giovedì 27 ottobre 2016

ADDIO A LUCIANO RISPOLI * QUANDO LA NOSTRA TV PARLAVA IN ITALIANO

Stanotte, dopo lunga malattia, se n'è andato a 84 anni Luciano Rispoli, un (autentico) signore di un'era televisiva neppure così lontana, che oggi ha lasciato spazio al trashume dei reality.
Mai sopra le righe, mai volgare, Luciano, che ho avuto la fortuna di conoscere, lavorò a lungo in Rai, vivendo l'apice della sua popolarità sulla prima rete grazie a «Parola mia», giocoso programma che mirava a riportare in auge il buon italiano. Grazie soprattutto ai simpatici contributi di un linguista, il professor Gian Luigi Beccaria. Il conduttore divenne così popolare che fu ingaggiato come primo testimonial dell'euro, al momento del passaggio alla moneta unica. Per darle credibilità utilizzando la sua. Enorme.

Sguardo sveglio e risata squillante, ma piglio all'occorrenza severo, di chi non si fa spiegare troppo da altri come funzionano le cose, Rispoli ha avuto tra i suoi collaboratori il giornalista e critico televisivo Mariano Sabatini, che negli anni è diventato praticamente uno di famiglia, un amico vero, e al quale va il mio pensiero in questo momento.

Dopo un periodo di appannamento di visibilità mediatica, prima della malattia, Rispoli (che la tv negli ultimi anni ha messo da parte, e di questo soffriva) si rilanciò grazie al salotto con uso di ospiti di «Tappeto volante» su TeleMontecarlo, accanto a Melba Ruffo.
Per ricordarlo degnamente in maniera simbolica, sarebbe bello che i concorrenti del «Grande Fratello Vip» fossero costretti per una settimana a tentare di parlare in italiano.

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