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mercoledì 9 dicembre 2020

NASCE IL SITO "VIAPERBUSTO15.IT", CON I VIDEO CULT DELLA STORIA DI ANTENNA 3 LOMBARDIA

Nella foto Ettore Andenna (seduto) mentre firma il contratto per entrare nella squadra della leggendaria Antenna 3 Lombardia, diretta da Renzo Villa (a sinistra). Un'immagine a suo modo storica.
Dal 16 dicembre 2020 sarà on-line il sito www.viaperbusto15.it che permette di ripercorrerela storia di Antenna 3 Lombardia, l'emittente di Legnano che più di ogni altra seppe inventare un nuovo linguaggio televisivo. Il sito prende il nome dallo storico indirizzo della sede dell'emittente e, con una facile navigazione, permetterà di vedere il docufilm “VIA PER BUSTO 15 - La tv commerciale è nata qui” del regista Marco Pugno, che fu presentato in anteprima a Palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia, nel novembre 2017, in occasione del 40° anniversario dell'inaugurazione dell'emittente nata per volontà di Renzo Villa ed Enzo Tortora e, in seguito, in tutte le sedi che hanno ospitato la mostra "Ti ricordi quella sera?" fino alla fine del 2019.

Il docufilm racconta di un innovatore, Renzo Villa e di chi l'ha seguito nella sua avventura senza precedenti. Un flusso continuo di spezzoni (alcuni mai più trasmessi), testimonianze, documenti, dove il filo conduttore è la grandezza dell’impresa, che merita di essere raccontata in un modo diverso, non per rivivere l’effetto nostalgia, ma per fissare la storia di un protagonista di una rivoluzione nella comunicazione e nei costumi. Una storia spesso sconosciuta o misconosciuta. Il sito ospita contributi extra, non inseriti nella versione definitiva del docufilm e, naturalmente la storia di Antenna 3 Lombardia, riccamente documentata con fotografie e altri spezzoni di trasmissioni degli anni tra il 1977 e il 1986. Sono pure ospitate le sezioni MOSTRA (presentata per una decina di volte in Lombardia dal 2016 al 2019), LIBRO scritto da Renzo e Roberta Villa), GALLERIA FOTOGRAFICA e NASTROTECA.Tra i video, il cui utilizzo è stato gentilmente autorizzato dalla Direzione di Telelombardia, anche molte sigle delle trasmissioni più popolari e una speciale sezione dedicata agli spot pubblicitari nazionali e locali andati in onda su Antenna3 Lombardianel decennio 1977 -1986.

Chi naviga nel sito potrà inoltre lasciare un suo commentoo un suo ricordo .L'Associazione amici di Renzo Villa, in stretta collaborazione con la Casa diproduzione PRIMOFRAME e la Broadcastformat ha lavorato per la messa online del sito proprio nel giorno del decimo anniversario della morte di Renzo Villa. Che ha avuto un ruolo fondamentale nella storia della comunicazione in Italia.


sabato 9 maggio 2020

LA VITA DI ETTORE ANDENNA * DONNE, AMORI, GIOCHI (SENZA FRONTIERE) E POLLI

Il conduttore tv Ettore Andenna.
Se vuoi fare strada (meglio, carrareccia) nel giornalismo “impantanativo”, lavora per Oggi. Il giornalismo “impantanativo” prevede che il soggetto vaghi in auto a Grazzano Badoglio, nelle campagne del Monferrato, a caccia della nobile cascina dove si è rintanato il mitico Ettore Andenna. Proprio lui, l’uomo de «La Bustarella» e «Giochi senza frontiere», che oggi alleva polli insieme con la famiglia.
Vatti a fidare del navigatore satellitare di Mr. Google, che è senz’altro una brava persona ma ritiene praticabile un lungo sentiero fangoso che praticabile di certo non è. Così ti ritrovi con le ruote (quelle dell’auto del fotografo, per fortuna) che iniziano a slittare a vuoto a cento all’ora fischiando nella melma. Non se ne esce. Chiami Andenna in persona, che arriva dopo un’ora con il suo Suv a recuperarti, ma si impantana irreversibilmente anche il conduttore/conducente. Dopo due ore «il Belgio gioca il jolly» (citazione da «Giochi senza frontiere») e con un trattore monumentale spunta il savatore: Giovanni, uno dei figli di Andenna, che estrae dalla mota padre, fotografo e giornalista. Insomma, un film.

Andenna, con un manipolo di eroi ad Antenna 3 Lombardia lei diede vita alle tv commerciali in Italia.
«Non dimentichi l’etere di Radio Monte Carlo. Di recente Piersilvio Berlusconi ha detto di aver comprato l’emittente “fondata” da Alberto Hazan. Ennò, fu ideata e fondata nel 1966 da quel genio di Noel Coutisson e nell’87 rilevata da Hazan. A noi voci storiche si è accapponata la pelle».
Dicevo: un padre della tv commerciale, conduttore brillante, da anni esule in campagna.
«Ma non ho mollato le piazze, tant’è che faccio ancora serate col pienone. È la tv che inspiegabilmente mi ha emarginato. Per un po’ sono stato in panchina ma senza sentirmi sprecato; mi sprecavano gli altri. Ora ne ho le scatole piene di rispondere alla domanda: “Perché non lavori più?”».
Da lì, il business dei polli senza frontiere?
«L’insofferenza per l’aleatorietà del mio mestiere l’ha sviluppata la famiglia. Così tre anni e mezzo fa mio figlio Giovanni ha aperto l’attività, e mia moglie si occupa di tenere i polli in salute. Abbiamo un capannone dove cinque volte l’anno arrivano fra i 23 e i 30 mila pulcini. Il nostro compito è allevarli nelle migliori condizioni di igiene, clima e alimentazione per 51 giorni, finché non raggiungono 3,6-4 chili. Poi vengono prelevati per la macellazione».
E lei?
«Vivo con la mia pensione, ho questa mia proprietà, ma non mi vedrà mai andare a piangere miseria sui giornali, com’è tanto di moda oggi nello spettacolo. Manca di dignità».
Sua moglie Diana Scapolan era valletta de «La Bustarella».
«Lì ci siamo conosciuti. C’era anche Carmen Russo, che scoprimmo per caso con il regista Beppe Recchia, grande appassionato di inquadrature anatomiche. Carmen aveva seni enormi, fatti di travertino».
Ma la scintilla scoccò con Diana.
«Pensavo di andare in giro con una bella moglie di rappresentanza e invece lei da chioccia veneta si è messa qui e ha sfornato quattro figli: Giovanni, Giaele, Gianluigi e Gabriele».
Un esercito.
«Ma ne ho altri tre. Due dal primo matrimonio: una ragazza portatrice d’handicap che sta in un istituto e si trasferisce da noi nel weekend. L’altro figlio la mamma ha voluto tenermelo lontano; l’ultima volta che l’ho visto avrà avuto un anno e mezzo e ora credo faccia il regista a Roma. Poi ce n’è un altro extra matrimonio avuto da una nobildonna – molto nobildonna – toscana che me l’ha tenuto nascosto per sette anni usandomi come stallone, in pratica. Tre anni fa questo ragazzo, Luigi, ha giustamente voluto conoscere il padre e ora è in contatto anche con gli altri miei figli».
La sua vita sentimentale fa impallidire «Beautiful»!
«Non mi sono mai fatto mancare niente. Ho vissuto. Dopo 20 anni m’ha preso persino il guizzo di riprendere un agente».
Ci ricasca con la Tv?
«Mi hanno chiamato per “L’isola dei famosi”, ho fatto un provino, ma non andrò, anche se mi darebbero un sacco di soldi. Ho chiesto di condurre i giochi dall’isola come inviato, invece vogliono vedermi tra i concorrenti. Perché dovrei confrontarmi con questi bimbiminkia, come usa dire oggi?».
Quindi?
«La mia agente mi ha proposto per “Ballando con le stelle”, che farei molto volentieri, ma lì c’è Milly Carlucci che dice che sceglierà. Con lei facemmo una puntata record di “Giochi senza frontiere”: 19 milioni d’ascolto in Italia e 105 in Europa, ma forse si è dimenticata. Non so, dopo che la nostra storia è finita l’ho incontrata una volta in 40 anni e mi ha trattato con estrema sufficienza, e non so perché: devo averle lasciato un cattivo ricordo».
Pensavo aveste solo lavorato assieme.
«Mannò, siamo stati insieme un anno e mezzo… Non capisco le persone che: “Quel periodo della mia vita non esiste”. No, la mia vita esiste tutta».
Che ricordo ha di Enzo Tortora, col quale lavorò ad Antenna 3?
«L’inventore della tv moderna. Rimasi basito quando lo accusarono persino di drogarsi. Enzo spesso aveva scatti d’ira e per controllarli, per non essere troppo reattivo, prendeva regolarmente il Valium. Il contrario del profilo del drogato. Mi sosteneva sempre e mi diceva spesso: Ettore, se in Rai ti sottovalutano vai e picchia i pugni sul tavolo».
L’incontro più emozionante della sua vita?
«Forse con Papa Wojtyla, nel 1997. All’epoca lavoravo molto per il Vaticano. Lo incontrai in un salottino accanto alla sala Nervi con il mio bambino più piccolo, Gabriele. Mi stupì perché prima di dargli la benedizione fece un gesto con la mano sopra la sua testa, come per strappare qualcosa. Chiesi poi spiegazione ad altri: lui era anche un grande esorcista, e mi dissero: “Ha visto sul bambino qualcosa di negativo, e gliel’ha tirata via“».
La tv di oggi le piace?
«È una cavolata immane l’ossessione di rifare vecchi programmi, come “Rischiatutto” o “Portobello”. La gente non vuole vederli per non rovinarsi il ricordo d’infanzia. Poi non lamentatevi se floppano. In Rai, che Tortora chiamava “La lanterna magica di Stato”, vanno in onda show dai costi assurdi. Stendo un pietoso velo sullo stipendio di Fabio Fazio: ho il rimpianto di non essermi mai dichiarato di sinistra. Se uno di sinistra becca più di 11 milioni per tre anni di contratto, beh ragazzi… Sa quanto ho preso io quando mi hanno invitato come ospite a “Stracult”, su Raidue?».
No, mi dica.
«160 euro più il rimborso spese di viaggio. Quante migliaia di volte valgo meno di Fazio? Ma non è un problema. Mia nonna diceva: tre sono i veri potenti: Papi, Re e nullatenenti».

(DAL SETTIMANALE OGGI - DICEMBRE 2018)

mercoledì 19 settembre 2012

«BUSTARELLA» E «GIOCHI SENZA FRONTIERE» * CHE FINE HA FATTO ETTORE ANDENNA?

Ettore Andenna, 66 anni, glorioso conduttore de «La Bustarella» su Antenna 3 Lombardia, e di svariate edizioni di «Giochi senza frontiere», vive da tempo in un borgo di 14 abitanti nel Monferrato, ed è sposato da 32 con Diana Scapolan, già Miss Universo, che peraltro fu sua valletta ai tempi de «La Bustarella». Dice di sé: «Sono un pensionato, ma mi chiamano per qualche serata dove faccio giocare ancora tanta gente con un più che soddisfacente successo. Ho cinque figli, due lavorano, due all'università a Pavia e una, di primo letto, portatrice di handicap». Di recente Andenna ha ricevuto una proposta da una casa di produzione straniera per condurre un programma, e ha dato la sua disponibilità.

lunedì 13 febbraio 2012

ETTORE ANDENNA * «5000 EURO PER IL DOPOFESTIVAL? HO DETTO NO, ALL'ELEMOSINA»

Il torcicollo di Ivana Mrazova è l'ultimo dei mali.
La 62° edizione del Festival di Sanremo, si apre - tanto per cambiare - con una polemica. Che parte da uno dei volti storici della televisione italiana.
Si tratta di Ettore Andenna, conduttore della mitica Bustarella su Antenna 3 Lombardia (all'epoca delle pionieristiche tv commerciali) e poi dell'indimenticato «Giochi senza frontiere». Nelle scorse settimane, Andenna sarebbe stato contattato dall'organizzazione per condurre una sorta di Dopofestival, finito poi nelle mani di Gigi Marzullo, che proporrà il suo «Sottovoce» in versione rivierasca dopo la kermesse vera e propria che vede al timone Gianni Morandi. È lo stesso Andenna a svelare il retroscena: «Mi hanno proposto di condurre le cinque serate di un dopofestival di Sanremo, mi hanno offerto 5000 - ripeto cinquemila - euro lordi sottolineando che per me era la grande occasione di un rientro in tv! Considerando che a poche centinaia di metri ci sono persone che guadagnano centinaia di migliaia di euro al giorno e che con la mia seppur modesta pensione, sopravvivo dignitosamente ho preferito dare loro l'opportunità di fare l'elemosina a qualcun altro ed ho risposto: no, grazie!».
65 anni, milanese, già eurodeputato, Andenna oggi vive nel Monferrato, dove gestisce un'azienda agrituristica. E non risparmia le sue frecciate anche all'indirizzo di un'altra produzione Rai, Ballando con le stelle, condotto dalla sua ex compagna di avventure televisive Milly Carlucci: «Scommettiamo che Bobo Vieri, anche se balla da cane, con il cachet che gli danno, lo porteranno sino alla finale?»

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