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mercoledì 14 ottobre 2020

ASIA ARGENTO: «WEINSTEIN? CI SCHEDAVA CON I DOSSIER, COME UN SERIAL-KILLER»

ASIA ARGENTO CON HARVEY WEINSTEIN.
Asia Argento
picchia duro sul suo ormai storico rivale, il produttore hollywoodiano Harvey Weinstein, finito travolto nello scandalo del #MeToo. E lo fa a «Ogni mattina», il programma di Tv8 con Adriana Volpe.
Ecco esatte le parole di Asia Argento: «Weistein andava da tutte le sue vittime durante le prime dei film. Io me lo trovavo sempre e come me anche Angelina Jolie, Gwyneth Paltrow, Rosanna Arquette. Veniva alle prime dei nostri film per farsi la foto abbracciato a noi perché da pazzo e psicopatico aveva un modus operandi e sapeva che forse un giorno qualcuna di noi avrebbe parlato e quindi si era preparato tutti i dossier atti a screditarci qualora qualcuna di noi avesse avuto la malaugurata idea di dire la verità. Era molto bravo…come un serial killer».

mercoledì 7 novembre 2018

LE FAMIGLIE DI UNA VOLTA * ASIA ARGENTO A MAMMA DARIA: «SEI UNA FALLITA, FOTTITI TROIA»

Mamma Daria Nicolodi rende pubblico un messaggio di Asia Argento, e la figlia le risponde.
«Chi» pubblica lo scoop del bacio fra Asia Argento e Fabrizio Corona. Vero o costruito che sia, la cosa fa naturalmente parlare. Daria Nicolodi, la madre di Asia, che evidentemente non gradisce, fa un po' di ironia su Twitter: «Due signori di mezza età con felpa e cappuccetto... che si baciano. Un po' inguaiata e inguaianti». Segue emoticon con strizzata d'occhio.
Daria Nicolodi rincara la dose nel pomeriggio.
La fiera paladina del #MeToo, finita in mille casini, non gradisce a sua volta e scrive (in privato) a mammà una sequela di livorosi insulti da campionato del mondo delle contumelie. Madreh non la prende bene e decide di renderli pubblici. Ecco il testo: «Mia figlia @AsiaArgento mi scrive: la mia era una sciarpa, non un cappuccio. Fai schifo. Sei una donna pessima, madre già lo sai, una fallita, sola nel mondo. Torna nel tuo dimenticatoio. Ora hai veramente esagerato. Fottiti troia».
Alla fine Asia Argento sembra cedere e abbozza l'armistizio web.
Non c'è molto Mulino Bianco in questo quadretto che fa risaltare ancora una volta (qualora ce ne fosse bisogno) il piglio e l'innato garbo dell'attrice romana. Che forse avrebbe bisogno seriamente d'aiuto. A nanna i più piccini. 

venerdì 10 febbraio 2017

ASIA ARGENTO OFFENDE LA MELONI («FASCISTA CON LA SCHIENA LARDOSA»), E LEI LA ASFALTA

Asia Argento e Giorgia Meloni
Asia Argento, l'attrice (per mancanza di celluloide) che perde quasi tutte le occasioni per tacere, ha fatto un'altra delle sue sparate. Intercettata Giorgia Meloni al ristorante, fa lo scoop: la fotografa di sguincio e pubblica sui social una foto dandole della «Fascista con la schiena grassa». Lo scrive in inglese perché lei lo conosce bene: del resto è un'attrice dal respiro internazionale.


La risposta della Meloni non si fa attendere ed è da ko tecnico. Un'asfaltatura memorabile. «Mi ha molto colpito che abbia parlato della mia schiena lardosa. Lo pubblico per dire a tutte le donne che hanno portorito da pochi mesi e che per dimagrire non usano la cocaina di non prendersela se qualche poveretta fa dell'ironia sulla loro forma fisica... E sappiate che pagate il canone Rai anche per stipendiare gente di questa levatura».

La conduttrice di «Amore criminale» (Fratelli d'Italia ne ha già chiesto la rimozione) non è forse la persona più adatta per lasciarsi andare a uscite di questo tipo. Ma del resto lei l'horror (anche nei commenti) forse ce l'ha nel sangue, grazie a papà Dario, maestro nel genere filmico.
Dopo l'attacco di Caterina Balivo (che poi si è scusata) a Diletta Leotta, è uno strano periodo all'insegna del «Donne che odiano le donne». Stiamo a vedere come andrà a finire il catfight. Come direbbe Asia Argento, che conosce l'inglese.

domenica 6 novembre 2016

RAITRE, FLOP DI «AMORE CRIMINALE» * ASIA ARGENTO NON VALE BARBARA DE ROSSI

Affidare la conduzione di un programma televisivo ad Asia Argento è come prendere Mike Tyson e fargli riscrivere il galateo di Monsignor Della Casa, a sua volta rieditato da Lina Sotis e poi da Cristina Parodi. Si può fare, per carità, ma qualcosa dovrebbe suggerirti che non è il caso. Sotis e Parodi ci stanno anche. Tyson un po' meno.

Daria Bignardi, direttore di Raitre con l'ansia di un rinnovamento che non paga, ha messo da parte la misurata, empatica (soprattutto) Barbara De Rossi preferendole il personaggio disturbante e un po' vagotonico della figlia di Dario, il re dell'horror all'italiana. Per la nota equazione: tolgo un'attrice un po' più agée e ne metto un'altra giovane e il risultato non cambia.

Il risultato, invece, sia in termini qualitativi che audience, è stato l'altra sera sotto gli occhi di tutti. Così come per il «Rischiatutto» di Fabio Fazio, i tabulati Auditel sembravano un bollettino di guerra: 2,96% di share con 731.000 telespettatori. Bottino magrissimo. Per l'Argento ci vorrebbe un bel reality: al «Grande Fratello Vip» una grintosa come lei farebbe la sua figura e sarebbe perfettamente calata nel giusto contesto. Per la soddisfazione di pubblico e autori. Messa lì il venerdì sera a condurre, non va bene. Perché l'amore sarà anche criminale, ma a volte anche il palinsesto uccide. 

sabato 24 gennaio 2015

RAFFAELLA CARRA' * UN FLOP «FORTE FORTE FORTE»

Poco più di 3 milioni di spettatori, con uno share del 13,67%, e due punti in meno della scorsa settimana. Prosegue il tracollo di «Forte forte forte», il nuovo talent-show di Raiuno confezionato da Raffaella Carrà e Sergio Japino.
Già la prima puntata è stata uno zoppo calderone senz'anima. Tanto da farmi domandare, più volte: come può un monumento della tv come Raffaella Carrà, una donna moderna (di testa), in teoria una profonda conoscitrice del mezzo, cadere in un errore così marchiano, evidente?
Al di là delle pecche di regia, il difetto maggiore di «Forte forte forte» sta proprio nel manico: la presenza di talenti senza (troppo) talento sbattuti su un palco come in una serata parrocchiale, da premio sfigato di provincia. Certo, in un meraviglioso studio, nello splendore di Raiuno, con il packaging di uno dei tanti, troppi talent-show in voga. Ma quella che Raffa considerava la forza del programma (cioè la ricerca di un grande artista completo, di un Fiorello 2.0, che sapesse cantare, ballare e intrattenere) si è rivelata la sua drammatica debolezza. Perché se un talent di canzoni acchiappa l'audience, se non per i concorrenti almeno per i pezzi proposti, la performance senza né carne né pesce di un perfetto sconosciuto fa mettere mano al telecomando con la stessa velocità con cui Terminator estrae la pistola.
Come è possibile che nessuno si sia accorto di tutto questo?
Per non parlare della scombiccherata giuria, debole soprattutto sul fronte maschile: da un imbolsito Joaquin Cortes (puntualmente contraddetto da Raffa, con effetti comici) all'inutile, fastidiosa presenza di tale Philipp Plein, designer e stilista tedesco i cui contributi tecnici di valutazione non vanno oltre il: «Prosìma folta ti fòlio fedére con altro outfit: questo brutto è. Capisce?». Roba che al confronto Asia Argento (l'unica che si comporta bene) è Simon Cowell in persona.
E poi l'aspetto autocelebrativo: Raffa che presenta la concorrente che la imita, Raffa che tiene sempre banco e di fatto conduce (altroché il povero Ivan Olita), Raffa unica ad avere l'opzione «Fortissimo», che le consente di far vincere chi vuole. Perché sì, sennò vi buco pallone.
Sino all'incredibile pastrocchio finale di ieri sera: per arrivare a individuare i 14 talenti pronti a sfidarsi nelle successive fasi della gara, Raffa li ha schierati tutti e girava tra loro come la Nera Signora, sfiorandoli con il tocco della morte. Chi veniva toccato era segato per sempre e usciva dallo studio fra tremende afflizioni. Gli altri potevano restare. Il tutto mentre in sottofondo andava una plumbea nenia simil-clericale intitolata «Ce la farò». La veglia funebre. Un'immagine tremenda e negativa per la stessa Carrà, donatrice di vita e morte: chi gliel'ha consigliata (spero non sia un'idea sua) sarebbe da deportare a Guantanamo.
Perché Raffaella ha lasciato «The Voice of Italy» scegliendo questo talent per distruggere (o quantomeno appannare) il suo mito?
Intanto l'esclusa, Lorella Cuccarini, anche ieri sera, dopo il trenino di «Disco samba», ballava «La notte vola» sul tavolo della sua Scavolini. Mentre fuori esplodeva una salva di fuochi artificiali.


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