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giovedì 14 aprile 2022

LA D'URSO È TORNATA, GLI ASCOLTI UN PO' MENO

Barbara «Carmelita» D'Urso ne La pupa e il secchione show.

Lady Barbara D'Urso (64) è tornata. Per la precisione su Italia 1, con una versione riveduta e corretta de La pupa e il secchione. Un classico della rete, che al debutto ha portato a casa un onesto 12% di share, dimostrando però che Mediaset dopo il GFVIP in definitiva non può fare a meno di garantire quote di debordante trash in palinsesto. Nonostante Miss #colcuore sia stata fortemente ridimensionata da Pier Silvio Berlusconi (quest'anno le sono stati tolti due dei tre programmi che aveva su Canale 5), per rimpolpare gli ascolti della seconda rete del gruppo hanno dovuto ancora ricorrere a lei. Declassata ma felice. Dopo una prima fase, però, l'audience è però calata. Ma non sarebbe ora di regalare alla Signora un bel seguito della fiction "La dottoressa Giò" come premio alla carriera? 

VOTO: 5

(TRATTO DAL PAGELLONE DELLO SPETTACOLO DI FRANCO BAGNASCO PER I SETTIMANALI VERO E VERO TV)

domenica 20 febbraio 2022

LA NUOVA CHANCE PER BARBARA D'URSO SI CHIAMA «LA PUPA E IL SECCHIONE»

La conduttrice di origine partenopea Barbara D'Urso.

Dopo la parentesi a guida Simona Branchetti (la giornalista ha portato a casa suppergiù i suoi stessi risultati d'ascolto costando meno), Barbara D'Urso (64) è tornata al timone di "Pomeriggio 5". Miss #colcuore ha perso questa stagione due programmi, Domenica Live e Non è la D'Urso, ed è stata costretta da tempo a virare verso una formula che preveda più cronaca e meno trash, che però di recente ha rifatto capolino con le storie del GFVIP. La novità è che la nostra tornerà fra non molto in prima serata, ma "retrocessa" su Italia 1, per condurre in studio "La pupa e il secchione". Un classico dell'intrattenimento leggero di Mediaset, rimasto fermo per qualche turno. Una zampata da leonessa? No, probabilmente solo un colpo di coda, in attesa di dicembre, quando scadrà il suo contratto a Cologno Monzese. Dopo quella data, liberi tutti. 

VOTO: 6

(TRATTO DAL PAGELLONE DELLO SPETTACOLO DI FRANCO BAGNASCO PER I SETTIMANALI VERO E VERO TV)



martedì 7 settembre 2021

«OBBLIGO VAGINALE»: BARBARA D'URSO DEBUTTA CON LA GAFFE, MA SA DI RECITATO

La conduttrice tv Barbara D'Urso.
Ieri Barbara D'Urso in versione condensata (quest'anno le hanno tolto due programmi su tre e quello che è rimasto dura un'ora lorda, quindi siamo davvero ai minimi termini dopo i fasti degli ultimi anni) ha debuttato a «Pomeriggio 5» con una gaffe epocale e a mio avviso studiatissima, ma posso sbagliarmi, naturalmente: il leggendario «Obbligo vaginale». Che secondo una vignetta satirica - peraltro molto divertente - circolante già da un po' avrebbe pronunciato il buon vecchio Silvio Berlusconi.

Ora l'epic fail che fa tanta simpatia verrà ripreso da Striscia la notizia, da Blob, si ridacchierà un po' ovunque sui tram e negli uffici (per chi ha il green pass e non è più in smart working, naturalmente), e la Signora gioirà, perché ha consegnato un'altra perlina alla storia del trash. Una di quelle che fanno parlare di sé. Correttasi sul finale, ha chiesto scusa, ha apparecchiato un po' d'imbarazzo fra i deliziosi sorrisini degli opinionisti in studio, e via. C'è poco da fare: D'urso avrà i suoi difetti, ma sa fare comunicazione. #Colcuore, naturalmente. E a quanto pare non soltanto con quello.

martedì 23 febbraio 2021

L'AGONIA DI BARBARA D'URSO * IL SUO LIVE DOMENICALE RISCHIA LA CHIUSURA ANTICIPATA

Barbara D'Urso sembra contrariata per l'imminente chiusura del suo programma domenicale.

Come annuncia Giuseppe Candela su Dagospia, potremmo essere vicini alla fine dell'ormai agonizzante Live - Non è la D'Urso. Il talk domenicale di prima serata di Canale 5, in forte crisi da tempo, dovrebbe chiudere entro la fine di marzo ed essere sostituito dall'11 aprile da una versione serale di Avanti un altro, il quiz show di Paolo Bonolis e Luca Laurenti. Questi i rumors accreditati a Cologno Monzese, dove il pentolone è in fermento. Il programma a mio avviso è imbarazzante, come buona parte della produzione dursiana. Ma la donna, che ha dalla sua il potente Mauro Crippa, sinora ha tenuto botta grazie soprattutto al suo stakanovismo.

Piombato ormai da settimane su ascolti preoccupanti (attorno al 12%), nonostante i proclami social contrari della conduttrice, Live è il tallone d'Achille di Barbara D'Urso. Carmelita, come la chiamano i suoi fan, è sempre prodiga di rassicuranti hashtag come #colcuore e #caffeuccio, ma l'aria che tira dietro le sue produzioni non è affatto buona. Tra gli addetti ai lavori c'è chi ventila un'imminente promozione con rimozione incorporata (bisognerà studiare il modo: da qualche tempo la nostra parla di un ritorno alla fiction), chi semplicemente prevede l'imminente fine di un'epoca. Staremo a vedere.


lunedì 6 aprile 2020

450 MILA PERSONE HANNO FIRMATO CONTRO LA TV DI BARBARA D'URSO

Sul web ha raggiunto una cifra record la petizione contro la tv di Barbara D'Urso.
A memoria mia, mai numeri così alti nella storia della nostra Repubblica furono registrati per esprimere dissenso contro un programma televisivo.
La petizione aperta da Mattia Mor sulla piattaforma specializzata Change.org e battezzata «Cancellare i programmi di Barbara D'Urso» (si trova a questo il link) è arrivata in una settimana all'incredibile cifra di 450 mila firmatari.

Quattrocentocinquantamila persone che aderiscono all'appello rivolto a Mediaset e a Fedele Confalonieri per togliere dai palinsesti programmi come «Live - Non è la D'Urso», «Pomeriggio 5» e «Domenica Live». Insomma l'infotainment dalla cifra trash di Maria Carmelita D'Urso in arte Barbara. L'iniziativa popolare, ormai un vero e proprio urlo di massa che è diventato virale sul web, è nata dopo la discussa performance televisiva dell'Eterno riposo per i morti di Coronavirus, pronunciato in diretta tv dalla conduttrice insieme con il suo ospite Matteo Salvini.

Il frame che immortala l'Eterno riposo in diretta di D'Urso e Salvini sulla pagina della petizione on-line di Mattia Mor.
«Purtroppo sappiamo la caratura culturale dei suoi programmi» recita il testo della petizione «ma questa volta ha superato il limite ... Questa operazione ha sfruttato ancora una volta il potere della religione sugli anziani, così da rafforzare la sua personalità e il suo programma, indegno culturalmente. Questa volta però facendo anche politica e dando un ottimo strumento di propaganda a Salvini». L'appello si chiude con una richiesta: «venga cancellato il suo programma defintivamente!». Anche se nel titolo della raccolta di firme si parla al plurale, dei «programmi di Barbara D'Urso», quindi l'opera omnia.


Sulla vicenda si era espresso anche Lucio Presta, uno tra i più influenti agenti italiani, che cura gli interessi di Paolo Bonolis e di molti altri artisti. Presta ha sparato alzo zero contro la conduttrice partenopea: «Posto che l’orrore televisivo che produce ogni giorno – è una parte del suo commento, postato sui social – ogni mese, ogni anno, la suora Laica in paillettes (naturalmente nulla a che fare con le Suore Laiche vere che sono esempi da seguire ) è ormai da tempo sotto gli occhi di tutti e quindi vorrei non tornare sull’argomento quello che mi domando ogni giorno è: come mai una Testata giornalistica VIDEONEWS accetta di mettere la Firma su tanto poco e tanto orrore?».

Io ho analizzato QUI l'exploit televisivo sul piano della comunicazione, mentre Selvaggia Lucarelli, sempre su TPI ha tracciato un profilo della tv e dello stile di Barbara D'Urso. A seguire, uno dei padri fondatori della tv italiana, Maurizio Costanzo, ha detto di aver provato «disagio e imbarazzo» per quanto visto. E Costanzo, non dimentichiamolo, lavora per la stessa Mediaset, così come sua moglie Maria De Filippi. 
Insomma una vicenda complessa. Resa ancora più intricata da questa sollevazione popolare contro il D'Urso style. 
450 mila persone sono un esercito. E se non sono in grado di esercitare una censura (le censure del resto sono sempre sgradevoli; gli spettatori possono esprimere in questo modo solo un loro desiderata) certo danno indicazioni di gusto e orientamento molto precise.

venerdì 20 dicembre 2019

SALLUSTI METTE IL DITO FRA D'URSO E LUCARELLI: FINIRÀ IN TRIBUNALE

Da sinistra, Barbara D'Urso, Alessandro Sallusti e Selvaggia Lucarelli.
A volte uno si domanda: ma chi te lo fa fare? Già, chi l'ha fatto fare ad Alessandro Sallusti, dalle colonne de il Giornale, di infilarsi in una querelle tra Barbara D'Urso e Selvaggia Lucarelli? Con tanti problemi che ha questo Paese, e con il dovuto rispetto per le due signore, ci sono forse temi un filino più importanti da trattare. Giusto un filo. Ma magari sbaglio.

Eppure il direttore del Giornale di Via Negri ieri ha dedicato un intero editoriale di prima pagina all'attacco a testa bassa alla firma di un'altra testata (Lucarelli scrive per il Fatto quotidiano) non per un articolo da lei vergato, ma per un tweet ironico che l'opinionista ha dedicato alla D'Urso. Fra le due da tempo non corre buon sangue, e questo è risaputo.
La domanda iniziale me la pongo non tanto perché pensi che ci sia un mandante (lungi da me, figurati se il direttore del Giornale di proprietà della famiglia Berlusconi si presta a un'operazione del genere), ma proprio per un fatto di opportunità. In quanto ora la questione finirà in Tribunale, con una querela preannunciata da Lucarelli oggi sul Fatto quotidiano.

Si parlava di Vessicchio. Non il sanremese maestro Beppe, ma Sergio, il giornalista radiato dall'Ordine per aver stigmatizzato la presenza di una guardalinee femmina in una partita di calcio locale. Il non proprio femminista Vessicchio viene chiamato in trasmissione dalla D'Urso (che quindi gli dà voce), ma la patata bollente le sfugge di mano: Vessicchio s'infiamma, muove critiche al programma, e viene silenziato dalla conduttrice, che gli fa chiudere l'audio, e tanti saluti. Lucarelli su Twitter commenta: «C’è il giornalista radiato dall’Ordine dei giornalisti che ha appena detto alla D’Urso, in diretta, che la sua televisione è becera. Ridategli il tesserino da giornalista!». Una battuta che gioca sul paradosso e ammicca al genere televisivo trash fieramente cavalcato da zia Carmelita.

Sallusti brandisce la penna, e in un editoriale intitolato «Donne che odiano le donne di successo» fa una ricostruzione del programma nella quale afferma che Vessicchio «l'altra sera ha sfogato il suo odio contro il gentil sesso dando di fatto e in diretta delle zoccole a Barbara D'Urso e alle sue ospiti» e aggiunge: «Nella contesa che ne è seguita un'altra donna, Selvaggia Lucarelli, ha preso le parti di Vessicchio: "Sante parole - riassumo il suo post - a Vessicchio va ridata la tessera da giornalista”. Non so se la Lucarelli ... parli in quanto esperta di zoccolaggine o di giornalismo».

Una frase che non va di certo per il sottile, sempre in materia di femminismo e dintorni. Alla quale Lucarelli risponde oggi sul Fatto quotidiano preannunciando querele e contestando la prima asserzione («Mi attribuisce un fatto mai avvenuto (e lo attribuisce pure a Vessicchio): polpetta avvelenata della Santanché? Il direttore inventa una notizia e dalla sua notizia deduce che io odi le donne, come se poi tutte fossimo la D'Urso. Spero nessuno si offenda se dico che ho molte amiche che piuttosto che essere identificate con Barbara D'Urso preferirebbero sminare l'Afghanistan») e facendo pelo e contropelo al collega. Sallusti viene definito «suffragetto della D'Urso», si fa un richiamo alla compagna del giornalista «Patrizia, spesso ospite nei suoi salotti tv», e c'è spazio anche per un altro rilievo. Nel suo articolo il direttore rinfaccia alla Lucarelli di essere giornalista iscritta «nel sottoelenco dei pubblicisti»
Disgraziatamente nel suo pezzo Sallusti fa un errore d'ortografia: utilizza un GLI al posto del LE, e la rivale lo incarta chiosando così: «Suvvia, lo sappiamo perfino noi pubblicisti».

lunedì 2 dicembre 2019

COSTANZO CONTRO IL D'URSO STYLE: «È TELEVISIONE? NUTRO SEMPRE PIÙ DUBBI»

Maurizio Costanzo e Barbara D'Urso.
Nella sua rubrica settimanale sul quotidiano Libero, «Buona Tv a tutti», il sempre cauto Maurizio Costanzo ha sparato ieri una bordata alzo zero contro la televisione di Barbara D'Urso. Un colpo secco e sferzante. Ecco a seguire la testuale riflessione del conduttore del Costanzo show:

«Ho sentito Barbara D’Urso annunciare in televisione che in una prossima puntata del suo programma, sarebbe stato ospite un giovanotto di ventidue anni, desideroso di fare l’amore con Lory Del Santo o con Carmen Di Pietro, e quest’ultima ha accettato. 
Mi è venuto un senso di smarrimento e anche di malinconia. Non bastava Sgarbi che duellava contro Vladimir Luxuria, adesso abbiamo anche il giovane «in calore» che propone le sue preferenze. È televisione? Nutro ogni giorno sempre più dubbi».

Una presa di posizione, quella di mister «Buona camicia a tutti», che assume maggior valore simbolico proprio perché viene non solo da un personaggio storico del piccolo schermo, ma anche da un volto che da sempre lavora per casa Mediaset, e che spara su un prodotto (anzi, su una serie di prodotti, visto che contesta in generale il metodo televisivo) dell'azienda per cui lui stesso realizza contenuti. È l'inizio di una guerra interna, una baruffa, oppure la semplice contestazione su uno stile di programmazione, o l'assenza di uno stile?

Ieri non è stata una buona giornata per la conduttrice di «Domenica Live», «Pomeriggio 5» e «Live - Non è la D'Urso». Contro di lei e contro un altro giornalista di punta di Mediaset si è scagliato anche l'ottimo Nanni Delbecchi, critico televisivo de Il Fatto quotidiano. Ecco la riflessione di Delbecchi: 
«Non servono quote rosa, servono quote di competenza alla peggior televisione italiana di sempre, ai talk ormai in piena deriva trash, dai guantoni di Mario Giordano alle colonscopie di Barbara D’Urso».

giovedì 18 luglio 2019

FACEAPP FA BOOM ED ESPLODE ANCHE LA SATIRA SUL WEB

Barbara D'Urso nel 2057 sarà ancora in attività?
Il boom di FaceApp, l'applicazione che invecchia (ma non solo) i volti delle persone, ha fatto esplodere anche la satira on-line, alla quale do, come sempre, il mio modesto contributo facendomi aiutare a pennellare una Barbara D'Urso da sempre (e per sempre?) sulla breccia.
La conduttrice di «Pomeriggio 5», «Domenica Live», «Grande Fratello» e «Live - Non è la D'Urso», colonna di Mediaset, è uno tra i personaggi più popolari della televisione. E in una tv dai programmi che restano immutabili per lustri e decenni, è lecito immaginarsi una D'Urso nel 2057 ancora sotto le luci ben addomesticate degli studi di Cologno Monzese. 
Tra le celebrities finite oggetto di ironia grazie all'app che modifica i tratti somatici ci sono ovviamente Matteo Salvini e Luigi Di Maio, ma anche Papa Francesco, Cristiano Ronaldo, Belen Rodriguez, Ariana Grande, Donald Trump, Sfera Ebbasta, Rocco Siffredi, Mauro Icardi, Gigi Buffon, Thanos, Silvio Berlusconi ed Harry Potter. Una compagnia di giro, come si può notare, a dir poco variopinta e straordinaria. Ma il gioco è appena iniziato, e dovremo vederne ancora delle belle. Magari con qualche ruga in più.

lunedì 19 marzo 2018

D'URSO PRONTA PER IL «GRANDE FRATELLO» DEI NON FAMOSI (IL PROBLEMA È DISTINGUERLI)

«La Tv abbassa». Barbara D'Urso si accaparra il GF11.
Barbara D'Urso, dunque, condurrà il GF15, quello dei non famosi, il cosiddetto GFNip, delle Not Important Person. Quello tariconiano delle origini, insomma.
Oddio oggi è un po' difficile distinguerlo, il «Grande Fratello» dei personaggi popolari da quello degli sconosciuti, perché in genere tutti i cast si sono omologati a un livello di marginale notorietà degli inquilini della Casa che fa tanto Festa degli sconosciuti di Ariccia.
Si va di sfumature da occhio esperto, come in certe tele a pastello. Il GF dei famosi è pieno di palestrati e pischelle a fama men che condominiale, piazzati fra qualche folkloristico avanzo dello star-system nostrano. Ne restano pochissimi, sono tutelati come i panda, e a volte te li ripropongono perché non sanno più chi prendere.
In quello degli sconosciuti si pesca tra vecchi e nuovi casting, retrobotteghe d'agenzia, provini on the road. Ma è sempre più dura portare a casa la pagnotta.

Alla conduzione, finalmente un volto nuovo: lady Barbara D'Urso, la highlander di Cologno Monzese. Che alla riposante doppietta «Pomeriggio 5» e «Domenica Live» aggiunge ora il defatigante Big Brother. Non ci riuscirebbe neanche Thor. 
Se gli attori di teatro sognano di morire sul palco, immagino che Barbarella (il più tardi possibile) si auguri di finire i suoi giorni tra le braccia di un assistente di studio mentre le passa il bicchierino d'acqua. Si spera non durante un nero di pubblicità, perché sarebbe una sfortuna micidiale.
Si scherza, naturalmente: per il Grande Fratello la D'Urso è tagliata, resta una numero uno della diretta, e manovra con sapienza i suoi burattini. Non a caso Canale 5 le affida metà dei palinsesti della rete. Ormai c'è gente che se mette sul 5 e non trova la D'Urso pensa ci sia un guasto e chiama l'antennista.


venerdì 9 gennaio 2015

IL BLITZ A PARIGI * E SE CI FOSSE STATA UN'INVIATA DI BARBARA D'URSO?

Pensa se ci fosse stata un'inviata del «Pomeriggio 5» di Barbara D'Urso a Parigi, sul luogo del blitz delle teste di cuoio francesi:
«Allora, voi teroristi islamici (ma un nome meno complicato, no?), metteteve de qua... E sparate ar cenno mio. Voi ostaggi terorizzati là sul fondo. Vediamo de fa' un po' de faccine spaventate davèro, che qui nun stàmo a scherzà! Poi io esco, che nun ve posso di' tutto... Quanno entrano quell'artri, come se chiamèno, 'e teste de cuoio, ce sarà fumo. Urlate, ma senza esaggerà, che poi a casa nun me se sente e stàmo a fa la tv der pomeriggio, nun bisogna allarmà troppo la gggènte. Sì vve libbérano, un zaluto veloce co' la manina a Barbara uscendo da la porta principale. Si mme restate pe' tèra morti, metteteve ordinati che quanno entro nun vojo trovà casino né sangue, che me se 'nsozzano 'e scarpe de Prada. Er primo ferito che parla càa Rai, moo magno».

sabato 31 maggio 2014

E' USCITO «B», IL MAGAZINE DI BARBARA D'URSO (E ORA VE LO RACCONTO)

Sapendo che in America il prestigioso Time è appena uscito con un trans in copertina, e che in Italia da questa settimana Barbara D'Urso ha un suo magazine, che guarda caso si chiama B, il candidato ha trenta secondi per spiegare dove stia andando l'editoria.
Facili ironie a parte, lo vedi qui accanto, il primo numero del settimanale della signora della tv pomeridiana (per le amiche «Carmelita»), spara in copertina una chicca dietro l'altra. Vediamole insieme. Il servizio d'apertura, «Fate come me per essere più belle», immagino suggerisca alle casalinghe l'acquisto di morbide luci flou da studio applicate alla telecamera destinata a inquadrarle rigorosamente dallo stesso profilo, con l'aggiunta di esperte truccatrici e di un banco di regia. Un pacchetto forse non economicissimo per chi spende «Solo 1 euro» per comprare il giornale, ma con l'aiuto di una buona finanziaria il prestito agevolato è dietro l'angolo.
E se riesci a resistere al pezzo sui «Cibi cattura sole» (attenzione, non sòle, non siamo mica in onda) e a quello sulle «Creme di bellezza fai da te», non potrai lasciare il giornale sul bancone pensando a «Make up a ritmo di samba». Seguito immagino, sul prossimo numero, da «Truccati con il Parkinson».
E se pensi che l'intervista alla (da lustri) poco esposta Manuela Villa sul tema: «La verità su mio padre che non posso dire in tv» sia qualcosa di già visto, letto o sentito, verrai senz'altro smentita/o. La sapida Barbarella saprà cucinare una deliziosa minestra anche con questa zuppa riscaldata già nel mesozoico.
Arriva l'estate, e chi non ha bisogno di «Ricette light» o piccanti «Costumi a prova di curve»? Soprattutto se fai in auto la Costiera Amalfitana. Nel dubbio, prendi una taglia in più. A prima vista qualcuno potrebbe trovare meno attraente l'articolo «Crea una lampada con i cucchiai di plastica», ma d'altra parte, non la senti forse come un'esigenza primaria? Non ti sei appena dato una manata in fronte esclamando: «Perdìo, come ho fatto a non pensarci prima?». E giù a recuperare cucchiai di plastica da parenti restii che giustamente vogliono tenerseli tutti per sé. 
Ma «B» non è solo frivolezze. Ecco il pezzo che ti avvicina alla tv del dolore tanto cara a Barbara: «Storie di donne. La mia bambina partorita sul divano». All'interno, immagino, particolari inquietanti sulle televendite che la partoriente stava guardando al momento di sgravare, e un box che consiglia l'acquisto di un copri-divano floreale impermeabile Bassetti. Che se ti si aprono le acque sul comò, di problemi in linea di massima non ce ne sono. Ma sul divano, santo cielo, almeno salviamo le apparenze e l'acquisto. Sul prossimo numero: «Venire al mondo facendo spinning».
Lady D'Urso saluta tutti i lettori, rassicurandoli. La sua nuova rivista è fatta di «100 pagine senza pubblicità». La nota furbizia orientale della soubrette non ci consente di capire meglio, ma potrebbe essere colpa o merito della crisi, non una scelta volontaria. Sarebbe stato molto più carino scrivere: «Noi la pubblicità non vogliamo, né ora né mai». Forse sul prossimo numero. In ogni caso, cercherò di fare luce. Ovviamente utilizzando quell'indispensabile lampada fatta con i cucchiai di plastica che ho già tra le mani.

venerdì 29 giugno 2012

ALESSANDRA VIERO * «IL FATTO CHE IO SIA CARINA, NON DOVREBBE IMPORTARE»

Si chiama Alessandra Viero, ha 31 anni, è di Bassano del Grappa, ed è passata nel giro di pochi mesi dalla condizione di quasi anonimato alla conduzione di «Pomeriggio 5 cronaca», spin-off estivo quotidiano del programma di Canale 5 condotto da Barbara D’Urso. Cresciuta nella palestra delle tv locali («La mia prima diretta fu il Tg di Rete Veneta, otto anni fa», racconta), è approdata di recente nel vivaio redazionale di TgCom24.

Alessandra, sente la responsabilità di questo nuovo ruolo in trincea?
«Eccome. È una sfida importante che mi dà grande visibilità sulla rete ammiraglia. Una cosa che mi lusinga».
Come sarà il suo programma?
«Puntiamo sui maggiori eventi di cronaca: due ore al giorno, dal lunedì al venerdì. Io in studio, e poi gli inviati».
Lei è anche bionda e molto carina. Il che, diciamolo, aiuta...
«Grazie, ma non credo che mi abbiano chiamata per questo: sono soprattutto una giornalista. Che vuol dire raccontare i fatti con onestà, possibilmente prima e meglio degli altri. Che sia bionda, o anche calva, non dovrebbe importare».
Ultimamente, ha davvero bruciato le tappe...
«Dalle Breaking News al Tg, poi gli approfondimenti. E di recente inviata a Parma per le elezioni e nelle zone del terremoto. Un’esperienza umana e professionale straordinaria».
Dimentica, prima, il Tg4...
«Cronaca, anche lì: dal ritrovamento del corpo di Yara Gambirasio, al matrimonio di William e Kate. E nel settembre 2011 sono passata a News Mediaset».
Che ricordo ha di Emilio Fede?
«È stato comunque un maestro nelle dirette tv».
Corre voce che lei sia calmissima...
«Non direi. Sono piuttosto adrenalinica, ma in onda tiro fuori la necessaria dose di sangue freddo».
È vero che già da bambina scriveva nei temi di voler fare la giornalista? Dev’essere determinatissima.
«È vero, lo scrivevo. E sì, sono determinata. Nel senso che credo molto al mio lavoro. Del resto questo attaccamento è tipico di tutti i veneti, no?».
Chi sono la migliore telegiornalista e il migliore telegiornalista sulla piazza?
«Mi ispiro allo stile di conduzione di Tg di Lilli Gruber, che a “Otto e mezzo”, su La7, è graffiante. E come inviata Gabriella Simoni. Per gli uomini, potrei non fare il nome di Enrico Mentana?».

(TV SORRISI E CANZONI - GIUGNO 2012)

lunedì 10 ottobre 2011

RUMORS * NON «BAILA!», MA TRA-BAILA: E C'È UN PIANO PER CHIUDERLO

«Baila!» tra-baila più che mai, e le sue sorti sono appese a un filo. L'ultimo rumor che viene da ambienti Mediaset parla di destino già segnato per il discusso varietà di Barbara D'Urso. Inizialmente erano previste otto puntate, ma i pessimi ascolti delle prime due, hanno messo tutti in allarme riducendo la pezzatura definitivamente a sei. Questo stando all'ufficialità. In realtà pare che un piano, del quale sarebbero all'oscuro anche la stessa conduttrice e il cast, preveda la possibile chiusura alla quarta. Non si sa se in omaggio alla taglia di reggiseno di Barbara. Tutto dipenderebbe dagli ascolti di stasera (terza puntata). Se ci sarà un apprezzabile miglioramento per gli standard della prima serata di Canale 5, si arriverà come previsto a sei. Se non sarà così, il regista Roberto Cenci dovrà prendere atto che si chiude alla quarta. Senza ulteriore appello.

lunedì 26 settembre 2011

SOSPESO «BAILA!», INIZIERA' L'ERA DELL'IGIENE DEL FORMAT?

Non avendo visto «Baila!» (che doveva debuttare questa sera su Canale 5 ma è stato sospeso dal giudice, che ha ravvisato nel programma il plagio di «Ballando con le stelle» di Raiuno), non so dire se la decisione fosse giusta o meno. Ma immagino che la Legge abbia agito con coscienza, basandosi su riscontri oggettivi. Quel che so con certezza è che un po' di «igiene» del format televisivo, in Italia, non guasta. Oltre a programmi che risalgono al paleolitico, siamo di fronte sempre più spesso a trite scopiazzature di formule vincenti. Sin dai tempi de «I fatti vostri», ripreso da Gerry Scotti con il titolo di «Ore 12», per arrivare al recente «Io canto», sempre di Scotti, che sembra avere più di un debito nei confronti di «Ti lascio una canzone», il programma di Antonella Clerici con i baby cantanti (che a sua volta somigliava non poco a «Canzoni sotto l'albero»), nella nostra tv va di moda ispirarsi. O a volte, sfacciatamente, clonare. Anche il «Forum» di Rita Dalla Chiesa (Retequattro) è diventato su Raiuno «Verdetto finale», con Veronica Maya. Ma gli esempi potrebbero continuare quasi all'infinito. Povertà di idee o scarsa voglia di rischiare? Entrambe le cose.
Stavolta hanno perso Endemol, Canale 5 e Barbara D'Urso, e ha vinto la caparbietà di Milly Carlucci, un vero terminator col sorriso da Geisha. Che ha difeso con gli artigli la propria creatura. Appoggiata dalla Rai, quasi come se la concorrenza in video oggi esistesse veramente. Cose che commuovono.
Quel che non si capisce è come mai il regista di «Baila!», Roberto Cenci, ai tempi della gestazione del progetto, ne parlasse in questi termini: «Sto lavorando a una sorta di talent per aspiranti showgirl». Qualcosa che all'apparenza era molto diverso dal prodotto poi bloccato dal giudice. Ma forse l'idea originale di Cenci è stata accantonata strada facendo.
Ora non resta che una domanda: dopo il gesto coraggioso (e premiato) di Milly Carlucci, inizierà la resa dei conti? La guerra di cause e controcause per arrivare a ristabilire un po' di originalità fra gli show delle nostre antenne? Non contiamoci troppo...

mercoledì 2 febbraio 2011

GOSSIP * IL LATO DESTRO DELLA D'URSO E LA PINZA PER LA LUCE FLOU

Barbara D'Urso pare sia ossessionata da alcune cose. Un po' come Jack Nicholson in «Shining». In primis, il suo profilo destro. Nel senso che considera il sinistro letteralmente improponibile.
In base a questo inderogabile principio di autodeterminazione estetica fa di tutto per essere inquadrata da quella parte. La regola vale per tutti, e viene applicata persino quando è ospite in salotti televisivi di un certo peso, come il «Verissimo» di Silvia Toffanin. Pare che Barbara sia l'unica a poter godere del diritto dell'inversione di posizione sul divano (destra/sinistra) rispetto all'intervistatrice.
Altra mania, la temibile pinza per la luce flou, che le maestranze Mediaset temono come un'epidemia di ebola. La pinza luce flou viene viene applicata - pena punizioni corporali di fantozziana memoria - solo alla telecamera che deve inquadrarla, e si tratta sostanzialmente di un artificio che ammorbidisce e attenua la luce sul viso della dea. Che appare di conseguenza sempre giovanissima. Piccolo problema: abbassa un po' la luminosità dello schermo creando un piccolo «salto» fra le normali inquadrature e la sua. Pare che non di rado, quando il regista stacca su di lei, gli spettatori - dopo aver smanettato sul telecomando - chiamino i centralini di Canale 5 sospettando problemi sul segnale di emissione.

venerdì 21 gennaio 2011

GIOVANNI BENINCASA * È IPER RICHIESTO, MA «FA PIÙ FIASCHI DI UN'ENOTECA»

Nel giro televisivo lavora sempre, richiesto più di un Gronchi rosa, anche se la sua propensione al flop (l'ultimo è «Stasera che sera!» di Barbara D'Urso, su Canale 5) è notevole. Un'insana passione, diremmo. Tanto che qualche maligno nell'ambiente l'ha già ribattezzato: «Il terzo segreto di Fatima degli autori». E con tratto sagace ironizza sul suo conto: «Fa più fiaschi di un'enoteca».
Lui si chiama Giovanni Benincasa, 50 anni, napoletano, ed è stato, con Teo Mammucari, l'apprezzato ideatore di «Libero», il mitico show di scherzi telefonici di Raidue. Un successo epocale. Da lì in avanti, si dice che il buon Benincasa abbia vissuto parecchio di rendita. Tra le sue performance non proprio eclatanti, si ricordano «Bombay» su La7, «Il più grande» con Francesco Facchinetti su Raidue, e il recente «The Call» per Italia 1, che pure voleva essere una sorta di «Libero» riveduto, corretto e attualizzato in versione game-show. Dopo il tonfo D'Urso (roba pesante), ora il nostro si appresta a varare su La7d «Alballoscuro», il nuovo talk di Alba Parietti. Come andrà a finire?
Si accettano scommesse. Di certo, comunque vada, giovannino sarà sempre iper-richiesto e iper corteggiato fra gli autori più trendy della tv. Come mai?

mercoledì 19 gennaio 2011

CHIUDE «STASERA CHE SERA!» (E TRAMONTA L'IMPERO DI BARBARA?)

Da qualche tempo nei corridoi Mediaset lo sussurrano in tanti: «L'impero di Barbara è al tramonto». Miss D'Urso, regina dei palinsesti trash di Canale 5, non è più gioiosamente in cima alla piramide. E la chiusura di «Stasera che sera!», cocente flop di stagione, certo non aiuta. Soprattutto dopo il baccano che ha fatto l'indegna esposizione al pubblico ludibrio di Francesco Nuti, peraltro già perpetrata (di questo a Barbara bisogna dare atto) il 29 novembre scorso da Giancarlo Magalli a «I fatti vostri», su Raidue. Perché allora non si disse quasi nulla, e ora la florida signora, tutta ubertosità e faccette contrite, viene massacrata?
Ma tant'è. Di certo il precedente non è una formidabile scusante.
Il fatto è che la rete, che ha già strappato alla D'Urso la domenica pomeriggio per affidarla a Federica Panicucci e Claudio Brachino, inizia a puntare meno sulle televisive grazie della donna che vuole farsi inquadrare soltanto dal lato destro. Ora anche Alessandro Salem, potente direttore dei contenuti Rti, potrebbe decidere di scaricarla. E il direttore di rete, Massimo Donelli, sarebbe costretto - in men che non si dica - ad allinearsi. Di certo il suo sogno neanche troppo segreto, ovvero il ritorno alla conduzione del «Grande Fratello», evapora seduta stante.

lunedì 3 gennaio 2011

CAPODANNO * VENIER, INSEGNO (E PADRE PIO) STRACCIANO BARBARA D'URSO


Mentre si segnala il capodanno teatrale da record di Teo Teocoli, che a Milano agli Arcimboldi ha collezionato 2325 presenze, con un incasso pari a 178 mila euro, pare che in video qualcuno si lecchi le ferite. Per esempio Barbara D'Urso, che con il suo «Capodanno 5» ha floppato alla grande, portando a casa 2.598.000 spettatori e il 16,55% di share. In pratica meno della metà di quello di Raiuno, «L'anno che verrà» (prima parte 34,83% con 5.536.000 spettatori, seconda parte 38,37% e 3.796.000).
Nel tele-party trash di Canale 5 abbondavano ex tronisti, avanzi di reality e uno stucchevole montaggio di sfighe mondiali degli ultimi dieci anni, con morti e feriti, accompagnate da improprio sottofondo allegro, mentre quello kitsch della prima rete di stato puntava su un ideale gemellaggio con Padre Pio. Che ha avuto la meglio. Mara Venier e Pino Insegno, vestiti così, sembravano Totò e Peppino del memorabile «noio volovànt savuar» in piazza Duomo, e il povero Fred Bongusto in collegamento da Napoli, appariva spaesato e confuso in un playback, per dirla con Ruggeri. Alla sua età ha tutto il diritto di non sentirci bene e dovrebbe essere tutelato da qualche associazione benemerita: perché partecipare a questi show?

martedì 14 dicembre 2010

BARBARA D'URSO E LA DIGNITA'

Barbara D'Urso: «Un uomo che ti picchia, ti toglie la dignità». 
E io che davo la colpa in particolare ai brutti programmi del pomeriggio...

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