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venerdì 6 luglio 2012

È MORTO IL CINEPANETTONE (E HO CONTRIBUITO A STACCARGLI LA SPINA)


Nella simpatica (dipende dai punti di vista) querelle che un anno fa mi ha contrapposto, assieme ad altri 150 mila valorosi su Facebook e sui giornali di mezza Italia, a Christian De Sica, Neri Parenti e Aurelio De Laurentiis quando combattevamo per favorire il boicottaggio dell'immondo prequel di «Amici miei», c'era un chiaro messaggio sottotraccia: quando la finiremo con i cinepanettoni? Non è ora di smetterla di propinare al pubblico questa paccottiglia para-vacanziera di quart'ordine spacciata per cinema?
Ebbene, il prequel di «Amici miei» è stato - non solo per merito nostro, hanno fatto quasi tutto da soli - uno tra i più grandi flop nella storia delle sale italiane. Un rapporto costo pellicola/spettatori imbarazzante. Quando ho misurato l'entità del loro tracollo, ho capito che era finito il consenso e che stava inevitabilmente per chiudersi anche l'altro capitolo: quello delle trasferte scoreggione della combriccola di mister De Sica, un buon caratterista che qualcuno per molti anni ha tentato di spacciare per vero attore. Errore grossolano.
Ora il momento è arrivato: il produttore De Laurentiis (lo stesso che nei giorni scorsi ha minacciato di mettere le mani addosso a un giornalista, e che tanti sgambetti mi ha riservato durante la battaglia anti-prequel) ha decretato ufficialmente la morte del suo sformato attoriale. Dal prossimo Natale, per continua emorragia di pubblico, sparirà il classico cinepanettone, già vistosamente agonizzante. È finita. Usciamo nelle piazze con le bandiere. Altroché Europei di calcio.
Inutile dire che mi godo lo spettacolo, sorridendo di fronte alle dichiarazione dello stesso regista cinepanettonaro (che aveva fortemente voluto quell'aborto di «Amici miei») Neri Parenti, deciso a tornare in pista il prossimo anno con un film in concorrenza con il prodotto natalizio del (si immagina) ex amico De Laurentiis. Che peccato, ragazzi... Avete lavorato così tanto bene insieme in questi decenni... Che cos'era andare avanti ancora - non dico tanto - per un paio di lustri. Eppure niente. Non c'è più la mezza stagione e neppure la gratitudine nei confronti di quel pubblico che tanto vi ha amato.
Stanotte, sotto le lenzuola, forse vi dedicherò una flatulenza alla memoria.

lunedì 9 gennaio 2012

MASSIMO BOLDI: «TORNIAMO INSIEME?». CHRISTIAN DE SICA: «PERCHÈ NO?»

Nell’inverno che ha visto traballare le consolidate certezze dei botteghini cinepanettonari, si intravede uno spiraglio di luce per gli appassionati del cinema leggero virato al trash che da quasi trent’anni accompagna le feste degli italiani. La prima voce che si alza è quella di Massimo Boldi, fino a sei anni fa in coppia fissa con Christian De Sica (la loro ultima prova insieme fu «Natale a Miami», 2005), poi artefice di una clamorosa rottura che ha portato i due a proseguire con carriere separate. «In queste settimane sto ricevendo su Twitter» dice «migliaia di messaggi di fans che vogliono ardentemente che Christian e io torniamo a lavorare assieme. Inviti accorati di spettatori che sostengono che non ha senso vederci in sala separati. Anche se il mio ultimo film, uscito a ottobre, ha incassato ancora 4,5 milioni di euro, devo riconoscere che hanno ragione. Ora c’è stata la crisi di “Vacanze di Natale a Cortina”. L’ho visto, e mi è parso un buon prodotto, realizzato con grande sforzo economico. Se è andato male non mi fa certo piacere, ma credo che sia piuttosto ora di ragionare, se ci sono i presupposti, su un ritorno mio e di Christian. Ma non per soccorrerci vicendevolmente. La cosa deve partire da una buona idea, e dal presupposto che l’idea più grossa e vincente, commercialmente parlando, è rimetterci insieme. Il pubblico lo vuole. Dopo questi anni di carriere separate, sai quanta gente sarebbe disposta a venire al cinema anche solo per vedere che cos’hanno combinato di nuovo questi due scemi? Fui io a chiudere: rimasto vedovo, ebbi un problema esistenziale molto forte…».
Se il produttore Aurelio De Laurentiis preferisce non espremersi, arriva cauta ma – per la prima volta - possibilista, la risposta di Christian De Sica: «Tornare a lavorare con Massimo?» Il punto è che ci sono contratti da onorare: il mio con Filmauro, il suo con Medusa, e non sono cose così semplici e veloci da risolvere. In ogni caso, se si risolvessero questi problemi, perché no? Oggi potremmo fare “I due ragazzi irresistibili…”. Certo, Massimo ha fatto una discreta cavolata ad andarsene…».
Sulle difficoltà incontrate quest’anno dal cinepanettone, il figlio del grande Vittorio ha un’idea precisa: «“Vacanze di Natale a Cortina” è stato attaccato in modo secondo me strumentale… Ho letto giornali che parlano di crisi, di fine di un genere, di un modello berlusconiano di cinema. Ma quando mai? I cinepanettoni sono sempre stati tutt’altro. Vedo dell’astio, in questi attacchi. Come se tanta gente non stesse aspettando altro che i nostri incassi calassero. Questi film oltretutto sono una risorsa italiana, danno lavoro a tanta gente… Non facciamoci del male così, distruggendoli a ogni costo ed esultando perché vince “Sherlock Holmes”. Un film che in Italia non dà pane a nessuno. Non vorrei che chi produce i nostri lavori si stancasse di quest’andazzo e andasse a farli in America…».

(TV SORRISI E CANZONI - DICEMBRE 2011)

giovedì 5 gennaio 2012

CHRISTIAN DE SICA * LE INTERVISTE CHE RILASCIA SONO PEGGIORI DEI FILM CHE FA?

Martedì 3 gennaio il quotidiano «La stampa» ha dedicato una pagina alla crisi dei cinepanettoni. In particolare, «Vacanze di Natale a Cortina», di Neri Parenti, prodotto da Aurelio De Laurentiis. La collega Michela Tamburrino ha intervistato, tra gli altri, anche il signor Christian De Sica. Una delle domande - la riporto per intero - mi riguardava direttamente: «Tv sorrisi e canzoni anticipa che lei e Massimo Boldi potreste tornare a fare coppia. Colpa della crisi?». Risposta di De Sica: «È una sciocchezza. Come se due calciatori di due squadre diverse giocassero insieme. Abbiamo contratti con produzioni diverse. Impossibile tornare insieme». L'intervista è stata ripresa anche da Dagospia.
Il figlio del grande Vittorio si riferisce a questo passo dell'intervista che gli ho fatto cinque giorni prima per il mio giornale: «Tornare a lavorare con Massimo? Il punto è che ci sono contratti da onorare: il mio con Filmauro, il suo con Medusa, e non sono cose semplici e veloci da risolvere. In ogni caso, se si risolvessero questi problemi, perché no? Oggi potremmo fare 'I due ragazzi irresistibili'... Certo Massimo ha fatto una discreta cavolata ad andarsene». Questa frase possibilista sul ritorno in coppia dei due, ovviamente, visto che non è mio costume riportare falsità, la confermo in toto.
Come se non bastasse, De Sica - dopo la nostra telefonata, per sua maggiore cautela - ha chiesto al mio giornale di poter rileggere il virgolettato in questione prima dell'uscita in edicola. Cosa che è puntualmente avvenuta. Perché, quindi, mentire in una fase successiva gettando discredito su una testata e sul giornalista che ti ha intervistato?
Che cosa è avvenuto? Che cosa o chi è intervenuto tra la prima intervista e la seconda, per far cambiare idea a De Sica? Il mio giornale farà le proprie valutazioni. Per quanto mi riguarda, questo dovevo ribadire.
Anche per aiutare il signor De Sica, sempre più simile ai personaggi che interpreta sul grande schermo, ed evitare che, di questo passo, le interviste che rilascia diventino peggiori dei film che fa. Non è facile, ma ci si può sempre riuscire.

sabato 17 dicembre 2011

CINEPANETTONE SCADUTO * DEBUTTO FLOP PER «VACANZE DI NATALE A CORTINA»

Una sberla non indifferente. Come segnala il sito CineBlog.it, nel primo giorno di programmazione nelle sale, «Vacanze di Natale a Cortina», della (poco) premiata ditta Neri Parenti-Christian De Sica-Aurelio De Laurentiis ha fatto registrare uno tra i punti più bassi nella storia cinepanettonara d'Italia.
Forse è ancora troppo presto per poterlo dire, ma siamo davvero vicini alla fine di un'epoca. La smunta paccottiglia di Neri Parenti - che viene dallo scivolone epocale di "Amici miei - Come tutto ebbe inizio" è stata stracciata dal secondo capitolo di "Sherlock Holmes" (650 mila euro), ha preso botte da "Il gatto con gli stivali" (266 mila) e un calcio nel sedere persino dal Leonardo Pieraccioni (che pare abbia confezionato finalmente una discreta commediola dopo anni di fotocopie) di "Finalmente la felicità" (254 mila). Nonostante l'incredibile battage pubblicitario, De Sica e Sabrina Ferilli si sono fermati il primo giorno al quarto posto, con 220 mila euro. 
E' andata peggio soltanto allo splendido "Le idi di marzo" di George Clooney, che si è dovuto accontentare di 95 mila euro uscendo però con poche copie a fronte delle 200 del noioso trash movie di Filmauro, tra l'altro infarcito di product placement pubblicitari.
Le feste di Natale sono ancora lunghe, ma forse il cinepanettone sta mangiando il suo ultimo panettone. 

martedì 13 dicembre 2011

IL MEGA FLOP DI «AMICI MIEI - COME TUTTO EBBE INIZIO» DIVENTA UNA TESI DI LAUREA

Il flop di «Amici Miei – Come tutto ebbe inizio», il discusso film di Neri Parenti con Christian De Sica, che aveva mobilitato le proteste del popolo di Facebook, diventa una tesi di laurea in comunicazione e spettacolo.
L’ha realizzata Alberto Zappadu, 25 anni, romano, laureando alla facoltà di Arti e Scienze dello Spettacolo all’Università La Sapienza di Roma. «La mia tesi» dice Zappadu «si intitola ''Amici Miei (1975)/Amici miei - Come tutto ebbe inizio (2011): analisi comparativa delle criticità di un modello produttivo italiano''. Raffronto, comparandoli, i vari aspetti del primo film della trilogia e il prequel realizzato da Filmauro. La conclusione tende a spiegare perchè un modello produttivo contemporaneo vincente tipicamente italiano (il cinepanettone) sia risultato un insuccesso nella ripresa di un altro prodotto che al suo tempo fu un successo di pubblico».
Contro il film di De Sica, alle prese ora con il nuovo cinepanettone, che già lo scorso Natale incontrò non poche difficoltà al botteghino, si schierò il gruppo di Facebook «Giù le mani da Amici miei: femiamo De Sica e il suo annunciato prequel» aperto da questo blog, che radunò più di 100 mila iscritti. Con un chiaro invito al boicottaggio del prequel. Il film si è rivelato uno tra i più grandi flop del cinema italiano nel rapporto costo/spettatori.
«È probabile che anche quest’azione popolare abbia contribuito non poco all’insuccesso» dice Zappadu proseguendo la sua analisi «ma penso che “Amici miei – Come tutto ebbe inizio” fosse a prescindere un’articolata summa di errori di scrittura, produzione e comunicazione, con i protagonisti che attribuirono frasi a Mario Monicelli morto, imbastirono una puntata promozionale di “Porta a porta” dopo l’uscita del film, prevista fra l’altro in un weekend lungo, per sfruttare più serate a disposizione con la pellicola ancora calda. Nonostante tutto questo, il pubblico l’ha completamente respinto. Un’operazione del genere, nel suo complesso, con le tutte le implicazioni mediatiche che ha avuto, credo meritasse di essere studiata».

venerdì 24 giugno 2011

CHRISTIAN DE SICA A CORTINA GIRERA' L'ULTIMO CINEPANETTONE?

L'aria si era fatta pesante. Così, dopo il flop epocale (pare uno tra i primi 10 della storia del cinema italiano di tutti i tempi, nel rapporto costo pellicola/spettatori) del suo «Amici miei - Come tutto ebbe inizio», girato da Neri Parenti e stroncato anche dalla critica, Christian De Sica era saggiamente sparito per un po' dalla circolazione. Del resto il cinepanettone dello scorso anno, «Natale in Sudafrica», aveva segnato decisamente il passo al box-office, e anche la Tim aveva deciso di rinunciare ai suoi imperdibili spot. Triplo smacco.
Il produttore Aurelio De Laurentiis, però, non è uno che molla la presa, e he messo in cantiere, con qualche nuova accortezza, un altro cinepanettone per il prossime feste di fine anno. Basta mete esotiche (non è più tempo di grandi spese, se i soldi poi già faticano a rientrare): bisognava tornare in Italia. Più precisamente a cazzeggiare in quel di Cortina, anche se dalla Filmauro si affrettano a precisare che il titolo della pellicola che vedrà ancora l'eterno De Sica protagonista, non sarà «Natale a Cortina». Troppo prevedibile, sulla scia del passato, si rischierebbe di essere attaccati ancora, dicono le nostre fonti. Forse le prese in giro dei 60 mila iscritti al gruppo di Facebook che ha propiziato il boicottaggio e il flop dell'indegno «Amici miei», hanno lasciato qualche segno. Certo la zuppa di casa sarà la stessa, titolo a parte. E se non dovesse andare bene, rischia di essere l'ultimo della serie.
Chi non ama questo genere di cinema, intanto, può iscriversi al nuovo gruppo di Facebook che unisce i militanti dell'orgoglio anti-cinepanettonaro: «De Sica e Parenti? No, grazie! Io non vedo cinepanettoni». Senza snobismo, ma con l'orgoglio di farne parte.

lunedì 18 aprile 2011

DOPO IL FLOP DI «AMICI MIEI», AVVENIRE CI PROVA CON «HABEMUS PAPAM» (MA NON FUNZIONERA'')

L'Avvenire ci copia. Senza usare il veicolo del web, ma lo fa. E un po' ci sentiamo lusingati.
Dopo che con questo gruppo di Facebook (e il contributo della stampa e del pubblico) abbiamo dato la mazzata letale ad «Amici miei - Come tutto ebbe inizio», il super flop targato Filmauro a firma Neri Parenti, con Christian De Sica, Massimo Ghini, Giorgio Panariello, Michele Placido e Paolo Hendel (ora siete invitati a iscrivervi anche al nuovo gruppo che vuole diventare la bandiera dell'orgoglio anti-cinepanettonaro d'Italia), il giornale dei Vescovi propone il «boicottaggio nelle sale» di «Habemus Papam», il film di Nanni Moretti con Michel Piccoli. Quello che tratteggia la figura di un Santo Padre in crisi spirituale. Lesa maestà papale, sarebbe la sostanza della critica. Stavolta - facile previsione - l'anatema non funzionerà. Anzitutto perché non si tratta di un orrendo (pseudo) prequel ma di un'opera inedita e - per quanto so - anche originale e godibile. E poi perché la vera blasfemia che fece ridare allo scandalo fu l'utilizzo del nome di «Amici miei». Quello sì fu il vero atto sacrilego. La morale è facilmente rintracciabile: si possono toccare persino i Papi, ma gli Zingari no. Quelli bisogna proprio lasciarli stare.

venerdì 8 aprile 2011

DOPO IL FLOP DI «AMICI MIEI», SU FACEBOOK NASCE IL GRUPPO DI CHI ODIA I CINEPANETTONI

Che cosa c'è di più brutto o artisticamente insignificante di un cinepanettone?
Film che si ripetono stancamente con lo stesso titolo («Natale a...» qualcosa), la stessa trama (i due attempati amici in fregola, che partono per una località esotica a caccia di avventure sessuali e finiscono in una girandola di equivoci volgarissimi ma a risata zero), la stessa regia (Neri Parenti), lo stesso cast (Christian De Sica, Paolo Conticini, Massimo Ghini, Massimo Boldi, Giorgio Panariello). Insomma, la stessa terrificante lagna. Da decenni. Cambia solo la gnocca televisiva del momento, si tratti di Michelle Hunziker o Belen Rodriguez, poco importa.  E mentre il cinema italiano vive una nuova primavera, questi obbrobri sono la classica nota stonata. L'ultimo cinepanettone, «Natale in Sudafrica», ha segnato il passo, e in Italia cresce l'orgoglio dei tanti che non sopportano più questi prodotti o che non li sono mai andati a vedere. Una specie di medaglia da piazzarsi sul petto.
A radunare gli orgogliosi anti-cinepanettonari pensa «DE SICA E PARENTI? NO, GRAZIE. IO NON VEDO CINEPANETTONI»; nuovo gruppo di Facebook (nella foto il simbolo) che nasce per filiazione diretta da quello che si è fatto portabandiera del colossale flop di «Amici miei - Come tutto ebbe inizio». La forza del web che ha sconfitto un'assurda e irrispettosa mega-produzione. E che ora diventa simbolo del no bufala pride al cinema. Cinepanettoni? Fieri di non vederli, fieri di sperare che non vengano prodotti.

lunedì 4 aprile 2011

AMICI MIEI, COME TUTTO EBBE FINE (INGLORIOSAMENTE): ECCO GLI INCASSI DELLA 3ª SETTIMANA

Dopo aver toccato immediatamente il fondo, ora si scava la fossa e si chiude la bara. Già alla terza settimana nelle sale (poi di quest'infelice parentesi del cinema italiano non parleremo più, a meno che non si renda necessario), «Amici miei - Come tutto ebbe inizio» scivola ingloriosamente alla settima posizione della classifica ufficiale Cinetel che va dal 28 marzo al 3 aprile. Una batosta memorabile per il lavoro di Neri Parenti, peraltro stroncato dalla quasi totalità della critica. Siamo alle briciole. L'incasso è di appena 251 mila euro, che sommati a quelli delle prime due settimane portano il totalizzatore a 3 milioni e 232 mila (la metà di questi soldi va agli esercenti). Il tutto per un «kolossal» che - a detta di Aurelio De Laurentiis - è costato almeno «15 milioni di euro» e altri milioni in un battage pubblicitario senza precedenti. Da questa cifra vanno detratti però 400 mila euro di contributo statale, perché anche questo ha ottenuto. Oltre al danno, la beffa.

A nulla è valsa neppure la scandalosa puntata speciale di «Porta a porta» che martedì scorso Bruno Vespa ha dedicato al film. Più di due ore di spot gratuito e senza contraddittorio in onda sulla prima rete del servizio pubblico per un film uscito da più di 20 giorni e che aveva già floppato all'esordio. Servono commenti? No, forse non servono. Anche perché il pubblico, primi fra tutti gli iscritti al gruppo Facebook «Giù le mani da Amici miei», che si è fatto portabandiera del boicottaggio, aveva già espresso un giudizio senza appello. E ora, nello spirito del «rinforzino» tognazziano, è nato «De Sica e Parenti? No, grazie! Io non vedo cinepanettoni»; il gruppo che vuole diventare pian piano catalizzatore e simbolo dell'orgoglio anti-cinepanettonaro.

I protagonisti di questo brutto progetto nato morto e che (quasi) nessuno voleva (Christian De Sica, Massimo Ghini, Giorgio Panariello, Paolo Hendel, Michele Placido e Massimo Ceccherini) durante il tentativo di lancio hanno parlato probabilmente troppo e a sproposito. Usando una strategia mediatica spesso aggressiva che non ha pagato. Intanto, il film spariva inesorabilmente dalla circolazione: ben 446 sale la prima settimana (dati MyMovies.it); 389 la seconda; 175 il terzo week-end. Per arrivare alle 169 copie di oggi.
«Di fronte alla morte non resta che la comprensione e il perdono», diceva Celi-Sassaroli facendo infuriare il vedovo. Eppure temo che molti di noi, a costo di far infuriare il «vedovo» Parenti, non potranno mai perdonargli (a lui e agli altri, naturalmente) di aver voluto sporcare la trilogia di «Amici miei» facendola diventare una quadrilogia che ospita un suo film.
E dopo questo, giù il sipario. La pagliacciata è durata fin troppo.

DATI UFFICIALI CINETEL DAL 28 MARZO AL 3 APRILE 2011

1NESSUNO MI PUO' GIUDICAREITA01 DISTRIBUTION € 1.146.561,17194.493
2AMICI, AMANTI E… USAUNIVERSAL S.R.L. € 550.026,2291.991
3MIA MOGLIE PER FINTA USASONY PICT. ITALIA S.R.L. € 478.300,1796.621
4HOPUSAUNIVERSAL S.R.L. € 457.540,5472.198
5BORIS - IL FILMITA01 DISTRIBUTION € 423.110,8863.814
6SUCKER PUNCHUSAWARNER BROS ITALIA S.P.A. € 316.785,4552.765
7AMICI MIEI - COME TUTTO EBBE INIZIOITAFILMAURO S.R.L. € 251.885,0543.312
8DYLAN DOG - IL FILM USAMOVIEMAX S.R.L. € 230.247,0744.316
9KICK-ASSUSAEAGLE PICTURES S.P.A. € 202.548,5229.813
10FROZENUSAM2 PICTURES S.R.L. € 192.665,7037.984

«BORIS» * IL FILM CHE MASSACRA I CINEPANETTONI

Per divergenze in fase di realizzazione, l'incazzoso regista René Ferretti (Francesco Pannofino) molla stizzito il set della fiction "Il giovane Ratzinger", lasciando tutta la sua troupe in braghe di tela. Dopo aver passato mesi senza lavoro, invece di accettare un altro sottoprodotto televisivo, riesce ad accaparrarsi i diritti de "La Casta", il bestseller di Rizzo e Stella, e sembra aver trovato chi è disposto a produrgli il tanto agognato film d'autore. Inizia la problematica caccia agli sceneggiatori, uno più sbiellato dell'altro, e quando partono le riprese, tra un attore egocentrico e fallito (Pietro Sermonti) che vuole imporre a tutti i costi la propria presenza e un'attrice cagna (Carolina Crescentini) da accettare in un pacchetto contrattuale, i problemi non sono pochi. Riuscirà ad arrivare alla fine senza deviare dal progetto iniziale?

Pur essendo ironico e ammiccante (soprattutto per chi è del mestiere), il lavoro di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo non riesce a decollare del tutto. Vorrebbe essere davvero un film, ma non va oltre la puntata allungata di una fiction trendy. Peccato, perché gli spunti non mancavano: dalla grande attrice complessata e un po' esaurita (c'è chi ha visto in lei un misto fra Margherita Buy e Laura Morante), alla sferzante ironia sul mondo tette-rutti-scuregge dei cinepanettoni. A proposito, su Facebook è nato un gruppo per riunire chi ha l'orgoglio di detestarli, così come i loro agghiaccianti alfieri: Christian De Sica e Neri Parenti. Onestamente, non so dire se il problema sia la sceneggiatura un po' debole o una certa povertà produttiva. Forse il paradosso sta nel manico: una satira sulle magagne del cinema di casa nostra, non può diventare un vero film, ma deve restare per forza una grottesca fiction. VOTO: 6/7.

mercoledì 30 marzo 2011

IERI A «PORTA A PORTA» IL FUNERALE DI «AMICI MIEI - COME TUTTO EBBE INIZIO»

Ieri sera su Raiuno il Cardinale Bruno Vespa in persona ha celebrato i solenni funerali di «Amici miei - Come tutto ebbe inizio», il brutto film di Neri Parenti (l'uomo che con gli anni si è convinto di essere un regista) già tecnicamente morto, ucciso da Facebook e dalla propria inanità dopo la seconda settimana di programmazione nelle sale. Pochissimi l'hanno visto, ancora meno lo piangono, ma in qualche modo bisognava dare degna sepoltura a quest'opera immortale stroncata dalla quasi totalità della critica. Così, in diretta nazionale (beh, nazionale mica tanto: lo speciale l'hanno visto solo 1.170.000 spettatori, con l'8,49% di share: è stato un flop persino il funerale!) il docile prelato dell'etere ha dato inizio alla cerimonia. Non così mesta, e vediamo il perché.


Qualche burlone - gli inquirenti hanno precisi sospetti - aveva fatto credere al sussiegoso Vespa che la salma godesse di buona salute. Accanto al Cardinale sedevano gli smunti corpicini degli attori che avevano dato vita (si fa per dire) all'ignobile pellicola. Si sforzavano di sorridere per far credere a zio Bruno che tutto andasse bene, madama la marchesa. E lui, che in fondo è un semplice e se le beve tutte, invece di celebrare un funerale, è arrivato pronto a dar vita a una lunga messa cantata senza contraddittorio. Durante la quale, mescolando sapientemente immagini del vecchio e del nuovo, profanatorio «Amici miei», si è impegnato a far credere ai presenti che esiste la vita oltre la morte. Tra i convenuti, Christian De Sica, l'uomo che con gli anni si è convinto di essere un attore, che ormai da settimane - ospitata dopo ospitata - ha il lutto nel cuore. Ma anche Massimo Ghini, Giorgio Panariello e Paolo Hendel. Che per far sorridere zio Bruno si è ri-prodotto nel suo più collaudato numero di repertorio: far parlare Mario Monicelli da morto. Un successone. Zio rideva come un matto.


In un giornalistico sussulto di dignità che forse pagherà caro, il Cardinale ha persino fatto notare al produttore Aurelio De Laurentiis, seduto un po' defilato accanto al plastico del film defunto e a quello della villa di Cogne, che l'uscita del cine-floppone (nuova versione del cinepanettone, chi li detesta si iscriva qui) «È stata preceduta da grandi polemiche». De Laurentiis, senza fare una piega, ha continuato freddamente a minimizzare: «In fondo che cosa sono 50 mila persone su Facebook? Abbiamo milioni di spettatori...». Che però stanno vedendo altri film, prima o poi bisognerà farsene una ragione. E poi, Aurè, dai, la prossima volta ricordati: sono più di 100 mila, divisi in due gruppi. 
E il computer si accende cliccando su On.

lunedì 28 marzo 2011

«AMICI MIEI», INCASSI SECONDA SETTIMANA: DA FLOP A MORTO CHE (NON) CAMMINA

Già alla seconda settimana di programmazione (qui sotto i dati ufficiali Cinetel dal 21/3 al 27/3 2001), lo stroncatissimo «Amici miei - Come tutto ebbe inizio» è spacciato: un morto che non cammina più. 842 mila euro di incasso per il kolossal in costume di Neri Parenti prodotto da Aurelio De Laurentiis e costato almeno 15 milioni di euro più una cifra ingentissima e imprecisata in pubblicità. Addirittura meno della metà del già misero incasso del debutto, con la commedia dell'esordiente Massimiliano Bruno, «Nessuno mi può giudicare», che in proporzione aumenta il bruciante divario. La pellicola, fra l'altro, secondo la consolidata tattica distributiva di De Laurentiis, che da sempre aggredisce il mercato, è uscita in centinaia e centinaia di copie.
Sono tempi grami per Christian De Sica, Massimo Ghini, Giorgio Panariello, Paolo Hendel, Michele Placido e Massimo Ceccherini. Gli attori che hanno preso parte al quarto, profanatorio capitolo della saga di Germi-Monicelli, avversato dal gruppo Facebook «Giù le mani da Amici miei», probabilmente si saranno accorti da tempo di aver fatto la più colossale delle bischerate. A nulla sono valse le loro ospitate promozionali in tutti i programmi televisivi italiani a grossa visibilità. Un battage senza precedenti e mai così inutile. Il pubblico non l'ha bevuta e ha deciso di sposare nettamente il partito del boicottaggio, che aveva peraltro illustri sostenitori, tra i quali giornalisti e intellettuali del calibro di Marco Travaglio e Tommaso Labranca. Ora «Giù le mani da Amici miei», in nome del buon cinema, rilancia con un nuovo gruppo che vuole riunire tutti coloro che detestano i cinepanettoni: «DE SICA & PARENTI? NO, GRAZIE! IO NON MANGIO CINEPANETTONI».

DATI UFFICIALI CINETEL DAL 21/3 AL 27/3/2011 (ultimo aggiornamento)

1NESSUNO MI PUO' GIUDICAREITA01 DISTRIBUTION € 2.193.549,89360.798
2AMICI MIEI - COME TUTTO EBBE INIZIOITAFILMAURO S.R.L. € 842.571,55136.673
3AMICI, AMANTI E… (NO STRINGS ATTACHED)USAUNIVERSAL S.R.L. € 699.201,98103.263
4DYLAN DOG - IL FILM (DYLAN DOG...)USAMOVIEMAX S.R.L. € 662.800,82125.511
5RANGOUSAUNIVERSAL S.R.L. € 625.771,42102.397
6IL RITO (THE RITE)USAWARNER BROS ITALIA S.P.A. € 542.902,1886.071
7LIGABUE DAY 2011ITANEXO DIGITAL S.P.A. € 540.159,0042.158
8SUCKER PUNCHUSAWARNER BROS ITALIA S.P.A. € 500.938,4373.611
9GNOMEO & GIULIETTA - 3D USAWALT DISNEY S.M.P. ITALIA € 321.434,9237.084
10IL DISCORSO DEL RE (THE KING'S SPEECH)U.KEAGLE PICTURES S.P.A. € 319.710,1754.746
 

lunedì 21 marzo 2011

«AMICI MIEI», GLI INCASSI DELLA PRIMA SETTIMANA: TRA IL FLOP E L'ATROCE AGONIA

Morire disciolti nell'acido, forse faceva meno male.
Inizia con un vistoso flop la lenta agonia di «Amici miei - Come tutto ebbe inizio», stra-battuto nella prima settimana di programmazione (dati ufficiali Cinetel dal 14 al 20 marzo, li pubblichiamo qui sotto) addirittura dalla commediola «Nessuno mi può giudicare», dell'esordiente Massimiliano Bruno, con Paola Cortellesi e Raoul Bova, costata quattro euro e uscita praticamente senza promozione. Tre milioni di euro di incasso per Bruno, due milioni e cento mila per il film di Neri Parenti. Costato (a detta di Aurelio De Laurentiis) «15 milioni di euro» e presentato alla stampa come un «Kolossal» di portata epocale. Senza contare le spese immani e difficilmente quantificabili - ma si parla di altri milioni di euro - per un battage promozionale senza precedenti su tutti i mezzi di comunicazione; e le ospitate televisive disperate delle ultime due settimane di tutti i protagonisti, che si sono mostrati ovunque (tranne che alle previsioni del tempo) per tentare di sbolognare la loro mercanzia. Al terzo posto, di un'incollatura (2 milioni di euro, altra umiliazione) il cartoon «Rango», uscito fra l'altro il venerdì precedente. Dati precisi che non lasciano scampo a Christian De Sica, Giorgio Panariello, Massimo Ghini, Michele Placido, Paolo Hendel e Massimo Ceccherini.
Ha vinto insomma il partito del boicottaggio. Il pubblico ha sposato la causa di «Giù le mani da Amici Miei», il gruppo Facebook nato due anni fa per tutelare la memoria di una saga capolavoro della commedia all'italiana ideata da Germi e Monicelli e interpretata da attori come Tognazzi, Moschin, Celi, Noiret e Montagnani.
La sconfitta è ancora più bruciante se si pensa che il film di Parenti è stato strategicamente piazzato dalla Filmauro a cavallo del ponte «protetto» del 17 marzo, quindi con più giorni di esposizione; e contava su una debole concorrenza. Nonostante tutto, ha incassato 990 mila euro fra mercoledì e giovedì. Il restante milione e 100 mila nel normale week-end. Un risultato imbarazzante per un prodotto del genere, costato una fortuna e pubblicizzato più dei cornetti («Che cell'ha i cornetti oggi, sor Christian? Come nun cell'ho?! Freschi freschi, fatti ora...») alla vigilia dell'estate.
Ma quel che è peggio (per loro) è che da oggi la strada è tutta in salita: una terribile agonia. Il tam tam di chi ha visto il film non rimanda nulla di buono (per loro) e la spinta propulsiva del cinepanettone pre-pasquale che non fa ridere è destinata a spegnersi in breve tempo. Viste le sale mezze vuote, molti gestori potrebbero decidere di ritirarlo prestissimo. Una minuscola boccata d'ossigeno rischia di arrivare dai cinema dei paesini di provincia, con una sola sala. Dove o vedi quel film, o fai harakiri. Pare che molti spettatori stiano seriamente valutando la seconda ipotesi.

DATI UFFICIALI CINETEL dal 14/03/2011 al 20/03/2011

1NESSUNO MI PUO' GIUDICAREITA01 DISTRIBUTION € 3.089.561,84471.297
2AMICI MIEI - COME TUTTO EBBE INIZIOITAFILMAURO S.R.L. € 2.139.713,47322.270
3RANGOUSAUNIVERSAL S.R.L. € 2.011.019,40319.035
4DYLAN DOG - IL FILM (DYLAN DOG: DEAD...) USAMOVIEMAX S.R.L. € 1.395.466,09237.009
5IL RITO (THE RITE)USAWARNER BROS ITALIA S.P.A. € 1.390.519,31209.290
6GNOMEO & GIULIETTA - 3D USAWALT DISNEY S.M.P. ITALIA € 738.477,4380.944
7STREET DANCE 3D - 3D (STREET DANCE 3D)U.KEAGLE PICTURES S.P.A. € 722.426,1076.418
8IL DISCORSO DEL RE (THE KING'S SPEECH)U.KEAGLE PICTURES S.P.A. € 595.278,4092.436
9IL CIGNO NERO (BLACK SWAN)USA20TH CENTURY FOX ITALIA € 518.787,0686.434
10LA VITA FACILEITAMEDUSA FILM S.P.A. € 496.021,1191.788

domenica 20 marzo 2011

FIRENZE E LA FIORENTINA SCARICANO L'«AMICI MIEI» TAROCCATO

Nel resto d'Italia le sale sono mezze vuote. In compenso la "calorosa" accoglienza che Firenze ha tributato ad «Amici miei - Come tutto ebbe inizio», il film di Neri Parenti che stando a molti è riuscito a mettere d'accordo critica e pubblico sul concetto di bruttezza, ha avuto anche qualche riverbero calcistico. Ecco lo striscione simpaticamente inneggiante a Christian De Sica apparso oggi allo stadio Artemio Franchi e piazzato dalla Curva Fiesole della Fiorentina all'inizio del secondo tempo di Fiorentina-Roma, finita con un 2-2: «De Sica con l'ultimo "Amici Miei" hai offeso Firenze, ora io con degli amici miei offendo Roma». Cose che fanno bene al calcio. E forse anche al cinema.


NERI PARENTI, DOPO «AMICI MIEI» ORA FORSE SOGNA IL SEQUEL DI «TITANIC»...

Per la serie idee geniali, mentre il prequel tarocco di «Amici miei» si avvia sulla strada di quei flop memorabili, siamo in attesa che Neri Parenti si svegli una mattina con l’idea di girare anche il prequel di “Shining” (tutto il tragitto in auto con la famigliola che viaggia verso l'Overlook Hotel, vuoi buttarlo via? Fra l'altro Jack Nicholson è ancora vivo... Approfittiamone) o il sequel di “Titanic”: avremo quindi “Titanic a Miami”, “Titanic a Rio”, “Titanic sul Nilo”.
Potrebbe funzionare. Basta prendere ogni volta una nave di qualche flotta da crociera (e lì scatta anche il product placement) e farla affondare in un diverso luogo di villeggiatura. Christian De Sica potrebbe resuscitare per il capitolo successivo.
Certo, il format non funziona in montagna, ma sono sicuro che sapranno ovviare al problema.

sabato 19 marzo 2011

«L'INSUCCESSO DEL PREQUEL DI 'AMICI MIEI' POTRA' FARE DEL BENE AL CINEMA» (RADIO POPOLARE)



«NESSUNO MI PUO' GIUDICARE» * T'AMO PIO BOVA (RAOUL), TRA EQUIVOCI E RISATE

La viziatissima Alice (Paola Cortellesi) è una ricca donna romana con villa, tre domestici filippini e un figlio di nove anni. Quando suo marito, imprenditore genialoide ma fallito, muore in un incidente stradale lasciandole una caterva di debiti, a lei non resta che trasferirsi in un quartiere (mioddìo) povero e imparare a guadagnarsi la pagnotta. L'unico modo per racimolare una grossa somma di denaro in breve tempo pare sia quello di mettersi a fare la escort. Un tempo nota come mignotta. Tra un cliente sado-maso e un altro amante del travestitismo, nel tempo libero, conosce il gestore di un internet point di borgata (Raoul Bova) con variopinta clientela internazionale. Mi piace assai, ma gli confesso che faccio la puttana? Pardon, la escort... Intanto mento, dicendo che sono commessa da Decathlon. Poi, si vedrà.

Garbata commediola dell'esordiente Massimiliano Bruno, che può contare su un cast in buona forma, impreziosito da Rocco Papaleo sempre perfetto nel ruolo dell'italico, rozzo qualunquista. La Cortellesi riesce a sciogliersi più al cinema che in tv, a «Zelig», dove trasmette una perfezione che rasenta la freddezza. Bova è il Raoul di sempre: gran bello da vedere, ma lui e la recitazione sono come le convergenze parallele: destinate e non incontrarsi mai. Il soggetto è esile e già visto, ma non mancano battute, trovate, situazioni esilaranti. Insomma, non è certo un capolavoro, ma sempre meglio che ridursi ad andare a vedere il finto «Amici miei» di Christian De Sica e Neri Parenti.  VOTO: 6/7

giovedì 17 marzo 2011

«AMICI MIEI» * A MILANO E IN LOMBARDIA DEBUTTO FLOP: ECCO I DATI DEL CINEMA ORFEO

«Il debutto di 'Amici miei - Come tutto ebbe inizio' qui da noi? Roba da spararsi».
Completo grigio, sorriso e aria rassicuranti, non usa mezzi termini Felice De Santis, da 42 anni titolare del multisala Orfeo di Viale Coni Zugna, uno tra i cinema storici di Milano. «Vuole sapere lo sbigliettamento di ieri, mercoledì, per il debutto di Amici Miei? Solo 100 biglietti in un giorno, con quattro spettacoli, in una sala, quella verde, che ha 290 posti. Non so se rendo l'idea. Un tonfo. Ma so che sta andando male in tutta la Lombardia. Noi esercenti abbiamo un canale interno per verificare le tendenze già il giorno dopo, prima che escano i dati ufficiali».
Oggi, giovedì, giorno di festa per i 150 anni dell'Unità Italia, non è andata meglio a Christian De Sica, Neri Parenti, Giorgio Panariello, Massimo Ghini, Michele Placido e Paolo Hendel. «I dati di oggi - continua il gestore - glieli do al dettaglio: allo spettacolo delle ore 15 c'erano 69 spettatori; alle 17,30 avevamo 109 spettatori e alle ore 20 appena 49 paganti. Tenga conto che la sala è sempre da 290 posti. Quest'ultimo dato delle 20 è molto indicativo perché - essendo domani giornata lavorativa - il primo spettacolo in genere è più frequentato del secondo. Insomma, per ora qui da noi possiamo parlare di flop». La pellicola è in programmazione in altri tre cinema cittadini.

Nelle altre due sale dell'Orfeo, invece, la rossa e la blu, «Il cigno nero» con Natalie Portman vince a mani basse, e si piazza molto bene il cartoon «Rango». «'Il cigno nero' è un film splendido, sta incontrando tantissimo. Lo proiettiamo nella sala grande, 720 posti, che per grandezza di schermo e soprattutto per acustica è forse la migliore di Milano. E secondo me può anche togliere il forse. 'Rango' invece è stata una sorpresa: un'animazione western che piace sia ai bambini che ai genitori. A parte le eccezioni, questo è stato l'anno del cinema italiano, che sta vivendo una nuova primavera e ci ha salvato. Dall'America è arrivato poco: ora aspettiamo con ansia I pirati dei Caraibi, a maggio».
 E il pubblico di «Amici miei - Come tutto ebbe inizio», qual è? «Soprattutto - dice De Santis - 40-50enni che entrano per nostalgia, attratti dal titolo del vecchio film con Ugo Tognazzi. Senza sapere che poi dell'originale in questo film non c'è niente: gag poco divertenti, straviste. So che c'è stata una protesta su internet, ne hanno parlato i giornali. Ma guardi: secondo me più che altro è questo genere di film e sono questi personaggi che non tirano più. Basti vedere com'è andato l'ultimo cinepanettone...».
Quel che preoccupa di più l'esercente milanese è piuttosto il rincaro di un euro sul prezzo del biglietto, che scatterà dal primo luglio. «Lo fanno partire nella stagione di minore affluenza proprio per abituare lentamente il pubblico all'idea. Fosse stato settembre, sarebbe stato uno choc. Per noi però sarà un guaio, un vero guaio - conclude - ed è ora che iniziamo a protestare, a farci sentire. Di quell'euro niente entrerà nelle nostre tasche. In compenso per una famiglia di quattro persone venire al cinema inizierà a costare un po' troppo...».

DA TAMARA DONA' SIAMO IN 100 MILA CONTRO «AMICI MIEI - COME TUTTO EBBE INIZIO»



mercoledì 16 marzo 2011

DE SICA, DE LAURENTIIS E IL NUOVO «AMICI MIEI» * COSI' PARLO (DAVVERO) MONICELLI

UN DOCUMENTO INTERESSANTE. IN UNA VECCHIA INTERVISTA DEL QUOTIDIANO "IL GIORNALE", MARIO MONICELLI PARLA DI CHRISTIAN DE SICA E AURELIO DE LAURENTIIS E TORNA SUL NO AL PREQUEL DI "AMICI MIEI". ECCO A SEGUIRE LA PARTE DELL'INTERVISTA CHE CI E LI RIGUARDA DIRETTAMENTE:

Per Christian De Sica «Pane, amore e fantasia» di suo padre Vittorio era il «Natale a Beverly Hills» dell'epoca. È d'accordo?
«Sono d'obbligo i distinguo: Pane, amore e fantasia era un film delizioso e gentile, di grande qualità. Un film, che non presentava volgarità. Magari, una mezza parola, o un gesto... Perché Christian De Sica si ostina a mettersi in bocca sempre suo padre? Lo lasci stare. Chi fa spettacolo dev'essere responsabile».

Come vede il remake del suo «Amici miei», annunciato da De Laurentiis?

«Sarà difficile renderne lo spirito, tutto toscano, dell'epoca. I rifacimenti sono fatti per far quattrini: si cerca d'approfittare del successo del primo film e, con lo stesso titolo, arriva il remake. De Laurentiis ha un cognome illustre, ma bisogna vedere se riesce a mantenersi all'altezza di suo zio Dino e di suo padre Luigi, grandi produttori e grandi registi. Cosa che lui non è».

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