sabato 23 dicembre 2017

CINEPANETTONI, IL NATALE IPOCRITA * BRIZZI CANCELLATO, RUFFINI FIRMA COME REGISTA

Fausto Brizzi cancellato dal suo film, Paolo Ruffini montatore ne firma uno come regista
I cinepanettoni l'ipocrisia festaiola l'hanno nel sangue. Eppure mai Natale cinepanettonaro fu più ipocrita di questo 2017.
Da una parte il «Poveri ma ricchissimi» di Fausto Brizzi, con Christian De Sica, Lodovica Comello, Enrico Brignano e Anna Mazzamauro (gli ultimi due non s'è ancora capito se si siano accapigliati sul set o no, ma tanto va tutto in allegra promozione), dall'altra le «Super Vacanze di Natale» con lo stesso De Sica e Massimo Boldi; coinvolti loro malgrado dal produttore De Laurentiis in un polpettone «Best of» che riciccia le scene più trash dei loro vecchi film natalizi. E che si scontra guarda caso beffardamente con i nuovi. Insomma, le guerre de «Il Trono di spade» al confronto sono robetta da pensionati con la minima, nella pacifica gioia di questi giorni.

In «Poveri ma ricchissimi Brizzi, regista finito nel tritacarne mediatico con alcune accuse di molestie, è stato com'è noto cancellato dai titoli di testa (pare non da quelli di coda), in ossequio a un politicamente corretto che non ha senso né dignità. Forse faceva tanto trendy sentirsi come Ridley Scott, che ha cancellato Kevin Spacey da «Tutti i soldi del mondo». Ma quella è Hollywood, e le ipocrisie si fanno giganti.
A prescindere da ogni altra considerazione, perché un'opera non deve portare la firma del proprio autore?
Una sòla che fa il paio con lo scherzetto cinese imbastito - credo ai danni di Neri Parenti - per «Super Vacanze di Natale». Il film infatti non è altro che un lavoro di montaggio di tante vecchie pellicole fatto dal Paolo Ruffini di «Colorado». Ma Ruffini lo firma come regista, non come montatore. C'è una bella differenza fra un regista e un montatore. Spero non sia un'idea di Paolino.

L'unico che fa la sua gara senza apparenti giochetti di sorta (ma con tanta promozione ovunque) è il buon Massimo Boldi, che porta nelle sale il suo «Natale da chef», diretto guarda caso da Parenti. Senza serpenti, perché stavolta ci pensano altri. 
E il cerchio si chiude, nella magia della pace, della gioia e della evidente (perché è evidente, no?) bontà di queste feste. Confidando nel fatto che l'Epifania tutti i cinepanettoni se li porti via.

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