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giovedì 3 maggio 2018

«TU STYLE» ENTRA IN NOMINATION PER I «DIVERSITY MEDIA AWARDS 2018»

Marina Bigi, direttore del settimanale Tu Style.
Il settimanale mondadoriano «Tu Style», diretto da Marina Bigi (nella foto), è in nomination per i Diversity Media Awards 2018.
I DMA, promossi da Diversity - l'associazione fondata e presieduta da Francesca Vecchioni (http://www.diversitylab.it/evento/) - premiano i media (tv, radio, cinema, pubblicità, stampa e web) che nel corso dell'anno si siano distinti per una rappresentazione valorizzante del mondo LGBTI.

Alla base dei DMA, vi è la ricerca che ha unito 9 atenei italiani: insieme hanno preso in esame la copertura di temi ed eventi pertinenti le persone LGBTI nell'informazione e nei prodotti mediali di intrattenimento.
I risultati di questa ricerca hanno determinato le nomination dei DMA, ideati per dare maggiore risalto a questo lavoro scientifico, farlo uscire dalle aule accademiche e raggiungere più persone possibili.

I DMA saranno consegnati il 23 maggio 2013 presso il Teatro Vetra di Milano nel corso di una serata di gala con charity dinner alla presenza di personalità delle istituzioni, della cultura, dell'impresa, dello sport, dello spettacolo.

Il progetto è no-profit e patrocinato dalla Commissione europea, dall’Ambasciata del Canada, dal Comitato Interministeriale per i diritti umani e dal Comune di Milano.


martedì 4 ottobre 2016

VI DEVO UN GRAZIE INFINITO PER LA VOSTRA SOLIDARIETA'

Due parole (assolutamente dovute) per ringraziarvi in modo commosso della valanga di affetto e solidarietà con la quale mi avete travolto dopo il post pubblicato ieri su Facebook e su questo blog. Copio e incollo qui sotto lo status che ho messo oggi. Grazie davvero di cuore. 
Franco Bagnasco



lunedì 3 ottobre 2016

STAVOLTA MI FACCIO SERIO PER DIRVI CHE NON POSSO PARLARE

Da settimane incontro o sento amici, colleghi, lettori, gente di spettacolo che mi chiedono come mai dopo 17 anni di onorato e orgoglioso servizio in quel di «Tv Sorrisi e canzoni», io sia stato trasferito al femminile «Tu Style».

Avrei tanto da dire. Tanto. Ma non posso farlo. Non posso riferire né commentare. Non è per codardia. È che in casi come questi ci sono regole condivise, che valgono ovunque e che impongono pubblicamente il silenzio. Sarebbe frustrante per chiunque, figurarsi per un giornalista (come potrete immaginare) non poter parlare. Ci si sente imbavagliati. Ma lo accetto.

Quel che posso dire è che continuerò a fare il mio lavoro con coscienza, passione, rispetto per me stesso e per i lettori (che troppo spesso si dimenticano e che sono invece l'unico punto dal quale dovremmo partire). Il tutto attenendomi alle basilari regole deontologiche di questo mestiere, al contratto a all'Articolo 21 della Costituzione.

Grazie di cuore a tutte le persone che in questo periodo mi stanno esprimendo in ogni modo solidarietà, affetto e comprensione.
Ho amici fantastici.
E un grazie particolare a chi vorrà convidere.


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