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venerdì 21 novembre 2014

FRANCESCO DE GREGORI * «MI È PIACIUTO X-FACTOR, E IN TV VEDO TRUE DETECTIVE»

Questa mattina Francesco De Gregori è intervenuto nel programma "105 Friends" di Tony Severo e Rosario Pellecchia in onda su Radio 105 per presentare il suo nuovo lavoro "Viva voce". Ecco alcuni passaggi chiave dell'incontro:
 
IL TRIBUTO A LUCIO DALLA Nell'album c'è un piccolo ricordo di Lucio, il finale di "Santa Lucia". "Santa Lucia" era una delle canzoni che lui più amava delle mie. E' una delle canzoni del 76, eravamo bambini quando l'ho scritta e quando lui l'ha sentita, e quindi poi ho cominciato a mettere questo finale che cita il riff di "Come è profondo il mare".
Mi è piaciuta e l'ho messa anche nel disco come omaggio. A Lucio sono stati giustamente tributati molti omaggi dopo la morte, e questo è doveroso. Alcuni sono stati anche troppo spettacolari. Io trovo che in Italia abbiamo dei modi di spettacolarizzare la morte di personaggi pubblici. Mi ricordo per esempio Lady D ... Io su queste cose mi sono tirato indietro. Poi ognuno vive come crede e come sente la scomparsa delle persone che ama, però mi sembrava giusto che sul piano musicale potesse essere ricordato in modo così semplice. Tra due musicisti che hanno scritto due canzoni, forse la cosa migliore è dire "C'è questo ponte che ci lega al di là del fatto incidentale che tu sei morto e io sono vivo.
Le canzoni sono vive tutte e due e stanno insieme" 

«RIMMEL»? NON LA SOPPORTO PIU'
Nell'album ho scelto di inserire canzoni storiche e canzoni che non sono state premiate molto dagli ascolti, canzoni indifese, che non sono passate mai troppo alla radio. Con questa idea sono andato in studio con i musicisti. "Rimmel" non c'è perché non veniva bene. La musica è viva, a volte è talmente viva che scappa. "Rimmel" era noiosa: dopo 12 battute mi annoiavo io. Magari ci riproviamo tra un anno.... Io ho il dovere di non annoiare gli ascoltatori. 

GUARDO LE SERIE AMERICANE IN TV, COME «TRUE DETECTIVE» 
Ho scoperto di recente le serie televisive, ero molto diffidente. Guardo un po' di tutto, poi rimango agganciato e mi sparo anche cinque puntate in un pomeriggio. Io faccio un mestiere che mi permette di stare tutto un pomeriggio a casa. E lo chiamo cultura, ho l'alibi che tutto quello che sento e guardo, anche una partita di calcio, può diventare combustibile per una canzone. La colonna sonora della serie "True Detective" che parte dalla musica country, ma è virata con sapienza musicale contemporanea con suoni incredibili di oggi, è un tipo di musica che mi affascina molto perché c'è dietro un'invenzione sonora difficilissima da realizzare e che colpisce nel segno. 

«X-FACTOR» MI È PIACIUTO E IL LA RICERCA DEL SUCCESSO NON È UN MALE 
Mi è piaciuto molto andare a X Factor. Io non ho mai avuto alcuna prevenzione verso i talent. Ho visto come funziona questa cosa. Ho visto i ragazzi, li ho incrociati velocemente, ho visto delle belle facce e ho pensato che nei panni loro farei la stessa cosa perché tutti quelli che hanno talento desiderano il successo, non c'è nulla di male a desiderarlo.

lunedì 12 marzo 2012

LUCIO DALLA * VITA E CARRIERA: DAL FIASCO DI «LEI» AL TRIONFO CON «BANANA REPUBLIC»

 - Lucio Dalla nasce a Bologna il 4 marzo 1943. Data che nel 1971, a Sanremo, diventerà il titolo di una tra le sue più note canzoni.
- A sette anni, rimane orfano di papà.
- Inizia a suonare prima la fisarmonica, e a 13 anni il clarinetto. Il suo debutto è col jazz della Rheno Dixieland Band.
- Nel 1964 porta al Cantagiro il suo primo 45 giri da solista: «Lei (non è per me)», scritta da Gino Paoli. Non sfonda.
- Con «Paff… bum!» (1966) calca per la prima volta il palco di Sanremo. Inizia a piacere per la sua eccentricità.
- Nel 1967 recita ne «I sovversivi» di Paolo e Vittorio Taviani.
- Dal ’73 al ’76 collabora con il poeta Roberto Roversi e nel 1977 incide «Come è profondo il mare». Sono gli inizi del Dalla cantautore.
- Rispettivamente nel 1979 e nell’80 consegna alla storia i suoi due album di maggiore successo: «Lucio Dalla» (un milione di copie) e «Dalla».
- Sempre nel 1979, con Francesco De Gregori e Ron, dà vita al tour trionfale di «Banana Republic».
- Dopo un periodo di contaminazioni con la musica elettronica, nel 1986 incide «DallAmeriCaruso», che contiene la memorabile «Caruso».
- Altro clamoroso successo nell’88, con la collaborazione «Dalla/Morandi», disco e tour.
- Abbandona gli istrionismi, ma nel 1990 incide «Cambio», con la giocosa «Attenti al lupo», firmata da Ron, e nel ’96 «Canzoni», con la collaborazione di Samuele Bersani.
- Non smette di sperimentare, oltre la canzone leggera, con il musical «Tosca – Amore disperato» (2003) e il «Pulcinella» di Stravinskji (2007).
- Nel 2010 torna a esibirsi con De Gregori nel tour che celebra «Banana Republic».
- È a Sanremo 2012 per accompagnare Pierdavide Carone in «Nanì».

(TV SORRISI E CANZONI - MARZO 2012)

sabato 11 giugno 2011

RUMORS * COME SI CONVINCE FRANCESCO DE GREGORI AD ANDARE A X-FACTOR?

Qualcuno, come i pugliesi Negramaro (che con un bel concerto ieri sera all'Heineken Jammin' Festival di Mestre hanno dato il via al loro nuovo tour, che proseguirà a ottobre) ha sempre rifiutato di andare, anche come ospite. Ma c'è anche chi alle sirene di X-Factor non ha saputo resistere. Qualche grande artista insospettabile, come Ivano Fossati, per esempio.
Un notissimo critico musicale italiano addentro alle segrete cose sussurra pubblicamente fra colleghi che convincere Francesco De Gregori non sia stato facile, ma che la produzione sia riuscita calando l'asso. Nella fattispecie un'offerta di 50 mila euro sull'unghia, che risultava proprio difficile rifiutare. Persino per il Principe. È così che si nobilitano i programmi televisivi. A proposito: che fine farà ora il programma che fu di Francesco Facchinetti?

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