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giovedì 4 settembre 2014

LE BIONDE PLATINO CHE NON SE LO POSSONO PERMETTERE (QUASI TUTTE)

I tempi sono maturi per una piccola campagna di sensibilizzazione e
Premessa: se sei mora, sontuosa e imperiale, sei a posto. Hai vinto alla lotteria. Nulla hai da chiedere al mondo. Anche se sei bionda naturale (poche), nulla da eccepire. Ma se pascoli nella terra di mezzo di qualche altro colore e per motivi tuoi hai deciso di pittarti la testa, sappi che ci sono tante belle tinte eleganti. Evita per favore come la peste il biondo platino. Ogni tanto mi capita di vedere in giro alcune capocce biondo platino (non di rado aggravate da squarci di ricrescita che farebbe invidia a Rocco Siffredi) che gridano vendetta agli dei del cielo. Il biondo platino, già di suo, è velleitario, è un vorrei ma non posso. Solo Charlize Theron può mettersi in testa un biondo platino senza sfigurare. Ma sta bene in quanto Charlize Theron, non in quanto biondo platino. Lo possono fare anche Madonna e Lady Gaga, per necessità di spettacolo. Lo concedi persino a Valerina Marini, nella versione trash italiota. Le altre - praticamente tutte - stanno drammaticamente male. È come se io mi intestardissi a mostrare il tartarugato avendo la pancetta.
Non capisco come mai, in questo Paese dalle mille leggi inutili, non ne sia stata varata ancora una che vieta il biondo platino. Oppure che lo regolamenta. Puoi utilizzarlo - limitatamente nel tempo - solo se una commissione di 10 persone munite di buon gusto ti autorizza. È un fatto di decenza, perdìo. Come quelle che portano il tacco 12 perché fa tanto figa e poi vanno via zoppe. Ma mettiti le tue belle ballerine, e siamo a posto tutti.
Questa è una campagna progresso. Aderisci anche tu versandomi una piccola cifra simbolica (5 euro) in conto corrente o con Paypal. Andrò in giro per te a cazziare chi «indossa» il biondo platino e non se lo può permettere.

moralizzazione relativa alle teste femminili. E mi riferisco, ovviamente, solo alla parte esteriore. All'apparenza. Perché sulla sostanza il lavoro è spesso molto più arduo e richiede l'impiego di esperti.

venerdì 10 febbraio 2012

ARISA COME LADY GAGA?

Arisa al Messaggero: «Voglio essere la Lady Gaga italiana». 
Mi sembra che come gagata, sia un buon inizio.

domenica 4 dicembre 2011

LADY GAGA NUDA, IL SUCCESSO (E I CEREALI)

Nel suo ultimo video, Lady Gaga si presenta nuda, ricoperta di cereali, in un ospedale psichiatrico, mentre si tinge i capelli di blu. Bei tempi quando per avere successo bastava darla via.

sabato 18 dicembre 2010

LADY GAGA, STAI BUONA: C'E' GIA' STATA MADONNA (NON HAI INVENTATO NIENTE)

Lady Gaga sul palco a Londra, vestita da suora laica, con cappello bianco, velette e sexy trasparenze. Circondata da stalloni neri in calzamaglia fasciante, a petto nudo e con il pacco in bella evidenza. 
Qualcuno dovrebbe spiegare alla signorina Stefani Joanne Angelina Germanotta che Madonna - in un passato anche piuttosto recente - ha già scritto pagine definitive su questo tipo di trasgressione. O presunta tale.

venerdì 26 novembre 2010

LARRY HAGMAN * J.R. ORMAI E' COME BEPPE GRILLO: CONVERTITO AL FOTOVOLTAICO

Dai soldi sporchi all’energia pulita. Dimenticatevi petrolio e dollari insanguinati. J.R. ormai è come Beppe Grillo: convertito al fotovoltaico. Così come te l’aspetti, lui è: orologione d’oro degno di un capitano d’industria votato al kitsch; cappellone texano con incastonati micro ferri di cavallo, e cravattona giallo-nera sulla quale spiccano vistosi raggi di sole. Perché il messaggio deve arrivare chiaro, come mamma America insegna.
Da non credersi. Larry Hagman si aggira per la redazione di «Sorrisi» venerato più di Madonna e Lady Gaga. Perché se hai più di 30 anni non puoi non averlo amato/odiato, artefice delle fosche trame di «Dallas». Perché J.R. è J.R. Persino il direttore, Alfonso Signorini, lo accoglie così: «Larry, io sono come Sue Ellen: pazzo di te». E il cattivone storico del cinema americano, che in realtà è un pezzo di pane, abbozza. «Ma quale cattivo? Sono un santo. La cattiveria porta via troppe energie, non è nel mio karma e non ne vale la pena. Non faccio altro che prendere per il bavero della giacca le persone dicendo: “Non vedi quantà bontà c’è in me?”». Del resto, come contraddirlo? «Sono passato a trovarvi» prosegue «dopo essere stato in Vaticano, a vedere i pannelli solari che ricoprono l’aula Paolo VI. L’energia solare per me è diventata un business, oltreché una necessità, nella mia fattoria a Ojai, in California, dove ho il più grande impianto solare privato d’America. Più grande del mondo, pare, se si eccettua quello di Papa Benedetto VI, che però ha una “famiglia” più grande della mia. Riesco a produrre talmente tanta energia da riuscire a venderne allo Stato per 10 mila dollari l’anno. Niente male. Decisi di passare al solare cinque anni fa, dopo che la caduta di un enorme albero, negli Usa, fece crollare un traliccio togliendo l’energia a 80 milioni di persone nell’East Coast. Dovevo fare qualcosa per rendermi indipendente e salvare le mie preziose coltivazioni di avocados».
Nuovo testimonial di Solar World, tra i leader mondiali nella produzione di pannelli fotovoltaici, Hagman non ha chiesto soldi: «Al posto del mio cachet ho ottenuto che l’azienda installasse pannelli per 100 kilowatt, in grado di servire cinque ospedali ad Haiti».
Gli appassionati di «Dallas» («356 episodi in 13 anni di lavoro: avanti a testa bassa finché qualcuno ci guardava»), la storica serie Cbs che in Italia fece la fortuna di Canale 5, si preparino al revival. In versione riveduta e corretta, chiaro. «Dallas tornerà puntando però su figli e nipoti dei protagonisti» dice un abbottonatissimo Hagman. «Io sono stato contattato per il ruolo di un vecchio petroliere, ho ricevuto i copioni, siamo in trattative, ma non posso dire nulla di più. Nel cast dovrebbero figurare ancora Patrick Duffy e Linda Gray. La produzione prevede di chiudere tutti i contratti per il mese di dicembre, iniziando così a girare entro febbraio».
L’approccio dell’attore alla vita è molto cambiato da quando, «15 anni fa» dovette subire «un trapianto di fegato per colpa di un tumore. Quello è stato il giorno più lungo della mia vita» dice facendo lampeggiare i suoi occhioni piazzato in modo inamovibile sulla sedia nell’ufficio del direttore, con la copertina dell’ultimo «Sorrisi» fra le mani. «Non ci posso credere: questo è Zucchero! Lo adoro, è il mio cantante preferito da quando ha lavorato con Sting, e qui somiglia a mio fratello. Come si intitola la sua ultima canzone? “È un peccato morir”. No, Zucchero non può morire. Non prima che l’abbia incontrato!». E insiste per avere da Alessandra, segretaria di redazione, il cellulare di «Sugar». Dì di no a J.R., se ne sei capace.

(TV SORRISI E CANZONI - NOVEMBRE 2010)

martedì 1 giugno 2010

STATI UNITI * LADY GAGA STA PRENDENDO IL POSTO DI MADONNA

Brutte notizie dall'America. 
Non basta la marea nera della piattaforma BP, che sta distruggendo l'ecosistema in tutta la Louisiana e dintorni (Barak Obama rischia seriamente la poltrona di Presidente mentre i media gli ricordano ogni giorno che si tratta del più grosso disastro ambientale della storia Usa); ora ci si mette anche lo star system, dove dopo anni traballa il regno di Louise Veronica Ciccone, in arte Madonna. Oltreoceano non la considerano ancora Nonna Abelarda, ma poco ci manca. E a quanto sembra il suo posto rischia di essere preso nientemeno che Lady Gaga. Miss Germanotta, 24 anni, meglio nota in Italia come la cugina di Cristiano Malgioglio. Roba non credere.
Invece, sul fronte di «Sex and the City 2» (un mezzo flop, e c'è chi toglierebbe la parola mezzo), tiene banco una polemica collaterale: con Dubai in crisi, mezzo film è ambientato ad Abu Dhabi. Ma in realtà le riprese sarebbero state effettuate in Marocco, non negli Emirati Arabi. Apriti cielo: gli abudhabiani sono fuori dalla grazia di Dio. O di Allah. 

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