C'è chi parla inglese, e chi straparla inglese. Chi lo utilizza, come me e credo la maggior parte delle persone, per conversare, cavarsela in certe situazioni, capire e farsi capire. Lo stretto indispensabile. E poi ci sono, meravigliosi, gli straparlatori d'inglese. Quelli che per posa, snobismo, sottile voglia di dimostrare padronanza e superiorità (non si capisce bene in che cosa) piazzano l'inglese ovunque. In ogni frase, in ogni documento, in ogni post, in ogni piega della loro vita. Con un'ostentazione degna di migliori cause. Facendoti notare, tra l'altro, che hanno una perfetta pronuncia americana. Frutto magari di sudati studi (e chi lo nega?) o di anni di lavoro passati a Londra o negli States. Ho sentito anglofoni a tutti i costi scusarsi per aver dato comunicazioni anche in italiano «perché purtroppo non tutti parlano inglese». E magari non vivono e lavorano a Manhattan, ma a Paderno Dugnano. E magari hanno un italiano persino un po' zoppicante. Cari amici, non vi dedico un Fuck You perché vi darei implicitamente ragione, ma un bel vadavialcü nostrano, è già lì bello e impacchettato. Basta solo ritirarlo. Take Away.mercoledì 10 settembre 2014
C'È CHI SA PARLARE INGLESE, E CHI STRAPARLA IN INGLESE
C'è chi parla inglese, e chi straparla inglese. Chi lo utilizza, come me e credo la maggior parte delle persone, per conversare, cavarsela in certe situazioni, capire e farsi capire. Lo stretto indispensabile. E poi ci sono, meravigliosi, gli straparlatori d'inglese. Quelli che per posa, snobismo, sottile voglia di dimostrare padronanza e superiorità (non si capisce bene in che cosa) piazzano l'inglese ovunque. In ogni frase, in ogni documento, in ogni post, in ogni piega della loro vita. Con un'ostentazione degna di migliori cause. Facendoti notare, tra l'altro, che hanno una perfetta pronuncia americana. Frutto magari di sudati studi (e chi lo nega?) o di anni di lavoro passati a Londra o negli States. Ho sentito anglofoni a tutti i costi scusarsi per aver dato comunicazioni anche in italiano «perché purtroppo non tutti parlano inglese». E magari non vivono e lavorano a Manhattan, ma a Paderno Dugnano. E magari hanno un italiano persino un po' zoppicante. Cari amici, non vi dedico un Fuck You perché vi darei implicitamente ragione, ma un bel vadavialcü nostrano, è già lì bello e impacchettato. Basta solo ritirarlo. Take Away.Post più popolari
-
Il nuovo fenomeno del web di chiama Raffaella Giordano , in arte Parvolo , e vive a Sant'Antonio Abate, nel Napoletano. Dove tra non ...
-
LA VERSIONE INTEGRALE DELLA LETTERA CHE MARIA LUISA BUSI, VOLTO DEL TG1, HA INVIATO AL DIRETTORE AUGUSTO MINZOLINI. «Caro direttore ti ...
-
La rampante Candida Morvillo , nota al pubblico soprattutto come sosia di Malika Ayane, non dirige più Novella 2000. L'ha rimpiazzata Fr...
-
Cristina Mariotti, Jimmy il Fenomeno e Pierangelo Masarati. Se per te Jimmy il Fenomeno era solo quel tipo sui generis (eufemismo) c...
-
È un’ Iva Zanicchi col fiuto de «La signora in giallo». A 67 anni suonati (ma anche cantati e arrangiati), Mara Maionchi si trova a gestire...
-
La talent scout Marika Cislaghi, titolare dell'agenzia Parterre. Avete presente 90.000 spettatori? È una volta e mezza la capienza...
-
Paolo Limiti. Conobbi Paolo Limiti (che se n'è appena andato a Milano per un tumore a 77 anni) mezza vita fa, durante il mio perco...
-
Il conduttore tv Ettore Andenna. Se vuoi fare strada (meglio, carrareccia) nel giornalismo “impantanativo”, lavora per Oggi. Il giorna...
-
L'ingresso della sede di «Striscia la notizia», a Cologno Monzese. Prima fu Milano 2, zona laghetto sei cigni, a Segrate. Da qual...
-
Il cantautore Achille Lauro. La voce di Achille Lauro è debole e spesso sgradevole. Eppure potrebbe diventare il nuovo Claudio Baglioni. Ved...
