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venerdì 9 gennaio 2015

IL BLITZ A PARIGI * E SE CI FOSSE STATA UN'INVIATA DI BARBARA D'URSO?

Pensa se ci fosse stata un'inviata del «Pomeriggio 5» di Barbara D'Urso a Parigi, sul luogo del blitz delle teste di cuoio francesi:
«Allora, voi teroristi islamici (ma un nome meno complicato, no?), metteteve de qua... E sparate ar cenno mio. Voi ostaggi terorizzati là sul fondo. Vediamo de fa' un po' de faccine spaventate davèro, che qui nun stàmo a scherzà! Poi io esco, che nun ve posso di' tutto... Quanno entrano quell'artri, come se chiamèno, 'e teste de cuoio, ce sarà fumo. Urlate, ma senza esaggerà, che poi a casa nun me se sente e stàmo a fa la tv der pomeriggio, nun bisogna allarmà troppo la gggènte. Sì vve libbérano, un zaluto veloce co' la manina a Barbara uscendo da la porta principale. Si mme restate pe' tèra morti, metteteve ordinati che quanno entro nun vojo trovà casino né sangue, che me se 'nsozzano 'e scarpe de Prada. Er primo ferito che parla càa Rai, moo magno».

giovedì 8 gennaio 2015

L'ITALIA CONTRO IL TERRORISMO ISLAMICO: UN MARIO SECHI IN OGNI REDAZIONE

Anche l'Italia corre ai ripari e studia drastiche contromisure. Dopo i tragici fatti di Parigi, che hanno colpito così duramente la redazione del giornale satirico Charlie Hebdo minacciando a livello mondiale la libertà di stampa, il Governo Renzi - d'intesa con l'Ordine dei giornalisti - non sta certo a guardare.
Il progetto è quello di piazzare, entro il prossimo mese, all'interno di ogni redazione dello Stivale, il noto collega Mario Sechi (nella foto), già direttore de Il Tempo e de L'Unione sarda. La sola presenza di Sechi, secondo i servizi segreti, gli esperti in materia di guerriglia, e lo stesso Diego Dalla Palma, sarebbe un forte deterrente contro qualsiasi atto di terrorismo. Generico o islamico che sia. Una volta introdottisi all'interno di qualunque redazione con l'obiettivo di devastarla, i criminali si troverebbero faccia a faccia con il Sechi, e non potrebbero fare altro che fuggire subito terrorizzati.
Secondo Nichi Vendola di Sel si tratterebbe di una misura persino eccessiva, sanzionabile dal Tribunale dei diritti dell'uomo. Favorevole invece il Movimento 5 stelle: «Ci troviamo di fatto in un clima di guerra» dicono i grillini «e bisogna dare un segnale forte».
Resta il problema della bi, tri o quadrilocazione di Sechi. Il giornalista, com'è ovvio, non può essere contemporaneamente in tutte le redazioni più a rischio. Si pensa quindi di farlo spostare continuamente in auto per l'Italia, incappucciato (per la sicurezza degli uomini dei Nocs che lo accompagnano) con un calendario apparentemente casuale e ripetitivo. Scartata la proposta di Matteo Salvini di proiettare l'immagine del Sechi attraverso decine di ologrammi. I terroristi potrebbero accorgersi del bluff. «In emergenza» fa sapere il Ministero dell'Interno «ricorreremo ad Alessandro Sallusti».

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