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mercoledì 23 febbraio 2022

PERCHE' FAR SCHIANTARE PAOLO BONOLIS CON «AVANTI UN ALTRO» IN PRIMA SERATA?

Un'intensa espressione di Paolo Bonolis, amico e sodale di Luca Laurenti. Insieme trascorrono spesso l'estate a Formentera, nelle Baleari, dove il conduttore affitta regolarmente una villa con la moglie Sonia Bruganelli.

Mentre la moglie, Sonia Bruganelli, fa l'opinionista al "GFVIP", il marito Paolo Bonolis (60), sempre su Canale 5, mette il piede in fallo. Così come ha fatto di recente il collega Gerry Scotti. La rete infatti ha piazzato il suo preserale “Avanti un altro!", che porta a casa ascolti non vincenti ma ragionevoli, anche la domenica in prima serata, con il titolo di "Avanti un altro! Pure di sera". Un'insistenza che non ha fatto certo bene al programma, bastonato severamente sul piano Auditel dalla fiction di Rai1 "La sposa", con Serena Rossi. Intendiamoci, Bonolis, che da sempre fa coppia con l’eclettico Luca Laurenti, rimane una forza della natura, anche se il programma è forse un po' usurato. Ma che senso ha esporlo a questi flop? 

VOTO: 5

(TRATTO DAL PAGELLONE DELLO SPETTACOLO DI FRANCO BAGNASCO PER I SETTIMANALI VERO E VERO TV)

sabato 16 luglio 2016

LA MOGLIE DI BONOLIS: «SI', NOLEGGIAMO L'AEREO... ITALIANI, SIATE MENO FRUSTRATI»

In partenza per Formentera, meta abituale delle vacanze estive della famiglia Bonolis, la bella moglie di Paolo, Sonia Bruganelli pubblica su Instagram una foto che ritrae la cabina dell'aereo privato che i nostri hanno noleggiato per il viaggio. C'è anche (a sinistra) Marco Salvati, l'autore che da anni collabora con il conduttore di «Ciao Darwin» e «Avanti un altro!». 
Sui social si scatenano l'invidia di alcuni e le proteste di chi rimarca che lo spettacolo non è bello a vedersi perché c'è gente che fatica ad arrivare a fine mese.  La Bruganelli non tarda a far arrivare la sua risposta, sempre via social. Eccola:


«O mio Dio... Nemmeno se i suoi soldi fossero i vostri... Grazie. ...e comunque l'aereo privato non è nostro. Si può prendere per piccoli spostamenti e noi, avendo molti bimbi, di cui una non proprio velocissima negli spostamenti;-) lo noleggiamo ogni anno. Potendo farlo, perché no??
L'Italia è quel paese dove per essere apprezzato sui social network devi farti una foto dove se la fanno cani e porci (tipo a piazza del Duomo) vestito come un poveraccio; mentre se ti fai una foto in una suite, vestito con abiti di alta sartoria e pieno di gioielli, vieni meno apprezzato e addirittura criticato (pensate voi come stanno inguaiate alcune persone).

Mentre all'estero è tutto il contrario...
A me viene l'angoscia ogni volta che vedo molti personaggi pubblici italiani salire sui palchi in t-shirt e jeans (alcuni salgono addirittura in canotta e pantaloncini): credo che nel mondo dello spettacolo la semplicità non si può vedere né scenicamente e né musicalmente (solo umanamente: e pubblicare una foto in una suite non vuol dire non essere una persona semplice).
Italiani siate più positivi e meno frustrati: la vostra negatività è la rovina della vostra vita e del vostro paese.
In Sud America molti sono poveri ma seguono e ammirano artisti superbi; non aggiungo altro...».


Conosco Paolo da anni e posso affermare con certezza che (anche se nel privato è un po' avaro di parole) è un tipo che conosce il valore dei soldi. Non li spreca, ma rivendica con orgoglio il fatto che se si è pagati (tanto) per fare qualcosa, vuol dire che si vale quella cifra. E non bisogna vergognarsene. Ostentare un po' in fondo non gli dispiace: l'ho visto noleggiare una mega villa in Lazio per le vacanze della famiglia, l'ho visto arrivare con una supercar alla firma di un contratto. Ora carica la nutrita famiglia e gli amici, e invece di farsi Fiumicino-Ibiza con Easy Jet, visto che può noleggia l'aereo. Tra l'altro sulla Isla (che io stesso frequento da anni) mi è capitato di vedere Sonia a Es Pujols mentre rientrava a casa con le buste della spesa. Come qualsiasi casalinga. Non con i portatori d'acqua e gli schiavi circassi. I Bonolis i loro danari li guadagnano e li spendono come vogliono senza vergognarsene.

Meglio così (per come la vedo io) di quei conduttori che guadagnano quattro-cinque volte tanto, hanno il braccino cortissimo, e poi ostentano le loro origini contadine. Guardandosi bene dal mostrare ciò che hanno comprato per paura di farsi criticare dal pubblico. C'è poco da fare: l'ipocrisia in Italia vince sempre.

giovedì 30 luglio 2015

FORMENTERA * IL FIGLIO DI BONOLIS CON «LA BONAS» DI «AVANTI UN ALTRO!»

In un'estate insolitamente povera di Vip, come confermano gli stessi addetti ai lavori dei locali di Es Pujols (in due settimane io ho visto aggirarsi per la Isla soltanto Elena Santarelli col marito Bernardo Corradi e Cecilia Rodriguez, che non è certo Belen ma almeno rappresenta la casata, mentre altri hanno avvistato gli immancabili Cristina Parodi e Giorgio Gori), a Formentera è spuntata un'altra strana coppia.
Li ho intercettati per puro caso e fotografati (come potete notare) al Banana's, un locale di tendenza all'angolo della strada che porta al paradiso di Ses Illes.
Si tratta di Stefano, uno dei due figli americani di Paolo Bonolis (quelli avuti dalla prima moglie, che vive negli Usa), un tipo che in giro da noi si vede davvero pochissimo, insieme con la burrosa Bonas di «Avanti un altro!». Ovvero il game-show preserale che papà Paolino conduce su Canale 5. La Bonas, che è una delle figure di spicco, soprattutto anteriormente, della trasmissione, e Stefano chiacchieravano fitto fitto, di cose legate anche al mondo dello spettacolo, e ogni tanto lei cacciava una delle sue classiche risatine in sovracuto.
Se stiano insieme o no, onestamente non so dirlo. Ma young Bonolis, che è un pezzo da novanta, anche fisicamente, e somiglia tantissimo al daddy (che ogni anno affitta casa lì), sembrava ben introdotto. L'incontro tra i ragazzi forse sarà stato propiziato da lui o dalla moglie Sonia Bruganelli, che spesso si occupa dei casting dei programmi del marito. In ogni caso, non importandomene granché del gossip, ve li mostro così. Al naturale.

lunedì 21 maggio 2012

MA C'È FELICITA', SENZA BONOLIS?

C’è anche Paolo Bonolis nel lungo elenco dei partecipanti alla seconda edizione del «Festival della Felicità», in programma a Pesaro e Urbino dal 25 maggio al 3 giugno. Negli antichi chiostri (madrina Kathleen Hartington Kennedy) si parlerà di «felicità oltre la crisi». E Bonolis proporrà il suo «Il senso della vita», con, fra gli altri, Corrado Passera, Carlo Freccero, Rocco Papaleo, David Riondino, Beppe Englaro, Maria Pia Ammirati e Oliviero Toscani.

(TV SORRISI E CANZONI - MAGGIO 2012)

sabato 31 dicembre 2011

FIORELLO CONTRO LUCIO PRESTA: «NON MI CAGA MAI, CHISSA' PERCHE'?»

Meno mattiniero del solito, in auto in giro per Cortina per sfuggire ai fotografi e alle troupes insieme all'amico fotografo (è il paradosso fiorelliano) Salvo La Fata, Fiorello a sorpresa gira un polemico clippino che neanche Vasco Rossi. Bersaglio Lucio Presta, uno tra i più potenti agenti italiani, che, oltre a essere l'eminenza grigia di Sanremo, ha in scuderia alcuni tra i più grandi dello spettacolo italiano. Gente del calibro di Paolo Bonolis e Roberto Benigni.
E' l'ultimo dell'anno, il tempo non è clemente ("Giornata di merda", sintetizza Fiore), ma partono gli auguri a tutti: "Auguri, buon anno, anche a Lucio Presta, che non ci caga mai. Manco lo vede il filmato, lui. Appena compare una cosa mia, manco la vede, chissà perché". Una frecciata ben precisa che - pur in modo scherzoso - sembra sottintendere rapporti piuttosto tesi tra i due. Perché trascurare Fiorello? Per snobismo o strategia? Che l'uomo di Augusta abbia voglia di cambiare aria, passando da Bibi Ballandi a Lucio Presta e l'agente in passato gli abbia risposto no o - peggio - non se lo sia filato? 

giovedì 10 novembre 2011

MILANO * GERRY SCOTTI, IL BENESTANTE, FA COLAZIONE DA GATTULLO

Gerry Scotti è il conduttore meglio del pagato del cocuzzaro Mediaset. Colui che, sommando contratti di rete, telepromozioni, spot e quant'altro, ha sempre portato a casa - quatto quatto - più di chunque altro. Persino di Paolo Bonolis, non foss'altro per la quantità di televisione che macina Mister Miradolo Terme.
Lo conosco da una vita e l'altro giorno l'ho quasi arrotato mentre andavo al lavoro in Vespa, passando da viale Col di Lana a Piazzale di Porta Lodovica, dove c'è il tempio di «Gattullo». Riposato e di buonumore, salutato da netturbini e passanti, il conduttore pavese andava a farsi una full immersion di pubblico dal vivo e una colazione nello storico bar dove un tempo erano di casa Enzo Jannacci e Beppe Viola, Renato Pozzetto e la Milano dello spettacolo che (un tempo) c'era e dettava legge. Abbiamo fatto quattro chiacchiere, e mi è parso sempre sul pezzo ma fortunatamente abbastanza lontano da competitivi pensieri sparsi su preserali e obiettivi d'ascolto. Più rilassato dei suoi tempi più privatamente nervosetti, fra l'altro non lontanissimi. Speriamo in bene.

lunedì 5 settembre 2011

«AVANTI UN ALTRO» * UN BONOLIS DI ROUTINE, MA IL GIOCO FUNZIONA

Non so se Paolo Bonolis si sia stancato - in cuor suo - di rifare se stesso, però lo rifà, con il consueto mestiere. L'occasione è "Avanti un altro", il nuovo preserale di Canale 5 dove mister audience si ricongiunge agli stilemi (termine che lui userebbe volentieri per stordire qualche corpulento bracciante lucano) di "Tira e molla". Con un occhio che strizza al quizzettone arci-popolare e un altro che si rifà al kitsch genialoide di "Ciao Darwin".
La regia occulta della macchina, ben oliata già al debutto, è di quel vecchio volpone di Stefano Santucci. Tra un "laddove", domandine sceme a risposta doppia e altre storiche sentenze bonolisiane ("Tempo e spazio sono le variabili infami della nostra vita"), tutto scorre velocemente sino al gioco finale, durante il quale Paolino urla come un ossesso, per imprimere ritmo e suspense. Alcuni blocchi di pubblicità/telepromozioni hanno una lunghezza mortale (ma Publitalia ormai piazza tutto il vendibile a quell'ora?), e non so quanto ciò favorirà gli ascolti. Ma tant'è.
Resta da indagare la mai sopita passionaccia di Paolo non tanto per le bonazze di contorno - che in definitiva male non fanno - ma per l'insistito indulgere al reclutamento di extra-large in prima fila. I ciccioni evidentemente fanno sempre tanta simpatia. Infarto al miocardio permettendo. E peccato per Luca Laurenti, citazione barzellettara stavolta un po' più posticcia del solito. 

lunedì 29 agosto 2011

RUMORS * «AVANTI UN ALTRO», MA BONOLIS STAVOLTA HA PAURA

Anche Paolo Bonolis ha paura. Non pare vero per un bomber da ascolti, eppure il ragazzo è fatto di carne e ossa. Dai preparativi segreti del suo nuovo preserale di Canale 5 («Avanti un altro»), un quiz che ha tutta l'aria di seguire le orme del glorioso «Tira e molla», arrivano voci di un Paolino un po' a disagio, preoccupato per le sorti di un programma che nessuno può permettersi di sbagliare: né lui, né tantomeno la rete, per gli introiti pubblicitari che si porta appresso e il fondamentale traino al Tg5.
C'è Luca Laurenti, d'accordo. E la mano autorale è quella di Marco Santucci, l'uomo ombra di «Tira e molla», imperniato sulle telefonate trash del pubblico e i botta e risposta con Bonolis. Che funzionano se l'uomo è in piena forma, e rischiano di zoppicare se lui è un po' appannato. Questa volta i concorrenti da maltrattare, uno dopo l'altro, appunto, sono in studio. Come a «Ciao Darwin». Se sarà vera gloria, lo sapremo dal 5 settembre.

martedì 2 agosto 2011

FORMENTERA * IN SPIAGGIA C'È GIORGIO ARMANI PER UN INATTESO BAGNO DI FOLLA

A Formentera in luglio e agosto, si sa, ci sono più scooter che granelli di sabbia. Ma abbondano anche vip e vippetti, in sospeso fra Chez Gerdi (il locale di Carlo Sama sulla spiaggia di Es Pujols), il Bananas e gli altri disco pub del centro, dove quest'anno - chiuso il mitico Big Sur - è spuntata anche una succursale del Pineta di Milano Marittima. Oppure rimbalzati per le notti brave al Pacha di Ibiza. Percorso che ha appena compiuto Elenoire Casalegno, arrivata con il nuovo fidanzato Matteo Malacco e una gran voglia di topless.
Per il resto, dopo Colombari e Costacurta, avvistata con busta della spesa, sulla strada per Illetes, Sonia Bruganelli, moglie di Paolo Bonolis. Non si sa se Paolino e signora avessero affittato una casa o fossero, più probabilmente, ospiti dell'amico Luca Laurenti, da anni aficionado di Formentera e soprattutto del nudismo che si pratica nell'isola delle Baleari.
Il colpo di scena l'ha dato la scorsa settimana il re degli stilisti, Giorgio Armani, che ha ormeggiato il proprio mega-yacht nei dintorni della splendida - e popolarissima - spiaggia di Illetes, per poi scendere, con tanto di body guards, per un bagno di folla. Inevitabili scatti, autografi, video col cellulare. Cortese e diponibile, Armani non si è sottratto. Tanto che qualcuno non ha potuto fare a meno di pensare: ma chi gliel'ha fatto fare, di cacciarsi in quella bolgia?
Carlo Sama, invece, spesso si concede una lunga biciclettata mattutina nel tratto di pista ciclabile tra Sant Francesc e il km. 11, in zona Piratabus e 10.7, il locale di Patrizia Pepe.

mercoledì 13 luglio 2011

GIAMPIERO INGRASSIA * «IN TV BASTA QUALSIASI STUPIDATA, E DIVENTI FAMOSO»

ROMA - Contrario all'aureo motto: televisione, se la conosci non ti uccide, Giampiero Ingrassia, 36 anni, romano, attore teatrale figlio del più noto Ciccio della mitica coppia con Franco Franchi, approda da domani e sino a metà settembre, alle 18,30, su Canale 5, alla conduzione del preserale Tira & molla. Il testimone da rilevare è di quelli pesanti: glielo cede un Paolo Bonolis reduce da ascolti milionari in una fascia oraria difficile. Se il test di bassa stagione funzionerà, per il ragazzo di bottega fra pochi mesi si spalancheranno le porte del mezzogiorno dell'ammiraglia Mediaset.

Lei viene dal teatro. Chi glielo fa fare?
«Sarà stata la voglia di cimentarmi in una cosa per me relativamente nuova, come la Tv, presentando un programma già fortissimo. Poi c'è la soddisfazione di essere piaciuto a Costanzo e Corrado dopo regolare provino fra 600 candidati».
E poi con la Tv, vuol mettere i bonifici che le arriveranno d'ora innanzi? 
«Sì, ma mi creda non l'ho fatto per quello. Magari i soldi veri arriveranno più in là, se e quando diventerò famoso. Ma ora non lo sono».
Si dice che sia già diventato il cocco di Corrado, che è fra gli autori del programma... 
«Lui è sempre gentilissimo con me e domani, per la prima puntata, sarà in trasmissione. Corrado è uno dei miti della mia generazione: le sue pause, i suoi sguardi».
L'ultimo suo impegno è stato Grease, a teatro, nel ruolo di Danny, che fu di John Travolta, ma ci si ricorda di lei anche in Classe di ferro, un telefilm Fininvest di qualche anno fa... 
«Fu un grosso successo. Ho iniziato a teatro nell'83 nel laboratorio di Proietti, poi sono venuti la Piccola bottega degli orrori e nell'85 una partecipazione a Grand Hotel, il primo mega-varietà Fininvest, con Franchi e Ingrassia, Carmen Russo, Gigi e Andrea. E poi teatro, teatro, e ancora teatro...».
Lo dice come se avesse voglia di fare finalmente il grande salto.
«No, anzi: è che con la televisione basta fare una qualsiasi stupidata e si diventa famosi; a teatro invece ci vuole più tempo».
Tira & molla è un programma che sembra cucito addosso a Bonolis. Lei ha la stessa fisicità?
«No, anche se il tipo di trasmissione porta a scaldarsi. Cercherò di essere naturale, anche perché non so ancora che tipo di conduzione io possa avere. Con me ci saranno Luisa Corna al posto di Ela Weber e i 6 come 6 invece di Luca Laurenti. Restano gli autori-arbitri Jurgens e Santucci. Canteremo molto, fino allo sfinimento».
Scusi, ma, fra teatro e Tv, non è al collasso? 
«È incredibile: registro 3 puntate al giorno e la sera salgo sul palco per Grease. Questo sino al 12 luglio. Poi mi resterà solo Tira & molla sino alla fine di luglio. E, spero, 15 giorni di ferie».
E da ottobre sarà a mezzogiorno su Canale 5. 
«Sono ancora voci di corridoio, ma credo che mi stiano facendo fare palestra: tutto dipenderà dagli ascolti di quest'estate».
Che ne pensa suo padre di questa nuova avventura?
«Gli sta a cuore la mia carriera ed è un po' che mi dice: tu dovresti fare televisione. Mi ha detto: è una carta importante, giocatela al meglio».

(IL GIORNALE - GIUGNO 1998)

martedì 5 luglio 2011

LUCA LAURENTI * «VOGLIO ESSERE PERDENTE (SE ARRIVI, SEI FINITO)»

RICCIONE - Guardingo, sorridente, inarca il collo e ti punta addosso i suoi occhi aguzzi. Risponde con un diluvio di parole, molte tartagliate, quasi tutte sensate. Perché - come si dice di lui parafrasando Forrest Gump, personaggio al quale spesso è stato accostato - "il mondo non vi sembrerà più lo stesso dopo che lo avrete visto con gli occhi di Luca Laurenti". Romano, 35 anni, lo showman di Tira & molla e Buona domenica assapora il terzo posto (con l'aggiunta di premio della critica) appena conquistato sulla passerella di Un disco per l'estate con Innamorarsi noi, romanticismo a piene mani inzuppato nel suo cd d'esordio, Nudo nel mondo. Ma, visto che la fortuna lo perseguita, ad ottobre debutterà anche al cinema, protagonista di uno dei 4 episodi de I fobici, film sulle moderne nevrosi per la regìa di Rodolfo Scarchilli. Con lui, Gianmarco Tognazzi, Rodolfò Laganà e Sabrina Ferilli. A prima vista una sorta de I nuovi mostri anni '90.

Laurenti, adesso anche il cinema? 
"Me l'hanno proposto, mi piaceva la trama che racconta le ossessioni di oggi: Tognazzi fa uno con la psicosi di chiudere il gas; io sono un tipo che ha la fissa di conoscere a memoria tutti i percorsi degli autobus".
Quali sono le sue fobie?
"Avevo quella dell'altitudine, ma l'ho vinta, come molte altre, facendomi anche violenza ma sino a capire qual era il problema per eliminarlo. Come uno che toglie sacchetti di sabbia dalla mongolfiera e poi si libra nell'aria. A quel punto "poi pure morì sereno, col soriso", perché hai capito la vita. C'è chi non se li toglie mai, quei pesi, e poi muore ingrugnato, col broncio".
Ha coronato un sogno incidendo il suo primo cd, però qui a Riccione, popolare com'è, non si aspettava di più dalle giurie Abacus?
"Scherza? Io voglio essere perdente, perché se arrivi sei finito: mi interessa fare tutto a piccoli passetti, così si assaporano di più i traguardi. come viaggiare in treno o in aereo: sono due diverse filosofie di vita. Col treno impieghi molte ore, ma ti godi tutto il panorama. In aereo sei lì subito, ma cosa vedi?". Fra Tv, cinema e musica (il primo amore), dove batte di più il suo cuore?
Non rischia di confondere il pubblico? 
"Non voglio pormi questa domanda: mi interessa fare zig zag, provare, non un percorso in linea retta. Altrimenti avrei fatto l'impiegato. come per la religione: io non credo in una religione ma in tutte, da ognuna delle quali bisogna selezionare il buono".
Perché quando canta la sua voce metallica si trasforma completamente? 
"L'otorino dice che parlo con voce di testa e quando canto mi viene naturale farlo di diaframma. Come una finestra aperta dove passa l'aria senza nessuno sforzo. E poi guardi: non lo sa bene neanche l'otorino, che faccio, lo spiego io a lei?".

(IL GIORNALE - LUGLIO 1998)

PAOLO BONOLIS * ECCO COME E QUANDO NACQUE «CIAO DARWIN»

RICCIONE - Come cambiano i tempi: se un conduttore televisivo - soltanto pochi anni orsono - avesse annunciato per il suo futuro varietà del sabato sera un titolo come Darwin, ci si sarebbe immediatamente preoccupati per la sua salute mentale. Invece, alla faccia di Piero Angela e in barba (in senso buono) alla Carrà, che dovrà vedersela con lui, oggi non si fa una piega quando Paolo Bonolis, il Ronaldo dei volti del video - in costume da bagno a bordo piscina dell'esclusivo Hotel Des Bains - racconta come in autunno sfiderà la Raffa carrozzata Lotteria Italia di Carràmba, che fortuna! «Farò una trasmissione divertentissima - dice Paolino, parco di anticipazioni ma generoso di coccole nei confronti della sua Sonia, 24 anni, un fiore di fanciulla bionda sdraiata sul lettino a fianco - incentrata sui rapporti fra uomini e donne alle soglie del terzo Millennio; oggi sono così, ma con l'evoluzione della specie - scherzandoci su - può anche darsi che cambino. Darwin è il titolo che usiamo più spesso parlandone con Stefano Magnaghi, che con me ha studiato l'ossatura del programma, e con gli altri due autori Moccia e Luci, ma non è escluso che poi se ne scelga un altro. Non è prevista la presenza di vallette o primedonne: in scena ci saremo solo Luca Laurenti ed io». Debitamente adattate, le teorie sull'evoluzione della specie elaborate da Charles Darwin, dunque, approdano in video in un gioco-spettacolo. Il naturalista inglese, teorico della cosiddetta selezione naturale, perfezionò i suoi studi aggiungendovi la nozione di selezione sessuale. In pratica i maschi lottano fra loro per la conquista della femmina e soltanto i meglio dotati possono procreare. Tutto questo (ma al telespettatore verrà risparmiata la procreazione in diretta), da ottobre, in prima serata su Canale 5. D'accordo l'autunno, ma pensiamo al presente. Che nella fattispecie, fra piadine, pedalò e le prime turiste tetesche in libera uscita, ha i suoni di Un disco per l'estate -, in onda questa sera, domani e dopodomani alle 21 in diretta dal lungomare di Riccione -, sull'ammiraglia Mediaset. Accanto a Bonolis - che conduce la tre giorni canora - c'è un Renato Zero dal piede ancora malfermo e ingessato per via di una brutta caduta che gli aveva procurato una frattura alla caviglia destra. Come sempre, in questi casi, quando la musica diventa un mezzo pretesto per far Tv, quasi ci si dimentica dei 12 cantanti in gara, i cosiddetti big, che si sfideranno 6 per sera votati dall'immancabile giuria Abacus. Stasera si immolano contro il mondiale i Neri per Caso, Mietta, Annalisa Minetti, Alex Baroni, Gatto Panceri e Loredana Bertè (ospiti Patty Pravo, 883 e Spagna); domani sarà la volta dei Ragazzi Italiani, Syria, Paola Turci, Massimo Di Cataldo, Luca Laurenti e Niccolò Fabi (ospiti Nek, Biagio Antonacci e le All saints, succedanee delle Spice girls). Giovedì sera ammucchiata finale con altri ospiti: Arbore, Zarrillo, i Pooh e Branduardi. «A Renà, l'hai preso un po' di sole che pari la notte dei morti viventi?», scherza Paolino, piglio da Amici miei all'amatriciana, rivolto ad un diafano Renato Zero sotto l'ombrellone. Poi come un furetto fulmina chi gli domanda quanti anni abbia la sua compagna: «Io 37, lei 24: l'ho ddetto io che ssò ppedofilo!». L'ultima è per la sua addetta stampa, che lo reclama: «Ancora? E mò bbasta interviste, che semo usciti pure su Diabbbolik». Un adorabile disco(lo) per l'estate.

(IL GIORNALE - GIUGNO 1998)

venerdì 11 febbraio 2011

SANREMO * TRE METRI SOPRA UN FESTIVAL DI CUI NESSUNO PARLA

Alla vigilia del Sanremo meno chiacchierato (nel senso che per ora non ne parla nessuno) degli ultimi anni, il buon Gianni Morandi si dà da fare per promuovere un Festival che dovrà prima o poi decollare, in qualche modo. All'inizio si sono inventati la solita stantia rivalità tra Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez. Roba da guerre puniche, mica Lucherini-Pignatelli al massimo dello splendore. Le due super gnocche, fra l'altro, si sono incrociate a malapena, per ora. Ma l'ufficio stampa non esiterà a soffiare ancora su questo focherello, se gli ascolti dopo il debutto dovessero essere deboli.
Dietro le quinte, si registra lo scontento dei fotografi, ai quali per ora è stato inibito l'accesso all'Ariston, dove troneggia la nuova scenografia di Gaetano Castelli (nella foto). Peccato che un bozzetto 3D della medesima sia già stato pubblicato in anteprima dal Secolo XIX. Il che fa roteare gli zebedei a molti. Morale: per ravvivare un mammozzone che si teme soporifero, si spera in Luca e Paolo, che però forse non potranno combinare più di tanto.
Tra gli autori del gruppo del supermanager Lucio Presta, scaricato lo scorso anno Cesare Lanza (che finì poi in una polemica mortale con Paolo Bonolis), ecco uscire dal cilindro lo squittente Federico Moccia. Sì, proprio lui: quello di «Tre metri sopra il cielo». Che se fa l'autore come scrive libri, sarà di certo una garanzia per l'eterno ragazzo di Monghidoro. O no?

martedì 18 gennaio 2011

BALBUZIE * ECCO CHE COS'È E COME SI CURA (GUARIRE DEL TUTTO NON SI PUO')


Se il vostro bimbo parla poco, o vi accorgete che cerca stratagemmi per delegare le proprie occasioni di comunicazione, non spaventatevi troppo ma vegliate. Anziché chiuso in se stesso, potrebbe essere balbuziente. Niente di così grave, ma per aiutarlo nel migliore dei modi, è bene saperlo prima possibile.
 Che cos’è la balbuzie? La ripetizione involontaria di parole, sillabe o frasi durante un discorso; tutte quelle pause o quei blocchi che impediscono a chi balbetta di produrre suoni regolarmente. Condizionando quindi in maniera rilevante la sua vita sociale. Raramente sono originate da un un trauma; quando succede, in genere, esiste già una predisposizione. «Il loro nome scientifico» dice la dottoressa Donatella Tomaiuoli, del Centro Ricerca  e Cura  Balbuzie di Roma «è disfluenze verbali. Non una malattia, ma un disturbo della comunicazione e del linguaggio che crea difficoltà di relazione perché porta il paziente a isolarsi».

Basta con i luoghi comuni
Affrontando il problema, che - come tutti quelli legati al linguaggio - colpisce soprattutto la popolazione maschile, bisogna togliere di mezzo i luoghi comuni. «Di questo disagio» prosegue «soffrono persone particolarmente intelligenti, sensibili e profonde,  non certo il contrario. Persone che non vogliono esporsi per timore di essere giudicate. La balbuzie non è invalidante, ma il disagio che determina è profondo. Ci sono alcuni che fanno la spesa solo nei self service per evitare di dover parlare con qualcuno al banco di un negozio; altri che non frequentano i multisala ma solo i cinema con un solo film in programmazione, per non incespicare dicendo alla cassiera il titolo della pellicola che vogliono vedere; altri ancora che a scuola preferiscono  risultare impreparati piuttosto che dimostrare a tutti di essere balbuzienti. Fra l’altro spesso la scuola non è pronta ad accogliere le persone che soffrono di questo disturbo».

Molto si gioca tra i banchi
Già, la scuola. Come può essere d’aiuto, oppure - di riflesso - d’inciampo in casi come questi? «A volte c’è la tendenza a non coinvolgere nelle letture di classe i soggetti balbuzienti, oppure istituire gare a premi di lettura veloce che li vedono inevitabilmente svantaggiati. In altri casi, se c’è una recita, si tende a dare a chi balbetta il ruolo più semplice e defilato. Quello con meno dialoghi». E poi, talvolta, ecco le prese in giro dei compagni. Quelle che fanno male ma a volte aiutano a crescere. Un giorno un ragazzo balbuziente ha liquidato un coetaneo che gli faceva il verso con una frase che racchiude tutto il disagio di questa condizione: «Smettila: sappi che balbettare è molto difficile, e tu non lo sai fare!». E pensare che in alcuni casi tutto fila liscio: quando si gioca a carte; quando si è in discoteca, protetti dalla musica assordante. E dopo aver bevuto qualche (sconsigliabile) bicchiere di troppo, perché si perde un po’ il controllo di se stessi.

Il fattore ereditario
La balbuzie è un fatto (anche) organico, o squisitamente psicologico? «Fino a poco tempo fa» continua la Tomaiuoli «la si collegava solo a fattori psicologici, ma recenti studi condotti in America hanno stabilito che può esistere anche un legame genetico, una componente ereditaria. Paradossalmente, le forme lievi a volte sono più difficili da curare di quelle più complicate. Ciò è dovuto al fatto che nelle forme gravi, il paziente ha in genere maturato un’accettazione del problema, e quindi si lascia andare e si mette in gioco di più. Nei casi lievi, con balbuzie che si presentano per un po’ e poi scompaiono, la persona tende a chiudersi maggiormente per paura di una ricaderci». 

Non passa mai del tutto
I casi di miglioramento, anche vistoso o sorpredente, sono tantissimi. E inducono all’ottimismo. Eppure... «Eppure bisogna essere onesti chiarendo subito che da questo disturbo non si guarisce mai totalmente» puntualizza la Tomaiuoli. «Ed è meglio diffidare di chi promette miracoli in 20 giorni. In genere si tratta di ex balbuzienti che hanno aperto centri non riconosciuti, o cose simili. Il mio consiglio è di rivolgersi a strutture riconosciute dallo Stato, o private nelle quali l’approccio sia comunque scientifico. La cosa migliore è un lavoro il più possibile personalizzato e a 360°. Al di là delle tecniche di facilitazione verbale che lavorano sul sintomo, da effettuare con un logopedista (si impara la respirazione, per poi passare all’eloquio spontaneo) oppure il lavoro integrato con uno psicologo, bisogna fare in modo di migliorare la qualità di vita del paziente. Per questo noi puntiamo molto su public speaking, doppiaggio e teatro (i bambini leggono e ripetono fiabe in sala di registrazione, per realizzare un cd), coinvolgendo le persone in progetti anche non semplici, che - visti i risultati finali - possano indurre ad aumentarne l’autostima». L’obiettivo finale è far sì che il soggetto non si consideri più: Mario Rossi, 21 anni, balbuziente. Ma: Mario Rossi, 21 anni, persona socievole e positiva, buone doti sportive, con hobby e passioni e “anche” balbuziente. Sul fronte della prevenzione, invece, è possibile fare qualcosa?

Fisiologica o strutturata?
«Già in età prescolare un esperto riesce a capire con una certa precisione se ci si trova di fronte a una piccola balbuzie fisiologica, destinata e rientrare completamente, oppure a qualcosa di strutturato. Un segno tipico della balbuzie, è la ciclicità. Di norma un profano è portato a credere che se si presenta senza regolarità, non si tratta di vera balbuzie. Invece è l’esatto contrario: la ciclicità nel manifestarsi è indice di balbuzie strutturata». Anche nelle dinamiche familiari (oltre ad evitare ai bambini - se possibile - stress come traslochi, trasferimenti e cambi improvvisi di abitudini) si può fare molto per aiutare chi balbetta.

L’importanza dell’ironia
«Servono» spiega la Tomaiuoli «ironia e autoironia, che vanno inculcate nel bambino. Prima impara a scherzare sul problema, prima accetterà le prese in giro. Non lo si deve rimproverare perché balbetta. Ho saputo di un medico di base che ha consigliato ai genitori di un bimbo un’assurda terapia: tenerlo in silenzio per 15 giorni, come se si fosse rotto una gamba. Niente di  più sbagliato. In realtà in famiglia, per esempio a tavola, se si hanno due o più figli, è bene stabilire una sorta di minutaggio a esclusiva disposizione di ognuno per consentire anche al ragazzo balbuziente di tranquillizzarsi e parlare senza essere scavalcato dai fratelli».

Gli artisti della voce
A volte questi inciampi vocali diventano addirittura di successo. Balbetta saltuariamente Paolo Bonolis e con lui il fido Luca Laurenti. Capace smettere del tutto quand’è il momento di salire sul palco per cantare. Caratteristica che lo accomuna a Stefano Filipponi, appena uscito da «X-Factor». «Queste persone smettono di balbettare quando cantano perché seguono il ritmo, sono concentrate su quello e il resto passa in secondo piano. Anche l’attore Fiorenzo Fiorentini balbettava, fino a un minuto prim che si alzasse il sipario. Si tratta di professionisti. È come se in quel momento, calandosi in un personaggio,  fosse un’altra persona a parlare».

(SORRISI SALUTE! - NOVEMBRE 2010)

martedì 21 settembre 2010

DANIELE LUTTAZZI È MORTO (PROFESSIONALMENTE) IERI SERA

Con qualche ritardo sulle polemiche dei mesi scorsi, ieri sera è morto (professionalmente) Daniele Luttazzi. Pochi, a questo punto, lo piangono.
L'ex grande satirico è stato meritatamente massacrato da un servizio de «Le iene», che hanno sbugiardato con l'incredibile forza delle immagini - in un montaggio serrato -, una parte dei plagi perpetrati dal comico di Santarcangelo di Romagna. Dopo aver mostrato fervorini e pistolotti del Nostro, da sempre impegnato a criticare con sufficienza i battutisti che (lo) derubano, stigmatizzando giustamente il copia e incolla come una tra le pratiche più ignominiose per chi serve il mestiere di far ridere, ecco una ad una le incredibili figure di tolla di Daniele Fabbri in arte Luttazzi. Tutti i più (e meno) noti comedians americani saccheggiati senza vergogna. Con la bruciante evidenza delle immagini. «Le iene» hanno stimato che il 30% del repertorio del satirico più supponente sulla piazza - faccio notare che ero tra i suoi estimatori -, colui che si vantava di essere uno tra i più prolifici produttori di calembour e facezie, sia frutto di «omaggi» ad altri grandi. Luttazzi è arrivato al punto di criticare Paolo Bonolis, quand'era alla corte di Antonio Ricci, per avergli copiato una battuta che lui stesso aveva scippato a George Carlin. Come dire, una figura di cacca epocale. Roba per cui nascondersi e sparire nella vergogna per tutta la vita.
Raggiunto in un blitz a fine servizio dall'inviata de «Le iene», Luttazzi era in evidente e nervoso imbarazzo, ha bofonchiato qualcosa a proposito di un «tramonto», forse il suo, ed è scappato in bicicletta praticamente senza rispondere. Come un idraulico qualsiasi beccato con le mani nella marmellata; uno di quelli che hanno appena fatto pagare alla casalinga il doppio del dovuto, senza fare fattura.
Una fine ingloriosa, imbarazzante e purtroppo - tocca dirlo - mai  così meritata.

Ecco il video (pluricensurato dalla società Krassner, che fa capo a Daniele Luttazzi), dal quale è partito il servizio de «Le iene»

venerdì 19 febbraio 2010

SANREMO * MA COME SI FA SENZA «DOPOFESTIVAL»?

Sarà autolesionismo, sarà che al Pippone ormai ci avevamo fatto il callo, ma come si fa a cucinare un Sanremo senza Dopofestival? E come lo cucinava lui, Baudo da Militello, con i suoi anatemi, con le polemichette montate ad arte, non l’ha mai cucinato nessuno. Non c’è Clerici (e neppure Bonolis, perché in fondo non ci crede) che tenga. Con un po’ di sangue e una spruzzata di democristianissimo volemose bene, altrimenti i discografici – lo sai - vanno in paranoia. Un Sanremo senza Dopofestival è come un Santoro senza Travaglio: manca la manciata di pepe. E pazienza se va in onda all’una di notte e finisce alle tre e mezza di mattina. Una volta l’anno, si può fare.
 
Ora che mettiamo in archivio gli amabili resti del Sanremo dell’austerity (la depressione che regna nel Paese si combatte a colpi di canzonette), pensate che cosa avrebbe potuto combinare Pippo al Dopofestival con l’eliminazione e il ripescaggio del terrificante pezzo di Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici, «Italia amore mio», fischiato dal pubblico più di Jennifer Lopez e Michelle Rodriguez nude davanti al Casinò. Peccato. Peccato persino per l’assenza dei pur inflazionati Gialappi. Quest’anno a Sanremo è mancato il controcanto.
In compenso Simone Cristicchi ha firmato lo sferzante, stordente controcanto a tutto il sistema Italia, regalandoci con «Meno male» la perla rara di questa edizione. Tanto di cappello.

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