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domenica 20 febbraio 2022

FA GROSSI ASCOLTI IN REPLICA: PERCHE' DARE IL BENSERVITO A EDOARDO RASPELLI?

Il critico eno-gastronomico Edoardo Raspelli, ex conduttore di Melaverde.

La fidelizzazione in tv conta. Ne sa qualcosa Edoardo Raspelli (72), critico gastronomico che conduce "L'Italia che mi piace", su Canale Italia 83 (Sky 937-861). Il viaggio del noto buongustaio fra i luoghi e i sapori del bel Paese ha anche una sigla (retoricamente agée, ma neanche malvagia) che lui stesso canta insieme con lo chef Gianfranco Vissani. La cosa più sorprendente è che una replica del 2010 del suo Melaverde, andata in onda il 16 gennaio scorso su Canale 5, è stata il secondo ascolto più alto di quel weekend fra i programmi (inediti) di genere. Ops... Che Mediaset non abbia fatto un affare a dargli il benservito? 

VOTO: 7

(TRATTO DAL PAGELLONE DELLO SPETTACOLO DI FRANCO BAGNASCO PER I SETTIMANALI VERO E VERO TV)


lunedì 26 ottobre 2020

EDOARDO RASPELLI: «RISTORANTI CHIUSI ALLE 18? UNA PAZZIA CHE SFIORA LA CRIMINALITÀ»

Il critico gastronomico Edoardo Raspelli.

"Chiudere i ristoranti alle 18 è una pazzia che sfiora la criminalità. Vuol dire obbligare l'Italia a lavorare la metà. Pazzi, incoscienti e, politicamente, SUICIDI". Così, con forza, con una veemenza, che di solito non gli appartiene, le parole che istintivamente ha messo domenica sera 25 ottobre su Facebook e su Twitter Edoardo Raspelli, giornalista e " cronista della gastronomia", davanti al decreto del governo che impone da lunedì 26 la chiusura in tutta l' Italia dei ristoranti alle ore 18. Un distico che in breve tempo è diventato "virale".
Edoardo Raspelli completa il suo pensiero :"E' un provvedimento gravissimo, superfluo, inspiegabile che aggraverà ulteriormente non solo la categoria ma tutta l'economia del nostro Paese. I posti dove in Italia si mangia, ristoranti trattorie, caffetterie, bar, sono da mesi penalizzati dal sempre più massiccio(anche se comprensibilmente inevitabile)lavoro da casa che li ha svuotati, soprattutto nelle grandi città e nelle zone di uffici e fabbriche. Ora quest'altra pessima idea, incomprensibile, senza senso. Abolire il servizio serale vuol dire costringere alla chiusura decine di migliaia di locali, far licenziare centinaia di migliaia di cuochi sommelier e camerieri.
Queste sono le conseguenza dirette, poi ci sono le ricadute sull'indotto , e che indotto! In tutta la produzione agricola ed alimentare italiana avrà gravissime ripercussioni: già i ristoranti di ogni ordine e grado hanno diminuito vistosamente l'assortimento dei piatti nei loro menu e ridotto le cantine. Sarà ancora peggio d'ora in avanti, almeno fino a fine novembre, per vini liquori acque minerali, salumi, formaggi, frutta, verdura, pasticceria... tutto quello che siamo abituati a mangiare per vivere o per il piacere di cibo e bevande...".
Continua Edoardo Raspelli: "Oltre tutto non capisco il senso del provvedimento: il ristorante, l'agriturismo, la trattoria, non sono luoghi soggetti ad assembramenti(almeno quelli che non violano la legge). Io, appena ho potuto muovermi ho ripreso le mie ispezioni nei ristoranti. Continuo a vedere locali(ai più vari livelli)assolutamente attenti corretti e professionali: misurazione della temperatura all'ingresso dei clienti, disinfettanti dovunque, menu lavabili, bustine per non mettere sul tavolo le mascherine di ogni cliente, mascherine correttamente indossate da patron e personale, rigoroso regolare distanziamento tra i tavoli, diminuzione dei coperti...".
"C'è un ultimo aspetto da non sottovalutare - conclude Edoardo Raspelli -. Anche a quei pochi turisti stranieri che in questi mesi vengono nel nostro Paese si è reso impossibile apprezzare uno dei motivi principali delle loro visite: certo, giapponesi russi austriaci tedeschi vengono per i musei, le chiese, i panorami ma anche per cibi e piatti, vini e spumanti. Mi auguro proprio che questo governo ci ripensi, anche perché sono sicuro che si stia alienando le più sincere simpatie(e perdendone i voti)".

martedì 10 giugno 2014

EDOARDO RASPELLI * 31 ANNI DI TV DEL DOMATORE DEL TRASH FESTAIOLO

Ieri sera Edoardo Raspelli festeggiava al Just Cavalli di Milano i suoi primi 30 (31, per la precisione) anni di televisione. Il debutto fu con Carla Urban nel 1983 in «Che fai, mangi?». Da allora, il giornalista e critico enogastronomico non si è mai fermato né sottratto. A qualsiasi cosa. Sino all'approdo a «Melaverde», l'ultima sua creatura, che ben veleggia sotto il marchio Mediaset.
È difficile spiegare ai non iniziati del mondo dei media chi sia Raspelli, milanese, classe 1949. Un garbato signore extralarge ridimensionato dal bendaggio gastrico e dannatamente bravo (ma soprattutto ostinato) nell'arte di autopromuoversi. Martellante ufficio stampa di se stesso, con un ego che fa capoluogo di regione. Capace di inviarti e-mail a nastro durante il giorno e lunghi sms alle due di notte con i dati d'ascolto dell'ultima puntata del suo programma. Uno che non si sottrae neanche sotto tortura, insomma.

Ma anche una sorta di Federico Fellini cresciuto sotto la Madunina, capace di organizzare party visionari all'insegna del surreale. Feste che riuniscono nello stesso contesto la sosia di Liz Taylor, intenta a divorare l'ottimo prosciutto crudo della bella salumaia figlia del titolare di Ruliano (Langhirano, Parma), un po' di aspiranti attrici e starlette più o meno in ascesa, come Maura Anastasia, il giallista Andrea G. Pinketts con i suoi indimenticabili cappellini di paglia, modelle russe in fila indiana e bombe del sesso pavesi, come Eleonora Espago. Ma anche brillanti presentatrici-croupier come Chiara Squaglia, attori, giornalisti in debito o in credito di visibilità. Insomma, un circo unico nel suo genere. Un filo trash, forse, ma del resto scagli la prima pietra chi non lo ama almeno un po', questo benedetto trash para modaiolo e festaiolo. Che sarebbe tanto piaciuto al maestro riminese, fra copie attualizzate della sua Gradisca, torte alla panna che fanno tanto Colpo grosso e code di abbuffoni al buffet. 
Sotto questo tendone, Raspelli è il domatore. Un costume che - ora che ci penso - non gli ho mai visto indossare. E mi piacerebbe lo facesse, prima o poi. Perché sarebbe il suo.

sabato 24 dicembre 2011

SMS DI EDOARDO RASPELLI * "HO DECISO DI AIUTARE LELE MORA"

"Nel 1960, quando un amico di famiglia, l'avvocato Oreste Casabuoni, commise il primo omicidio stradale, mio padre lo aiutò. Nel mio piccolo e nelle mie possibilità ho deciso di rispondere positivamente al seguente appello di Lele Mora".
Così, con un sms che arriva alla vigilia di Natale, Edoardo Raspelli manifesta la sua intenzione di aiutare il noto agente dei Vip finito in carcere dopo il crack della sua LM Management e indagato per "induzione e favoreggiamento della prostituzione" nel processo Ruby. Mora, l'anello debole della catena di un sistema molto più complesso, com'è noto ha inviato nei giorni scorsi a 700 personaggi dello spettacolo italiano - molti dei quali parte della sua ex scuderia, un sms con un accorato appello: «Sapete quale sarebbe il mio più grande regalo di Natale? Tornare assieme a tutti Voi... Se potete, aiutatemi a fare questo inviando un contributo a questo comitato “Gli amici di Lele Mora “ — c/c bancario iban: IT 93 Y... (causale donazione “gli amici di Lele Mora”)... Quando ho potuto, con voi ho condiviso business e divertimenti. Buon Natale... un amico Lele Mora».
Il critico gastronomico Raspelli, conduttore di Melaverde, è il primo a uscire allo scoperto pubblicamente, anche se non si conosce l'entità della donazione. Probabilmente altri, forse privatamente e in modo più discreto, avranno deciso di dare una mano a Mora. Ma intanto va registrata questa prima presa di posizione di certo controtendenza.
"Non mi ha mai invitato da nessuna parte - aggiunge Raspelli - ma solo fatto condurre una manifestazione per cui ho fatturato i miei soliti 5.000 euro. Mi fa pena che sia ridotto così e schifo che tutti i nani e le ballerine che lo circondavano e sfruttavano lo abbiano lasciato solo".

venerdì 17 dicembre 2010

GENE GNOCCHI E LA FOBIA DELL'AEREO * EDOARDO RASPELLI MANDA SMS DI NOTTE


IL GENE DEL TRASPORTO 
Ha paura di viaggiare in aereo, e se il suo impresario gli procura uno spettacolo la sera prima a Trento e quella dopo a Palermo, puoi star certo che Gene Gnocchi percorrerà tutta l’Italia guidando da solo la propria auto. Gettati alla rinfusa sui sedili, che sembrano una spiaggia dopo un tornado, ci sono decine di cd di ogni genere musicale, che l’illustre fidentino divora. In tv è su Raidue con «L'almanacco del gene gnocco».

EDOARDO P.R. DI SE STESSO
L’enogastronomo e conduttore Edoardo Raspelli (nella foto con l'attrice e dj Reina Moncada) si dedica da anni alle pubbliche relazioni fai da te. Se in qualche modo “carpisce” i tuoi dati sensibili, ti vedi recapitare in breve decine di mail che illustrano le sue attività (ma anche quelle della rock band del fidanzato della figlia Simona, per esempio), o sms, anche notturni, che riportano i dati d’ascolto della sua “Melaverde”, in onda su Retequattro.

venerdì 18 giugno 2010

EDOARDO RASPELLI * 61, E SI ABBUFFA COME NESSUNO (NONOSTANTE IL BENDAGGIO GASTRICO)

L'abbinata gnocca-cibo era di quelle invitanti. E così Edoardo Raspelli, da 13 anni conduttore di «Melaverde», su Retequattro, e da qualche tempo anche attore (con il Gorilla, Victoria Cabello e Vittoria Belvedere), non ha rinunciato alla tradizionale abbuffata, nonostante il recente bendaggio gastrico. Alla sua festa di compleanno, organizzata al «The Beach» di Milano, c'erano - fra gli altri - Sabina Negri, la showgirl Reina Moncada, Gianna Tani, già papessa dei casting Mediaset e autrice del libro «Come nasce una star», ma anche Silvia Zanchi, reduce dall’Isola dei Famosi, la ”pupa” Mary Carbone e Miss Padania 2008 Alessandra Piscopo.
Nel menu spiccavano, tra gli altri, il prosciutto Ruliano di Daniele Montali, il culatello di Zibello di Massimo Spigaroli, di Polesine Parmense, mozzarelle di Avellino, burrate di Benevento. Ma anche olive all’ascolana, insalata di piovra alla messinese, insalata di riso alla creola, verdure miste grigliate e pastellate, canapè di vol au vent, torta di ricotta e spinaci, barchette di strudel di salmone, pennette al cuore di malenzane con pomodorini Pachino e mentuccia, e roast beef all’inglese.
A far da corollario al cibo, uno stuolo di belle ragazze. Ugo Tognazzi sarebbe stato orgoglioso di Edoardo.

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