Visualizzazione post con etichetta paola perego. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta paola perego. Mostra tutti i post

domenica 7 novembre 2021

PEREGO-VENTURA: IL GIALLO DELLO STOP ALLA DIRETTA DI «CITOFONARE RAI2»

Da sinistra, Paola Perego e Simona Ventura, conduttrici di "Citofonare Rai2".

Aria di crisi a "Citofonare Rai2", il contenitore domenicale condotto da Paola Perego e Simona Ventura. Partito già arrancando, il programma sembra essersi assestato su ascolti molto bassi, che avrebbero indotto la rete diretta da Ludovico Di Meo (piuttosto allo sbando da tempo) a prendere i primi provvedimenti.

La puntata in onda oggi, stando alle nostre fonti, avrebbe dovuto essere l'ultima in diretta. A partire dalla prossima, anche per ridurre gli ingenti costi di un prodotto che costringe molte maestranze al lavoro domenicale, il programma avrebbe dovuto essere registrato il venerdì per essere poi trasmesso la domenica alla stessa ora. Rinunciando quindi ai giochi telefonici e ad altre interazioni con il pubblico a casa. Su questo stanno lavorando gli autori e i collaboratori, tra i quali figurano Federico Moccia, tre metri sopra il flop, la stessa Perego e molti altri.

La notizia dello stop alla diretta (non si parla di chiusura perché dietro le quinte il programma viene definito dagli addetti ai lavori "intoccabile") pare non sia stata affatto gradita da Lucio Presta, il potente manager marito della conduttrice. Che ha in mano anche gran parte del fondamentale pacchetto sanremese di Amadeus. Dopo l'uscita di questo pezzo che dava la notizia, l'ufficio stampa di Paola Perego mi ha contattato per precisare: «Lo stop alla diretta al momento non risulta al gruppo di produzione di Citofonare Rai2 e alla rete. A meno che la cosa non ci sia stata ancora comunicata dai vertici, cosa che riteniamo molto improbabile. Anzi, lo stesso Lucio Presta riteneva all'inizio praticabile l'idea di registrare il programma, ma è stato deciso di andare in onda in diretta proprio per rendere più forte il rapporto con il pubblico».

Vedremo gli sviluppi strada facendo. La strada è lunga, visto che sono previste 30 puntate. E pur avendo imbastito una trasmissione decisamente bruttina (quella che ha sostituito Mezzogiorno in famiglia), il mix tra le due conduttrici non più di primissimo pelo ha se non altro il pregio di funzionare, artisticamente.

 

lunedì 20 marzo 2017

SCEGLIERE UNA DONNA DELL'EST * LA LISTA DI «PARLIAMONE SABATO» E UNA BUFERA PER NULLA

«Parliamone sabato»: i motivi per scegliere una fidanzata dell'Est
«Le ragazze dell'Est» che cantava Claudio Baglioni nel 1981 non sono più quelle di una volta. C'è stato indubbiamente un upgrade. O un downgrade, chi può dirlo, signora mia? Resta il fatto che Paola Perego ha affrontato l'argomento nel suo «Parliamone sabato», stilando un elenco dei sei motivi che renderebbero invincibile il fascino delle suddette agli occhi del maschio italico, e si è aperta una polemica rovente. Con tanto di scuse da parte del direttore di Raiuno Andrea Fabiano


Paola Perego
La faccenda, di certo un po' sessista, a mio avviso non è particolarmente grave: in fondo non si fa altro che stilare una lista (vedi foto) di consolidati luoghi comuni a volte persino discutibili, come al punto 4: «Sono disposte a far comandare il loro uomo». Bisognava aggiungere: «Per i primi due mesi». Oppure al punto 1. «Sono tutte mamme ma dopo avere partorito recuperano un fisico marmoreo». Postilla: «Ma appena te le risposi ingrassano a vista d'occhio quasi come le italiane e portano in Italia tutti i parenti». Infine, il 6: «Non frignano, non si appiccicano e non mettono il broncio». Peccato che diventino spesso marziali negli atteggiamenti.

Il politicamente corretto a tutti i costi ci ucciderà. Per questo non non mi sento di crocifiggere la Perego. La lista semmai è mancante di alcuni punti, e forse - questo sì - la cosa andava affrontata con maggiore ironia. Comunque, gentilmente, me ne incarti tre.

P.S.
A riprova di quanto detto qui sopra, pare che gli autori del programma abbiano preso la lista andata in onda da un sito satirico: OltreUomo. Riponete i vostri etti (o quintali) di indignazione. 

P.S. 2
Nel tardo pomeriggio è arrivata la notizia che il programma della Perego è stato chiuso da Campo Dall'Orto e Maggioni. Credo sia un provvedimento eccessivo, soprattutto considerando che in video passano cose ben peggiori. A volte di intima e brutale violenza psicologica. Bastavano le scuse. Ma stavolta si è voluto il sangue. E a me resta un tarlo: il dubbio che se «Parliamone sabato» fosse stato condotto da un altro volto, alla fine non sarebbe successo proprio nulla.


martedì 24 gennaio 2012

CLAUDIO LIPPI * «HO BUSSATO A TANTE PORTE, MA LE HO TROVATE CHIUSE»

«Sono rintronato, sa? Acquisto apparente lucidità solo quando si accende la telecamera». L’autoironia è il tratto dominante di Claudio Lippi, ingrediente a sorpresa de «La prova del cuoco» di Raiuno. Già curatore di una rubrica il lunedì, si è ritrovato a sostituire la conduttrice, Antonella Clerici, «bloccata a Bruxelles a causa di una piccola infezione alle vie urinarie della figlia Maelle» dice Lippi. «Mi ha pregato di sostituirla qualche giorno e, da incosciente, ho detto sì».

Del resto la tv è il suo elemento.
«Questo lo sappiamo lei, io e qualche milione di spettatori. Ma sembra che ai piani alti del video non se ne accorgano più. Dovrei fare ogni volta un provino?».
Gli ascolti però l’hanno premiata.
«E su Twitter, migliaia di messaggi: “Bravo, bene, torna…”. Ci mancava qualcuno che scrivesse: “Sai che dovresti fare tv?”».
Come l’ha presa?
«Ok. Basta che non si faccia vivo qualche big dello spettacolo, come Baudo e altri, quelli che ormai vedi solo ai funerali, per parlare bene di me. È la volta che mi inc… anche da morto».
Il suo ultimo show?
«Me ne andai alla quinta puntata della prima edizione della “Buona domenica” della Perego. Non condividevo molto di quello che andava in onda, e gli autori dicevano: “Beh? Stai in camerino: ti pagano comunque…”. E io: “Non pagatemi, me ne vado”».
Da allora, è finito il feeeling?
«Per molti addetti ai lavori – inspiegabilmente - sono diventato uno del quale era meglio non parlare. Considerato un po’ come Battisti, l’ex terrorista in Brasile. Avrei potuto espatriare».
Questo rimpiazzo la rilancia?
«In questo ambiente non si sa mai. E poi oggi la tv ripete troppo se stessa, e i propri schemi più o meno collaudati. Anche se certi format cominciano a traballare».
Però la sua è una rivincita.
«In questi cinque anni ho bussato a molte porte, e molte le ho trovate chiuse. Mi vien da dire che forse non era così sorprendente che facessi audience».
E se diventasse, come Magalli ai tempi, il pronto soccorso ufficiale dei programmi Rai?
«È nel mio karma: subentrai a Corrado operato alle corde vocali; sostituii Teocoli quando lasciò “Mai dire gol”; entrai in una domenica della Cuccarini che non guardavano neanche i parenti. Ok, ma poi chi aiuta me?».


(TV SORRISI E CANZONI - GENNAIO 2012)

martedì 10 gennaio 2012

PAOLA PEREGO * «NON DITE CHE SONO RACCOMANDATA»

Paola va alla guerra. Prende il format di «Attenti a quei due - La sfida» (già trattato in passato da Fabrizio Frizzi e Max Giusti) e lo rimaneggia a dovere per scontrare - sin dal debutto, il 13 gennaio - nientemeno che «Zelig», il colosso del cabaret in onda su Canale 5.

Signora Perego, è una battaglia impari?
«Beh, direi... Farò del mio meglio, ma se portassi a casa anche solo il 16-17% di share, farei i salti di gioia». 
Mai fatto varietà?
«Lavorai con Guardì, e poi feci “Mille lire al mese”, con Baudo e Magalli...».
Guardì, Baudo, Magalli. È come aver fatto il militare...
«Sì, ma sai quanto impari lavorando con gente così?»
Perché non esistono più gli ascolti garantiti?
«È aumentata l’offerta: tra satellite, digitale, internet, una volta col 18-19% di share, ti chiudevano. Ora vai in pellegrinaggio a ringraziare».
A «Zelig», meglio Incontrada o Cortellesi?
«Vanessa mi è sempre piaciuta. Paola però dal punto di vista dello spettacolo è più completa, poliedrica».
Il suo nome è circolato insistentemente per la conduzione della prossima edizione de «L’isola dei famosi», poi affidata a Savino e Luxuria. Ci spiega com’è andata? 
«Ho rifiutato trovandomi in disaccordo col taglio un po’ ironico che volevano dare al programma. Dovevo co-condurre con Nicola Savino. Penso che “L’isola” e i reality in genere debbano essere più liturgici. Va bene farli a fette, ma dopo, fuori dal contesto, come fa la Gialappa’s col “Grande  Fratello”».
Che cosa le rimproverano addetti ai lavori e pubblico?
«Gli addetti nulla, almeno non in faccia. Su qualche blog invece si fa dell’ironia perché sono sposata con Lucio Presta. Sarei il suo “anello debole”».
La cosa presenta più vantaggi o svantaggi?
«Il vantaggio è di essere con un’agenzia leader. Lo svantaggio è che dicono che lavori solo per il fattore Presta. Dimenticando che sono in video da 30 anni».
Senza avere le spalle coperte, quindi.
«Lucio è così professionale che semmai, per evitare accuse, mi tiene più nelle retrovie. Se stare con lui mi procurasse tutti questi vantaggi, farei ben altri programmi».
I personaggi da reality, con la data di scadenza come lo yogurt, hanno ammazzato il divismo?
«Nel pubblico un po’ è cambiato il modo di rapportarsi con la gente dello spettacolo, ma non si è persa la percezione del talento, dove esiste».
Lei che ha fama di donna di polso...
«Maddài...».
Essì. Avrebbe combattuto con unghie, denti e cause legali come  ha fatto Milly Carlucci per difendere il suo «Ballando con le stelle» da «Baila!»?
«Forse una causa l’avrei fatta anch’io, ma senza chiedere penali milionarie. Mi sarei accontentata del fatto che un Tribunale riconoscesse le mie ragioni».
Qual è il programma che non farebbe mai?
«L’Isola come concorrente. Mangiano un pugno di riso, dimagriscono, si esauriscono. Ci tengo alla salute».

(TV SORRISI E CANZONI - DICEMBRE 2011)

Post più popolari

Lettori