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martedì 24 gennaio 2012

CLAUDIO LIPPI * «HO BUSSATO A TANTE PORTE, MA LE HO TROVATE CHIUSE»

«Sono rintronato, sa? Acquisto apparente lucidità solo quando si accende la telecamera». L’autoironia è il tratto dominante di Claudio Lippi, ingrediente a sorpresa de «La prova del cuoco» di Raiuno. Già curatore di una rubrica il lunedì, si è ritrovato a sostituire la conduttrice, Antonella Clerici, «bloccata a Bruxelles a causa di una piccola infezione alle vie urinarie della figlia Maelle» dice Lippi. «Mi ha pregato di sostituirla qualche giorno e, da incosciente, ho detto sì».

Del resto la tv è il suo elemento.
«Questo lo sappiamo lei, io e qualche milione di spettatori. Ma sembra che ai piani alti del video non se ne accorgano più. Dovrei fare ogni volta un provino?».
Gli ascolti però l’hanno premiata.
«E su Twitter, migliaia di messaggi: “Bravo, bene, torna…”. Ci mancava qualcuno che scrivesse: “Sai che dovresti fare tv?”».
Come l’ha presa?
«Ok. Basta che non si faccia vivo qualche big dello spettacolo, come Baudo e altri, quelli che ormai vedi solo ai funerali, per parlare bene di me. È la volta che mi inc… anche da morto».
Il suo ultimo show?
«Me ne andai alla quinta puntata della prima edizione della “Buona domenica” della Perego. Non condividevo molto di quello che andava in onda, e gli autori dicevano: “Beh? Stai in camerino: ti pagano comunque…”. E io: “Non pagatemi, me ne vado”».
Da allora, è finito il feeeling?
«Per molti addetti ai lavori – inspiegabilmente - sono diventato uno del quale era meglio non parlare. Considerato un po’ come Battisti, l’ex terrorista in Brasile. Avrei potuto espatriare».
Questo rimpiazzo la rilancia?
«In questo ambiente non si sa mai. E poi oggi la tv ripete troppo se stessa, e i propri schemi più o meno collaudati. Anche se certi format cominciano a traballare».
Però la sua è una rivincita.
«In questi cinque anni ho bussato a molte porte, e molte le ho trovate chiuse. Mi vien da dire che forse non era così sorprendente che facessi audience».
E se diventasse, come Magalli ai tempi, il pronto soccorso ufficiale dei programmi Rai?
«È nel mio karma: subentrai a Corrado operato alle corde vocali; sostituii Teocoli quando lasciò “Mai dire gol”; entrai in una domenica della Cuccarini che non guardavano neanche i parenti. Ok, ma poi chi aiuta me?».


(TV SORRISI E CANZONI - GENNAIO 2012)

mercoledì 13 luglio 2011

GIAMPIERO INGRASSIA * «IN TV BASTA QUALSIASI STUPIDATA, E DIVENTI FAMOSO»

ROMA - Contrario all'aureo motto: televisione, se la conosci non ti uccide, Giampiero Ingrassia, 36 anni, romano, attore teatrale figlio del più noto Ciccio della mitica coppia con Franco Franchi, approda da domani e sino a metà settembre, alle 18,30, su Canale 5, alla conduzione del preserale Tira & molla. Il testimone da rilevare è di quelli pesanti: glielo cede un Paolo Bonolis reduce da ascolti milionari in una fascia oraria difficile. Se il test di bassa stagione funzionerà, per il ragazzo di bottega fra pochi mesi si spalancheranno le porte del mezzogiorno dell'ammiraglia Mediaset.

Lei viene dal teatro. Chi glielo fa fare?
«Sarà stata la voglia di cimentarmi in una cosa per me relativamente nuova, come la Tv, presentando un programma già fortissimo. Poi c'è la soddisfazione di essere piaciuto a Costanzo e Corrado dopo regolare provino fra 600 candidati».
E poi con la Tv, vuol mettere i bonifici che le arriveranno d'ora innanzi? 
«Sì, ma mi creda non l'ho fatto per quello. Magari i soldi veri arriveranno più in là, se e quando diventerò famoso. Ma ora non lo sono».
Si dice che sia già diventato il cocco di Corrado, che è fra gli autori del programma... 
«Lui è sempre gentilissimo con me e domani, per la prima puntata, sarà in trasmissione. Corrado è uno dei miti della mia generazione: le sue pause, i suoi sguardi».
L'ultimo suo impegno è stato Grease, a teatro, nel ruolo di Danny, che fu di John Travolta, ma ci si ricorda di lei anche in Classe di ferro, un telefilm Fininvest di qualche anno fa... 
«Fu un grosso successo. Ho iniziato a teatro nell'83 nel laboratorio di Proietti, poi sono venuti la Piccola bottega degli orrori e nell'85 una partecipazione a Grand Hotel, il primo mega-varietà Fininvest, con Franchi e Ingrassia, Carmen Russo, Gigi e Andrea. E poi teatro, teatro, e ancora teatro...».
Lo dice come se avesse voglia di fare finalmente il grande salto.
«No, anzi: è che con la televisione basta fare una qualsiasi stupidata e si diventa famosi; a teatro invece ci vuole più tempo».
Tira & molla è un programma che sembra cucito addosso a Bonolis. Lei ha la stessa fisicità?
«No, anche se il tipo di trasmissione porta a scaldarsi. Cercherò di essere naturale, anche perché non so ancora che tipo di conduzione io possa avere. Con me ci saranno Luisa Corna al posto di Ela Weber e i 6 come 6 invece di Luca Laurenti. Restano gli autori-arbitri Jurgens e Santucci. Canteremo molto, fino allo sfinimento».
Scusi, ma, fra teatro e Tv, non è al collasso? 
«È incredibile: registro 3 puntate al giorno e la sera salgo sul palco per Grease. Questo sino al 12 luglio. Poi mi resterà solo Tira & molla sino alla fine di luglio. E, spero, 15 giorni di ferie».
E da ottobre sarà a mezzogiorno su Canale 5. 
«Sono ancora voci di corridoio, ma credo che mi stiano facendo fare palestra: tutto dipenderà dagli ascolti di quest'estate».
Che ne pensa suo padre di questa nuova avventura?
«Gli sta a cuore la mia carriera ed è un po' che mi dice: tu dovresti fare televisione. Mi ha detto: è una carta importante, giocatela al meglio».

(IL GIORNALE - GIUGNO 1998)

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