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venerdì 14 dicembre 2018

MARA MAIONCHI CHE DICE «MINCHIA» NON SALVA «X-FACTOR» DALLA NOIA

Il rapper Anastasio e Mara Maionchi.
Suvvia, può bastare Mara Maionchi che ogni tanto, in modalità random, proclama «minchia!» o «cazzo!» (qualsiasi cosa a seguire o a precedere) per salvare «X-Factor» dalla noia in cui è piombato il format? No, non può bastare. 
Mara è simpatica, molto più scafata di quel che lascia intendere la sua ruspante presenza scenica, ma «X-Factor» sembra bollito. E non basta la finta trasgressione della parolaccia, dello sfogo puramente estetico, a rianimare il paziente.
La sua edizione più dimenticabile, funestata peraltro da vagonate di neri pubblicitari, si è conclusa ieri con la vittoria annunciata del rapper Anastasio. Che non si capisce se abbia simpatie per Casa Pound o per il Mulino Bianco. Furbescamente non scioglie le riserve. Penalizzati i Bowland, che meritavano certo di più.

Il problema in questo caso (purtroppo) non è più la musica. Che bene o male replica e consuma facce, canzoni e talenti con una velocità devastante. È il format che avrebbe bisogno di prendersi almeno due anni di pausa. Ma non credo che Sky se lo possa permettere, avendoci innervato tanta parte del palinsesto e contando anche su «X-Factor» per dare un senso agli abbonamenti.
La barca fa acqua e i marinai prendono il largo: Fedez e Manuel Agnelli hanno già detto addio, e Lodo Guenzi si è rivelato una sòla come gli occhiali a raggi X che vendevano illo tempore sui giornaletti. Nella finale gli altri giudici gli hanno dato un po' di lustro, ma si intuisce che anche lui non sia destinato a restare.
Alessandro Cattelan è molto bravo e Mara «minchia!» Maionchi porta il suo coté adolescenzial-triviale che strappa il sorriso.
Ma è tutto già visto, è tutto risaputo.

mercoledì 28 maggio 2014

«THE VOICE OF ITALY» * DIETRO LE QUINTE ASPETTANDO LA FINALE (FOTO DI BACKSTAGE)

«The Voice of Italy» 2014 è quasi in dirittura d'arrivo. Mancano ancora la semifinale, in programma stasera, e la finale, prevista per la prossima settimana. 
È stata un'edizione segnata soprattutto dalla presenza di Suor Cristina Scuccia, la perla del team di J-Ax, che ha monopolizzato l'attenzione dei media oscurando un po' il percorso degli altri concorrenti. Tutti terrorizzati dal confronto con lei. Vincerà, come probabile, o il Televoto non la premierà. Staremo a vedere. Insieme con la veterana, materna Raffaella Carrà, le trasgressioni di Piero Pelù, imborghesito dalla prima serata, e le risate di Noemi, impegnata a contrastare gli axforismi del rapper milanese. 
Ho fatto un giro dietro le quinte del talent-show di Raidue, ed eccovi alcune immagini di backstage, che fanno capire che aria si respira dietro le quinte della trasmissione. Fra ansie, confusione, scherzi, regie mobili, elementi di scenografia, bottiglie d'acqua che si consumano a litri, e i concorrenti che attendono di esibirsi, oppure guardano sui monitor le performance degli altri. Fra un selfie e l'altro, che non passa mai di moda. Almeno per ora.













mercoledì 5 febbraio 2014

IL PASSAGGIO DA MEDIASET A SKY POTREBBE FARE BENE A «ITALIA'S GOT TALENT»

Il recentissimo acquisto del format di «Italia’s Got Talent» da parte di Sky (che l’ha comprato da FreemantleMedia scippandolo a Mediaset) è un’operazione della quale sulle prime non ho capito la strategia. Si parla, in fondo, della versione 2.0 de «La Corrida». Un classicone di Corrado (ri)portato al successo da Maria De Filippi, Gerry Scotti e Rudy Zerbi (con l'appeal sexy di Belen Rodriguez) in versione talent-show. Quindi del varietà dalla formula più generalista del mondo, se si va a esaminarne l’essenza. Difficile immaginarlo su una rete a pagamento. E invece, forse, a pensarci bene, si tratta di una bella mossa.
Che nasce sotto il segno dei vari «X-Factor» e «Masterchef», da anni dominatori della scena sulle reti di Murdoch.
Naturalmente Sky dovrà renderlo più fighetto, appetibile e stravagante (come struttura e composizione della giuria, per esempio, che andrà totalmente rimpiazzata); lo potrà trasformare senza sensi di colpa da prime time in qualcosa di molto più cattivo di quanto sia ora. Del resto il materiale umano si presta. Infine, potrà sfruttare il vasto bacino dei casting di cantanti disperati e piccoli casi umani del pentagramma obbligatoriamente esclusi da «X-Factor». Attenzione, perché «Italia’s Got Talent» su Sky forse non è poi un’idea così balzana come può sembrare a prima vista.

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