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martedì 12 dicembre 2023

MISS ITALIA 2023 * SEGRETI E VELENI DEL CONCORSO DI BELLEZZA DI PATRIZIA MIRIGLIANI

Miss Italia 2023 Francesca Bergesio. L'evento a Salsomaggiore è stato condotto da Jo Squillo.

Prima di finire a "Chi l'ha visto?", Miss Italia ha giocato la carta del ritorno, dopo 13 anni, nella location gloriosa di Salsomaggiore Terme, dove lo scorso weekend, durante l'84' edizione del concorso di bellezza, è stata incoronata la mora piemontese Francesca Bergesio. 19 anni, 1.80, viene dal Liceo Classico, ha studiato recitazione e sogna una carriera come cardiochirurgo, ma senza trascurare moda e cinema. La sintesi potrebbero essere i film horror-splatter. Nata a Bra, vive a Cervere, nel Cuneese, si definisce "pacata, riservata, semplice e determinata", ed è figlia del Senatore leghista Giorgio Maria Bergesio. "Certo, perché no?!" dice a Gente la patron del concorso, Patrizia Mirigliani, alludendo a chi arriccia il naso. "Avrei dovuto penalizzarla per questo? Miss Italia è sempre stata sinonimo di inclusività". E anche se con inclusività di norma s'intende altro, a dire il vero persino le rivali (sportivamente) sono piuttosto concordi nell'ammettere che si trattava di una tra le più performanti in gara.
Seconda e terza classificata sono la lombarda Veronica Lasagna e la sarda Siria Pozzi. Trasmesso per lustri da Rai1 come evento simbolico quasi unificante del Paese, e poi brevemente da La7, Miss Italia vive dal 2020 in uno stato di semi-clandestinità mediatica, fra YouTube e streaming più o meno improvvisati sul web che sono ben lontani dalla grandeur dell'età dell'oro. Sono cambiati tempi, costumi e anche la sensibilità femminile. Non è che Miss Italia vive, per usare una metafora, in analogico in un mondo ormai digitale? "Se così fosse non riceverei 10 mila candidature l'anno da tutta Italia. Che male c'è? In questo che pure per me è stato l'anno più difficile. C'è poca visibilità? Per forza, se ti manca la vetrina promozionale televisiva, come fai?", ribatte Mirigliani, che ha raccolto da tempo l'eredità del padre Enzo e che quest'anno, sul palco, a fine serata, ha letto un discorso molto polemico e toccante. Prendendo di mira anche l'ex presidente del Senato Laura Boldrini. "Sì, perché - continua -: partì tutto
dal suo pubblico anatema di qualche anno fa. La Rai dopo una vita sparì da un giorno all'altro, e ora si fa sempre più fatica. Ma io difendo la mia azienda, la Miren, e un marchio storico per il Paese; non mi arrendo. Non lo farò mai, anche se contro di noi c'è un evidente complotto. Ho scelto di parlare come non ho mai fatto. Una volta queste cose si risolvevano dietro le quinte. Oggi l'unica cosa da fare è mettere tutto in piazza".
Di fatto l'edizione 2023 del concorso è stata più un chiaro atto politico che una sfilata di acerbe bellezze. Per sancirlo senza mezzi termini, Mirigliani ha chiamato in giuria (oltre a Hoara Borselli e Giulia Salemi), due galli da combattimento come Giuseppe Cruciani e Vittorio Sgarbi, che hanno eletto anche altrettante Miss ad personam: la stupenda campana Jasmine D'Aniello e la piemontese Ludovica Tullio. "Miss Italia è patrimonio culturale italiano" arringa il Sottosegretario. "Trovo vergognoso che non ci sia una rete nazionale che lo mandi in onda. Questo è fascismo, è censura violenta. Mi vergogno della
tv italiana che la mette in un ghetto. Se fanno Sanremo con i cantanti scarsi, se ci va Fedez a baciare chi vuole, perché non dovrebbero fare Miss Italia? L'integralismo di chi vuole cancellarla non può essere condiviso da questo Governo. Montanelli e Benedetto Croce sarebbero favorevoli a Miss Italia. E anche Berlusconi. Beh, lui se l'è fatta addirittura a casa".
Il primo passo in vista di riappropriarsi della prima rete di Stato ("Sarebbe la collocazione più idonea", ammette Mirigliani) in nome del servizio pubblico, è il ritorno a Salsomaggiore. Caldeggiato dal sindaco Luca Musile Tanzi. E anche il Paese, come il concorso, che si è tenuto nel vetusto Palazzo dei congressi, fra mille intoppi organizzativi dietro le quinte e sul palco ("Abbiamo fatto tutto in 20 giorni", si giustifica Mirigliani), porta i segni di un antico splendore. Il tentato rilancio fa comodo a entrambi. Ma non mancano le perplessità: "Vedo poca promozione e per me quello di quest'anno è solo un test"
dice un albergatore del centro. "Ci provarono già tre anni fa, chiedendo 7.000 gratuità per i pernottamenti di tutto il carrozzone, fra miss e addetti ai lavori. Troppi. Non trovarono un accordo. E poi non puoi chiedere agosto o settembre, che sono gli unici mesi in cui ancora lavoriamo con i clienti termali: a giugno o dopo ottobre, volentieri. Ora c'è una nuova giunta, vedremo. Ma anche Salso è alla frutta: col covid abbiamo perso il 30% delle presenze, e ogni anno viene a mancare il 10% circa perché non c'è ricambio generazionale sui termali".
Per ciò che riguarda le ragazze in gara, siamo al prepotente ritorno della provincia, che forse vive ancora, più dei grandi centri, la fascinazione per Miss Italia. Su 40 finaliste, ben 30 vengono da paesini, anzi "da un piccolo paesino" come precisano loro. Dimenticate le reginette che reclamavano "la pace nel mondo". Ci sono due rilevanti conflitti in atto nel pianeta, ma nessuna ha fatto menzione alla guerra nel corso di tutta la manifestazione. In materia di aggettivi per auto-definirsi, "solare" è in forte calo, e in netta crescita "determinata, forte, ambiziosa". Stabile l'umiltà. Una se n'è uscita con un "leale" che non si sentiva dal '32. C'è quella che "A 26 anni sono la più anziana in gara", e l'altra che precisa: "Il Molise esiste e non va sottovalutato". Ma anche la mistica che "Ho una voce guida che mi dice 'You can', tu puoi, e la seguo sempre". Quella che si corregge: "Porto da mangiare ai pelosetti... Pardon, ai cani randagi", e l'altra che cita Schopenhauer. Chi sogna "la carriera diplomatica" e chi anela al "bar di mia proprietà da aprire con mamma". E naturalmente l'immancabile imbronciata alla quale leggi negli occhi: "Ma com'è che sono la più bella del paese, e qui in mezzo alle altre non mi si fila nessuno?". E' la concorrenza, bellezza.
Il ridimensionamento si fa sentire anche sul fronte degli sponsor. Accanto a nomi consolidati (Rocchetta, Miluna, Givova) spuntano il Caffè Truccillo e le clementine calabresi de I frutti di Casello Mascaro, che invadono il palazzo dei congressi restituendo ancora una volta il sapore della provincia.
"Quante bellezze che lavorano oggi in tv e nello spettacolo vengono da Miss Italia?", chiosa Patrizia
Mirigliani. "Sforniamo e aiutiamo talenti che poi si avvicinano alla recitazione, alla moda e a mille altre
occupazioni, pur senza farci direttamente agenzia, quindi senza conflitti di interessi. Mi dica lei: chi dà lavoro a più donne di Miss Italia, oggi nel Paese?". Se tu rispondi "Esselunga", la grinta modello Il Trono di spade della patron si scioglie in una risata. "Bene, allora vorrà dire che cercheremo di averla il prossimo anno come sponsor!".

(DAL SETTIMANALE GENTE - NOVEMBRE 2023)

lunedì 28 ottobre 2013

MISS ITALIA * CHI IMMAGINAVA CHE POTESSE FARE QUESTA FINE?

Televisivamente, l'idea vincente di Miss Italia 2013 (ah, il concorso l'ha vinto la bionda Giulia Arena, 19 anni, siciliana) è stata quella di affidare la regia a Jimmy il Fenomeno. Che ha regalato al pubblico - 970 mila spettatori, 5,5% di share - rarissimi stacchi di camera azzeccati, una generale approssimazione organizzativa tipica da selezione provinciale, gente inquadrata quando non parlava, e altri snobbati al momento di essere al centro dell'attenzione. Per tacere di altre piccolezze. Insomma, un must dell'inguardabilità catodica.
Dopo i giornali, la ricetta Cairo applicata a «Miss Italia» si conferma quella tanto cara al Conte Mascetti di «Amici miei»: «Pare che c'è tutto, invece 'un c'è nulla». Schierati in giuria tutti i recenti acquisti della rete, da Rita Dalla Chiesa a Salvo Sottile (che in tempo reale su Twitter manifestava la noia e tutto il suo disappunto per essere lì, si immagina costretto), Patrizia Mirigliani ha lasciato a briglia sciolta quei due irresistibili simpaticoni dei conduttori, Massimo Ghini e Cesare Bocci. Che prima di andare in pubblicità imbastivano siparietti attoriali alla «Muppets Show» degni di miglior causa. D'altra parte, forse è meglio così: invece di recitare in un cinepanettone, hanno presentato con piglio all'avanspettacolo il concorso di bellezza italiano per antonomasia. Un brutto film in meno in circolazione.
Scaricato prima dalla Rai e rifiutato da Mediaset, «Miss Italia» è approdato su La7 con gran scorno di Enrico Mentana, il quale pare che ieri sera, visti i risultati imbarazzanti, abbia festeggiato leggendo nudo a voce alta, al Colosseo, decine di lanci d'agenzia uzbeki.
Fra le incursioni di una Nina Zilli in playback (chiamare Nina Zilli e fara cantare in playback è come ingaggiare Rocco Siffredi per fargli mimare un porno), e un Max Gazzè (convocato solo perché anche lui, come le Miss, cura il contorno occhi) la serata scorreva via in tutta la sua pesantezza. Con un carico di break pubblicitari che neanche alle finali dei Mondiali. Il tutto mentre Bocci convocava le ragazze chiamandole prima col cognome e poi col nome (ma poi s'è corretto), e Ghini si vantava di aver lavorato con i più grandi registi italiani. Peccato che io mi ricordi soprattutto di un flop fatto con Neri Parenti...

sabato 24 settembre 2011

FABRIZIO FRIZZI * DIFENDE MISS ITALIA E ATTACCA LE «INUTILI TIRATE» DI ALDO GRASSO

Anche i Frizzi, nel loro piccolo, s'incazzano. Dopo il suo ritorno a "Miss Italia", con una serata di debutto un po' problematica e un finale dai buoni ascolti, Fabrizio Frizzi ha deciso di difendere la sua conduzione e la creatura di Enzo e Patrizia Mirigliani dagli attacchi della critica. In particolare il sempre pacato Frizzi ha osato l'inosabile, attaccando Aldo Grasso, il principe dei critici televisivi italiani. Il suo pensiero l'ha affidato al profilo Facebook: "Sono molto contento dei risultati (anche quello della prima serata, molto difficile con la controprogrammazione forte che avevamo) e per aver fatto un lavoro elegante, di qualità, com' è nello stile di Raiuno... nel rispetto delle ragazze che hanno partecipato. Rispetto ed educazione sono parole desuete nella società di oggi (e in televisione ancora di più) ma io sono un semplice artigiano della tv (e quando mi riesce "dello spettacolo") e cerco di fare al meglio quello che la Rai - quasi sempre in emergenza - mi chiede di fare. (Se Aldo Grasso trova in giro molto di meglio, beh, beato lui! Io evidentemente godo di ottima salute se non mi addormento quando leggo le sue inutili tirate da professore-fenomeno fuori dai giochi)".
Con quel "fuori dai giochi" si immagina che Fabrizio intendesse fuori dal contesto. Una sorta di "facile parlare, se non ci sei dentro". Resta il Fatto che l'indomito Frizzi ha alzato la testa. Persino contro Grasso.

martedì 20 settembre 2011

STEFANIA BIVONE * MISS ITALIA 2011: REQUIEM PER UN CONCORSO DI BELLEZZA

La calabrese Stefania Bivone, Miss Italia 2011, non piange ma è giustamente emozionata e non spiccica una parola di italiano. Come il figo di una qualunque boy band in tournée da noi. Manca soltanto che aggiunga: «Amare tanto vostro Paese, mangiare pizza, spaghetti, suonare chitarra e mandolino». Parlando all'infinito, come i Sioux. Il suo sogno è cantare e vuole raggiungerlo con la scorciatoia del concorso di bellezza più vecchio (come impianto) del mondo. La cui nume tutelare, Patrizia Mirigliani, resta aggrappata all'idea proprietaria di un ex evento che ha fatto il suo tempo. Sciura Patrizia, la Gattoparda, si è innamorata dell'idea di poter continuare a gestire il noiosissimo prodotto come se nulla attorno fosse cambiato. E lo difende con grinta degna di miglior causa. Il povero Fabrizio Frizzi si assume le responsabilità della mappazza soporifera, guardandosi bene dall'ipotecare ancora il futuro, ma lo fa per generosità e senso di responsabilità. Le colpe non sono sue. Le ragazze sembrano vive, quasi tutte con la loro pesante inflessione dialettale, ma «Miss Italia» è morta già da anni. Facciamocene una ragione e diamole degna sepoltura.

P.S.
Ma chi fa la tinta a Giorgio Pasotti?

lunedì 18 aprile 2011

PATRIZIA MIRIGLIANI * MISS ITALIA È MIA, E LA GESTISCO IO

Miss Italia» cambia casa. Dopo aver consumato in modo «consensuale» (come recitano i comunicati stampa) la separazione dalla sede storica di Salsomaggiore Terme, il concorso di bellezza per antonomasia cerca una nuova città d’elezione. Sono una quindicina i comuni che si sarebbero già fatti avanti per ospitarlo. Abbiamo incontrato l’organizzatrice, Patrizia Mirigliani, per fare il punto.

Mirigliani, per Salsomaggiore aveva senso perdervi dopo 41 anni?
«Forse no, se si considera che grazie a “Miss Italia” Salso è diventata simbolo della bellezza. Ha senso se si pensa a una certa crisi del termalismo, ai tagli dei fondi ai comuni. Ma ci siamo lasciati senza rancore».
Il sindaco ha detto: «Non posso rinunciare a un asilo nido per fare Miss Italia». Demagogia?
«Beh, un po’ sì. Si potevano fare altri esempi. D’altra parte capisco il problema di dover giustificare in qualche modo l’arrivederci a qualcosa di tanto simbolico».
«Miss Italia» a un comune costa «600 mila euro» l’anno, come è stato scritto?
«Suppergiù, la cifra è quella».
In fondo il loro bilancio è passato da 23 a 20 milioni di euro… Non è che hanno cercato un pretesto per chiudere con voi?
«Figurarsi... “Salso” secondo me ha fatto un errore: questo settore vive di sinergie, e avendo la fortuna di ospitare un evento così, doveva farlo vivere tutto l’anno, non un mese. Creare decine di convegni, spettacoli, incontri legati al beauty. Come ha fatto Sanremo col Festival… Loro, no».
La convenzione col comune doveva durare ancora due anni. Pagheranno una penale?
«No. Se avessimo avuto problemi ci saremmo attaccati a quel cavillo. Invece per fortuna fuori dalla porta ho la fila di gente che vuole ospitarci. Tra poco, scioglierò le riserve».
Un’anticipazione?
«Posso dirle che sono lusingata dalla richiesta di Sanremo, che sente di aver bisogno anche di noi. Ma è spuntata Rapallo. E chi ha detto che non possa essere anche Montecatini?».
La sua società, la «Miren», è stata oggetto di un servizio de «Le iene», che hanno intervistato alcuni albergatori di Salsomaggiore. Se ne evinceva che voi non avreste pagato alcuni debiti…
«Non meriterebbero risposta, ma non è corretto ciò che hanno fatto “Le iene”. Per fare audience si è voluto mettere in cattiva luce il concorso. Ho i fax con le smentite degli albergatori. Ho sempre pagato tutto, a parte un caso contestato sul quale c’è una causa in corso. Qualche sospeso l’aveva la Società d’Area comunale, che si occupa di queste cose. La “Miren” è uscita da tutto con un credito di 14 mila euro, che ho deciso di lasciare a Salsomaggiore».
Ha querelato «Le iene»?
«Stiamo valutando, ma per ora no».
Milly Carlucci ha detto che non condurrà ancora «Miss Italia», se non cambierà la formula, virando più verso il talent.
«Milly è una grande professionista che ci ha avvicinati al glamour, ma “Miss Italia” non deve diventare un reality, e ogni considerazione sulla sua evoluzione riguarda chi lo cura. Questo concorso è una celebrazione, l’Italia aspetta il nome della vincitrice. Chi lo conduce ha voce in capitolo su alcuni aspetti della costruzione tv, che non sono però mai determinanti».
Siete già partiti col lavoro per la nuova edizione?
«Le selezioni iniziano in questi giorni per chiudere attorno al 20 agosto. Da quest’anno apriamo anche alla taglia 44, alle forme più morbide. È giusto, per combattere i modelli televisivi troppo spesso negativi che inducono le ragazze all’anoressia».
Antonio Ricci ha detto: se la Rai rinuncia a «Miss Italia», io rinuncio alle Veline…
«Ricci è un talento ironico che ama le provocazioni. Non confondiamo però “Veline” e “Miss Italia”: le prime sono ragazze di spettacolo che hanno un contratto in un programma televisivo. Il nostro è un concorso di bellezza. Un punto di partenza per qualcosa di più o un’esperienza fine a se stessa, in assoluta libertà».
Si fa un gran parlare del «corpo della donna» e del suo ipotetico sfruttamento. E la vostra è una passerella di corpi femminili…
«Torniamo alla parola di prima: libertà. Sono tutte polemiche pretestuose di chi – quasi sempre uomini – sfrutta le donne per altri giochi o fini. Siamo noi a non dover abboccare. Se una ragazza è bella e intelligente e vuol partecipare a “Miss Italia”, perché non lo dovrebbe fare? Le vogliamo lasciare in pace, queste donne?».

(TV SORRISI E CANZONI - MARZO 2011)

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