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venerdì 6 luglio 2012

È MORTO IL CINEPANETTONE (E HO CONTRIBUITO A STACCARGLI LA SPINA)


Nella simpatica (dipende dai punti di vista) querelle che un anno fa mi ha contrapposto, assieme ad altri 150 mila valorosi su Facebook e sui giornali di mezza Italia, a Christian De Sica, Neri Parenti e Aurelio De Laurentiis quando combattevamo per favorire il boicottaggio dell'immondo prequel di «Amici miei», c'era un chiaro messaggio sottotraccia: quando la finiremo con i cinepanettoni? Non è ora di smetterla di propinare al pubblico questa paccottiglia para-vacanziera di quart'ordine spacciata per cinema?
Ebbene, il prequel di «Amici miei» è stato - non solo per merito nostro, hanno fatto quasi tutto da soli - uno tra i più grandi flop nella storia delle sale italiane. Un rapporto costo pellicola/spettatori imbarazzante. Quando ho misurato l'entità del loro tracollo, ho capito che era finito il consenso e che stava inevitabilmente per chiudersi anche l'altro capitolo: quello delle trasferte scoreggione della combriccola di mister De Sica, un buon caratterista che qualcuno per molti anni ha tentato di spacciare per vero attore. Errore grossolano.
Ora il momento è arrivato: il produttore De Laurentiis (lo stesso che nei giorni scorsi ha minacciato di mettere le mani addosso a un giornalista, e che tanti sgambetti mi ha riservato durante la battaglia anti-prequel) ha decretato ufficialmente la morte del suo sformato attoriale. Dal prossimo Natale, per continua emorragia di pubblico, sparirà il classico cinepanettone, già vistosamente agonizzante. È finita. Usciamo nelle piazze con le bandiere. Altroché Europei di calcio.
Inutile dire che mi godo lo spettacolo, sorridendo di fronte alle dichiarazione dello stesso regista cinepanettonaro (che aveva fortemente voluto quell'aborto di «Amici miei») Neri Parenti, deciso a tornare in pista il prossimo anno con un film in concorrenza con il prodotto natalizio del (si immagina) ex amico De Laurentiis. Che peccato, ragazzi... Avete lavorato così tanto bene insieme in questi decenni... Che cos'era andare avanti ancora - non dico tanto - per un paio di lustri. Eppure niente. Non c'è più la mezza stagione e neppure la gratitudine nei confronti di quel pubblico che tanto vi ha amato.
Stanotte, sotto le lenzuola, forse vi dedicherò una flatulenza alla memoria.

lunedì 9 gennaio 2012

MASSIMO BOLDI: «TORNIAMO INSIEME?». CHRISTIAN DE SICA: «PERCHÈ NO?»

Nell’inverno che ha visto traballare le consolidate certezze dei botteghini cinepanettonari, si intravede uno spiraglio di luce per gli appassionati del cinema leggero virato al trash che da quasi trent’anni accompagna le feste degli italiani. La prima voce che si alza è quella di Massimo Boldi, fino a sei anni fa in coppia fissa con Christian De Sica (la loro ultima prova insieme fu «Natale a Miami», 2005), poi artefice di una clamorosa rottura che ha portato i due a proseguire con carriere separate. «In queste settimane sto ricevendo su Twitter» dice «migliaia di messaggi di fans che vogliono ardentemente che Christian e io torniamo a lavorare assieme. Inviti accorati di spettatori che sostengono che non ha senso vederci in sala separati. Anche se il mio ultimo film, uscito a ottobre, ha incassato ancora 4,5 milioni di euro, devo riconoscere che hanno ragione. Ora c’è stata la crisi di “Vacanze di Natale a Cortina”. L’ho visto, e mi è parso un buon prodotto, realizzato con grande sforzo economico. Se è andato male non mi fa certo piacere, ma credo che sia piuttosto ora di ragionare, se ci sono i presupposti, su un ritorno mio e di Christian. Ma non per soccorrerci vicendevolmente. La cosa deve partire da una buona idea, e dal presupposto che l’idea più grossa e vincente, commercialmente parlando, è rimetterci insieme. Il pubblico lo vuole. Dopo questi anni di carriere separate, sai quanta gente sarebbe disposta a venire al cinema anche solo per vedere che cos’hanno combinato di nuovo questi due scemi? Fui io a chiudere: rimasto vedovo, ebbi un problema esistenziale molto forte…».
Se il produttore Aurelio De Laurentiis preferisce non espremersi, arriva cauta ma – per la prima volta - possibilista, la risposta di Christian De Sica: «Tornare a lavorare con Massimo?» Il punto è che ci sono contratti da onorare: il mio con Filmauro, il suo con Medusa, e non sono cose così semplici e veloci da risolvere. In ogni caso, se si risolvessero questi problemi, perché no? Oggi potremmo fare “I due ragazzi irresistibili…”. Certo, Massimo ha fatto una discreta cavolata ad andarsene…».
Sulle difficoltà incontrate quest’anno dal cinepanettone, il figlio del grande Vittorio ha un’idea precisa: «“Vacanze di Natale a Cortina” è stato attaccato in modo secondo me strumentale… Ho letto giornali che parlano di crisi, di fine di un genere, di un modello berlusconiano di cinema. Ma quando mai? I cinepanettoni sono sempre stati tutt’altro. Vedo dell’astio, in questi attacchi. Come se tanta gente non stesse aspettando altro che i nostri incassi calassero. Questi film oltretutto sono una risorsa italiana, danno lavoro a tanta gente… Non facciamoci del male così, distruggendoli a ogni costo ed esultando perché vince “Sherlock Holmes”. Un film che in Italia non dà pane a nessuno. Non vorrei che chi produce i nostri lavori si stancasse di quest’andazzo e andasse a farli in America…».

(TV SORRISI E CANZONI - DICEMBRE 2011)

giovedì 5 gennaio 2012

CHRISTIAN DE SICA * LE INTERVISTE CHE RILASCIA SONO PEGGIORI DEI FILM CHE FA?

Martedì 3 gennaio il quotidiano «La stampa» ha dedicato una pagina alla crisi dei cinepanettoni. In particolare, «Vacanze di Natale a Cortina», di Neri Parenti, prodotto da Aurelio De Laurentiis. La collega Michela Tamburrino ha intervistato, tra gli altri, anche il signor Christian De Sica. Una delle domande - la riporto per intero - mi riguardava direttamente: «Tv sorrisi e canzoni anticipa che lei e Massimo Boldi potreste tornare a fare coppia. Colpa della crisi?». Risposta di De Sica: «È una sciocchezza. Come se due calciatori di due squadre diverse giocassero insieme. Abbiamo contratti con produzioni diverse. Impossibile tornare insieme». L'intervista è stata ripresa anche da Dagospia.
Il figlio del grande Vittorio si riferisce a questo passo dell'intervista che gli ho fatto cinque giorni prima per il mio giornale: «Tornare a lavorare con Massimo? Il punto è che ci sono contratti da onorare: il mio con Filmauro, il suo con Medusa, e non sono cose semplici e veloci da risolvere. In ogni caso, se si risolvessero questi problemi, perché no? Oggi potremmo fare 'I due ragazzi irresistibili'... Certo Massimo ha fatto una discreta cavolata ad andarsene». Questa frase possibilista sul ritorno in coppia dei due, ovviamente, visto che non è mio costume riportare falsità, la confermo in toto.
Come se non bastasse, De Sica - dopo la nostra telefonata, per sua maggiore cautela - ha chiesto al mio giornale di poter rileggere il virgolettato in questione prima dell'uscita in edicola. Cosa che è puntualmente avvenuta. Perché, quindi, mentire in una fase successiva gettando discredito su una testata e sul giornalista che ti ha intervistato?
Che cosa è avvenuto? Che cosa o chi è intervenuto tra la prima intervista e la seconda, per far cambiare idea a De Sica? Il mio giornale farà le proprie valutazioni. Per quanto mi riguarda, questo dovevo ribadire.
Anche per aiutare il signor De Sica, sempre più simile ai personaggi che interpreta sul grande schermo, ed evitare che, di questo passo, le interviste che rilascia diventino peggiori dei film che fa. Non è facile, ma ci si può sempre riuscire.

sabato 17 dicembre 2011

CINEPANETTONE SCADUTO * DEBUTTO FLOP PER «VACANZE DI NATALE A CORTINA»

Una sberla non indifferente. Come segnala il sito CineBlog.it, nel primo giorno di programmazione nelle sale, «Vacanze di Natale a Cortina», della (poco) premiata ditta Neri Parenti-Christian De Sica-Aurelio De Laurentiis ha fatto registrare uno tra i punti più bassi nella storia cinepanettonara d'Italia.
Forse è ancora troppo presto per poterlo dire, ma siamo davvero vicini alla fine di un'epoca. La smunta paccottiglia di Neri Parenti - che viene dallo scivolone epocale di "Amici miei - Come tutto ebbe inizio" è stata stracciata dal secondo capitolo di "Sherlock Holmes" (650 mila euro), ha preso botte da "Il gatto con gli stivali" (266 mila) e un calcio nel sedere persino dal Leonardo Pieraccioni (che pare abbia confezionato finalmente una discreta commediola dopo anni di fotocopie) di "Finalmente la felicità" (254 mila). Nonostante l'incredibile battage pubblicitario, De Sica e Sabrina Ferilli si sono fermati il primo giorno al quarto posto, con 220 mila euro. 
E' andata peggio soltanto allo splendido "Le idi di marzo" di George Clooney, che si è dovuto accontentare di 95 mila euro uscendo però con poche copie a fronte delle 200 del noioso trash movie di Filmauro, tra l'altro infarcito di product placement pubblicitari.
Le feste di Natale sono ancora lunghe, ma forse il cinepanettone sta mangiando il suo ultimo panettone. 

venerdì 24 giugno 2011

CHRISTIAN DE SICA A CORTINA GIRERA' L'ULTIMO CINEPANETTONE?

L'aria si era fatta pesante. Così, dopo il flop epocale (pare uno tra i primi 10 della storia del cinema italiano di tutti i tempi, nel rapporto costo pellicola/spettatori) del suo «Amici miei - Come tutto ebbe inizio», girato da Neri Parenti e stroncato anche dalla critica, Christian De Sica era saggiamente sparito per un po' dalla circolazione. Del resto il cinepanettone dello scorso anno, «Natale in Sudafrica», aveva segnato decisamente il passo al box-office, e anche la Tim aveva deciso di rinunciare ai suoi imperdibili spot. Triplo smacco.
Il produttore Aurelio De Laurentiis, però, non è uno che molla la presa, e he messo in cantiere, con qualche nuova accortezza, un altro cinepanettone per il prossime feste di fine anno. Basta mete esotiche (non è più tempo di grandi spese, se i soldi poi già faticano a rientrare): bisognava tornare in Italia. Più precisamente a cazzeggiare in quel di Cortina, anche se dalla Filmauro si affrettano a precisare che il titolo della pellicola che vedrà ancora l'eterno De Sica protagonista, non sarà «Natale a Cortina». Troppo prevedibile, sulla scia del passato, si rischierebbe di essere attaccati ancora, dicono le nostre fonti. Forse le prese in giro dei 60 mila iscritti al gruppo di Facebook che ha propiziato il boicottaggio e il flop dell'indegno «Amici miei», hanno lasciato qualche segno. Certo la zuppa di casa sarà la stessa, titolo a parte. E se non dovesse andare bene, rischia di essere l'ultimo della serie.
Chi non ama questo genere di cinema, intanto, può iscriversi al nuovo gruppo di Facebook che unisce i militanti dell'orgoglio anti-cinepanettonaro: «De Sica e Parenti? No, grazie! Io non vedo cinepanettoni». Senza snobismo, ma con l'orgoglio di farne parte.

lunedì 4 aprile 2011

AMICI MIEI, COME TUTTO EBBE FINE (INGLORIOSAMENTE): ECCO GLI INCASSI DELLA 3ª SETTIMANA

Dopo aver toccato immediatamente il fondo, ora si scava la fossa e si chiude la bara. Già alla terza settimana nelle sale (poi di quest'infelice parentesi del cinema italiano non parleremo più, a meno che non si renda necessario), «Amici miei - Come tutto ebbe inizio» scivola ingloriosamente alla settima posizione della classifica ufficiale Cinetel che va dal 28 marzo al 3 aprile. Una batosta memorabile per il lavoro di Neri Parenti, peraltro stroncato dalla quasi totalità della critica. Siamo alle briciole. L'incasso è di appena 251 mila euro, che sommati a quelli delle prime due settimane portano il totalizzatore a 3 milioni e 232 mila (la metà di questi soldi va agli esercenti). Il tutto per un «kolossal» che - a detta di Aurelio De Laurentiis - è costato almeno «15 milioni di euro» e altri milioni in un battage pubblicitario senza precedenti. Da questa cifra vanno detratti però 400 mila euro di contributo statale, perché anche questo ha ottenuto. Oltre al danno, la beffa.

A nulla è valsa neppure la scandalosa puntata speciale di «Porta a porta» che martedì scorso Bruno Vespa ha dedicato al film. Più di due ore di spot gratuito e senza contraddittorio in onda sulla prima rete del servizio pubblico per un film uscito da più di 20 giorni e che aveva già floppato all'esordio. Servono commenti? No, forse non servono. Anche perché il pubblico, primi fra tutti gli iscritti al gruppo Facebook «Giù le mani da Amici miei», che si è fatto portabandiera del boicottaggio, aveva già espresso un giudizio senza appello. E ora, nello spirito del «rinforzino» tognazziano, è nato «De Sica e Parenti? No, grazie! Io non vedo cinepanettoni»; il gruppo che vuole diventare pian piano catalizzatore e simbolo dell'orgoglio anti-cinepanettonaro.

I protagonisti di questo brutto progetto nato morto e che (quasi) nessuno voleva (Christian De Sica, Massimo Ghini, Giorgio Panariello, Paolo Hendel, Michele Placido e Massimo Ceccherini) durante il tentativo di lancio hanno parlato probabilmente troppo e a sproposito. Usando una strategia mediatica spesso aggressiva che non ha pagato. Intanto, il film spariva inesorabilmente dalla circolazione: ben 446 sale la prima settimana (dati MyMovies.it); 389 la seconda; 175 il terzo week-end. Per arrivare alle 169 copie di oggi.
«Di fronte alla morte non resta che la comprensione e il perdono», diceva Celi-Sassaroli facendo infuriare il vedovo. Eppure temo che molti di noi, a costo di far infuriare il «vedovo» Parenti, non potranno mai perdonargli (a lui e agli altri, naturalmente) di aver voluto sporcare la trilogia di «Amici miei» facendola diventare una quadrilogia che ospita un suo film.
E dopo questo, giù il sipario. La pagliacciata è durata fin troppo.

DATI UFFICIALI CINETEL DAL 28 MARZO AL 3 APRILE 2011

1NESSUNO MI PUO' GIUDICAREITA01 DISTRIBUTION € 1.146.561,17194.493
2AMICI, AMANTI E… USAUNIVERSAL S.R.L. € 550.026,2291.991
3MIA MOGLIE PER FINTA USASONY PICT. ITALIA S.R.L. € 478.300,1796.621
4HOPUSAUNIVERSAL S.R.L. € 457.540,5472.198
5BORIS - IL FILMITA01 DISTRIBUTION € 423.110,8863.814
6SUCKER PUNCHUSAWARNER BROS ITALIA S.P.A. € 316.785,4552.765
7AMICI MIEI - COME TUTTO EBBE INIZIOITAFILMAURO S.R.L. € 251.885,0543.312
8DYLAN DOG - IL FILM USAMOVIEMAX S.R.L. € 230.247,0744.316
9KICK-ASSUSAEAGLE PICTURES S.P.A. € 202.548,5229.813
10FROZENUSAM2 PICTURES S.R.L. € 192.665,7037.984

mercoledì 30 marzo 2011

IERI A «PORTA A PORTA» IL FUNERALE DI «AMICI MIEI - COME TUTTO EBBE INIZIO»

Ieri sera su Raiuno il Cardinale Bruno Vespa in persona ha celebrato i solenni funerali di «Amici miei - Come tutto ebbe inizio», il brutto film di Neri Parenti (l'uomo che con gli anni si è convinto di essere un regista) già tecnicamente morto, ucciso da Facebook e dalla propria inanità dopo la seconda settimana di programmazione nelle sale. Pochissimi l'hanno visto, ancora meno lo piangono, ma in qualche modo bisognava dare degna sepoltura a quest'opera immortale stroncata dalla quasi totalità della critica. Così, in diretta nazionale (beh, nazionale mica tanto: lo speciale l'hanno visto solo 1.170.000 spettatori, con l'8,49% di share: è stato un flop persino il funerale!) il docile prelato dell'etere ha dato inizio alla cerimonia. Non così mesta, e vediamo il perché.


Qualche burlone - gli inquirenti hanno precisi sospetti - aveva fatto credere al sussiegoso Vespa che la salma godesse di buona salute. Accanto al Cardinale sedevano gli smunti corpicini degli attori che avevano dato vita (si fa per dire) all'ignobile pellicola. Si sforzavano di sorridere per far credere a zio Bruno che tutto andasse bene, madama la marchesa. E lui, che in fondo è un semplice e se le beve tutte, invece di celebrare un funerale, è arrivato pronto a dar vita a una lunga messa cantata senza contraddittorio. Durante la quale, mescolando sapientemente immagini del vecchio e del nuovo, profanatorio «Amici miei», si è impegnato a far credere ai presenti che esiste la vita oltre la morte. Tra i convenuti, Christian De Sica, l'uomo che con gli anni si è convinto di essere un attore, che ormai da settimane - ospitata dopo ospitata - ha il lutto nel cuore. Ma anche Massimo Ghini, Giorgio Panariello e Paolo Hendel. Che per far sorridere zio Bruno si è ri-prodotto nel suo più collaudato numero di repertorio: far parlare Mario Monicelli da morto. Un successone. Zio rideva come un matto.


In un giornalistico sussulto di dignità che forse pagherà caro, il Cardinale ha persino fatto notare al produttore Aurelio De Laurentiis, seduto un po' defilato accanto al plastico del film defunto e a quello della villa di Cogne, che l'uscita del cine-floppone (nuova versione del cinepanettone, chi li detesta si iscriva qui) «È stata preceduta da grandi polemiche». De Laurentiis, senza fare una piega, ha continuato freddamente a minimizzare: «In fondo che cosa sono 50 mila persone su Facebook? Abbiamo milioni di spettatori...». Che però stanno vedendo altri film, prima o poi bisognerà farsene una ragione. E poi, Aurè, dai, la prossima volta ricordati: sono più di 100 mila, divisi in due gruppi. 
E il computer si accende cliccando su On.

lunedì 28 marzo 2011

«AMICI MIEI», INCASSI SECONDA SETTIMANA: DA FLOP A MORTO CHE (NON) CAMMINA

Già alla seconda settimana di programmazione (qui sotto i dati ufficiali Cinetel dal 21/3 al 27/3 2001), lo stroncatissimo «Amici miei - Come tutto ebbe inizio» è spacciato: un morto che non cammina più. 842 mila euro di incasso per il kolossal in costume di Neri Parenti prodotto da Aurelio De Laurentiis e costato almeno 15 milioni di euro più una cifra ingentissima e imprecisata in pubblicità. Addirittura meno della metà del già misero incasso del debutto, con la commedia dell'esordiente Massimiliano Bruno, «Nessuno mi può giudicare», che in proporzione aumenta il bruciante divario. La pellicola, fra l'altro, secondo la consolidata tattica distributiva di De Laurentiis, che da sempre aggredisce il mercato, è uscita in centinaia e centinaia di copie.
Sono tempi grami per Christian De Sica, Massimo Ghini, Giorgio Panariello, Paolo Hendel, Michele Placido e Massimo Ceccherini. Gli attori che hanno preso parte al quarto, profanatorio capitolo della saga di Germi-Monicelli, avversato dal gruppo Facebook «Giù le mani da Amici miei», probabilmente si saranno accorti da tempo di aver fatto la più colossale delle bischerate. A nulla sono valse le loro ospitate promozionali in tutti i programmi televisivi italiani a grossa visibilità. Un battage senza precedenti e mai così inutile. Il pubblico non l'ha bevuta e ha deciso di sposare nettamente il partito del boicottaggio, che aveva peraltro illustri sostenitori, tra i quali giornalisti e intellettuali del calibro di Marco Travaglio e Tommaso Labranca. Ora «Giù le mani da Amici miei», in nome del buon cinema, rilancia con un nuovo gruppo che vuole riunire tutti coloro che detestano i cinepanettoni: «DE SICA & PARENTI? NO, GRAZIE! IO NON MANGIO CINEPANETTONI».

DATI UFFICIALI CINETEL DAL 21/3 AL 27/3/2011 (ultimo aggiornamento)

1NESSUNO MI PUO' GIUDICAREITA01 DISTRIBUTION € 2.193.549,89360.798
2AMICI MIEI - COME TUTTO EBBE INIZIOITAFILMAURO S.R.L. € 842.571,55136.673
3AMICI, AMANTI E… (NO STRINGS ATTACHED)USAUNIVERSAL S.R.L. € 699.201,98103.263
4DYLAN DOG - IL FILM (DYLAN DOG...)USAMOVIEMAX S.R.L. € 662.800,82125.511
5RANGOUSAUNIVERSAL S.R.L. € 625.771,42102.397
6IL RITO (THE RITE)USAWARNER BROS ITALIA S.P.A. € 542.902,1886.071
7LIGABUE DAY 2011ITANEXO DIGITAL S.P.A. € 540.159,0042.158
8SUCKER PUNCHUSAWARNER BROS ITALIA S.P.A. € 500.938,4373.611
9GNOMEO & GIULIETTA - 3D USAWALT DISNEY S.M.P. ITALIA € 321.434,9237.084
10IL DISCORSO DEL RE (THE KING'S SPEECH)U.KEAGLE PICTURES S.P.A. € 319.710,1754.746
 

lunedì 21 marzo 2011

«AMICI MIEI», GLI INCASSI DELLA PRIMA SETTIMANA: TRA IL FLOP E L'ATROCE AGONIA

Morire disciolti nell'acido, forse faceva meno male.
Inizia con un vistoso flop la lenta agonia di «Amici miei - Come tutto ebbe inizio», stra-battuto nella prima settimana di programmazione (dati ufficiali Cinetel dal 14 al 20 marzo, li pubblichiamo qui sotto) addirittura dalla commediola «Nessuno mi può giudicare», dell'esordiente Massimiliano Bruno, con Paola Cortellesi e Raoul Bova, costata quattro euro e uscita praticamente senza promozione. Tre milioni di euro di incasso per Bruno, due milioni e cento mila per il film di Neri Parenti. Costato (a detta di Aurelio De Laurentiis) «15 milioni di euro» e presentato alla stampa come un «Kolossal» di portata epocale. Senza contare le spese immani e difficilmente quantificabili - ma si parla di altri milioni di euro - per un battage promozionale senza precedenti su tutti i mezzi di comunicazione; e le ospitate televisive disperate delle ultime due settimane di tutti i protagonisti, che si sono mostrati ovunque (tranne che alle previsioni del tempo) per tentare di sbolognare la loro mercanzia. Al terzo posto, di un'incollatura (2 milioni di euro, altra umiliazione) il cartoon «Rango», uscito fra l'altro il venerdì precedente. Dati precisi che non lasciano scampo a Christian De Sica, Giorgio Panariello, Massimo Ghini, Michele Placido, Paolo Hendel e Massimo Ceccherini.
Ha vinto insomma il partito del boicottaggio. Il pubblico ha sposato la causa di «Giù le mani da Amici Miei», il gruppo Facebook nato due anni fa per tutelare la memoria di una saga capolavoro della commedia all'italiana ideata da Germi e Monicelli e interpretata da attori come Tognazzi, Moschin, Celi, Noiret e Montagnani.
La sconfitta è ancora più bruciante se si pensa che il film di Parenti è stato strategicamente piazzato dalla Filmauro a cavallo del ponte «protetto» del 17 marzo, quindi con più giorni di esposizione; e contava su una debole concorrenza. Nonostante tutto, ha incassato 990 mila euro fra mercoledì e giovedì. Il restante milione e 100 mila nel normale week-end. Un risultato imbarazzante per un prodotto del genere, costato una fortuna e pubblicizzato più dei cornetti («Che cell'ha i cornetti oggi, sor Christian? Come nun cell'ho?! Freschi freschi, fatti ora...») alla vigilia dell'estate.
Ma quel che è peggio (per loro) è che da oggi la strada è tutta in salita: una terribile agonia. Il tam tam di chi ha visto il film non rimanda nulla di buono (per loro) e la spinta propulsiva del cinepanettone pre-pasquale che non fa ridere è destinata a spegnersi in breve tempo. Viste le sale mezze vuote, molti gestori potrebbero decidere di ritirarlo prestissimo. Una minuscola boccata d'ossigeno rischia di arrivare dai cinema dei paesini di provincia, con una sola sala. Dove o vedi quel film, o fai harakiri. Pare che molti spettatori stiano seriamente valutando la seconda ipotesi.

DATI UFFICIALI CINETEL dal 14/03/2011 al 20/03/2011

1NESSUNO MI PUO' GIUDICAREITA01 DISTRIBUTION € 3.089.561,84471.297
2AMICI MIEI - COME TUTTO EBBE INIZIOITAFILMAURO S.R.L. € 2.139.713,47322.270
3RANGOUSAUNIVERSAL S.R.L. € 2.011.019,40319.035
4DYLAN DOG - IL FILM (DYLAN DOG: DEAD...) USAMOVIEMAX S.R.L. € 1.395.466,09237.009
5IL RITO (THE RITE)USAWARNER BROS ITALIA S.P.A. € 1.390.519,31209.290
6GNOMEO & GIULIETTA - 3D USAWALT DISNEY S.M.P. ITALIA € 738.477,4380.944
7STREET DANCE 3D - 3D (STREET DANCE 3D)U.KEAGLE PICTURES S.P.A. € 722.426,1076.418
8IL DISCORSO DEL RE (THE KING'S SPEECH)U.KEAGLE PICTURES S.P.A. € 595.278,4092.436
9IL CIGNO NERO (BLACK SWAN)USA20TH CENTURY FOX ITALIA € 518.787,0686.434
10LA VITA FACILEITAMEDUSA FILM S.P.A. € 496.021,1191.788

mercoledì 16 marzo 2011

DE SICA, DE LAURENTIIS E IL NUOVO «AMICI MIEI» * COSI' PARLO (DAVVERO) MONICELLI

UN DOCUMENTO INTERESSANTE. IN UNA VECCHIA INTERVISTA DEL QUOTIDIANO "IL GIORNALE", MARIO MONICELLI PARLA DI CHRISTIAN DE SICA E AURELIO DE LAURENTIIS E TORNA SUL NO AL PREQUEL DI "AMICI MIEI". ECCO A SEGUIRE LA PARTE DELL'INTERVISTA CHE CI E LI RIGUARDA DIRETTAMENTE:

Per Christian De Sica «Pane, amore e fantasia» di suo padre Vittorio era il «Natale a Beverly Hills» dell'epoca. È d'accordo?
«Sono d'obbligo i distinguo: Pane, amore e fantasia era un film delizioso e gentile, di grande qualità. Un film, che non presentava volgarità. Magari, una mezza parola, o un gesto... Perché Christian De Sica si ostina a mettersi in bocca sempre suo padre? Lo lasci stare. Chi fa spettacolo dev'essere responsabile».

Come vede il remake del suo «Amici miei», annunciato da De Laurentiis?

«Sarà difficile renderne lo spirito, tutto toscano, dell'epoca. I rifacimenti sono fatti per far quattrini: si cerca d'approfittare del successo del primo film e, con lo stesso titolo, arriva il remake. De Laurentiis ha un cognome illustre, ma bisogna vedere se riesce a mantenersi all'altezza di suo zio Dino e di suo padre Luigi, grandi produttori e grandi registi. Cosa che lui non è».

«AMICI MIEI - COME TUTTO EBBE INIZIO» * STRONCATO (ANCHE) DALLA CRITICA

Film Tv: «Ma quale omaggio a Monicelli, ma quale atto d'amore. Solo un progettino piccino piccino, sfarzoso alla voce costumi e comparse, che lo farà entrare nella Storia come il primo film italiano stroncato preventivamente e boicottato vie internet dalla protesta popolare». (Andrea Giorgi)

Corriere della sera: «Cast da cinepanettone e ambientazione senza forza ... Ma (purtroppo) questi scherzi non fanno ridere ... I loro scherzi sono troppo innocui per graffiare e troppo poco inventivi per colpire la fantasia ... Qui di colpi di genio simili, non c'è nemmeno l'ombra» (Paolo Mereghetti)

La Repubblica (Firenze): «Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione" recitava il vecchio Amici miei. Ecco, nel nuovo non c'è traccia di tutto questo ... Il fatto è che "Come tutto ebbe inizio" non funziona proprio. Non fa ridere. Gli scherzi descritti sono arzigogolati e poco credibili, il ritmo spezzettato, le invenzioni sanno di cose già viste in tanti titoli più o meno gloriosi della commedia italica in costume». (Simone Fortuna)

Il Giornale: «Altro che prequel di una delle saghe più innovative, ciniche, intelligenti ed aggressive mai prodotte sul nostro grande schermo. “Amici miei... come tutto ebbe inizio” è un cinepanettone fatto e finito, con pregi (pochissimi) e difetti (tanti) ... Si ride poco, quasi per nulla». (Maurizio Acerbi) VOTO 4,5.


City: «Qui non si tratta di voler fare gli integralisti della ’supercazzola prematurata’, o i vedovi dell’immortale gag del vedovo; qui il punto è che non si ride punto: ovvero mai, detto alla toscana. Un’operuccia indegna come prequel, sciatta come commediola, volgare proprio perché incapace persino di inventarsela, una parolaccia. Noiosa senza ritegno, ma così boriosa da iniziare dichiarandosi un antidoto alla noia. Il (sigh) fiorentino Hendel ha osato dire: “Anche i primi Amici miei – (sottinteso: come noi) – non erano capolavori, ma facevano ridere”. Mai sentite tante bischerate in così poche parole». (Alessio Guzzano)


Il Fatto quotidiano: «Il vero problema del sequel-prequel Filmauro è l'opposto: gli mancano le gambe per reggersi in piedi e provare a camminare da solo». (Federico Pontiggia)

La Repubblica: «Si sente la marca del cinepanettone; e non solo per la presenza del suo team abituale di attori più o meno comici, ma per una tendenza a volare basso che è tutta contemporanea». (Roberto Nepoti)

Libero: «Il nuovo Amici miei si boicotta da solo. Delude il rifacimento del capolavoro di Monicelli. proteste sul web, ma più che sacrilegio è un filmetto» (Maria Pezzi)

Mymovies.it: «Amici miei – Come tutto ebbe inizio, pretenzioso fin dal titolo, è un film inconsistente e impietosamente triste, realizzato come un cinepanettone, che è da sempre la (sola) cifra stilistica di Parenti. Perfezionando e provando a ‘raffinare' il suo cinema (s)finito con la scrittura ‘liquida' di Brizzi barra Martani (sceneggiatori del film), il regista fiorentino confeziona una commedia “a immaginario zero” che si fa beffa del cinico e lugubre vitalismo dell'originale e di cinque amici mai rassegnati all'amarezza della vita ... Non c'è nel film un fotogramma che sia in grado di sostenere la scelta di produrre un prequel, semmai c'è un gioco costante di (in)volontaria distruzione dell'idea originale». (Marzia Gandolfi) Giudizio sintetico: assolutamente sconsigliato.

Movieplayer.it: «Dopo un'attenta visione, scevra da ogni pregiudizio, la domanda che ci si pone non è tanto perchè si è voluto a tutti i costi andare a rivisitare un classico come Amici Miei, quanto più perchè lo si sia fatto senza avere alla base non solo un'idea, ma anche una sceneggiatura ben scritta e gli attori adatti per affrontare senza patemi d'animo un confronto difficile ... Un film che fallisce il bersaglio in maniera grossolana». (Luciana Morelli)

Filmscoop.it: «Il roboante titolo è "Amici miei – Come tutto ebbe inizio", ed è – senza mezzi termini – un film di cui vergognarsi. Profondamente ... Neri Parenti ha dichiarato di aver covato per anni questo progetto, proprio per omaggiare l'originale "Amici miei". Viene allora da dubitare non solo della competenza registica di Neri Parenti, che con questo filmaccio perde ogni alibi residuo, ma anche della sua capacità di analisi. Perché delle due l'una: o non ha mai compreso la reale portata di "Amici miei", o l'ha fatto e ritiene sul serio che "Amici miei – Come tutto ebbe inizio" ne sia un fedele omaggio. In entrambi i casi, non ne esce particolarmente bene». (Andrea Mezzetti)

Pianetanfatasy.it: «Guazzabugli da avanspettacolo di terza categoria per la banda De Laurentiis, guidata da un Christian De Sica volgare e burino, che questa volta scherza col fuoco e si ustiona. La caciara coatta e parolacciara si ripete in fotocopia in questo finto prequel di cui non si sentiva il bisogno. Più che un film sembra la sagra della peperonata fredda. Per questo è anche indigesto». (Giuseppe Lamanna) 

Screenweek.it: «Amici miei - Come tutto ebbe inizio è esattamente quel che ci si aspetta, un cinepanettone mascherato da commedia in costume nel quale non si ride quasi mai e che ricalca film, situazioni e personaggi di Germi/Minicelli ... Tutto il succo della mancanza di idee sta nell’ultima sequenza in cui in maniera posticcia viene inserita la supercazzola. Una cosa fatta tanto per farla». (Gabriele Niola)

Badtaste.it: «Alla fine, tutto risulta un notevole spreco di denaro incapace di far ridere, a meno che i risultati al botteghino non smentiscano le mie convinzioni. Al momento, non punterei grandi cifre su questa possibilità...». (Colin Mckenzie)

Avvenire: «Convince davvero poco l’operazione revival di Neri Parenti che in “Amici miei… come tutto ebbe inizio” (costato - secondo il regista – “oltre 15 milioni di euro”) mette in scena gli antenati dei protagonisti del film di Monicelli». (Alessandra De Luca)


Europa: «Poiché questa settimana siamo in vena di profanazione delle icone pop italiane, ecco il prequel di Amici miei: al fine di non sentirsi torcere le budella bisogna dimenticare il capolavoro di Monicelli e fare finta che quello girato da Neri Parenti sia un film ex novo ... ma l’aggiunta della coppia cinepanettonica Fausto Brizzi e Marco Martani e il tocco letale di Neri Parenti rendono questa storia ambientata a fine ’400 un pateracchio colossale ricco solo di occasioni mancate». (Paola Casella)



ECCO IL LINK DEL GRUPPO DI FACEBOOK CHE INVITA A NON VEDERE «AMICI MIEI - COME TUTTO EBBE INIZIO» NEL RISPETTO DI MONICELLI E DEI VERI «AMICI MIEI».

martedì 15 marzo 2011

MONICELLI, MORTO CHE PARLA (DEL NUOVO «AMICI MIEI»), MA FORSE CONTROVOGLIA

Ieri, in occasione della presentazione alla stampa di «Amici miei - Come tutto ebbe inizio» (già stroncato o accolto come si accoglie un eczema dai critici che hanno avuto la sfortuna di vederlo), i nostri eroi, ovvero De Sica, Ghini, Panariello, Hendel, Placido, e le guest-star Neri Parenti (regista) e Aurelio De Laurentiis (produttore) hanno sparato tutte le ultime cartucce. Venghino, siòri, venghino. Tenetevi forte perché qui, con questa brutta aria di flop che si respira nel 400, balliamo sull'ottovolante. Allacciare le cinture.

1) Questo film - attenzione - sarebbe «Un atto d'amore nei confronti di Mario Monicelli». Lo stesso Monicelli che non ha mai voluto saperne, che ne respingeva anche solo l'idea, che ha rifiutato di essere coinvolto nella lavorazione, e che si è espresso esattamente così: «Avevano tentato di farmi collaborare al film, ma ho deciso di rimanerne fuori, hanno ragione quelli di Facebook». Ovvero, modestamente, chi vi scrive, che due anni fa fondò il gruppo: «Giù le mani da Amici Miei: fermiamo De Sica e il suo annunciato prequel». Ora, se questo film è «Un atto d'amore nei confronti di Monicelli», riesco a immaginarne di migliori.

2) Dopo le critiche ricevute in Toscana per aver preso parte al taroccone, Paolo Hendel, per difendersi, non trova di meglio che far parlare il morto. Ebbene sì, Hendel fa parlare il defunto Monicelli con i virgolettati! Non ci credete? Ecco qua: «Una volta il grande Mario mi disse a proposito di questo film: "Cosa ne penso io? Ne penso bene, basta che faccia ridere e che la storia funzioni". Si metteva a ridere sentendo parlare di 'capolavori' in riferimento ai primi due capitoli della serie da lui diretti e mi disse "I miei primi due film non erano niente di che ma funzionavano alla perfezione e soprattutto facevano molto ridere"».
Siamo al triplo carpiato perché qui il nostro, oltre a scagionare se stesso, vuole avvalorare, grazie alle parole postume del Maestro, la tesi già ampiamente esposta da De Sica: gli "Amici miei" (quelli veri) non sarebbero capolavori ma solo discreti film. Quindi profanabili con questa ciofeca. Complimenti sinceri.
Ho sempre provato particolare stima per coloro che fanno parlare un morto usando le virgolette. Ma il morto non dice, chessò: "Mi piace il cardamomo". No, entra a difesa di colui che parla in una forte polemica in atto. Il medium è il messaggio. Roba che neanche Rosemary Altea.

3) Aurelio De Laurentiis, contestando il fatto che Monicelli avesse detto «Hanno ragione quelli di Facebook», sostiene: «Non è vero che Mario Monicelli abbia criticato il film: aveva una grandissima dignità e non si sarebbe mai permesso di sparare a favore o a sfavore di una cosa che non conosceva. Ho parlato a Mario fino a pochi giorni prima che morisse. E' solo che lui non ci vedeva più: ed è impossibile far leggere una sceneggiatura o far vedere un film a un uomo che non vede».
Peccato che nel 2009 il Maestro, a proposito del prequel, dichiarasse a CineBlog.it: «[...]non voglio giudicare, ma mi dispiace che ci sia la tendenza [...] a ripetere film già fatti, trasportandoli in contesti che non c’entrano per niente con quelli in cui è nato il film...[...]...Questi registi conoscono molto bene il mestiere, però si facciano venire delle idee per conto loro senza riprendere quelle degli altri». Quindi un giudizio negativo molto preciso. Inoltre, dopo aver aperto il gruppo, da giornalista, intervistai personalmente Mario Monicelli, che si disse sempre contrario al progetto di Neri Parenti. In particolare, mi disse: «Non amo né sequel, né prequel. Per me i film devono finire col primo. Accettai già controvoglia di fare il secondo Amici miei, ma alla fine mi sembrò che ci fossero i presupposti. Mi rifiutai categoricamente di fare il terzo, figurati se vado a fa 'sta roba». Apprendiamo ora che con l'espressione «figurati se vado a fa 'sta roba» probabilmente Monicelli intendeva dare un giudizio positivo su «Amici miei - Come tutto ebbe inizio».

4) Neri Parenti su questa nostra protesta on-line che ha fatto parlare l'Italia: «E' una manifestazione localistica, soprattutto integralisti fiorentini che prendono subito d'aceto. E comunque 50 mila persone, che non sono mai aumentate col tempo, non sono tante, rispetto ai venti milioni di utenti Facebook». Che è come dire: se sto affogando nel Mar Tirreno, non mi devo preoccupare; in fondo esistono le profondità dell'Oceano. Potrei sprofondare lì, quindi mi rincuoro.
Caro Neri, le rivelo due piccoli segreti: nel momento in cui le scrivo, siamo 58 mila persone sul gruppo principale e 37 mila sull'evento d'appoggio, quello del boicottaggio. In costante aumento. Ci perdonerà se trova qualche doppione, ma non sono poi così tanti. Inoltre, per disgrazia, sono le stesse persone che volevate prendere in giro intitolando così questo film. Quindi non un campione indistinto come la totalità della popolazione Facebook in Italia.
«Manifestazione localistica?». Amici miei (quello vero, non il suo) è trasversale. C'è un campionario vasto di tutta l'Italia in questo gruppo. Le piaccia o no. Io, per esempio, sono pavese e vivo a Milano. A Firenze ci sono stato in gita con la scuola, da piccolo.
In compenso, però, ho una tonnellata di amici sparsi ovunque nel Paese che il suo film non lo vedranno mai. E mi creda: comunque vada, questo già mi rincuora. Cordialità.
Franco Bagnasco

venerdì 4 marzo 2011

«AMICI MIEI - COME TUTTO EBBE INIZIO» * UN TRAILER ORRENDO È IL MIGLIOR BIGLIETTO DA VISITA

Se il buon cinema si vede dal mattino, cioè in questo caso dal trailer, che è il più importante biglietto da visita di un film, siamo di fronte a una tra le cose più imbarazzanti e meno divertenti viste in natura. E questo ci rincuora sul magico alone di flop che già circonda «Amici miei - Come tutto ebbe inizio», l'irrispettoso e assurdo prequel di «Amici miei» firmato da Neri Parenti e interpretato, fra gli altri, da Christian De Sica (nella foto). I nomi dei profanatori della saga immortale firmata da Mario Monicelli vanno tenuti sempre bene a mente. Così come quelli dei fiancheggiatori.

Il deprimente trailer, dicevamo. Chi ha visto qualcosa di più sforzato e pretenzioso, alzi la mano. Chi ha sorriso almeno una volta di fronte a quelle sequenze, alzi la mano. Niente? Beh, non c'è poi da stupirsi. Tutta questa tristezza nasce da un progetto nel quale nessuno ha mai creduto. E si vede.
L'unica scaltrezza del produttore, Aurelio De Laurentiis, che si trova fra le mani ormai una brutta gatta da pelare, visto che il film non sarà visto da almeno 56 mila fans del vero «Amici miei» (a tanti iscritti corrisponde ormai il gruppo di Facebook che ho creato), sta nel piazzarlo in uscita mercoledì 16 marzo, a cavallo del ponte per la festa dei 150 anni dell'Unità Italia. Mezzucci, insomma. Che potrebbero anche essere vanificati dall'intelligenza degli spettatori e da un provvidenziale esordio di primavera. E affidarsi al meteo e a Garibaldi per provare a non far floppare un brutto film, vuol dire proprio aggrapparsi alla disperazione.

mercoledì 29 dicembre 2010

«L'ITALIA CHE RIDE SI STA STANCANDO DEI CINEPANETTONI»

DI PAOLO MEREGHETTI DAL «CORRIERE DELLA SERA»

«La via italiana alla comicità sta cambiando. E in maniera radicale. Il cinepanettone “2De” (De Laurentiis e De Sica) dà evidenti segni di stanchezza: il 27 dicembre non guidava più la classifica degli incassi giornalieri (era secondo dietro “La banda dei babbi Natale”, che pure sconta una quarantina di copie in meno), ma soprattutto nei primi 11 giorni di programmazione aveva incassato quasi 3 milioni di euro in meno rispetto al suo omologo 2009, Natale a Beverly Hills (che già era un gradino sotto al precedente Natale a Rio). Chi l'ha visto può testimoniare di una desolante mancanza di idee, ma evidentemente non è questa la ragione che ha allontanato il pubblico (che non si è mai fatto spaventare dallo scarso livello qualitativo). Piuttosto sembra essersi stancato di una comicità aggressiva e maldicente, con personaggi fin troppo compiaciuti della loro ineducazione, a favore di un cinema dai toni più aggraziati, più “gentili”, poco o niente sguaiati, sorridenti e rassicuranti...».

Il film «Natale in Sudafrica» è diretto da Neri Parenti (a sinistra nella foto con Christian De Sica).

venerdì 12 marzo 2010

CHRISTIAN DE SICA * MA A QUALCUNO DI VOI FA RIDERE?

C'è il fantasma di un tale che si crede un attore comico che si aggira per il video. Un maturo (molto maturo) discreto caratterista che risponde al nome di Christian De Sica. Quel tizio che nel diluvio di spot Tim girati sulle vette innevate e a Miami si dà - al solito - un gran daffare per rimorchiare la sensuale Belen Rodriguez. Donna che muove a tutti un grande senso di rispetto.
Il signor De Sica, francamente, un po' meno. Perché dai tempi di "Vacanze di Natale" (1990) si ostina a inondare il video con gag stantie, mossette caricaturali, e la maschera del tardo (tardissimo) playboy pariolino sempre in fregola, col capello tinto e la moglie da cornificare. Uno che dovrebbe ispirare simpatia ma che ormai fa tanta, tanta tristezza. Le réclame di Francesco Totti e Ilary Blasi per Vodafone, al confronto, sono roba da Notte degli Oscar.

La tristezza che ispira Mr. De Sica è direttamente prorzionale - buon per lui - al suo conto in banca. Come coloro che si credono Napoleone, Christian è convinto di somigliare tanto (ma proprio tanto) a quel genio di papà Vittorio. Lo ripete in ogni intervista. E babbo da lassù quando lo sente probabilmente smoccola in tutte le lingue conosciute. I lettori invece ridono. Forse per la prima volta.
L'ultima trovata di Christian, il presunto simpatico gran divoratore di indigesti cinepanettoni, è quella di fare un prequel di "Amici miei" ambientato nel 400. Lo stesso Mario Monicelli se l'è giustamente svignata appena gliel'hanno proposto e ne dice il peggio, ma è un progetto commerciale e irriguardoso che farebbe accapponare la pelle a chiunque. Non a De Sica, al regista Neri Parenti e al produttore Aurelio De Laurentiis, che nel cast (assenti Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Renzo Montagnani, Philippe Noiret e Adolfo Celi) ha piazzato anche Massimo Ghini, Giorgio Panariello e Massimo Ceccherini.
Che è un po' come costruire una Bentley con i pezzi di ricambio di una Fiat Duna. Quanta gente avrà il coraggio e la forza di andare a vedere questo capolavoro? Per aderire al gruppo di Facebook che si oppone a questo scempio, basta cliccare qui.
Christian, non se la prenda: esiste una cosa molto rispettabile che è l'istituto della pensione. Ci vanno in tanti. Provi a farci un pensierino. Forse anche papà Vittorio, da lassù, sarà contento.

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