mercoledì 16 marzo 2011

«AMICI MIEI - COME TUTTO EBBE INIZIO» * STRONCATO (ANCHE) DALLA CRITICA

Film Tv: «Ma quale omaggio a Monicelli, ma quale atto d'amore. Solo un progettino piccino piccino, sfarzoso alla voce costumi e comparse, che lo farà entrare nella Storia come il primo film italiano stroncato preventivamente e boicottato vie internet dalla protesta popolare». (Andrea Giorgi)

Corriere della sera: «Cast da cinepanettone e ambientazione senza forza ... Ma (purtroppo) questi scherzi non fanno ridere ... I loro scherzi sono troppo innocui per graffiare e troppo poco inventivi per colpire la fantasia ... Qui di colpi di genio simili, non c'è nemmeno l'ombra» (Paolo Mereghetti)

La Repubblica (Firenze): «Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione" recitava il vecchio Amici miei. Ecco, nel nuovo non c'è traccia di tutto questo ... Il fatto è che "Come tutto ebbe inizio" non funziona proprio. Non fa ridere. Gli scherzi descritti sono arzigogolati e poco credibili, il ritmo spezzettato, le invenzioni sanno di cose già viste in tanti titoli più o meno gloriosi della commedia italica in costume»(Simone Fortuna)

Il Giornale: «Altro che prequel di una delle saghe più innovative, ciniche, intelligenti ed aggressive mai prodotte sul nostro grande schermo. “Amici miei... come tutto ebbe inizio” è un cinepanettone fatto e finito, con pregi (pochissimi) e difetti (tanti) ... Si ride poco, quasi per nulla». (Maurizio Acerbi) VOTO 4,5.


City: «Qui non si tratta di voler fare gli integralisti della ’supercazzola prematurata’, o i vedovi dell’immortale gag del vedovo; qui il punto è che non si ride punto: ovvero mai, detto alla toscana. Un’operuccia indegna come prequel, sciatta come commediola, volgare proprio perché incapace persino di inventarsela, una parolaccia. Noiosa senza ritegno, ma così boriosa da iniziare dichiarandosi un antidoto alla noia. Il (sigh) fiorentino Hendel ha osato dire: “Anche i primi Amici miei – (sottinteso: come noi) – non erano capolavori, ma facevano ridere”. Mai sentite tante bischerate in così poche parole». (Alessio Guzzano)


Il Fatto quotidiano: «Il vero problema del sequel-prequel Filmauro è l'opposto: gli mancano le gambe per reggersi in piedi e provare a camminare da solo». (Federico Pontiggia)

La Repubblica: «Si sente la marca del cinepanettone; e non solo per la presenza del suo team abituale di attori più o meno comici, ma per una tendenza a volare basso che è tutta contemporanea». (Roberto Nepoti)

Libero: «Il nuovo Amici miei si boicotta da solo. Delude il rifacimento del capolavoro di Monicelli. proteste sul web, ma più che sacrilegio è un filmetto» (Maria Pezzi)

Mymovies.it: «Amici miei – Come tutto ebbe inizio, pretenzioso fin dal titolo, è un film inconsistente e impietosamente triste, realizzato come un cinepanettone, che è da sempre la (sola) cifra stilistica di Parenti. Perfezionando e provando a ‘raffinare' il suo cinema (s)finito con la scrittura ‘liquida' di Brizzi barra Martani (sceneggiatori del film), il regista fiorentino confeziona una commedia “a immaginario zero” che si fa beffa del cinico e lugubre vitalismo dell'originale e di cinque amici mai rassegnati all'amarezza della vita ... Non c'è nel film un fotogramma che sia in grado di sostenere la scelta di produrre un prequel, semmai c'è un gioco costante di (in)volontaria distruzione dell'idea originale». (Marzia Gandolfi) Giudizio sintetico: assolutamente sconsigliato.

Movieplayer.it: «Dopo un'attenta visione, scevra da ogni pregiudizio, la domanda che ci si pone non è tanto perchè si è voluto a tutti i costi andare a rivisitare un classico come Amici Miei, quanto più perchè lo si sia fatto senza avere alla base non solo un'idea, ma anche una sceneggiatura ben scritta e gli attori adatti per affrontare senza patemi d'animo un confronto difficile ... Un film che fallisce il bersaglio in maniera grossolana». (Luciana Morelli)

Filmscoop.it: «Il roboante titolo è "Amici miei – Come tutto ebbe inizio", ed è – senza mezzi termini – un film di cui vergognarsi. Profondamente ... Neri Parenti ha dichiarato di aver covato per anni questo progetto, proprio per omaggiare l'originale "Amici miei". Viene allora da dubitare non solo della competenza registica di Neri Parenti, che con questo filmaccio perde ogni alibi residuo, ma anche della sua capacità di analisi. Perché delle due l'una: o non ha mai compreso la reale portata di "Amici miei", o l'ha fatto e ritiene sul serio che "Amici miei – Come tutto ebbe inizio" ne sia un fedele omaggio. In entrambi i casi, non ne esce particolarmente bene». (Andrea Mezzetti)

Pianetanfatasy.it: «Guazzabugli da avanspettacolo di terza categoria per la banda De Laurentiis, guidata da un Christian De Sica volgare e burino, che questa volta scherza col fuoco e si ustiona. La caciara coatta e parolacciara si ripete in fotocopia in questo finto prequel di cui non si sentiva il bisogno. Più che un film sembra la sagra della peperonata fredda. Per questo è anche indigesto». (Giuseppe Lamanna) 

Screenweek.it: «Amici miei - Come tutto ebbe inizio è esattamente quel che ci si aspetta, un cinepanettone mascherato da commedia in costume nel quale non si ride quasi mai e che ricalca film, situazioni e personaggi di Germi/Minicelli ... Tutto il succo della mancanza di idee sta nell’ultima sequenza in cui in maniera posticcia viene inserita la supercazzola. Una cosa fatta tanto per farla». (Gabriele Niola)

Badtaste.it: «Alla fine, tutto risulta un notevole spreco di denaro incapace di far ridere, a meno che i risultati al botteghino non smentiscano le mie convinzioni. Al momento, non punterei grandi cifre su questa possibilità...». (Colin Mckenzie)

Avvenire: «Convince davvero poco l’operazione revival di Neri Parenti che in “Amici miei… come tutto ebbe inizio” (costato - secondo il regista – “oltre 15 milioni di euro”) mette in scena gli antenati dei protagonisti del film di Monicelli». (Alessandra De Luca)


Europa: «Poiché questa settimana siamo in vena di profanazione delle icone pop italiane, ecco il prequel di Amici miei: al fine di non sentirsi torcere le budella bisogna dimenticare il capolavoro di Monicelli e fare finta che quello girato da Neri Parenti sia un film ex novo ... ma l’aggiunta della coppia cinepanettonica Fausto Brizzi e Marco Martani e il tocco letale di Neri Parenti rendono questa storia ambientata a fine ’400 un pateracchio colossale ricco solo di occasioni mancate». (Paola Casella)



ECCO IL LINK DEL GRUPPO DI FACEBOOK CHE INVITA A NON VEDERE «AMICI MIEI - COME TUTTO EBBE INIZIO» NEL RISPETTO DI MONICELLI E DEI VERI «AMICI MIEI».

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