Visualizzazione post con etichetta eurogames. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta eurogames. Mostra tutti i post

lunedì 16 dicembre 2019

FLOP CHE FANNO SCUOLA * DOPO «EUROGAMES» LA FRANCIA POTREBBE RINUNCIARE AI GIOCHI

Ilary Blasi e Alvin.
Il flop senza appello di «Eurogames», succedaneo di «Giochi senza frontiere» trasmesso a inizio stagione da Canale 5, per la conduzione di Ilary Blasi e Alvin, rischia di condizionare indirettamente anche le sorti della televisione francese.
Takis Kandilis.
Per farla breve, il 7 luglio 2020 scadranno i diritti (attualmente ancora detenuti dalla Rai) del marchio di «Giochi senza frontiere», che France Televisiòn (l'equivalente della nostra tv di Stato) aveva già opzionato con l'intenzione di rifare in grande stile il vecchio «Jeux Sans Frontières».
Ma la fallimentare esperienza italiana, che rischia di fare scuola, ha aperto inevitabilmente un fronte caldo: mentre il direttore generale Takis Candilis conferma l'intenzione di farne «un punto di forza del primo semestre 2020», colui che dovrebbe essere il conduttore del
Il conduttore Nagui.
programma, ovvero il leggendario Nagui, popolare presentatore e attore d'oltralpe che ha un certo peso anche sul prodotto, nicchia. In un'intervista, con un commento molto generoso, ha definito Eurogames «Non proprio un evento in Italia», manifestando in modo evidente il desiderio di restarne fuori. Della serie: non sarebbe carino affondare con tutta la baracca, visto che abbiamo visto com'è andata a finire di là. Sarebbe più propenso a un ritorno di «Non dimenticate lo spazzolino da denti», altra nostra vecchia conoscenza.
I giochi sono ancora aperti, naturalmente, ma non siamo più così sicuri che avranno frontiere. E soprattutto un futuro.

venerdì 20 settembre 2019

DELUDE «EUROGAMES» * BLASI, ALVIN E IL SONNIFERO SENZA FRONTIERE

Ilary Blasi e Alvin alle prese col deludente «Eurogames».
Il saluto d'esordio di Ilary Blasi è già involontariamente disvelante: «Benvenuti a questa edizione di Eurogames». Manco lei, che lo conduce, insieme con Alvin, se l'è sentita di dire «prima edizione». Dandone come freudianamente improbabile un seguito, mi viene da pensare. Il riscontro Auditel è stato di 3.068.000 spettatori con il 16% di share. Deludente, ma sempre un lusso: visto il prodotto, temevo peggio. Ma alla prima puntata c'è l'effetto curiosità; per le prossime la strada è in salita.

Perché Canale 5 abbia deciso di rimettere mano a un clone del glorioso «Giochi senza frontiere», non è dato saperlo. Forse per testare qualcosa di rassicurante, "vecchio ma nuovo", in un palinsesto ammuffito che è tutto un fiorire di già visto, di trash e format stantii e spesso imbarazzanti che si trascinano da lustri. Il problema è che toccare i gioielli della tv che fu, porta male. Ne sa qualcosa la Rai, che ha resuscitato, con i risultati che sappiamo, sia «Portobello» che «Rischiatutto», per citarne un paio.

«Eurogames» parte male, e già nei primi 15 minuti allo spettatore viene a mancare la motivazione per proseguire la visione. Si affoga spesso nella noia, il primo gioco (quello delle mozzarelle, un biglietto da visita) fa pena. Molto più efficace il secondo, la scivolosa passerella assassina, che arriva però a più di venti minuti dall'inizio. Il fil rouge (un classico dei classici) è davvero brutto, confuso e male illuminato, e per giunta, per sua natura, si ripete. Yuri Chechi, che eredita il testimone di Gennaro Olivieri e Guido Pancaldi, è simpatico come una lavatrice in prelavaggio. E non parliamo poi del montaggio, estremamente impreciso, e dell'imbarazzante sonorizzazione, che rende tutto più artefatto.

Abbondano gli inutili totaloni (forse un dovuto omaggio alla location, il parco dei divertimenti di Cinecittà World?), manca un focus più ammiccante sui concorrenti più interessanti, e il gioco più avvincente arriva alla fine, quando gli spettatori sono già scappati tutti. O quasi. Manco la tecnologia aiuta: le Go-pro montate sui caschetti dei concorrenti (che all'epoca ovviamente non esistevano) non aggiungono nulla alla visione.

E poi c'è il problema di fondo, quello che sta nel manico, non essendo né un difetto autorale né di conduzione: «Giochi senza frontiere» all'epoca fu diretta e soprattutto epicità (che oggi non può più esistere), la gara fra nazioni stressata a dovere e realmente sentita dal pubblico, non ridotta a un giochetto parrocchiale fra battutine sceme. Ma i tempi cambiano, e di questo non si può fare una colpa a Mediaset.

Post più popolari

Lettori