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domenica 20 febbraio 2022

LUCA BIZZARRI, PERCHE' BLOCCARE I COMMENTI SU TWITTER?

Luca Bizzarri, che con Paolo Kessisoglu dà vita al duo di cabaret Luca e Paolo.
Il suo sodale Paolo Kessisoglu è molto più cauto, allineato e coperto.
Luca Bizzarri
(50) invece no: si espone parecchio. Soprattutto sui social, dove ha un profilo Twitter che vanta un milione e mezzo di seguaci, tra fan e haters, non di rado inquietanti nelle loro manifestazioni. Forse per questo motivo (il danno potrebbe essere anche sul piano professionale e coinvolgere anche l'amico e collega ligure) il sempre libertario Luca ha bloccato i commenti, limitandoli alle persone citate nei tweet e a coloro che lui già segue. Un piccolo scivolone, se da sempre vesti i panni di chi ama la libertà d'espressione del pensiero. In fin dei conti chi insulta si qualifica da solo. Per tamponare le ferite del pesante flop di “Quelli che il lunedì", che ha segnato la fine dell'era di "Quelli che il calcio", ora Luca e Paolo si stanno dedicando alle copertine satiriche del DiMartedì di Giovanni Floris, su La7. Sfoggiando buoni testi, ritmo e preparazione. 

VOTO: 6

(TRATTO DAL PAGELLONE DELLO SPETTACOLO DI FRANCO BAGNASCO PER I SETTIMANALI VERO E VERO TV)

mercoledì 14 dicembre 2011

LUCA E PAOLO * BEPPE GRILLO È UN GRANDE, MA PERCHÈ HA RINUNCIATO A FAR RIDERE?

La versione 2.0 di Luca e Paolo è un software multi-piattaforma. Che spazia dalla tv (il ritorno di «Camera cafè», su Italia 1, ma più avanti arriveranno anche gli «Scherzi a parte» di Canale 5) al cinema (il seguito di «Immaturi»), passando per il teatro. Con una rilettura dell’anima inquieta e geniale di Giorgio Gaber in «Non contate su di noi». «Neanche a Sanremo mi tremavano le gambe come nei primi cinque minuti di questo debutto» dice Luca. Ritornello simbolo di uno spettacolo che lega più generazioni: «Giorgio, la tua generazione avrà anche perso, ma la nostra non ha nemmeno toccato il pallone...».


Bizzarri e Kessisoglu, da scapestrati del video a interpreti del «Signor G.». È il vostro passaggio all’età matura?
Paolo: «Le definizioni te le danno gli altri. Noi avevamo la testa sulle spalle anche agli inizi, col cabaret, quando giravamo trascinando un carro funebre».
Come siete arrivati a Gaber?
Luca: «È un cerchio che si chiude: a 40 anni fare pezzi di Giorgio, per me che l’ho incontrato e lo conosco a memoria, ha un significato immenso. E nasce da una cosa quasi casuale: la sua Fondazione ci aveva chiesto una lettura di qualche testo. Ci siamo appassionati, e ne uscito un intero spettacolo».
L’impressione è che Paolo sia più una sorta di «imitatore» di Gaber e Luca un reinterpretatore…
Paolo: «Credo che dipenda molto dal mio tono di voce, che un po’ si avvicina al suo. Una cosa è certa: Gaber va fatto con i tempi di Gaber, altrimenti non sai che cosa ti può succedere».
Vi siete tenuti lontani dai suoi pezzi più noti, aggiungendo cose scritte da voi in stile gaberiano. Ne esce un uomo non macho né machista, ma pieno di dubbi…
Luca: «Il gioco era proprio quello: mescolare le carte. Ci sono due nostri monologhi, alcune canzoni… È una cosa ripensata. Anche perché Gaber ultimamente è stato fatto troppo, da tanti».
State per tornare con «Camera cafè». Una vostra passione, o una richiesta della rete?
Paolo: «Col successo che ha avuto, avrebbero dovuto chiedercela molto prima. Più di 200 episodi anche stavolta».
Luca: «Occuperà all’inizio quattro prime serate (e lì ho qualche perplessità, mi sembra inadatta), per poi riprendere con la collocazione naturale pomeridiana. Farla ci diverte tantissimo. Pensi che Lucia Ocone doveva entrare solo per un cameo in un episodio, ma ci ha divertito al punto che abbiamo scritto nuove cose apposta per farla restare».
Non è ancora chiaro se «Le Iene» le abbiate abbandonate voi, o se vi abbiano lasciato a casa loro…
Luca: «Era nell’aria. Già da alcuni anni l’azienda ci chiedeva di fare qualcosa per Canale 5. Quando è arrivata una proposta più concreta, abbiamo deciso di lasciare. D’altra parte, dopo 10 anni, ci stava…».
E quella proposta è «Scherzi a parte». Da quando sarete in onda?
Luca: «Se raggiungiamo un accordo, come sembra, da febbraio. Ci stiamo lavorando con Fatma Ruffini, la capostruttura. Bisogna trovare un punto d’incontro: noi siamo perfezionisti, pignoli, due rompic… Anzi, soprattutto due rompic… E se i caratteri forti si incontrano con altri, sono scintille».
Quali garanzie avete chiesto?
Luca: «Fare un programma che sia un buon mix fra scherzi in esterna e varietà in studio. Abbiamo alcune idee e sembra che ci sia buona volontà».
La vostra carriera prenderà mai la piega di quella di Beppe Grillo, passato dal cabaret all'impegno politico-sociale?
Luca: «Non credo. Conosco Beppe ed è una bravissima persona. Lo stimo. È tra coloro che mi hanno fatto più ridere nella vita. Se c'è qualcosa che mi manca è proprio il suo aver rinunciato alla comicità».
Come vi sono sembrati Luca Argentero ed Enrico Brignano alle prese con «Le Iene»?
Luca: «Un’amalgama come la nostra era difficile da ricreare da zero. E vedere un bellone come Argentero che cercava quasi di imitarmi, mi ha fatto un effetto strano. Ho apprezzato comunque il grande coraggio che ha avuto nell’accettare un ruolo evidentemente non suo. Nel reinventarsi».
Spesso gli spot dei comici non fanno ridere granché. I vostri per Fiat erano divertenti?
Luca: «Sì, soprattutto quelli dell’auto blu. Ma ne avevamo anche di più carini, che non sono andati. Il problema è la sperimentazione, che anche in questo settore non si fa più. La pubblicità è affascinante, se non avessi fatto questo mestiere, sarei un pubblicitario».
Quali programmi buttereste della tv di oggi?  
Paolo: «Quelli che diventano filoni interminabili. Se funziona un reality, si fanno solo reality; e così con gli show con i bambini che cantano. Dovesse avere ascolto uno dove si mangiano escrementi, tutti a mangiarli? Mah».
Il 6 gennaio, al cinema, uscirà «Immaturi 2 - Il viaggio»...
Paolo: «Dopo la maturità i nostri eroi si concederanno una vacanza in Grecia, con fidanzate e mogli. Ne vedrete davvero di tutti i colori».
Non è ora di scrivere un libro intervistandovi a vicenda?
Luca: «Scrivere per me è una terapia, ma c’è già tanta gente che butta giù cose che nessuno legge».
Paolo: «È presto: in fondo non avremmo molto da raccontare».


(TV SORRISI E CANZONI - DICEMBRE 2011)

martedì 6 dicembre 2011

TORNA «CAMERA CAFÈ», SCENE DI LOTTA DI CLASSE IN UN UFFICIO

Anche se vi sembra che non se ne siano mai andati, dal 13 dicembre, il martedì in prima serata su Italia 1, tornano quelli di «Camera cafè». 200 nuovi episodi della sitcom con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu interamente giocata davanti a una macchinetta per il caffè che ne ha viste di tutti i colori. «È la sesta serie» dice il regista Fabrizio Gasparetto «e ogni settimana andranno 24 episodi. Qualche attore è uscito dal cast perché il personaggio aveva esaurito la sua funzione, ma entrano Lucrezia (Roberta Nanni), stalker di Paolo Bitta; la segretaria Gloria (Desy Lucini), una svampita definitiva, e la wedding planner Carlotta (Lucia Ocone). Tra le guest-star, Maddalena Corvaglia nei panni di una prostituta, Francesco Pannofino, Nina Senicar, Syria, il cestista Gallinari e i Pooh».
Nella sitcom che fu diretta da Christophe Sanchez Paolo Kessisoglu e Luca Bizzarri interpretano gli impiegati Paolo Bitta e Luca Nervi. Il primo dicembre i due comici liguri hanno debuttato al Piccolo Teatro Strehler di Milano in «Non contate su di noi», tratto dai lavori di Giorgio Gaber.

(TV SORRISI E CANZONI - NOVEMBRE 2011)

lunedì 7 novembre 2011

LUCA BIZZARRI * «ECCO LA LETTERA CHE IL SINDACO DOVEVA SCRIVERE A GENOVA»

Sul suo profilo Facebook, il genovese Luca Bizzarri (del duo Luca e Paolo, nella foto) ha pubblicato un'accorata lettera aperta che avrebbe voluto fosse scritta alla gente del capoluogo ligure dal sindaco Marta Vincenzi dopo l'alluvione e i morti del 4 novembre scorso. Eccola:
 
Cari concittadini.
Ho assistito impotente, io come voi, alla terribile alluvione che ha colpito la nostra città. Il pomeriggio, l’interminabile pomeriggio del 4 novembre rimarrà impresso nei miei occhi e nel mio cuore per il resto dei miei giorni. La Natura ci ha voluto ricordare quanto siano minuscole le nostre forze rispetto alla sua , e quanto il continuo modificarne e sconvolgerne le leggi, alla lunga, diventi per noi una condanna all’estinzione. Ce lo ha ricordato nel modo più atroce, togliendo la vita ai nostri cari, ai nostri vicini, ai nostri parenti. Togliendo la casa a molti dei nostri concittadini, e obbligandone altri a vivere un futuro più complicato e difficile. Di questa tragedia noi tutti, che abbiamo amministrato e amministriamo la città, non possiamo non sentirci profondamente responsabili. Siamo responsabili tutti di quelle morti e di quelle devastazioni, la classe dirigente che ha governato e governa da decenni non può, e non deve, nascondersi dietro il dito del “non si poteva prevedere”. E invece si poteva, si doveva prevedere, e soprattutto, bisognava fare di tutto perché non succedesse. Negli ultimi quarant’anni questa città ha subito almeno quattro grandi inondazioni, tutte nelle stesse zone , tutte con le stesse vittime. Stiamo facendo, noi amministratori, un lavoro difficile, avendo ereditato da chi costruì nei secoli scorsi non poche situazioni esplosive. Stiamo facendo molto, ma evidentemente non stiamo facendo abbastanza. I fatti parlano per noi, purtroppo.
In queste ore ho seriamente pensato di dimettermi dalla mia carica di primo cittadino, più che per responsabilità personali, per un senso di vergogna rispetto ai miei cittadini, per aver fatto e far parte di chi dovrebbe proteggerli, e non riesce a farlo. Credo però che in questo momento ci sia bisogno di me, di una guida ,un punto di riferimento anche se non amato, ma presente. Non è delle mie dimissioni che la città ha bisogno. Ha bisogno di lavoro, e di serenità. Ha bisogno di quella fratellanza che sa unire i genovesi in questi momenti. Ha bisogno di silenzio. Per cui da oggi in poi lavorerò in silenzio, fino alla fine dell’emergenza, lavorerò in silenzio e poi voi deciderete se avrò fatto bene o male, se sarò responsabile o no. Ma prima del lavoro e del silenzio c’è una necessità, un’urgenza che mi esce dal cuore, dalla pancia. A nome di chi vi ha governato e vi governa oggi, io vi chiedo scusa.
Chiedo scusa perché, come Sindaco ho il dovere di prendermi la responsabilità di farlo,di chiedervi scusa e lavorare in silenzio.
Il Sindaco di Genova.

venerdì 7 ottobre 2011

«LE IENE SHOW» * BRIGNANO E ARGENTERO FANNO RIMPIANGERE LUCA E PAOLO

La morte di Steve Jobs ha messo meritatamente in ombra, ieri, il debutto su Italia 1 de «Le iene show» in versione Brignano-Argentero-Ilary Blasi.
Il programma funziona da sé, non è questo il punto. Non sono fegatelli da studio o presentazioni più o meno brillanti di nuovo conio a cambiarne il risultato sul piano dell'audience. Queste ultime incidono piuttosto - e negativamente - sul ritmo complessivo, anche se la formula continua a funzionare. Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu, che ormai non ne potevano più della routine di Cologno Monzese, avevano però il pregio di essere un ingrediente collaudato; di garantire un cazzeggio apparentemente più spontaneo. Luca Argentero ed Enrico Brignano sono una forzatura. Il primo, bello ma troppo ingessato. Il secondo, inutile come tutti i comici che non fanno ridere. Inutile eppure onnipresente. Brignano è ovunque, maschera di una romanità stantìa che non ha mai poggiato (a prescindere da questo contesto) su buoni testi. Qualunque tassista romano è infinitamente più divertente di Brignano. Qualsiasi edicolante (vedi quello di Fiorello che rimbalza su Twitter) pescato nella Capitale ha più chances di strappare una risata. O almeno le stesse. Eppure il miracolo Brignano in tv continua. Così come quello di Pino Insegno, piacevole come uno sfratto esecutivo e alle prese con i guai di «Me lo dicono tutti».
Devo invece ricredermi sulla non-scenografia de «Le iene», giocata sul bianco, mantenuta dallo scorso anno. Mi sembrò una pessima idea, invece - a posteriori, col conforto dell'abitudine - va riconosciuto a Davide Parenti e soci di aver fatto una scelta di classe. Che a colpo rende unico il programma. A letto i fotofobici.

lunedì 4 luglio 2011

LUCA E PAOLO E I NUOVI, ORRENDI SPOT PER FIAT

Perché due (ex) ragazzi in gamba come Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu hanno accettato di girare spot così imbarazzanti come quelli della nuova campagna pubblicitaria Fiat? Per soldi, certo. Ma mi auguro per loro che quei quattrini siano stati veramente tanti, dal momento che stavolta siamo al limite dell'inguardabile. Non una trovata, non uno spunto, non una battuta fulminante. Solo imbarazzo per qualcosa di così scadente. E non basta addossare la colpa ai creativi dell'agenzia pubblicitaria: lavori così non si dovrebbero accettare. Così come hanno rinunciato (immagino per comprensibile stanchezza, dopo tanti anni) alla conduzione de «Le iene» (che finiranno in mano a Luca Argentero, Ilary Blasi e al prezzemolino Enrico Brignano), altrettanto avrebbero dovuto rispondere con uno sberleffo a chi si presentava loro con un progetto simile. Di fronte al quale persino le opache facezie di Neri Marcorè e Raffaella Carrà per Tim diventano materiale da Oscar. Al cospetto del quale quale i debolissimi spot di Aldo, Giovanni e Giacomo per Wind acquistano un valore di comunicazione comica di alto livello.
Peccato, perché dopo l'ultimo Sanremo e in attesa del ritorno di «Camera cafè», i due ex ragazzi ci avevano abituato bene. Ma la tentazione di passare alla cassa, è spesso più forte di quella di passare alla storia.

venerdì 4 marzo 2011

LUCA BIZZARRI (FOTO RICORDO CON BELEN), RIPENSANDO A SANREMO

La iena Luca Bizzarri, dopo Sanremo, non riesce a smettere di pensare a Belen Rodriguez. E un po' c'è da capirlo. Tanto che pubblica sul suo profilo di Facebook questa foto ricordo personale così (significativamente) didascalizzata: «Che poi io, di quel posto lì, c'ho dei bei ricordi...». Pare che Luca, ai margini del Festival, abbia fatto alla fidanzata di Fabrizio Corona uno tra i più grandi pressing sentimentali della storia. Come sarà finita?

sabato 19 febbraio 2011

GOSSIP * BELEN RODRIGUEZ: CORONA A MILANO, ROBBIE E LUCA A SANREMO

Mentre Belen Rodriguez è a Sanremo, alle prese con la serata finale del Festival (e a quanto pare anche con la corte serrata del compagno d'avventure Luca Bizzarri, che non ha mai nascosto una comprensibile passionaccia per lei), Fabrizio Corona è a Milano, a portare a spasso il figlio Carlos, avuto da Nina Moric.
Alle 12.50, in Largo La Foppa, nei dintorni della sua abitazione, l'agente dei paparazzi sgambettava sportivo in canotta bianca e tatuaggi in bella evidenza. Lasciata l'auto al limite del divieto di sosta, davanti a un noto bar-pasticceria si è messo a parlare con il piccolo, al quale ha sganciato due banconote da 50 euro, prima di entrare con lui in un negozio di ottica. Alla domanda: perché mi dai questi soldi, papà? il premuroso Corona, in veste di educatore, ha risposto: "Così paghi tu e fai come i grandi". All'uscita dal negozio, Carlos lamentava qualche battibecco - a quanto sembra - fra mamma Nina e il nuovo compagno. Corona deciso e rassicurante: "Quando mamma e lui litigano, mi chiami, vengo io e sistemo le cose".
Per un'Elisabetta Canalis relativamente traquilla (sembra che l'unica telefonata del fidanzato George Clooney sia stata per pregare Robert De Niro di farsi intervistare da lei), Belen tutta pepe - che stamattina si è concessa anche un lieve malore in conferenza stampa - impensierisce un po' nonno Morandi, che non vuole noie in squadra. Oltre al pressing di Bizzarri, corre voce che con la splendida argentina si sia fatto avanti nientemeno che Robbie Williams, ospite ieri sera con i Take That. Avrebbe portato a casa un sonoro due di picche. Lusso che non è da tutte.

mercoledì 16 febbraio 2011

TESTO INTEGRALE «TI SPUTTANERÓ» SANREMO 2011 (LUCA E PAOLO)

TI SPUTTANERÓ (di Luca e Paolo)

Ti sputtanerò/ al Giornale andrò
con in mano foto dove tu/ sei con un trans
Ti consegnerò le intercettazioni/ e alle prossime elezioni/ 
sputtanato sei.

Ti sputtanerò con certi filmini/ che darò alla Boccassini/ 
dove ci sei tu./ 
E le mostrerò donne sopra i cubi/ 
e ci metto pure Ruby e ti fotterò/ 
E se Emilio Fede/ non si vede/ ce lo aggiungo col Photoshop
 Ho già sentito Lele Mora/ che dichiara/ cosa/ tutto

Ti sputtanerò/ sarà un po’ il mio tarlo/ con la casa a Montecarlo/ dei parenti tuoi/ mogli e buoi/ tutti tuoi/ e ti sto sputtanando/ dove/ in questura/ pure/ porto/ anche la Santanché.
Le ragazze stanno dalla parte mia/ e so che mi sostengono/ se l’affitto in via dell’Olgettina è intestato a me./ Tuo cognato già lo sai io lo dimostrerò/ che la casa al Principato appartiene a lui.

Ti sputtanerò/ farò l’inventario/ con Noemi e la D’Addario/ dei festini tuoi/ ti sputtanerò/ dirò a D’Agostino/ che tua suocera e Bocchino han gli inciuci in Rai./ E se tu intercetti/ la Nicole Mi-netti/ c’è Ghedini/ che intercetterà te/ Ti sto sputtanando/dove?/ da Santoro/ quando?/ora/ Chiamo


/Ti sputtanerò. /Non mi butti giù.

Sì ma il 6 aprile in aula ci vai solo tu.

venerdì 11 febbraio 2011

SANREMO * TRE METRI SOPRA UN FESTIVAL DI CUI NESSUNO PARLA

Alla vigilia del Sanremo meno chiacchierato (nel senso che per ora non ne parla nessuno) degli ultimi anni, il buon Gianni Morandi si dà da fare per promuovere un Festival che dovrà prima o poi decollare, in qualche modo. All'inizio si sono inventati la solita stantia rivalità tra Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez. Roba da guerre puniche, mica Lucherini-Pignatelli al massimo dello splendore. Le due super gnocche, fra l'altro, si sono incrociate a malapena, per ora. Ma l'ufficio stampa non esiterà a soffiare ancora su questo focherello, se gli ascolti dopo il debutto dovessero essere deboli.
Dietro le quinte, si registra lo scontento dei fotografi, ai quali per ora è stato inibito l'accesso all'Ariston, dove troneggia la nuova scenografia di Gaetano Castelli (nella foto). Peccato che un bozzetto 3D della medesima sia già stato pubblicato in anteprima dal Secolo XIX. Il che fa roteare gli zebedei a molti. Morale: per ravvivare un mammozzone che si teme soporifero, si spera in Luca e Paolo, che però forse non potranno combinare più di tanto.
Tra gli autori del gruppo del supermanager Lucio Presta, scaricato lo scorso anno Cesare Lanza (che finì poi in una polemica mortale con Paolo Bonolis), ecco uscire dal cilindro lo squittente Federico Moccia. Sì, proprio lui: quello di «Tre metri sopra il cielo». Che se fa l'autore come scrive libri, sarà di certo una garanzia per l'eterno ragazzo di Monghidoro. O no?

lunedì 24 gennaio 2011

MORGAN A SANREMO CON PATTY PRAVO (UN PASSAGGIO DI TESTIMONE)

Era ora che succedesse. Nel bel Paese senza memoria, in vista del prossimo Festival di Sanremo, piazzato nelle saldi mani di Gianni Morandi (con parti in commedia anche a Elisabetta Canalis, Belen Rodriguez e ai guastatori Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu), finalmente avviene la riabilitazione. Di quel Marco «Morgan» Castoldi che poco prima dello scorso Festivalone diede scandalo per aver confessato in una sapida intervista a Max di far uso di droghe a scopo terapeutico. Fu cacciato con ignominia e senza passare dal via. Senza neppure ritirare le ventimila lire del Monopoli. Puntuale come tutte le italiche ipocrisie, ecco il perdono. 
Morgan sarà nel cast di questa nuova edizione, ma solo per duettare brevemente, insieme con Patty Pravo. D'altra parte, qualcuno doveva pure passarle il chilum.

martedì 18 gennaio 2011

A PRIMAVERA TORNA «CAMERA CAFÈ» (NUOVO CORSO)

A primavera, torna «Camera Cafè». La fortunata sitcom impiegatizia con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu (tra poco impegnati con il Festival di Sanremo, insieme con Gianni Morandi, Belen Rodriguez ed Elisabetta Canalis) sta per riconquistare Italia 1, dalla quale di fatto - a furia di repliche - non se n’è mai andata.
Alle macchinette per la nuova serie dovrebbe ritrovarsi più o meno tutto lo storico cast. Da Nervi e Bitta, ovvero Luca e Paolo, che confermano sia la ripresa delle registrazioni che la loro presenza, alla burrosa Jessica Polsky. Fra gli altri, salvo contrattempi (i contratti non sono ancora firmati) non mancherebbero né Debora Villa (Patty) né Alessandro Sampaoli (Silvano).

(TV SORRISI E CANZONI - DICEMBRE 2010)

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