acca. E, ne sono certo, neanche lui. Alla fine l'unica cosa che intercetto è "3C", intuisco sia "3G" e dico sì, incondizionatamente sì. L'accendiamo. Anche solo per finirla. Lui fa un bel sorriso, pur non avendo capito niente, estrae dalla tasca i 180 euro e me li dà. Ci salutiamo con stretta di mano. Prima che me ne vada, si fa serio, mi guarda, e fa: "Non è che io poi problema co' questo? Non è che è rubato?".
Sì, la vita è fatta di punti di vista.

domenica 1 dicembre 2013

ROMBONI DOPO SIMONCELLI * UNA CATENA DI MORTI ASSURDE "IN MEMORIA DI"

Sarà che le mie passioni sono molto lontane dal mondo dei motori, ma la tragedia di Romboni mi mette doppia tristezza. Pensare che un uomo debba morire stupidamente in una gara organizzata per commemorare Simoncelli, il Sic, morto due anni prima nello stesso stupido incidente, ha dell'assurdo, oltreché del paradossale. Immagino, il prossimo anno, un'altra corsa messa allegramente in piedi per ricordare il morto di ieri, e nella quale un altro ragazzo perderà la vita nello stesso modo, e così via. Senza fine. Non invoco chiusure di baracconi, circhi e (gran) premi, per carità. Ognuno vede quel che crede, e nei limiti del possibile vive e muore come crede. Ma almeno limitatevi alle corse ufficiali, non inventatevene pretestuosamente altre. Se proprio dovete ricordare un amico che non c'è più, andate ogni anno, la stessa sera, a ubriacarvi come un plotone di Marine. Almeno il giorno dopo sarete rincoglioniti marci, ma ancora vivi. Dice: tu non capisci chi ha il sacro fuoco delle due ruote. Chi ama correre, deve correre. Sempre e comunque. Sarà. A me sembra soprattutto business. E continuo a credere che sia meglio qualche bottiglia di rosso.

mercoledì 5 giugno 2013

I PIÙ FASTODIOSI? QUELLI CHE... LA LORO VITA È MEGLIO DELLA TUA

Ai primi posti nella speciale top ten di coloro che mi stanno sulle balle, da sempre, ci sono quelli che usano la propria vita come parametro per giudicare la tua. Se la tua vita somiglia alla loro, è perfetta. Altrimenti, andrebbe cambiata. Suggeriscono cambiamenti. In genere questi pericolosi soggetti, che tante volte sono in buona fede, non si accorgono o preferiscono non accorgersi di tutto ciò che nella loro vita non funziona (spesso cose macroscopiche); cose che tu eviti di ricordare loro perché non vuoi infierire. Ecco, ogni tanto faremmo bene - tutti - a infierire.

venerdì 16 novembre 2012

LA BELLA DONNA DI 40 ANNI E LE FOTO (SFUOCATE) SU FACEBOOK

Mi rendo conto che il passaggio dalla condizione di Gran Gnocca, a quella di Gran Gnocca di 40-45 anni, possa risultare complicato. Soprattutto se non si è psicologicamente attrezzarti per compierlo. Servirebbe una manualistica o gruppi di auto aiuto. Resta il fatto che spesso passa da una buona dose di umorismo involontario. C'è una persona fra i miei contatti, sicuramente una bella donna dal fisico ancora notevole, che posta continuamente (primavera/estate/autunno/inverno) sue foto in costume da bagno. I suddetti scatti, in genere in barca, a bordo piscina, al party con l'amica, col cocktail in mano, la posa ammiccante, ecc. si caratterizzano per essere sempre, tecnicamente orrendi. Già, perché la ragazza ha trovato la sua strada per combattere l'invecchiamento: pubblicare su Facebook foto scure, in controluce, mezze sfuocate, con effetti flou che non usano più manco Amara Venier e Bernarda D'Urso. Trucchetti di bassa lega che impastano luci e colori, nascondono rughe e garantiscono il ti vedo/non ti vedo. In sostanza, percepisci che lì dietro c'è una gnocca, ma non ne distingui bene i contorni. Perché ridursi così? Dunque avanti, seduti in circolo tutti insieme: «Raccontaci di te, Marika». «Ciao a tutti, sono Marika, ho 45 anni, e mi sono resa conto che sto invecchiando...».

martedì 13 novembre 2012

C'È LA CIALTRONERIA BUONA, E QUELLA CATTIVA...

C'è la cialtroneria buona, e quella cattiva. Un po' come il colesterolo. La cialtroneria buona, quella che ho sempre difeso e che un po' m'appartiene, è quella piccola, innocua furbizia che ti aiuta a vivere, a portare a casa il risultato quando è difficile farlo. A superare brillantemente (o simpaticamente) le difficoltà con un escamotage che - di fatto - non porta danno al prossimo. Oggi purtroppo siamo tragicamente circondati da quintali di pessima, vera cialtroneria: nei rapporti sociali, personali, e quant'altro. I cialtroni veri, inaffidabili e prepotenti, dominano la scena e avvelenano la società. Con la loro protervia. Con l'essere meno di niente, ma impegnandosi al massimo per far credere di essere qualcuno. Poveracci, in definitiva. 

mercoledì 14 marzo 2012

ELSA FORNERO * LA «PACCATA DI MILIARDI» FA TANTO NERI PARENTI

La "paccata di miliardi" della Fornero fa tanto commedia di serie C firmata Enrico Vanzina o (peggio) Neri Parenti. Fa tanto film col cumenda milanese in vacanza a Cortina. Ma per curiosità, durante il Consiglio dei ministri, la nostra dice anche: giova, cumpa, tranqui, zanza? Bella lì.

martedì 14 febbraio 2012

LA DIFFERENZA FRA SANREMO E SAN VALENTINO

Oggi si festeggiano Sanremo e San Valentino. Il primo, lo paghi col canone; il secondo, con la parcella di un avvocato.

martedì 19 luglio 2011

L'IDENTIKIT DEL VERO NUDISTA

I veri nudisti non sono coloro che frequentano le spiagge per nudisti. Non li nota nessuno. I veri nudisti sono quelli che vanno a mostrarsi orgogliosi in quelle miste, o a prevalenza di bagnanti in costume. Loro sono nudisti dentro. 
I nudisti più nudisti di tutti, sono quelli che giocano a racchettoni sul bagnasciuga.

sabato 16 luglio 2011

COMPRENSIONE & COGLIONERIA (O COGLIONAGGINE)

Il confine tra la naturale comprensione dei problemi e delle esigenze del prossimo e la coglioneria (o coglionaggine) è molto labile e spesso equivocato.

mercoledì 13 luglio 2011

LA RASSICURANTE SICUREZZA DEL GADGET ESTIVO

Crollano regimi, civiltà e sistemi economici mondiali. Ma oggi è uscito - come ogni estate - lo zainetto termico di Tv Sorrisi e Canzoni, e ciò mi rassicura. Quando sarà arrivato anche il materassino, mi sentirò completamente appagato.

martedì 12 luglio 2011

LA DEFINIZIONE DI UFFICIO STAMPA

Chi è l'ufficio stampa?
L'ufficio stampa è quella persona che chiede a te il favore di «pubblicare una cosa», e contemporaneamente - non di rado - passa le vere notizie ad altri.

mercoledì 15 giugno 2011

PREGIUDIZI & PRECONCETTI (SEMPRE E SOLO DA CONFERMARE)

Mi hanno sempre particolarmente infastidito le persone - e non sono pochissime - che sul tuo conto hanno una caterva di pregiudizi, e manifestano l'intenzione di conoscerti meglio con l'ansia di poterli confermare. Come quei pietosi servizi a tesi precostitute di certi giornali(sti), che cercano prove solo per suffragare la tesi di partenza. Quella solitamente cara al loro direttore.
Ai "pregiudiziali" per antonomasia non interessa sapere come sei veramente, e non prendono neppure in considerazione di essere in errore. Vogliono soltanto - e il più rapidamente possibile - trovare conferma al loro pregiudizio. Con ogni mezzo. Anche subdolo, anche cialtronesco. Solo dopo quest'operazione saranno finalmente appagati. E potranno bollarti per quello che sei. Quello stronzo che loro avevano sempre saputo tu fossi.

giovedì 24 febbraio 2011

COME HO CAMBIATO IL MODO DI VEDERE LA TV

Ho cambiato ormai da tempo il mio modo di fruire della tv. Una volta era sistematico, ora totalmente random. A volte vedo gente che segue le cose del video o che si approccia alla critica televisiva, appassionarsi a programmi che non guarderei più neppure pitturato.

martedì 21 dicembre 2010

PERCHE' NESSUNO IN ITALIA VUOLE FARE IL PROPRIO MESTIERE?

I cantanti dovrebbero fare i cantanti. I giornalisti dovrebbero fare i giornalisti. I radiologi dovrebbero fare i radiologi. 
Invece, tutti vogliono fare i giornalisti. È (anche) per questo motivo che il Paese va così di merda. Prosit.

CATTIVISMO ANTI NATALIZIO

Il Natale è come le mestruazioni. Solo, si manifesta con minor frequenza.

venerdì 10 dicembre 2010

GIUDICARE LA VITA DEGLI ALTRI

Giudicare la vita degli altri prendendo la propria come termine di paragone, è l'errore più comune ma anche il più stupido che si possa commettere.

lunedì 6 dicembre 2010

MASTELLA E IL POLLO MORTO (FORSE VALLESPLUGA)

Questa storia del pollo morto lasciato davanti alla villa di Clemente Mastella mi fa sognare. Mi smuove inedite corde dell'anima.
Non so perché, ma me lo vedo, il mastellone, che la mattina presto apre il frigorifero, prende un bel Vallespluga e quatto quatto se lo piazza davanti al cancello con tanto di bigliettone minatorio. Poi rientra in casa e chiama
costernato le agenzie. Posto il fatto che l'unico per il quale Mastella potrebbe rappresentare una minaccia è - forse - Babbo Natale, mi pare una scena degna del miglior Monicelli.

lunedì 1 novembre 2010

IL BILANCIO DI UN MESE A NEW YORK

Dopo aver assaggiato tutti i muffin di Manhattan, e dopo aver capito qual è il vero Popolo delle Libertà, rientro a Milano, conscio del fatto che se avessi vent'anni o poco più, è qui che verrei a vivere e a lavorare. Altroché Italia. Un Paese da barzelletta di quart'ordine.

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