Visualizzazione post con etichetta lorella cuccarini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lorella cuccarini. Mostra tutti i post

domenica 4 dicembre 2016

PARISI CONTRO CUCCARINI: «CALPESTATO IL MIO LAVORO, ERO OSPITE A CASA DI LORELLA»

Heather Parisi
«La notte vola», ma a volte volano anche gli stracci. 
Il temuto crash fra primedonne (complici forse gli ascolti, onesti ma non il boom che ci si aspettava) c'è stato. Heather Parisi ha scritto di suo pugno sul suo blog un comunicato dove senza mezzi termini di fatto sconfessa un po' tutto il lavoro fatto dietro le quinte delle due puntate di «NemicAmatissima», lo show di Raiuno prodotto dalla Arcobaleno 3 di Lucio Presta, che ha in scuderia proprio la sua amica-rivale Lorella Cuccarini.

Lo sfogo della Parisi sul suo sito
Nel vibrante sfogo di Heather, nota nell'ambiente per il suo caratterino indomabile, ce n'è per tutti. In particolare la showgirl sostiene che non siano stati rispettati gli accordi fatti al momento di accettare la proposta. Una volta arrivata in Italia dall'Oriente, le carte in tavola sarebbero parecchio cambiate, molte sue proposte rifiutate dagli autori, e molti spunti e interventi tagliati o rimaneggiati. A favore naturalmente della «Più amata dagli italiani», in funzione della quale sarebbe stato costruito un po' tutto l'evento televisivo. Insomma, la «Disco bambina» non ha respirato un clima di parità ed esposizione creativa, ma si è sentita ospite a casa d'altri. Un po', vien da dire, c'era da aspettarselo, però questo è quanto.

Che il varietà fosse un po' sbilanciato a favore di Lorella, peraltro più danzante che parlante (Heather invece mi pare attraversi la fase della ridondanza verbale, che se da un lato dà atmosfera, dall'altro toglie ritmo) era abbastanza evidente. Probabilmente leggere qualche critica su giornali, blog e social deve aver fatto male alla Parisi, che sa con questo j'accuse di essersi probabilmente giocata i rapporti futuri con Presta e il suo entourage. Resta da capire se avrebbe parlato comunque se lo show (in onda registrato) avesse portato a casa il 30% di share invece del 18-20%.

sabato 3 dicembre 2016

«NEMICAMATISSIMA» * CUCCARINI E PARISI NEL PRIMO SHOW-EVENTO TOTALMENTE BASATO SULLE SIGLE

Heather Parisi e Lorella Cuccarini
La cosiddetta «eventizzazione» degli show televisivi (meglio se attingono al felice passato catodico a fronte di un presente spesso imbarazzante) è ormai un classico della nostra tv generalista. Meglio, una necessità. Non sfugge alla regola il ben confezionato «Nemicamatissima», che su Raiuno ha riportato in scena lo storico e un tempo competitivo duo danzereccio Heather Parisi-Lorella Cuccarini. Questo era il plus per lo spettatore. 
Il botto in termini di ascolto non c'è stato: 4.695.000 teste con il 20,47% (stasera la seconda e ultima puntata) sono un buon risultato ma non il colpaccio che probabilmente si prevedeva.

Nonostante gli anni passino per tutti, le due signore sono ancora in grande spolvero: ballano, cantano, a volte inevitabilmente in playback, ma si donano al pubblico con generosità; soprattutto Lorella, che ha sempre quella straordinaria luce negli occhi che fece di lei «La più amata dagli italiani». Baudo e Scavolini docet.

Lo show, molto gay friendly, come l'icona Raffaella Carrà (citata più volte) è quasi totalmente, strategicamente incardinato sulle sigle che sono state il cuore pulsante della carriera di Heather e Lorella: «Disco bambina» e «Cicale» (scritte da Giorgio Calabrese, uno che riusciva a fare capolavori anche quando sfornava canzoncine), «Crilù», «La notte vola», «Liberi liberi», «Sugar Sugar», «Tutto matto», «Ti rockerò», la splendida «Io ballerò». Con arrangiamenti attualizzati, a volte un po' infelici o spiazzanti, ma la materia prima è quella. Pezzi che sono parte di noi e che ancora oggi ogni tanto spuntano come valore aggiunto nelle disco compilation. 

«Nemicamatissima» è ben fatto ma non riesce a essere un capolavoro perché ha un punto debole: non c'è quasi mai vera interazione artistica creativa fra gli ospiti e le protagoniste. Caratteristica dominante e vincente, invece, degli show Fiorello-Ballandi, per intendersi. Zucchero viene, promuove e se ne va. Roberto Vecchioni canta e sparisce. Ezio Greggio accenna qualche battuta da solo e guadagna l'uscita. Giusto Amadeus con Giampero Ingrassia e Mal si imbarca nel revival del musical «Grease» con la Cuccarini, ma del resto era un pacchetto preconfezionato. Essì che tra gli autori c'è anche bella gente, come Marco Salvati. Un apporto compensato dalla presenza in veste di «collaboratrice» di Guia Soncini. Impossibile saperlo, ma mi piace pensare che abbia scritto i testi di un altro ospite solitario, Alessandro Siani. Uno che da sempre non riesce a farmi ridere neanche sotto tortura.

mercoledì 29 giugno 2016

CUCCARINI-PARISI SU RAIUNO * PERCHÈ IN TV NULLA SI CREA, TUTTO SI RIPROPONE

In tv nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. O, meglio, si ripropone.
È il caso della storica accoppiata baudiana Lorella Cuccarini-Heather Parisi, presentata ai palinsesti Rai come punta di diamante della nuova stagione di Raiuno.
Ancora una volta il passato si riaffaccia prepotentemente con due storiche lady del video generalista che faranno sicuramente (anche solo per l'effetto curiosità) il pieno d'ascolti. Inoltre, le tele-accoppiate femminili oggi sono très chic, vedi il caso di Laura Pausini e Paola Cortellesi.

E mentre Carlo Conti prosegue, come nel Trono di spade, la sua meritata marcia trionfale a Viale Mazzini con una manciata di programmi, guadagnano spazio Virginia Raffaele, Pif (che proverà a rifare una sorta di portalettere alla Chiambretti, anche qui si torna all'antico), e quella gran lenza di Massimo Giletti, che affossa «Domenica in» prendendosi con «L'Arena» tutto lo spazio della domenica pomeriggio. 
A «Quelli che il calcio» accanto a Nicola Savino approdano Diego Abatantuono ed Ale & Franz, mentre prezzemolino Mika si dedicherà a un one man show su Raidue.

Nel palinsesto della prima rete, pioggia di serate-evento, che per l'audience sono meglio di un cicchetto a colazione per l'alpino: da Renato Zero a Zucchero, passando per Mogol, Roberto Bolle e il duo Mina-Celentano (ah, questo passato che ritorna...), con una sorta di spottone per lanciare i rispettivi nuovi dischi, se non si è capito male.
Fabio Fazio resta nella Raitre di Daria Bignardi, che si presenta con il nuovo look penitenziale tra Maria Fida Moro e «Il nome della rosa». Il Massimo Giannini di «Ballarò», già cazziato dall'entourage renziano e poco premiato dagli ascolti, cede il posto a Gianluca Semprini di Sky, e il jolly Salvo Sottile arriva a «Mi manda Raitre». Altro storico marchio che ritorna, insieme al «Report» di Milena Gabanelli. Non soppresso perché sarebbe stato un notevole danno d'immagine.

Un capolavoro di creatività, infine (vorrei assumere il copy), il nuovo slogan Rai: «Per te. Per tutti». Manca solo l'avvertenza da leggere tutta d'un fiato, come per i medicinali: «E stavolta anche pagando il canone in bolletta!».

sabato 24 gennaio 2015

RAFFAELLA CARRA' * UN FLOP «FORTE FORTE FORTE»

Poco più di 3 milioni di spettatori, con uno share del 13,67%, e due punti in meno della scorsa settimana. Prosegue il tracollo di «Forte forte forte», il nuovo talent-show di Raiuno confezionato da Raffaella Carrà e Sergio Japino.
Già la prima puntata è stata uno zoppo calderone senz'anima. Tanto da farmi domandare, più volte: come può un monumento della tv come Raffaella Carrà, una donna moderna (di testa), in teoria una profonda conoscitrice del mezzo, cadere in un errore così marchiano, evidente?
Al di là delle pecche di regia, il difetto maggiore di «Forte forte forte» sta proprio nel manico: la presenza di talenti senza (troppo) talento sbattuti su un palco come in una serata parrocchiale, da premio sfigato di provincia. Certo, in un meraviglioso studio, nello splendore di Raiuno, con il packaging di uno dei tanti, troppi talent-show in voga. Ma quella che Raffa considerava la forza del programma (cioè la ricerca di un grande artista completo, di un Fiorello 2.0, che sapesse cantare, ballare e intrattenere) si è rivelata la sua drammatica debolezza. Perché se un talent di canzoni acchiappa l'audience, se non per i concorrenti almeno per i pezzi proposti, la performance senza né carne né pesce di un perfetto sconosciuto fa mettere mano al telecomando con la stessa velocità con cui Terminator estrae la pistola.
Come è possibile che nessuno si sia accorto di tutto questo?
Per non parlare della scombiccherata giuria, debole soprattutto sul fronte maschile: da un imbolsito Joaquin Cortes (puntualmente contraddetto da Raffa, con effetti comici) all'inutile, fastidiosa presenza di tale Philipp Plein, designer e stilista tedesco i cui contributi tecnici di valutazione non vanno oltre il: «Prosìma folta ti fòlio fedére con altro outfit: questo brutto è. Capisce?». Roba che al confronto Asia Argento (l'unica che si comporta bene) è Simon Cowell in persona.
E poi l'aspetto autocelebrativo: Raffa che presenta la concorrente che la imita, Raffa che tiene sempre banco e di fatto conduce (altroché il povero Ivan Olita), Raffa unica ad avere l'opzione «Fortissimo», che le consente di far vincere chi vuole. Perché sì, sennò vi buco pallone.
Sino all'incredibile pastrocchio finale di ieri sera: per arrivare a individuare i 14 talenti pronti a sfidarsi nelle successive fasi della gara, Raffa li ha schierati tutti e girava tra loro come la Nera Signora, sfiorandoli con il tocco della morte. Chi veniva toccato era segato per sempre e usciva dallo studio fra tremende afflizioni. Gli altri potevano restare. Il tutto mentre in sottofondo andava una plumbea nenia simil-clericale intitolata «Ce la farò». La veglia funebre. Un'immagine tremenda e negativa per la stessa Carrà, donatrice di vita e morte: chi gliel'ha consigliata (spero non sia un'idea sua) sarebbe da deportare a Guantanamo.
Perché Raffaella ha lasciato «The Voice of Italy» scegliendo questo talent per distruggere (o quantomeno appannare) il suo mito?
Intanto l'esclusa, Lorella Cuccarini, anche ieri sera, dopo il trenino di «Disco samba», ballava «La notte vola» sul tavolo della sua Scavolini. Mentre fuori esplodeva una salva di fuochi artificiali.


venerdì 14 novembre 2014

LORELLA CUCCARINI: «RAFFAELLA CARRA', SEI STATA UN'AMARA DELUSIONE»

Lorella Cuccarini contro Raffaella Carrà. Il testa a testa fra primedonne (o ex primedonne) della tv va in scena sul sito internet di Lorella Cuccarini, che attacca Miss Pelloni per averla improvvisamente estromessa, dopo contatti e trattative già avviati da tempo, dal nuovo talent-show che l'ex giurata di «The Voice of Italy» sta per varare su Raiuno, e all'interno del quale la Cuccarini avrebbe dovuto sedersi al tavolo dei giurati. Nel solco della tradizione di questi programmi. L'amaro sfogo della Cuccarini parte dal suo profilo Twitter («Raffa, sei stata un'amara delusione»), e si espande sul suo sito internet, con il comunicato, piuttosto sincero ed esaustivo, che pubblico qui sotto:

«Nel rilasciare certe dichiarazioni si rischia sempre di fare la parte del perdente. E io so di avere tutto da perdere, ma ho deciso di parlare perché credo sia arrivato il momento di segnalare, pubblicamente, l’imbarbarimento a cui siamo arrivati.
Ormai da tempo non ci sono più regole. Non ci si può fidare di nessuno.
Parlo ora e poi… volto pagina.
All’inizio di settembre, sono stata chiamata da Raffaella Carrà. Non mi sono trovata ad un incontro formale come tanti ma di fronte ad una vera e propria dichiarazione d’amore. Raffaella ha avuto per me parole splendide.  Insomma, un appuntamento dal quale sono uscita con l’idea di iniziare un’entusiasmante avventura insieme, nel suo nuovo programma.
La trattativa con la Rai si chiude in tempi brevissimi e, sulla base degli impegni presi, programmo il lavoro a teatro con Rapunzel solo al Brancaccio.
Nelle scorse settimane, sono stata ripetutamente citata e confermata come giudice, su molte testate cartacee e on line. Per serietà, non ho mai rilasciato dichiarazioni in merito perché ritenevo opportuno fosse Raffaella la prima a dare la comunicazione ufficiale. Che non è arrivata. Anzi.
Qualche giorno fa, Bibi Ballandi ha riferito al mio manager Lucio Presta che ci sono stati dei ripensamenti. Ballandi. Non una parola da parte di Raffaella. Non una spiegazione.
Provo una profonda amarezza. Soprattutto perché la responsabile di tutto questo è uno dei personaggi che ho più amato nella mia infanzia e nella mia vita professionale. Il personaggio, appunto. La persona non la conoscevo affatto.
In trent’anni di carriera non l’avevo mai incontrata. Ne starò molto lontana anche per i prossimi trenta».

Perché lasciare a casa la Cuccarini dopo averla contattata? Forse che improvvisamente Raffaella ha ottenuto l'ok da parte di un nome televisivamente oggi più spendibile di Lorella, e ha deciso di metterla da parte? Comunque sia, non pare un bel gesto. La Cuccarini ha come manager Lucio Presta, che deve averla invitata (o convinta) a portare tutto all'attenzione dell'opinione pubblica.

martedì 24 gennaio 2012

CLAUDIO LIPPI * «HO BUSSATO A TANTE PORTE, MA LE HO TROVATE CHIUSE»

«Sono rintronato, sa? Acquisto apparente lucidità solo quando si accende la telecamera». L’autoironia è il tratto dominante di Claudio Lippi, ingrediente a sorpresa de «La prova del cuoco» di Raiuno. Già curatore di una rubrica il lunedì, si è ritrovato a sostituire la conduttrice, Antonella Clerici, «bloccata a Bruxelles a causa di una piccola infezione alle vie urinarie della figlia Maelle» dice Lippi. «Mi ha pregato di sostituirla qualche giorno e, da incosciente, ho detto sì».

Del resto la tv è il suo elemento.
«Questo lo sappiamo lei, io e qualche milione di spettatori. Ma sembra che ai piani alti del video non se ne accorgano più. Dovrei fare ogni volta un provino?».
Gli ascolti però l’hanno premiata.
«E su Twitter, migliaia di messaggi: “Bravo, bene, torna…”. Ci mancava qualcuno che scrivesse: “Sai che dovresti fare tv?”».
Come l’ha presa?
«Ok. Basta che non si faccia vivo qualche big dello spettacolo, come Baudo e altri, quelli che ormai vedi solo ai funerali, per parlare bene di me. È la volta che mi inc… anche da morto».
Il suo ultimo show?
«Me ne andai alla quinta puntata della prima edizione della “Buona domenica” della Perego. Non condividevo molto di quello che andava in onda, e gli autori dicevano: “Beh? Stai in camerino: ti pagano comunque…”. E io: “Non pagatemi, me ne vado”».
Da allora, è finito il feeeling?
«Per molti addetti ai lavori – inspiegabilmente - sono diventato uno del quale era meglio non parlare. Considerato un po’ come Battisti, l’ex terrorista in Brasile. Avrei potuto espatriare».
Questo rimpiazzo la rilancia?
«In questo ambiente non si sa mai. E poi oggi la tv ripete troppo se stessa, e i propri schemi più o meno collaudati. Anche se certi format cominciano a traballare».
Però la sua è una rivincita.
«In questi cinque anni ho bussato a molte porte, e molte le ho trovate chiuse. Mi vien da dire che forse non era così sorprendente che facessi audience».
E se diventasse, come Magalli ai tempi, il pronto soccorso ufficiale dei programmi Rai?
«È nel mio karma: subentrai a Corrado operato alle corde vocali; sostituii Teocoli quando lasciò “Mai dire gol”; entrai in una domenica della Cuccarini che non guardavano neanche i parenti. Ok, ma poi chi aiuta me?».


(TV SORRISI E CANZONI - GENNAIO 2012)

martedì 4 ottobre 2011

"STAR ACADEMY" * ARIA DI FLOP, E ZUCCHERO DISERTA

Dietro le quinte si respira aria di flop (il debutto è stato molto tormentato e dagli ascolti al lumicino), e Zucchero diserta anche la seconda puntata di "Star Academy", prevista per giovedì 6 ottobre.
Il talent di Raidue condotto da Francesco Facchinetti è partito parecchio in salita, nonostante la presenza di ospiti oggi gettonatissimi, come Biagio Antonacci e Marco Mengoni. La ventilata presenza di Fornaciari, ipotizzata sulla prima puntata o eventualmente sulla seconda, è sfumata definitivamente. Difficile non pensare a due riflessioni sullo share da parte di Sugar, visto l'andamento così zoppicante dello show già in fase di lancio. "Star Academy", del quale sono previste 12 puntate, vede la presenza in giuria di Lorella Cuccarini, Nicola Savino, Ray Paci e Ornella Vanoni, e di un gruppo di mentori seduti sulla gradinata. Il cast dei giovani talenti non si è rivelato particolamente efficace, e intanto incombe la partenza di "X-Factor" in versione Sky, con Simona Ventura, Arisa e Morgan.

venerdì 30 settembre 2011

«STAR ACADEMY» * L'OPERAZIONE TRIONFO (DEL GIA' VISTO)

Sarà che non ne posso più di questi format tutti uguali a se stessi, sarà che sto invecchiando, fatto sta che vedendo «Star Academy» (partito ieri sera su Raidue con un ascolto assai modesto) non riuscivo a non sentire l'olezzo pesante del già visto e stravisto. Da «Operazione Trionfo» agli inevitabili, forti sapori di «X-Factor», che sono parte del biglietto d'ingresso, l'idea del clone aleggia e si espande.
Lo sfortunato Francesco Facchinetti - che ultimamente, poveretto, non imbrocca un programma - fa il compitino, ma gli consegnano un cast innegabilmente povero di talenti e una riserva indiana di svogliati «mentori» piazzati sulle gradinate che manco alla sagra della salamella. Le uniche emozioni le ho provate sotto finale, quando Ron ha cantato «Non abbiam bisogno di parole» con tale Viviana Calderona. Un duetto da ricordare. Così come invece andrebbe sanzionato dal garante per l'udito l'omaggio alla povera Amy Winehouse. Fra vistose stonature e parecchi problemi tecnici di audio e di palco, spiccavano i buoni clippini della regia (affidata a Duccio Forzano, uno che merita ben altri programmi) e quella voglia di «X-Factor» negato che si respirava - volendolo cercare - anche nei boxer di Facchinetti.
Un accenno a parte lo merita la giuria: dalla giustamente severa Lorella Cuccarini a un'Ornella Vanoni, Nefertiti per gli amici, che passa dagli insoliti panni di fatalona della canzone a quelli di generosa chioccia. Da Roy Paci (all'anima sua) a Nicola Savino. Che - chissà perché - si è accollato il ruolo del saggio Nongiovane. Ma uno che è davvero saggio, si fa infinocchiare da «Colorado»?

mercoledì 17 agosto 2011

QUANDO I PERSONAGGI DELLA TV DIVENTANO MANAGER DI SE STESSI

MILANO - In attesa di appendere prosciutti, materassi e microfono al chiodo (dice che lo farà nel 2000 in Rai, ma vatti a fidare), Mike Bongiorno il lungimirante, sospeso tra Fabio Fazio e La ruota della fortuna, com'è noto ha annunciato in pompa magna: «Insieme con mia moglie e i miei figli, Micky e Nicolò, ho fondato la Bongiorno productions, per dedicarmi dietro le quinte alla produzione di film, video, programmi e spot pubblicitari». Insomma, per farla breve: «Mi metto in proprio e faccio Tivù». Se a dirlo, in tempi di pressioni fiscali da taglieggio, è qualsiasi comune imprenditore ritenuto di buon senso, ci si preoccupa per la sua salute mentale. Quando invece a pensarci seriamente è il re dei tele-conduttori - spremitura ulivesca a parte -, qualcuno ci pensa ed inizia ad annusare l'affare. Tanto che la schiera dei cosiddetti Vip del piccolo schermo che hanno deciso di diventare manager di se stessi aprendo su e giù per lo Stivale tante piccole o grandi fabbriche dei sogni, si allunga ogni anno a vista d'occhio. Uno tra gli ultimi a tuffarsi sul mercato è stato proprio quel Gerry Scotti ora alle prese sia con l'estivo Forza Papà!, il sabato sera su Canale 5 accanto alla Venier, sia con la registrazione della nuova serie della sit-com Io e la mamma, sempre per l'ammiraglia Mediaset. Quarantun'anni anni compiuti il 7 agosto, 14 dei quali passati accumulando danari ed esperienza con una messe di contratti firmati in esclusiva per Fininvest prima e Mediaset più tardi, il nostro un bel giorno ha deciso di investire nel mezzo televisivo. Tant'è che con il suo rubicondo impresario, Giancarlo Fontana, ha acquistato ed attrezzato in quel di Cologno Monzese, letteralmente a due passi dal cuore dell'impero del Biscione, uno studio televisivo, il Michelangelo, tra i più grandi e tecnologicamente avanzati d'Europa. Con le società Good time e Fontana & associati, il conduttore vi realizza produzioni proprie e per conto terzi (come è stato per Super, la classifica di dischi settimanale legata a Sorrisi & canzoni) e lo affitta per programmi di Mediaset e di altre emittenti. «Non che avessi palate di soldi da investire - commenta prudente Scotti -: solo che da 5-6 anni guadagno almeno il doppio di quel che posso spendere, e avendo mantenuto pressoché inalterato il mio tenore di vita, ho messo da parte qualcosa decidendo di diventare anche imprenditore». «Quello studio - sorride il conduttore di origine pavese -, che è un ex capannone dove facevano trafilati e che ha una palazzina attigua, ci è costato circa 5 miliardi, chiavi in mano, e probabilmente finiremo di pagarlo nel 2001. Non importa, perché questo mi permette e mi permetterà di gestire in futuro la mia persona in maniera diversa: di produrre fiction, sport, sit-com - come Io e la mamma - e di non essere più uno schiavo di questo mestiere». In realtà l'uomo che (per ragioni pubblicitarie) adora riso e telefonini si dedica già da qualche tempo a questa attività alternativa. «Il Michelangelo studio - dice - viene affittato da tempo per convention, eventi speciali, spot, riprese televisive in genere, e ogni anno facciamo dalle 8 alle 10 puntate per la Tv svizzera. Chissà che non mi riesca un giorno, avvicinandosi il momento in cui smetterò di andare in video, di realizzare il sogno di sempre: un programma sul mondo della vela fatto costeggiando il Mediterraneo e le sue bellezze naturali». Scotti non è l'unico esempio di artista-imprenditore. Da anni prospera in quel di Roma la premiata ditta Costanzo-De Filippi, titolare di alcune società, tra cui Fascino e Fortuna audiovisivi, produttrice del Maurizio Costanzo Show e di una serie di programmi a costo medio-basso basati sulle chiacchiere di gente comune. Trasmissioni però ad altissima resa: dal passato Agenzia matrimoniale con Marta Flavi, sino ad Amici, Amici di sera e Uomini & donne, di e con Maria De Filippi, moglie del giornalista un tempo taglia forte. E se Marco Columbro - che non perde occasione per ricordare di essere di religione buddista e seguace del Dalai Lama - si autoproduce cassette sul Tibet, un altro che ha investito in televisione è Corrado Mantoni, il quale nasconde dietro la sigla Co.ri.ma. le proprie idee, ad esempio come autore del Tira & molla passato dalla conduzione di Paolo Bonolis a quella di Giampiero Ingrassia, realizzate con la moglie Marina Donato ed un tempo con lo scomparso fratello Riccardo. Anche Fabrizio Frizzi e il fratello Fabio (già direttore d'orchestra ne I guastafeste) fanno ditta con il nome di Frizzi brothers, mentre Fiorello è titolare di una società - battezzata guarda caso Flowers - che si occupa quasi in toto della sua immagine e nella quale lavora principalmente la sorella Catena, detta Katy. Oltre allo sfortunato Alberto Castagna con il suo Studio C, c'è Enrico Papi, telepaparazzo quasi pentito ma iscritto nel registro delle imprese con la Enrico Papi videoproduzioni. Un altro esempio eclatante è quello di Lorella Cuccarini e del marito Silvio Capitta, in arte Silvio Testi: oltre a gestire una società di produzione, la Triangle productions, che fa il bello e il cattivo tempo in Mediaset, i nostri sono titolari del marchio della maratona benefica 30 ore per la vita e dell'associazione collaterale 1000 ore per la vita, che organizza stabilmente analoghi eventi di solidarietà. E se Raffaella Carrà e Sergio Japino pare abbiano chiuso un duraturo legame sentimentale, il loro nome però continua e continuerà a comparire insieme in ditta come curatori di Furore, con Alessandro Greco, su Raidue e del prossimo Carràmba, che fortuna!, nuovo varietà del sabato sera di Raiuno legato alla Lotteria Italia. Insomma, Dio li fa e il modello 101 li accoppia.

(IL GIORNALE - AGOSTO 1998)

martedì 5 luglio 2011

LORELLA CUCCARINI * «TINTO BRASS SUL MIO FONDOSCHIENA: È UNA PARADISIACA VISIONE»

ROMA - Rischiava di debuttare ad Hollywood con gli orecchioni. No, non con la parotite. Proprio con gli orecchioni, quelli a punta, caratteristica dei "vulcaniani", i personaggi di Star Trek. Invece Lorella Cuccarini è stata chiamata dai vertici della Paramount pictures ad interpretare il ruolo di una principessa nella prossima puntata della saga cinematografica. Il 9, 10 e 11 giugno la show-girl più amata dagli italiani sarà negli States per le riprese. Star Trek è un mito non solo negli Usa: il primo film uscì nel '79, nato da una costola dell'omonima serie televisiva ideata da Gene Roddember.

Ma com'è arrivata la Cuccarini nella mecca del cinema, alla corte del nono sequel di Star Trek?
"Lo so, sembra un pesce d'aprile - annuisce Lorella - ma non è così. Ancora non ci posso credere. Mentre interpretavo il ruolo di Sandy nel musical Grease mi ha notata Giovanni Pedde, responsabile di Paramount per l'Europa. Cercavano due volti, uno italiano ed uno spagnolo, per altrettanti ruoli. Avevano mandato in America anche alcune cose mie su videocassetta, a mia insaputa, e due settimane fa è arrivato l'ok".
Ma parlerà o sarà solo una presenza muta con tanto di orecchie a punta?
"Niente orecchie a punta, lì non sono vulcaniana. E nessuna battuta, è il classico walk-on, una passeggiata, come chiamano in America questi camei. Io e la mia collega siamo due principesse bellissime che incontrano il capitano Picard quando atterra su un pianeta sconosciuto".
Non sarà che gli americani l'avevano notata prima, nella parodia di Star Trek che fa a Paperissima con Marco Columbro? 
"Lì sì che avevo gli orecchioni... (ride). Per forza, facevo il dottor Spock e non è escluso che da ottobre, quando riprenderemo il programma, lo rifaccia. Se mi avessero vista lì forse non mi avrebbero presa. una piccola cosa ma sentivo che era una follia lasciar partire questo treno".
Hai visto mai, 'sti americani... E se la notassero facendo di lei la risposta italiana a Sharon Stone?
"Per carità, in America avrei troppa concorrenza. Per giunta da parte di tipe rifatte, dunque messe molto meglio di me. Mi accontento di questa cosa. L'unico rammarico è lasciare per tre giorni Grease, che è alla duecentesima replica".
Prima, a parte la fiction Piazza di Spagna, del '91, aveva mai fatto cinema? 
"Di fiction ne ho rifiutate tante. Eppure pensi, dal cinema non avevo mai avuto proposte, se si eccettua una chiamata di Tinto Brass alcuni anni anni fa, mai presa in considerazione. Ogni volta che mi incontra dice che il mio fondoschiena gli richiama paradisiache visioni".

(IL GIORNALE - MAGGIO 1998)

sabato 30 gennaio 2010

MA LUCA TOMMASSINI FARA' BENE ALLA CUCCARINI?

Che cosa sta succedendo a Lorella Cuccarini? Un tempo era, innegabilmente, la più amata dagli italiani. Oggi - dopo qualche tagliando discutibile (gli anni passano per tutti ma bisogna stare molto attenti anche ai centri di assistenza) e un po' di ingiusto oblio - arranca in crisi di popolarità. Tanto che l'altra sera si è andata a infilare nel classico cul del sac, esibendosi al Mucca assassina di Roma. Nel locale gay per eccellenza della capitale, voleva spiegare il perché di alcune esternazioni poco gradite dal mondo omosessuale, come la sua contrarietà alle adozioni, e altre rispettabili opinioni. Peggio che andar di notte in via Gradoli portandosi Marrazzo e Natalì. Fischi, urla, un coro di "Vattene!", e la povera Lorella è stata costretta ad abbandonare il palco con perdite.

Perché la nostra, tra look discutibili e scelte che si fatica a condividere, da un po' di tempo a questa parte sbaglia parecchio e paga pegno? Secondo qualcuno il motivo è la fiducia cieca e assoluta che l'ex signora Scavolini ha nei confronti del coreografo Luca Tommassini. E' lui il regista del suo prossimo musical, "Il pianeta proibito", per il quale si vocifera di prevendite non esaltanti. Ma la segue con amore (forse troppo) dai tempi del debole "Sweet Charity" e persino in tv, dove su Sky il programma di monna Lorella non ha fatto certo stravedere. E pare che lei da lui accetti consigli di ogni tipo: dal trucco al parrucco, alla vestizione. Ne avrebbero fatto le spese persino Luca Sabatelli, che per anni l'ha vestita come una regina, e Saverio Marconi.

Per la cronaca, Tommassini è lo stesso che figheggia a "X-Factor", tra un Morgan esagitato e un Facchinetti da sedare. Nulla di preconcetto contro di lui, per carità. Ma è lecito seminare qualche dubbio, ogni tanto.
E se fosse proprio il coreografo che ha conosciuto e venerato Michael Jackson, a volerla piazzare pian piano al suo posto (e dopo gli stessi interventi) nei Jackson Five?

Post più popolari

Lettori