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martedì 21 novembre 2023

MORGAN CACCIATO DA X-FACTOR (CHE AL MERCATO MIO PADRE COMPRO')

Il cantante milanese Marco Castoldi, in arte Morgan, appena cacciato da «X-Factor» dopo le sue non inedite intemperanze. Che questa volta hanno toccato anche la produzione e la conduttrice Francesca Michielin. Comportamenti dichiarati «incompatibili e inappropriati.

Non ne usciremo mai. Solo gli ingenui possono pensare che accada. In questa tv e con questa comunicazione. E con il disperato bisogno di ascolti di programmi da più stagioni alla frutta, che alcune reti non si decidono ad abbandonare perché non sanno come sostituirli.
Insomma, peggio di SkyItalia che chiama Morgan a X-Factor per fare Morgan e poi lo caccia perché ha fatto Morgan, c'è solo Morgan, che fa Morgan Premium (col singolo in uscita) sapendo di essere cacciato da SkyItalia. Ma i peggiori di tutti siamo noi, che continuiamo a parlare di Morgan, consentendogli di essere un domani richiamato da SkyItalia per fare Morgan, e che poi lo ricaccerà perché ha fatto Morgan, in un loop infinito e inestricabile.

venerdì 22 settembre 2023

FALSI MITI * A ME MORGAN FA SOPRATTUTTO TENEREZZA

Marco Castoldi, in arte Morgan, reclutato per tornare ad alzare gli ascolti (senza apprezzabili risultati) anche come giurato dell'edizione 2023 di «X-Factor».

A me Morgan fa soprattutto tenerezza. Quel groppo in gola di mesta pena che ti prende quando vedi uno che si è di fatto autoproclamato genio della musica per mancanza di prove. Tutto ciò che fa, da anni, è tentare di auto-edificare il proprio mito, sullo sfondo di una pesante frustrazione che deriva dalle risibili vendite discografiche; condizione che credo gli pesi parecchio, percependosi come una specie di Divinità. Qualcuno ogni tanto abbocca, ci crede. Pochi, per la verità, nel giardino dei semplici. Ma non bastano ciuffi di lunghi capelli bianchi in direzione ostinata e contraria, un look studiato, quell'incontenibile boria, gli ammiccamenti al mondo delle sostanze proibite e l'insofferenza verso le regole a fare di te un Grande Ribelle o un Gigante della musica. Sei soltanto un personaggio, questo sì. Buono per le giurie di un talent, dove gli scazzi a volte possono diventare oro. Un efficace e scaltro comunicatore di disagio interiore. Davanti al quale ci si ferma come davanti al video di ieri. L'allegoria di un brutto incidente stradale.

"Sì, però ha una grande cultura musicale", dicono di norma i difensori d'ufficio (anche dell'indifendibile). Perfetto. E allora? Che cosa cambia? Andiamo a guardare il repertorio del nostro, dove spicca un bel pezzo, "Altrove" (il suo più noto, ma se vogliamo non proprio di assoluta notorietà nazionale) e poi il nulla. Servito da un tizio che sa suonare, sì, ma canta oggettivamente male. E fino a prova contraria, se fai il cantante, questa debolezza non è propriamente un punto di forza. Artisiticamente è così privo di materiale proprio, che è costretto ad attingere al repertorio dei grandi veri (Tenco, Battiato, Endrigo, per citarne alcuni) per poter vivere di luce riflessa sulla grandezza altri. Per poter ammiccare al pubblico con il sottotesto: vedete? Anch'io sono come loro. Sarebbe interessante sentire il parere degli interessati, ma disgraziatamente non sono più in vita. Sarà un caso.

In Morgan non vedo talento, ma il puntiglio di chi si è incoronato Re, mentre tutti attorno sghignazzano vedendolo nudo. Al massimo intravedo un bizzarro sopravvalutato. Si considera alfiere dell'Arte, con la maiuscola. Quando non sa che cosa dire, scomoda l'Arte. Io sono l'Arte, dunque l'Arte non si tocca. Quando lo sento ribadire il concetto mi viene da ridere a crepapelle per due giorni. 

E se a un concerto dedicato a Battiato, con la vicinanza al quale ti sei spesso sciacquato la bocca, decidi che sei Morgan e quandi fai solo pezzi di altri, il pubblico (che aveva pagato per l'omaggio a Battiato) dopo un po' te lo fa presente, li copri di irriferibili insulti. Tutta la platea. Del resto è l'unico modo per farti notare davvero. Sono gli unici show che tengono in vita il paradiso artificiale di una notorietà di plastica. Finta come una moneta da 75 centesimi.

martedì 9 giugno 2020

CHI E' HELL RATON, NUOVO GIUDICE DI X-FACTOR 2020 (CON EMMA, MIKA E MANUEL AGNELLI)

Hell Raton, nuovo giudice di X-Factor insieme con Emma Marrone.
Da settembre su Sky Uno torna Alessandro Cattelan con X-Factor 2020. Al tavolo della giuria Emma Marrone, i rientranti Manuel Agnelli e Mika, e un'altra novità assoluta: il rapper Hell Raton.
Gran debutto per EMMA: una delle voci più amate del panorama musicale italiano, è un’artista versatile ed eclettica con oltre 4 milioni e 500 mila follower su Instagram, oltre 3 milioni di “like” su Facebook, più di 2 milioni e 500 mila follower su Twitter, 400 milioni di visualizzazioni sul canale ufficiale Youtube. Ha pubblicato nell’ottobre 2019 il suo settimo disco d’inediti “Fortuna” il cui primo singolo “Io sono bella”, scritto appositamente per lei da Vasco Rossi, è stato per ben due settimane consecutive il brano più trasmesso dalle radio italiane. Con “Fortuna”, Emma, nel suo decimo anniversario di carriera, torna più matura e consapevole con un disco positivo, colorato, dal sound moderno e un nuovo linguaggio vocale. A febbraio 2020 partecipa, in qualità di super-ospite della prima serata, al 70° Festival di Sanremo, dopo aver vinto la kermesse nel 2012 con il brano “Non è l’inferno”. Sempre a febbraio Emma debutta al cinema recitando nel film “Gli Anni più belli” di Gabriele Muccino.
Per il suo arrivo a X Factor 2020 Emma ha dichiarato: «Ho sempre amato le sfide perché mi spingono a tirare fuori il meglio di me o almeno lo spero! Stiamo vivendo un periodo “strano” e inevitabilmente anche questa edizione di X Factor sarà “diversa” dalle precedenti. Mi auguro che la musica e l’intrattenimento siano di grande aiuto per lanciare un messaggio positivo di rinascita e di ripartenza, soprattutto per tutti i ragazzi e le ragazze che si mettono in gioco per il loro grande sogno. Non vedo l’ora di condividere questo ruolo con gli altri giudici che sono artisti che stimo molto. Faremo del nostro meglio! Ne sono sicura!».

Debutto assoluto in tv per HELL RATON, aka Manuel Zappadu, punto di riferimento discografico per la scena rap italiana grazie a Machete - celebre crew che ha fondato insieme a Salmo e Slait nel 2010 - e agli anni passati dietro le quinte dell’etichetta Machete Empire Records, fondata nel 2013, di cui è CEO e direttore creativo. In parallelo ha dato vita, insieme a Slait, a Machete Gaming - progetto in cui musica e gaming si incontrano in una formula mai vista prima - ed è promotore anche di vari progetti benefici: esempio ne è Machete Aid on Twitch, maratona a sostegno dei lavoratori del settore musicale colpiti durante l’emergenza sanitaria del Covid-19. La passione per la musica che si porta dietro dal 1990 e una determinazione senza limiti sono i due elementi che contraddistinguono Hell Raton.
Queste le sue parole a commento della nuova avventura a X Factor: «Ero un ragazzino affamato di musica, che è riuscito a realizzare il suo sogno più grande grazie a passione, dedizione e tenacia. Tutto il tempo passato in sala prove davanti al mic e live sui palchi, i più disparati, d’Italia, ha sicuramente arricchito il mio modo di vivere la musica. Negli anni ho imparato a mettermi in gioco, dal 2010 con la fondazione di Machete fino a Machete Gaming, passando per il debutto dell’etichetta Machete Empire Records e la nascita di Me Next e 333 Mob. Nel mio lavoro convivono i ruoli di discografico, talent scout, direttore artistico e creativo, ma anche musicista. Di fronte a un talento provo a esaminarlo in tutti i suoi aspetti e le sue e abilità, con un approccio 2.0, per trovare, insieme, il percorso più adatto alla sua carriera. È quello che vorrei fare qui a X Factor, voglio mettermi al servizio di nuovi talenti per aiutarli a trovare l’espressione più adatta alla propria personalità artistica, con un lavoro di ricerca che esplori sempre nuove tendenze e tecnologie».
MANUEL AGNELLI torna al tavolo della giuria che l’ha visto protagonista, amatissimo e temutissimo giudice, per 3 stagioni consecutive, dal 2016 al 2018. Il leader degli Afterhours rientra forte della sua esperienza e della sua visione musicale unica e innovativa. Una pausa di un solo anno che l’ha visto impegnato prima nel concerto al Forum di Assago, tutto esaurito, che celebrava i trent’anni di carriera della band e da cui è stato tratto il docufilm “Noi Siamo Afterhours” proiettato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, poi nel tour “An Evening with Manuel Agnelli”, uno spettacolo unico realizzato con il suo sodale amico e collega Rodrigo D’Erasmo, da cui è stato realizzato un vinile in edizione speciale. Manuel Agnelli è stata la voce di Caravaggio in “Caravaggio l'anima e il sangue”, il film d’arte che ha vinto il Globo d’Oro. Per due stagioni è stato alla guida di “Ossigeno”, il programma di Rai3 in cui parole e musica sono un fluire continuo. Nel 2019 ha vinto con “Argentovivo”, brano interpretato insieme a Daniele Silvestri e Rancore, il Premio della critica Mia Martini, quello della sala stampa Lucio Dalla e quello come miglior testo. A distanza di pochi mesi, “Argentovivo” vince anche la Targa Tenco come miglior canzone singola. Nello stesso anno ha inaugurato a Milano “Germi”, un centro culturale dall’animo alternativo ed è stato Direttore Artistico della cerimonia conclusiva di Matera 2019 che ha visto ospiti illustri come Damon Albarn e Lous & the Yakuza.
Per il suo ritorno nel talent di Sky ha dichiarato: «Mi piace molto il progetto che si sta costruendo attorno a questo nuovo X Factor. È molto stimolante tornare con la consapevolezza che seminare è necessario e produce effetti. Ho di nuovo e credo come mai prima, l'occasione per portare la voce di un modo di fare musica e del perché fare musica, lontani dalle logiche dei numeri e del risultato a tutti i costi. La musica come linguaggio, come espressione del sé, come percorso umano e interiore, come presa di posizione, come atto di vita. Molto, molto più potente dell'avere successo. Portare questa visione al grande pubblico, in televisione e in un contesto come questo, rimane uno scopo importante per me. X Factor per me torna ad essere, ma con una consapevolezza tutta nuova, un tavolo di discussione libero da formule troppo rigide, libero da preconcetti. Uno spazio che si riapre. Un’occasione. Prendiamocela».
Ritorno a casa anche per MIKA, all’attivo anche per lui 3 edizioni di X Factor, dal 2013 al 2015. Giudice molto amato e mai dimenticato dal pubblico del talent, lo scorso autunno è tornato sulla scena musicale con “My Name Is Michael Holbrook”, un album frutto di una marcata maturazione artistica che si è compiuta con lo straordinario one man show portato in ben dodici arene italiane con 70 mila biglietti venduti nel corso del “Revelation Tour”. Tour che è proseguito in Europa e Australia prima di essere interrotto a causa della pandemia sulla strada per l’Asia e i grandi festival americani che erano in calendario: dal Coachella (USA) fino al Lollapalooza, in Argentina. Il suo mini show durante il Festival di Sanremo, che ha ottenuto il picco di ascolti della serata raccogliendo il 60% di share, è stata la sua ultima apparizione sulla TV italiana. Mika commenta così il suo ritorno al tavolo della giuria: «Torno a X Factor con una forte motivazione e una missione che mi hanno convinto ad accettare questa sfida. La mia risposta alla crisi sociale che i recenti eventi hanno portato è quella di partecipare, di condividere e quello che so fare da artista e entertainer è appunto di intrattenere, fare sognare la gente. X Factor quest’anno sarà una nuova, grande occasione per avvicinarci, per sognare insieme e io rispondo a questa chiamata: ci sono!».

venerdì 13 dicembre 2019

SOFIA VINCE «X-FACTOR» (DI CUI ORMAI DA TEMPO SI PUÒ FARE A MENO)

Sofia, vincitrice di «X-Factor» 2019.
Con la vittoria di Sofia Tornambene e la guest-star Robbie Williams come super ospite si è chiusa la più dimenticabile delle edizioni di «X-Factor». Come avevo già segnalato lo scorso anno, da almeno due tornate il talent di Sky è diventato poco più di un'inutile musica di sottofondo domestica. Un programma bollito che vive solo di antichi splendori. E gli ascolti di questa edizione, mai così bassi, l'hanno ampiamente dimostrato.
Non ha funzionato il mix in giuria, composta da Samuel, Mara Maionchi, Malika Ayane e Sfera Ebbasta, e lo show è zavorrato da una media di buone voci tra le quali non spicca nessun vero numero uno. Che è un po' un limite per chi statutariamente cerca numeri uno, come fu per Marco Mengoni. Insomma, una volta era un evento. Oggi passa in cavalleria tra gli sbadigli. Peccato. E per contratto ce ne toccheranno almeno ancora tre edizioni. È la tv, bellezza.

Nei rumors dal dietro le quinte dei corridoi della rete di Murdoch si segnalano un po' di malumori per il mistero dell'ottenimento dei biglietti omaggio in platea. Riguarderebbero non solo la finale, ma ogni settimana di messa in onda.
Premetto subito: la cosa non mi riguarda perché l'ultimo che ho chiesto forse risale al '32, ma pare che ne vengano assegnati d'ufficio alcuni ai dirigenti della rete, poi anche ad altri dipendenti, ma con il vincolo di un uso esclusivo. Non sarebbero autorizzati in sostanza a regalarli ad altri amici. Salvo poi dispensarne a pioggia ai giornalisti delle maggiori testate, appena ne fanno richiesta. Polemichette di casta più o meno fondate? Può essere. Resta però il problema del prodotto, diventato ormai debolissimo. Come dicevo lo scorso anno, andrebbe seriamente ripensato.

venerdì 15 settembre 2017

«X-FACTOR» SENTE IL PESO DEGLI ANNI MA TORNA MARA MAIONCHI, TALENT-SCIURA D'ITALIA

«La Tv abbassa» - Mara Maionchi, talent-sciura di «X-Factor»
Il peso degli anni e di un format sfruttato al midollo, ormai, si avvertono un po'. È inutile negarlo. Ma l'undicesima edizione di «X-Factor», in onda da ieri su Sky (a proposito: dopo che l'AGCom ha imposto alle compagnie telefoniche di tornare alle bollette non farlocche, quelle a cadenza puramente mensile, saranno costretti a fare marcia indietro anche loro?), riesce ancora a emozionare. Soprattutto sull'onda della passione profusa dai tanti ragazzi che cercano una strada per il successo nella musica.
Una foto di Levante.
Tra i giudici la new entry è la giovane Levante: pulita, affabile, sensibile, «carinissima», si direbbe nell'ambiente con aggettivo abusato. In alcune immagini deliziosa, in altre meno patinata e dunque più vera. Fedez ci crede sempre ma stavolta sembra prenderla in modo più giocoso, almeno per ora. Ciò gli giova. E Manuel Agnelli, arrivato lo scorso anno come soggetto anti-tv per antonomasia, ha imparato a giocarsi proprio i classici trucchetti del video, come le lunghe pause emozionali prima del verdetto, tipiche di reality, quiz e persino di Miss Italia. Ma il vero ritorno è quello della talent-sciura Mara Maionchi, che riporta il tutto agli albori del programma. Forse un cerchio che idealmente si chiude. Rimette subito in riga con due vaffa una band napoletana che abusa di nomi e produzione anglofona, scherza, ride, ridimensiona. Insomma, la solita Mara che però ci mancava assai, ingiustamente relegata com'era alla notte fonda e alla poltrona con l'alzata elettrificata.

I talenti? Ci sono, al netto dei soliti casi umani messi apposta (e giustamente) per fare folklore. Ma quando spunta un giovane e talentoso immigrato di colore (l'emblema del politicamente corretto alla massima potenza) a Fedez non pare vero di poterlo già salutare come probabile vincitore. Il che, se ci pensi, è politicamente scorrettissimo nei confronti di tutti gli altri concorrenti. Ma tant'è.


venerdì 19 maggio 2017

«X-FACTOR 11» * FINISCE L'ESILIO DORATO DI ZIA MARA, CHE RICONQUISTA IL POSTO IN GIURIA

Mara Maionchi e Levante, giurate di «X-Factor 11» con Fedez e Agnelli
La bella notizia è che quella giargianella di Mara Maionchi («La soubrette», come la chiama con frusciante ironia il marito Alberto Salerno) dalla prossima edizione riprenderà il suo posto nel quartetto di giurati di «X-Factor».
Basta «X-Trafactor», basta poltrone con l'alzata automatica modello Villa Arzilla dalle quali commentare a notte inoltrata, con la consueta simpatia, per carità, la situazione. Mara meritava di riprendersi il suo posto a quel bancone. Per grinta, competenza, saggezza, senso dello spettacolo.
Sono i corsi e ricorsi televisivi. L'altra attesa novità è l'arrivo della rampantissima Levante, con una popolarità in netta crescita fra i ragazzi. Potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa. Già rodatissimo Fedez, che nelle ultime edizioni sembrava essersi impossessato del tavolo, e a modo suo anche Manuel Agnelli, il succedaneo di Morgan, partito incendiario lo scorso anno per finire quasi pompiere. La Tv è strana, prima la si odia, poi si ama (semicit.). 
La squadra è decisamente cambiata da quando zia Mara impacchettava i suoi «Vaffa» per i concorrenti meno dotati. Ma dove c'è lei, in definitiva, ci si diverte sempre.

venerdì 9 dicembre 2016

«X-FACTOR 10» ARRIVA ALLA FINALE CON GAIA, VINCITRICE ANNUNCIATA (DA FEDEZ)

Gaia (X-Factor 10)
Si arriva alla finale di «X-Factor 10» (#XF10 per gli amici hashtaggatori), giovedì 15 dicembre dal Mediolanum Forum di Milano, con una vincitrice annunciata: Gaia
Ma come, dice: annunciata da chi? Beh, nientemeno che da Fedez, il quale ieri sera, durante la semifinale in onda su SkyUno ha di fatto preconizzato (ricorrendo a un'immagine suggestiva, stile Cenerentola al grande ballo) la sua vittoria. La ragazza in ogni caso è brava, carina, impostata e precisa, con un inedito da pop-internazionale, che non fa stravedere ma è perfetto per il mercato.

Al tilt ci ha lasciato le penne, ed è un vero peccato, il povero e talentoso Andrea Biagioni, al quale il pubblico ha preferito Roshelle. Una che urlacchia e gorgheggia molto, in preda ad ansia da virtuosismo, ma che meritava meno dell'introspettivo Andrea.
Poi ci sono i solidi Soul System, bravi e trascinanti, la vera spina nel fianco di Matteo Salvini, argine psicologico all'avanzare della Lega, e infine la super tatuata Eva (alle braccia ha due maniche giapponesi che manco Francesco Facchinetti) con un bell'inedito zilliano scritto da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Giusto per avere almeno un pezzo italiano in questo dilagare di anglofonia.

Sul fronte giudici è stato l'anno più cloroformizzato in assoluto, complice l'assenza di Morgan. Il fenomeno Alvaro Soler si è sgonfiato immediatamente, e Fedez ha preso subito, idealmente, il bastone del comando; la vera rivelazione è stata il sincero Manuel Agnelli, dagli Afterhours alla prima serata. Con Arisa si sono beccati pesantemente giusto sulle fasi finali, ma dev'esserci stato un armistizio dietro le quinte: ieri Rosalba era così anestetizzata che avrebbe parlato bene anche del buco nell'ozono. Dov'è lo Champagne in camerino, quando serve?


venerdì 18 novembre 2016

«X-FACTOR» * DAIANA LOU, QUANDO I BURATTINI DEI TALENT TAGLIANO I FILI

Daiana Lou, chi erano costoro? 
Due artisti di strada scopertisi (tardivamente) duri e puri che ieri sera hanno abbandonato «X-Factor» poco prima di una loro possibile eliminazione al Televoto, perché hanno scoperto di essere in un programma che mescola «la commemorazione di un ragazzo morto (il rapper Cranio Randagio, che aveva partecipato al talent di Sky alcune edizioni fa) e la pubblicità delle patatine». Intesa SanPaolo e Amica Chips ringraziano.

E se Bob Dylan, che pure è Bob Dylan, non va a Stoccolma a ritirare il Nobel perché ha forse il bonarda da imbottigliare, i pur artisticamente rispettabili Daiana Lou (che evidentemente prima facevano gli artisti di strada a Kyoto, ma senza seguire il protocollo) si accorgono dopo i casting, le home visit e innumerevoli puntate di essere a «X-Factor». Ebbene sì, signori. Calati in una logica televisiva, dunque commerciale. Orrore. Quindi abbandonano la gara, giusto per farsi notare (sottolineo, poco prima di una possibile eliminazione), mandando in tilt pure l'attento Alessandro Cattelan, che all'annuncio del loro abbandono prima non credeva alle sue orecchie, poi ha un po' stizzosamente confermato la loro eliminazione, salvo in seguito richiedere ai due di ribadire la loro intenzione di andarsene. Fedez li critica, Arisa li difende con qualche riserva, Alvaro Soler, come al solito, si imbambola, e persino Manuel Agnelli sembra in difficoltà.

Insomma, un casino. Tutto sommato evitabile. Che però è riuscito nell'intento di portare all'attenzione dei media due che altrimenti sarebbero stati soltanto ignoti concorrenti di «X-Factor» probabilmente dimenticati a due giorni dalla finale. Qui siamo oltre il «mi si nota di più se vado o non vado?». Siamo ai trucchi furbetti dello spettacolo che stanno sfuggendo di mano ai burattinai. Di questo passo al momento di firmare il contratto metteranno una clausola (a meno che non esista già qualcosa di simile) che impedisce ai concorrenti di ritirarsi se non in presenza di gravi e conclamati problemi di salute. Per il momento, DAIANA FU.


venerdì 16 settembre 2016

«X.FACTOR 10»: ALVARO SI AMMOSCIA E AGNELLI DIVENTA LA VERA RIVELAZIONE

L'attesa era tutta per Alvaro Soler, invece il bel ragazzotto spagnolo, alla prova dei fatti, si è ammosciato. È spaurito e in definitiva non ha molto da dire.
Soprattutto sentendo la presenza dominante, lì accanto, di un Fedez ben lontano dai pianti del suo arrivo in giuria a «X-Factor», che nel frattempo ha acquisito sicurezza e un piglio più severo. Ma tutto rientra nell'ordine naturale delle cose.
La dolce Arisa (più rasserenata rispetto al passato e con la capacità di rinnovare costantemente, non sempre in meglio ma intelligentemente, il proprio look, con grande senso dello spettacolo), ha fatto la sua parte.

La vera rivelazione è stato l'Afterhours Manuel Agnelli, il sosia di Severus Piton di «Harry Potter», che si è seduto al banco dei giurati, nella posizione a sinistra, già occupata dai tecnici Morgan ed Elio, portando una ventata di spietata concretezza. Falciando, con severità e parole dure, i tanti vorrei ma non posso visti alle selezioni. E lo ha fatto, si badi bene, con rispetto per chi invece andava soltanto a cazzeggiare, a divertirsi, sapendo che non sarebbe arrivato da nessuna parte. I convinti senz'arte né parte li ha massacrati. L'effetto Corrida si è visto spesso, complici le facce ad hoc del bravo Alessandro Cattelan, messo a guardare dalle quinte.

E se una nota di merito va senza dubbio allo spassoso Mara Dixit finale, con una Maionchi che le spara stile casalinga di Voghera davanti al video, va segnalato anche il curatissimo montaggio. Molto veloce e intelligente, con innesti inusuali rispetto al passato. Una prece per Elio: anche se nelle ultime edizioni era piuttosto svogliato, a me manca e mancherà sempre. Anche solo per trucco e parrucco.

martedì 5 luglio 2016

ALVARO SOLER, 8.000 EURO PER UN PARTY? * PIPPO BAUDO RICONQUISTA «DOMENICA IN»

GRANDE ATTESA PER ALVARO

C'è poco da fare: lo spagnolo Alvaro (con l'accento sulla prima a) Soler è il maggiore elemento di curiosità della prossima edizione di «X-Factor», in autunno su SkyUno. È giovane, bello e i suoi tormentoni estivi (come «Sofia») sono arcinoti, ma il pubblico lo vuole vedere alla prova come giudice dei gruppi del talent-show musicale più amato insieme con l'asciutto erede di Morgan Manuel Agnelli (che si occuperà della categoria Over), l'eccentrica Arisa (Under uomini) e Fedez (Under donne), il rapper della porta accanto. Nessun riferimento al vicino di casa.
Fra l'altro Alvaro Soler ha già una buona dimestichezza con l'italiano, quindi l'effetto Skin (o Mika prima maniera) risulta scongiurato.
Pare che il management del cantante per una sua ospitata per un evento promozionale chieda al momento 8.000 euro. Agli sponsor conviene fare presto, perché dopo «X-Factor» si stima che la cifra possa salire a 20.000. Della serie: acchiappa al volo Alvaro prima che sia troppo tardi.


IL RITORNO DI SUPERPIPPO

Il vecchio leone sta per tornare. Come anticipato da TvBlog, Pippo Baudo sta per riprendersi la sua «Domenica in». Da ottobre ne sarà ideatore ma anche conduttore. Tenerlo lontano dal video è impossibile.
Qualche settimana fa, quando il monumento della tv festeggiò 80 anni, stigmatizzai la festa a base di Fanta sgasata e non di champagne fattagli dalla Rai. Invece a sorpresa la Viale Mazzini di Antonio Campo Dall'Orto restituisce a Pippo quel che è di Pippo.
E si avrà un bel dire: restaurazione, scandalo, il già visto, a volte ritornano, ecc. ecc. A parte il fatto che Baudo è nel Dna di Raiuno (rete non propriamente da pischelli), consideriamolo un doveroso omaggio a uno che il video lo padroneggia da sempre. Del resto se la prima rete il prossimo anno come novità riunirà la coppia baudiana Cuccarini-Parisi, qualcosa a SuperPippo la si deve. È lampante. Ma in questo Paese dove non si è mai contenti, e dove gratitudine e rispetto finiscono troppo spesso sotto la suola delle scarpe, c'è da aspettarsi di tutto. Stavolta, invece, la sorpresa.

giovedì 12 maggio 2016

AGNELLI, SOLER, ARISA E FEDEZ * LA GIURIA DI «X-FACTOR» ORMAI È UN PORTO DI MARE

La giuria di «X-Factor», il più accreditato talent-show musicale italiano, ormai è un porto di mare. Gli acquisti dell'edizione 2016, in onda dall'autunno su Sky, saranno com'è noto la rientrante Arisa, il confermato Fedez, e le new entry Manuel Agnelli e il teen idol Alvaro Soler.

Escono di scena Skin (una sola stagione a parlare in «skinitalianese» dev'esserle bastata), il sempre più annoiato Elio delle Storie Tese, e persino Mika, che aveva acquisito maggiore sicurezza ma nell'ultima edizione è passato mediaticamente (e inevitabilmente) molto in secondo piano. Ora la novità straniera è il bell'Alvaro, che dovrà piacere e compiacere le ragazzine. Scoppiato con il tormentone estivo «El mismo sol», è pressoché sconosciuto a chi abbia più di 25 anni. Ma sono le logiche di visibilità di un programma che riesce a essere mainstream pur andando in onda su una piattaforma a pagamento.

Ha fatto scalpore l'endosement di Manuel Agnelli, che viene dal rock alternativo degli Afterhours e dopo una carriera trentennale nessuno se lo sarebbe mai immaginato fare il giudice in un talent pop. D'altra parte anche lui evidentemente tiene famiglia, SkyUno paga molto bene, e la lezione di Morgan dev'essere servita se non a qualcosa, almeno a qualcuno. A patto che non si metta anche lui a comportarsi come il signor Marco Castoldi, che ha sputato su «X-Factor» per anni guardandosi bene dal lasciarlo (o facendolo solo quando Freemantle l'ha messo alla porta), attaccando contemporaneamente un milione di volte Maria De Filippi, per finire poi (oggi) nella banda di «Amici». Non c'è che dire: uno straordinario esempio di coerenza da consegnare ai posteri. Ma Agnelli, che pare Severus Piton di Harry Potter, sarà senz'altro più accorto. Ne sono certo.

Anche Fedez torna a fare la sua parte, a patto che non litighi col vicino di casa, sennò la luna gli gira male. E infine, l'inquieta (anche tricologicamente) Arisa. Morsa dal demone della tv (basti dire che è passata dalle vette di Sanremo in veste di valletta al precipizio di «Montebianco»), torna dietro quella scrivania dopo la famosa esternazione sulla Ventura («Simona sei falsa, cazzo!») che le costò il posto, insieme con altre uscite che infastidirono la produzione. Ma siccome a volte indietro si torna, eccola ancora sotto contratto. Di certo farà meglio di Victoria Cabello, che non ha lasciato un buon ricordo.

L'importante è che conduca con i giusti tempi il bravo Alessandro Cattelan e che nell'«X-trafactor» di chiusura ci sia sempre quel bel grappino digestivo della ruspante Mara Maionchi. Colei che riporta tutti con i piedi per terra grazie al suo «vaffa» ristoratore accompagnato, se occorre, da gesto dell'ombrello. 
Tanto, si sa, lo spettacolo deve continuare.

sabato 26 marzo 2016

I TALENT-SHOW SONO IL DEMONIO? NON SEMPRE, MA POSSIAMO SOLO CONVIVERCI

Si parla molto in questi giorni di un video sicuramente coraggioso e intelligente (lo posto in fondo) nel quale Gabriele Ansaloni, in arte Red Ronnie, spara a zero sui talent-show musicali. Con molte osservazioni assolutamente pertinenti e condivisibili. Questi programmi vengono additati dal padrone di casa di «Roxy Bar» per essere: non la fortuna di chi si approccia alla musica, ma solo l'anticamera dell'oblio e della depressione; solo «grandi karaoke» e nulla più; vetrine televisive illusorie che «soffocano la musica» e spremono voci con la complicità della discografia o delle emittenti, pronte a far firmare agli artisti contratti capestro; non stimolano la creatività ma solo l'emulazione, infatti senza autori buoni alle spalle per gli emergenti non esiste futuro. La conclusione di Red Ronnie è, suppergiù, un appello: ragazzi, disertate questi programmi e cercate di emergere crescendo pian piano e facendo musica attraverso altri canali. Tutto rigorosamente vero e ampiamente risaputo non solo tra gli addetti ai lavori ma anche agli occhi del pubblico più scafato.

Bisogna dire però, per essere onesti (e soprattutto realisti) sino in fondo, che in Italia non esistono grandi vetrine per la musica. Ci sono piccoli club, programmini carbonari, occasioni di visibilità minori, concorsi canori animati più dalla passione di chi li organizza che dal reale riscontro popolare. Inoltre, bisogna fare i conti con il presente e il futuro. E il presente e il futuro, piaccia o no al buon Gabriele, sono una melassa social, la società liquida, l'esaltazione dell'autoreferenzialità un tanto al chilo, della scorciatoia multimediale. Qualcosa che puoi tentare di picconare con ostinazione, che puoi persino odiare ma che - almeno per ora - non puoi vincere. Perché un ragazzo che sgomita per «uscire» non dovrebbe servirsi di un talent, se ne ha la possibilità, stando purtroppo alle regole del gioco? È vero, uno su mille ce la fa, forse anche meno. È vero, se ti sei giocato la tua occasione e non hai funzionato (buona la prima?), poi la discografia probabilmente ti dirà addio. Una scrematura che, siamo onesti, può essere un male ma anche un bene. Non è detto che tutti debbano per forza essere destinati a cantare anziché lavorare alla cassa dell'Esselunga, per richiamare il percorso di Giusy Ferreri, che con i talent ce l'ha fatta, così come il maiuscolo Marco Mengoni o altre stelle uscite dai programmi di Maria De Filippi, come Emma Marrone o Alessandra Amoroso. In ogni caso, se uno ha talento e passione vera, anche dopo una sconfitta (discografica) insiste sino a farcela. O cerca semmai di collocarsi in circuiti minori cantando per pura passione e non solo alla ricerca del successo.

La demonizzazione dei talent, onestamente, la capisco sino a un certo punto. Anche perché c'è talent e talent: c'è la macchina da guerra di «X-Factor» su Sky, che si pone ai vertici del settore con solido professionismo e maggiore resa, e c'è il sottoprodotto meno efficace «The Voice of Italy» (Raidue), che comunque dà una seconda opportunità anche a chi musicalmente ha già alcuni trascorsi. E poi l'accademia di «Amici», che, pur restando nella logica televisiva, ha un suo rigore.
Non vorrei che questo affannarsi a dare addosso ai talent fosse un'indice più di vecchiaia, che di reale preoccupazione. Come la tenera mamma che non vuole imparare a usare lo smartphone o il papà anziano che rifugge l'uso del computer (che diavoleria!). Credo che i ragazzi oggi siano molto più assuefatti ai mezzucci dei media e al loro uso di quanto pensi qualcuno. Credo che quasi tutti abbiano la consapevolezza di entrare nel tritacarne dell'effimero, e che la cosa non li spaventi granché. Magari sbaglio, intendiamoci.



venerdì 11 settembre 2015

«X-FACTOR» RIPARTE BENE (MA UN PO' MORGAN MANCHERA')

Nonostante Morgan, con tutta la sua teatralità ridondante, cialtrona e farlocca, rappresenti quanto più ho detestato di «X-Factor», ripartito ieri sera con la nona edizione su SkyUno, bisogna riconoscere che quest'anno un po' mancherà mr. Castoldi. Non tanto per la sua competenza musicale, ostentata quasi quanto le permanenti grigio topo e spesso usata a detrimento dei suoi stessi concorrenti, ma per quei memorabili scazzi trash dentro e fuori contesto che ogni tanto regalava. Un misto fra istinto e paraculaggine. Più la seconda, per dirla tutta. Gli stessi scazzi che gli sono costati il posto dopo anni di delirio di tele-onnipotenza mal gestita.

Uscito di scena l'uomo che si credeva Mozart, Elio ha riportato in squadra i suoi baffi, il suo sorriso impostato nelle foto e la voglia di fare il giudice serio, senza Storie Tese; Fedez prosegue il suo percorso un po' più conscio del proprio accresciuto successo (quello che ti cambia, l'ha detto di Lorenzo Fragola, ma un po' vale anche per lui, si nota chiaramente) e Mika si sente sempre più padrone della scena, anche grazie alla maggiore padronanza dell'italiano. Lo skill che per ora manca a Skin, la nuova arrivata. Che ieri si è accasciata sul tavolo disperata dopo che gli altri hanno promosso una concorrente che lei riteneva improponibile. Tutti bravi ragazzi, ma questi non ci regaleranno un litigio. Dovrà impegnarsi per bene Mara Maionchi a tirare fuori qualche vaffanculo gran riserva dalla cantinetta di casa.

In un mondo perfetto, tutti i giurati di «X-Factor» dovrebbero parlare come Stanlio e Ollio. E prima o poi, ne sono certo, ci arriveremo. Nell'attesa, gustiamoci questa stagione, partita furbescamente con un bel po' di talenti buttati sulla scena, e qualche avanzo di Corrida (pardon, Italia's Got Talent). Quelli che fanno sempre simpatia. Il resto è un copione ancora tutto da scrivere.

mercoledì 9 settembre 2015

SKIN A «X-FACTOR» * IMPRESSIONI DI SETTEMBRE

Come si evince dal selfie buio al punto giusto, ho incontrato Skin (colei che ha inventato gli Skunk Anansie) la nuova giurata di «X-Factor». 
È una donna piacevole, non mi ha discriminato per il colore della mia pelle, teme per il suo italiano ancora da perfezionare (lo studia a Imperia, il tipico posto dove da noi si studia italiano), ma non ha paura di sedere a quel tavolo perché di musica dice di sapere molto. Cercherà di divertirsi ed essendo «un po' pazza», per sua stessa ammissione, la cosa dovrebbe riuscirle. A me ha chiesto che cosa ne pensassi del suo arrivo nel talent di SkyUno. Penso sia una scelta scaltra, probabilmente intelligente, da vedere alla prova in onda. Del resto i giudici, soprattutto se stranieri, di solito hanno sempre vita facile. Vedi il caso di Mika, che sulla simpatia e sui suoi svarioni grammaticali ha costruito un impero. Poi ci sono Fedez ed Elio (che ne approfitta per smentire le voci di scioglimento delle Storie Tese, di fatto già piuttosto disunite da tempo) naturalmente. Mister Belisari torna in gioco dopo la (meritata) defenestrazione di Morgan.

martedì 19 maggio 2015

MORGAN PIGNORATO E LA GARANZIA DI UNA FIGURACCIA DIETRO L'ALTRA

«I talent show, ma soprattutto X-Factor, sono la tomba della creatività», dice ora un alterato Marco «Morgan» Castoldi dopo averne parlato bene (quand'era in onda), male quasi ogni anno in attesa dell'edizione successiva, e silurato definitivamente da Sky in vista della prossima, affidata ad Alessandro Cattelan con in giuria Skin, Mika, Elio (che ritorna perché non c'è più Morgan) e Fedez. Insomma, le opinioni dell'affabulatorio ma poco talentoso artista milanese sono a fisarmonica, ma a questo siamo abituati. Del resto le figuracce sono come le ciliegie: una tira l'altra.
Questa volta, al copione da ultimo atto, il nostro ha però aggiunto una chicca: «Mi piacerebbe che i titoli di domani fossero: “X-Factor” non ha pagato Morgan».

Pronta e al cianuro la replica delle reti di Murdoch e di FreemantleMedia, la società di produzione del talent. 
«Il compenso di Morgan è stato interamente liquidato da Sky e da Freemantlemedia ma è stato pignorato da Equitalia per un ''credito di oltre 300 mila euro'' che sarà quindi completamente estinto. Fremantlemedia e Sky hanno sottoscritto nel 2014 con l'artista e con la società che ne gestisce i diritti d'immagine (Edizioni Però srl) - spiega una nota - diversi contratti per la partecipazione di Morgan in qualità di giudice all'ottava edizione di X Factor Italia, accordi che prevedevano un compenso complessivo molto generoso, ben al di sopra degli standard di mercato. Sia Sky, sia Fremantlemedia hanno interamente liquidato la quota di spettanza della società Edizioni Però. La quota di spettanza dell'artista è stata invece sottoposta a pignoramento da parte di Equitalia Nord Spa, per il soddisfacimento di un credito di oltre 300.000 euro vantato dalla società di riscossione nei confronti dell'artista. Sia Fremantlemedia sia Sky, avendo ricevuto intimazione da parte di Equitalia Nord, hanno quindi provveduto e provvederanno a versare quanto dovuto alla suddetta società, estinguendo così ogni debito nei confronti di Morgan''. ''Nel contratto stipulato dall'artista con Fremantlemedia- continua la nota - era inoltre presente una clausola che prevedeva, in aggiunta al compenso di cui sopra, un 'bonus' legato al pieno e scrupoloso rispetto dei suoi impegni con la produzione. Il bonus non è stato corrisposto perché Morgan ha tenuto più volte pubblicamente una condotta incompatibile con i principi basilari di professionismo (disertando, ad esempio, un'intera giornata di registrazione del cosiddetto 'Bootcamp', che è andata in onda con soli tre giudici presenti, e lasciando in diretta una delle puntate della fase Live di X Factor), nonché adottando dei comportamenti incresciosi anche dietro le quinte''. ''Le dichiarazioni di Morgan nei termini riportati dalla stampa - concludono Freemantlemedia e Sky - appaiono del tutto prive di fondamento e diffamatorie. Ciò sorprende e amareggia una volta di più un gruppo di lavoro che negli anni ha fatto tutto il possibile per aiutare e supportare l'artista nella propria complicata vicenda umana e professionale, andando molto al di là di quanto normalmente avviene nei rapporti tra emittente, produttori e artisti, con pazienza infinita. Almeno fino ad oggi''.

venerdì 12 dicembre 2014

«X-FACTOR 8» * TRIONFA LORENZO FRAGOLA (E BYE BYE MORGAN)

Lorenzo Fragola, con la complicità di una funzionale Gianna Nannini, ha vinto l'ottava (un po' noiosa) edizione di «X-Factor», che come ho detto sin dal primo giorno era «il posto del Fragola». Preciso, intonato, gradevole, sempre sul pezzo, meglio da ascoltare che da sentir parlare, il diciannovenne siciliano nella squadra di Fedez ha meritatamente sfondato. Felpa blu, talento e naturalezza.
Meglio dell'incolore Ilaria (supportata da Tiziano Ferro e passata alla finale nonostante la bravura e lo spessore di Emma), più del cannonau inesploso Mario (abbinato ad Arisa), e senz'altro meglio del piccolo bluff Madh (in duetto con la sofisticata Malika Ayane). Un prodotto giovanilistico, pretestuosamente innovativo, soprattutto per il look e certi ammiccamenti stilistici, che non mi ha mai convinto del tutto. Lacca a parte. E che a quanto pare non è riuscito a turlupinare neppure il popolo del Televoto. E questa è stata (per me) una grande sorpresa.

Lorenzo ha fatto la sua parte, in una puntata che si è aperta dal Forum di Assago, a Milano, con l'omaggio alla fresca Chiara Galiazzo (ma il vincitore del 2013 non fu il già dimenticato Michele Bravi?). Bella voce che fatica a trovare grandi pezzi. Ma questo della carenza di autori è un problema comune.
Morgan, ormai certo dell'esclusione dai giochi della prossima edizione del talent, ha dato (come la scorsa puntata), il peggio del peggio di sé. Del resto da lui non ci si può aspettare che quello: tanto fumo, e poco arrosto. Fischiato dal pubblico (che ha offeso in tutta risposta), inutilmente provocatorio, ha trovato il peggiore modo di uscire di scena. Sbroccando. E inducendo il bravo Alessandro Cattelan a pronunciare la leggendaria frase: «Almeno qualcuno tra il pubblico si assuma la responsabilità di essere adulto».
Fra un David Guetta e un altro ospite internazionale, la serata è scivolata via nell'usuale imponenza. Con una Victoria Cabello da mettere ancora un po' a fuoco, Mika stranamente incolore, frenato dai deliri di Morgan, e Fedez, felice di constatare il tracollo del rivale di scrivania.

venerdì 21 novembre 2014

FRANCESCO DE GREGORI * «MI È PIACIUTO X-FACTOR, E IN TV VEDO TRUE DETECTIVE»

Questa mattina Francesco De Gregori è intervenuto nel programma "105 Friends" di Tony Severo e Rosario Pellecchia in onda su Radio 105 per presentare il suo nuovo lavoro "Viva voce". Ecco alcuni passaggi chiave dell'incontro:
 
IL TRIBUTO A LUCIO DALLA Nell'album c'è un piccolo ricordo di Lucio, il finale di "Santa Lucia". "Santa Lucia" era una delle canzoni che lui più amava delle mie. E' una delle canzoni del 76, eravamo bambini quando l'ho scritta e quando lui l'ha sentita, e quindi poi ho cominciato a mettere questo finale che cita il riff di "Come è profondo il mare".
Mi è piaciuta e l'ho messa anche nel disco come omaggio. A Lucio sono stati giustamente tributati molti omaggi dopo la morte, e questo è doveroso. Alcuni sono stati anche troppo spettacolari. Io trovo che in Italia abbiamo dei modi di spettacolarizzare la morte di personaggi pubblici. Mi ricordo per esempio Lady D ... Io su queste cose mi sono tirato indietro. Poi ognuno vive come crede e come sente la scomparsa delle persone che ama, però mi sembrava giusto che sul piano musicale potesse essere ricordato in modo così semplice. Tra due musicisti che hanno scritto due canzoni, forse la cosa migliore è dire "C'è questo ponte che ci lega al di là del fatto incidentale che tu sei morto e io sono vivo.
Le canzoni sono vive tutte e due e stanno insieme" 

«RIMMEL»? NON LA SOPPORTO PIU'
Nell'album ho scelto di inserire canzoni storiche e canzoni che non sono state premiate molto dagli ascolti, canzoni indifese, che non sono passate mai troppo alla radio. Con questa idea sono andato in studio con i musicisti. "Rimmel" non c'è perché non veniva bene. La musica è viva, a volte è talmente viva che scappa. "Rimmel" era noiosa: dopo 12 battute mi annoiavo io. Magari ci riproviamo tra un anno.... Io ho il dovere di non annoiare gli ascoltatori. 

GUARDO LE SERIE AMERICANE IN TV, COME «TRUE DETECTIVE» 
Ho scoperto di recente le serie televisive, ero molto diffidente. Guardo un po' di tutto, poi rimango agganciato e mi sparo anche cinque puntate in un pomeriggio. Io faccio un mestiere che mi permette di stare tutto un pomeriggio a casa. E lo chiamo cultura, ho l'alibi che tutto quello che sento e guardo, anche una partita di calcio, può diventare combustibile per una canzone. La colonna sonora della serie "True Detective" che parte dalla musica country, ma è virata con sapienza musicale contemporanea con suoni incredibili di oggi, è un tipo di musica che mi affascina molto perché c'è dietro un'invenzione sonora difficilissima da realizzare e che colpisce nel segno. 

«X-FACTOR» MI È PIACIUTO E IL LA RICERCA DEL SUCCESSO NON È UN MALE 
Mi è piaciuto molto andare a X Factor. Io non ho mai avuto alcuna prevenzione verso i talent. Ho visto come funziona questa cosa. Ho visto i ragazzi, li ho incrociati velocemente, ho visto delle belle facce e ho pensato che nei panni loro farei la stessa cosa perché tutti quelli che hanno talento desiderano il successo, non c'è nulla di male a desiderarlo.

martedì 18 novembre 2014

LE 10 COSE CHE MORGAN DIRA' PER GIUSTIFICARE IL SUO RITORNO A «X-FACTOR»

Il Paese, è evidente, non ha problemi più gravi. E il 98% della popolazione, puntando tutto sulla ben nota coerenza di Marco Castoldi (il nome all'anagrafe del nostro), è convinto che Morgan giovedì rientrerà a «X-Factor» dopo essersene andato «per sempre» (parole sue) la scorsa settimana.
Sono riuscito a scoprire le 10 giustificazioni che l'artista userà per motivare il suo ritorno nel cast del talent, al tavolo dei giudici. Eccole, in anteprima:

10)  Beethoven ha fatto nove sinfonie ma io ai miei ragazzi finora ne avevo fatte fischiettare solo cinque. Però su brani di Fabrizio De Andrè, Maroon 5 e Ricchi e Poveri.

9) Il giovedì sera non c'è niente su Sky Atlantic e se sto fermo devo provare a fare un disco che venda qualche copia.

8) Restando a casa spaventavo Dario Argento, che ogni tanto passa ancora a trovarmi.

7) Mika sono scemo: non potevo sopportare l'idea che al mio posto prendessero Mara Maionchi o Costantino Della Gherardesca. Se va avanti così, finisce che si accorgono del bluff.

6) Ho preso il nuovo Samsung e volevo farmi un selfie con Fedez nudo per vedere la resa del colore sfruttando il pavè di tatuaggi. So fare anche il bilanciamento del bianco in aramaico.

5) Avevo dimenticato in camerino la compilation di Natale di Cristina D'Avena.

4) Victoria Cabello doveva ancora spiegarmi che cos'è l'accordo di settima.

3) Sul contratto c'era una penale che mi avrebbe procurato una ciocca di altri 78 capelli bianchi. E col look che mi ritrovo, signora mia, non posso permettermelo.

2) Dovevo portare il chiwawa di Luca Tommassini a fare pipì. Un bell'applauso al nostro Luca Tommassini!

1) A casa, giovedì, gnocchi. E pur essendo lo gnocco un cibo nobile, che sta in una dimensione spazio-temporale mai del tutto percepita, in bilico tra un gusto raffinato e quel popolare che non sfigura; pur essendo lo gnocco un balsamo per le papille gustative, e se vogliamo anche la disincantata panacea dei mali di quest'Occidente che vive schiacciato fra il consumismo e la massificazione da social network, a me gli gnocchi fanno cagare.

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